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L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

Novità alcol

BINGE DRINKING: PRIMA INDAGINE QUALITATIVA ITALIANA

 

CeSDA - La ricerca qualitativa “Binge drinking: significati e pratiche di consumo tra i giovani italiani”, promossa dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcol (OPGA) e realizzata dall’Istituto di ricerca e formazione Eclectica in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, presentata a Torino lo scorso 16 dicembre, ha aperto una riflessione sui significati e l’utilizzo del concetto di binge drinking in Italia, spiegando le ragioni della variabilità dei dati rilevati nelle indagini quantitative.
Lo studio, basato su 134 interviste individuali realizzate a Torino, Roma e Salerno e su un forum online, è la prima indagine qualitativa italiana sul tema e dà voce ai giovani bevitori dimostando che il binge drinking non è uno specifico modello del bere ma comprende diverse modalità di bevuta, che si distinguono per quantità, arco temporale e vicinanza o meno dei pasti, e che si modificano a seconda del contesto, della motivazione e dei limiti della singola occasione.
La ricerca ha anche confermato il persistere di una concezione negativa dell’ubriachezza e delle sue conseguenze chiarendo che in Italia il termine binge drinking non può essere utilizzato come sinonimo di bere per ubriacarsi nè può essere compreso attraverso le categorie esplicative nate nei contesti nordici e anglosassoni.

 

Scarica il rapporto su cesda.net

L'amore e le droghe non saranno mai amici

Lo conobbi durante un viaggio: lui era l'autista e io una ragazzina che si era concessa il piacere di un viaggio. Forse cercavo me stessa, o forse, fuggivo dalla mia vita. Non importa. Quattordici anni di differenza tra me e lui. Inizialmente io vedevo solo un ragazzo attraente e interessante, nulla di più, anche se con il senno di poi, ho potuto constatare che non si trattava di un semplice ragazzo. Con il tempo, abbiamo continuato a sentirci, ci siamo visti e siamo caduti fisicamente in tentazione. Lui, dopo anni passati a fuggire era riuscito a parlare al mio cuore..ma purtroppo a distanza di tempo inizio ad avere paura. Paura per quello che, inconsciamente ho sperato e creduto fosse tale, ma che in realtà non passerà mai. Lui era "uscito" da 10 anni di eroina..ma sentivo che qualcosa non andava. La battaglia che pensavo avesse vinto mi sembrava ancora troppo reale e presente e mi spaventava. Tutt'ora mi terrorizza..nonostante abbia smesso con le droghe..ha iniziato con l'alcol. Non so se sono in grado di sopportare l'incoerenza che lo caratterizza quotidianamente, l'ipocrisia, le bugie, le promesse infrante..e la consapevolezza che io non sarò mai l'unica scelta ma solo un ripiego ai suoi capricci di tossico e/o alcolizzato. Lo amo tanto, e non posso a fare altro che assistere alla sua disfatta perché non ho idea di come aiutarlo. Ieri notte, mi sono svegliata di colpo e ho guardato il telefono: avevo 3 suoi messaggi in cui mi comunicava che era sbronzo e che stava male..e quindi, mi son trovata virtualmente, per tutta la notte, a fare la parte della ragazza che tiene la testa del suo uomo mentre vomita l'anima e getta al vento madonne. Il bello? È che io ho lo stesso valore nella sua vita di un soprammobile è che nonostante tutto, passo ogni santo giorno a ricordargli quanto vale e quanto lui sia straordinario..sperando di riuscire a parlare al suo cuore come lui ha fatto con il mio. L'amore e le droghe..non saranno mai amici.

L’ALCOL IN GRAVIDANZA E I PROBLEMI SOCIALI DEL BAMBINO


ReteCedro - Secondo uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Child Neuropsychology i bambini nati da donne che hanno consumato alcol durante la gravidanza pur non evidenziando necessariamente un QI più basso dello standard evidenziano generalmente problemi comportamentali, sociali e di attenzione.

Nello studio in questione sono stati coinvolti 125 bambini di età compresa fra i 6 e i 12 anni: 97 di questi bambini soddisfacevano i criteri per un disturbo dello spettro fetale da alcol.
I ricercatori hanno valutato lo sviluppo sociale, emotivo e comportamentale di questi bimbi.
I bambini esposti all’alcol prima della nascita hanno evidenziato problemi sociali, difficoltà organizzative e di pianificazione dei compiti scolastici o della gestione del loro tempo, nonché problemi di memoria.
Questi bambini, inoltre, si sono rivelati più propensi alla depressione, ad un comportamento impulsivo e iperattivo.

Consiglio alcol

Tanti anni fa ho smesso di fumare sigarette dopo aver fumato per 10 anni (ho ciminciato a 15 e adesso ne ho 35); dopo qualche anno ho cominciato a fumare seriamente e sempre di più erba e fumo... solo canne, niente più sigarette. Di recente ho smesso anche con quelle perché ero arrivato a fumare *parecchi* grammi al mese... decisamente troppi. Era una dietro l'altra per sentire un effetto che ormai non sentivo neanche più, e spesso usavo anche alcol per potenziare l'effetto. Fumavo perché mi dava grande capacità di analisi e introspezione. Cose che comunque adesso mi mancano e non avrò più a quel livello, ma accetto il compromesso. Sono solo due settimane ma sto resistendo bene.Ora resta da liberarsi dell'alcol, vedremo come andrà. Non bevo sempre ma lo faccio in modo sistematico e questo credo sia il vero problema... tra l'altro ieri ho fatto un aperitivo pesante e in più sono uscito a cena, non racconto come sono tornato e com'ero oggi... Guidavo e mi sono sentito un delinquente, mi hanno anche fermato e per fortuna non avevano etilometro. Voglio solo dire di fare attenzione all'alcol, è subdolo, non te ne accorgi ma in un modo o in un altro te lo trovi tra i c*glioni anche quando non vuoi, in più porta a fare cose che non vorresti e a prendere con leggerezza cose che leggere non sono.Il problema è che se esci è praticamente impossibile non bere, perché è cosa socialmente accettata e anche se parti con la migliore intenzione di bere poco è effettivamente difficile farlo, visto che se sei al pub con gli amici non puoi ordinare acqua e limone tutta sera.Non so, spero di riuscire a togliermi anche questa m*rda di dosso perché il solo fatto di pensarci così mi dimostra che mi va stretta... e il fatto stesso di darmi del deficiente quando mi riduco in certi stati ma non riuscire ad evitarlo mi fa capire che ne sono dipendente. Il problema non è nel bere qualche volta, è nel non riuscire a controllare l'eccesso le volte che bevo, è spaventoso. A casa ho smesso di comperare alcolici e tampono a tisane, camomille e the... ma quando esco con certi amici è praticamente inevitabile non tornare ubriachi. Non ho molti amici e non esco spesso, quindi non posso ulteriormente limitare le uscite o cambiare gente.Spero di riuscire a gestire meglio la faccenda, se qualcuno ha consigli sono in ascolto... il mio obiettivo non è non bere mai più, sarebbe piuttosto quello di bere con moderazione.

Omicidio stradale, le associazioni soddisfatte: "Forse è la volta buona". E chiedono l'ergastolo della patente

 Soddisfazione delle associazioni promotrici dell'iniziativa per l'avvio della procedura anticipato dal ministro Cancellieri che entro gennaio porterà  in Consiglio dei Ministri anche questa normadi MAURILIO RIGO. Repubblica.it

 "Entro gennaio introdurrò il reato di omicidio stradale"

L’anno nuovo inizia con un passo importante per la sicurezza stradale. L’iter per l’introduzione del reato di “Omicidio stradale”, dopo tanti tentennamenti, ha iniziato il suo il suo cammino nelle aule del Governo. Una notizia accolta con soddisfazione dagli enti promotori dell’iniziativa: Associazione amici polizia stradale, Associazione Lorenzo Guarnieri e Associazione Gabriele Borgogni, che hanno lanciato una raccolta di firme online già arrivata a 75.700 adesioni (con la prima del sindaco di Firenze, Matteo Renzi.
“Consideriamo l’impegno del ministro Cancellieri – ha dichiarato Giordano Biserni – presidente dell’Asaps – che entro gennaio porterà  in Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l’introduzione del reato di omicidio stradale, la prima buona notizia del 2014. L’impegno delle associazioni  promotrici trova finalmente la dovuta attenzione, dopo che per troppo tempo sia nel Governo che nel parlamento si evidenziavano posizioni contraddittorie che avevano sempre di fatto accantonato la proposta.
La recente tragedia della piccola Stella è stata l’ultima di un elenco lunghissimo di inaudite violenze stradali che da anni non hanno avuto quasi mai vera giustizia. Ci ha anche stupito l’arresto a scoppio ritardato dell’omicida, avvenuto

 

solo dopo una durissima presa di posizione dei genitori della piccola delle associazioni impegnate sul versante della sicurezza stradale. La vita di un innocente sulla strada non può essere stroncata da chi beve e si droga con l’applicazione di sanzioni penali che, nel concreto, sono paragonabili ad una condanna (quasi mai scontata) per borseggio”.
Dopo la soddisfazione iniziale per un avvio concreto del percorso per l’introduzione del reato di omicidio stradale nel nostro ordinamento giuridico restano però i timori di un possibile rallentamento dell’iter, notivo per cui i promotori non abbasseranno di certo la guardia.
“Ora Asaps con le associazioni promotrici – ha aggiunto Biserni – seguirà con attenzione affinché l’impegno del ministro Cancellieri che ora consideriamo irrevocabile (e irrinunciabile) e del Governo, proceda con celerità e non si spiaggi come nella scorsa legislatura in un Parlamento nel quale l’ex ministro di Giustizia si era dichiarato non favorevole all’adozione di questa nuova figura di omicidio.
Certo si tratterà di capire come la nuova figura dell’Omicidio stradale potrà poi conciliarsi e incasellarsi con la progettata riforma della giustizia e quindi del sistema di procedura penale di cui si parla in questo periodo.
In un Paese serio la sistematica configurazione del dolo eventuale per questo tipo di omicidi alla guida alcol-narco correlati,  sarebbe potuta bastare. Ma i fatti hanno dimostrato ampiamente che non è così”.
“Contiamo anche nel sostegno del Sottosegretario ai Trasporti Erasmo D’Angelis  - ha aggiunto Stefano Guarnieri, vicepresidente dell’Associazione Lorenzo Guarnieri – che ha firmato sin dall’inizio la nostra proposta e, da quando al Governo, ha sempre dimostrato il suo supporto in questa battaglia di civiltà.
Ci auguriamo che l’introduzione dell’omicidio stradale, nei casi di guida sotto effetto di alcol e/o droghe, contenga quanto richiesto dalla nostra proposta di legge: 1) l’aumento delle pene minime: quelle attualmente usate (2-3 anni) dai giudici secondo quanto previsto per l’omicidio colposo dal codice penale lasciano di fatto gli omicidi stradali totalmente impuniti; 2) l’arresto in flagranza di reato, come già previsto dal codice penale per reati minori rispetto all’omicidio, come i furti; 3) l“ergastolo della patente”.
Riguardo all’ultimo punto le associazioni promotrici lanciano un messaggio forte e chiaro: “Chi guidando elimina dalla vita per abuso di alcol e droga, deve essere eliminato dalla guida”.

Alcol. Negli ultimi 30 anni in Italia consumo in calo del 65%


E' quanto emerge dal progetto Amphora, finanziato dalla Commissione europea. Il calo è dovuto in gran parte alla diminuzione del consumo di vino. Lo studio ha anche evidenziato che le variabili socio economiche e demografiche svolgono un ruolo fondamentale nell’indirizzare i mutamenti del bere.


Quotidiano Sanità  - Sono le variabili socio-economiche, culturali e demografiche ad influire maggiormente sui mutamenti del consumo di alcol, ancor più delle politiche. E’ quanto emerge dal progetto Amphora, finanziato dalla Commissione europea dal 2008 al 2013, che ha studiato i modelli di comportamento e le politiche alcologiche attuate nei paesi dell’UE. Lo scopo: fornire nuove evidenze sul consumo di alcol e sui danni alcol-correlati, diffondere informazioni sui rischi per la salute e dare indicazioni utili a implementare politiche ed interventi efficaci. I dati mostrano però anche un riscontro assai positivo: in Italia negli ultimi 30 anni il consumo di alcolici è calato del 65%.


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Il progetto ha inoltre posto l’accento su alcuni altri elementi-chiave che devono essere implementati in Europa, tenendo in debita considerazione le diversità locali:
-Aumentare i costi delle bevande alcoliche attraverso una maggiore tassazione, fissando un prezzo minimo per grammo di alcol.
-Bandire la pubblicità promozionale sull’alcol dai media, fornendo invece ai cittadini informazioni chiare sui rischi del bere, ad esempio con delle etichette sulle bottiglie che avvertano i consumatori dei rischi di quelle bevande.

Farmaci e alcol eterni nemici? Ecco cos’ho scoperto in rete

Antidepressivi

Fino a qui dovremmo esserci tutti: l’alcol può peggiorare i sintomi della depressione e, rallentando il sistema nervoso centrale, ci fa meno attenti e meno svegli. Di conseguenza, saranno minori le nostre capacità di giudizio, coordinazione e reazione. Per alcune classi di antidepressivi è meglio bandire l’alcol del tutto.

Pillola anticoncezionale
L’alcol resta più a lungo in circolo nelle donne che assumono la pillola anticoncezionale: quindi l’effetto è potenziato e il rischio intossicazione dietro l’angolo.

Farmaci per la pressione e per il cuore
L’alcol diminuisce l’effetto dei betabloccanti, farmaci presi in genere da chi ha avuto un attacco di cuore o che ha problemi cardiaci. È quindi bene per loro bandire completamente l’uso di alcol.

Farmaci contro il colesterolo
Le statine sono tra i farmaci più usati e non vanno molto d’accordo con l’alcol. Un bicchiere a pasto sarebbe ok, ma esagerare porta a potenziare i possibili danni al fegato.

Farmaci per il diabete
Chi ha il diabete deve tenere presente che l’alcol abbassa il livello di zuccheri nel sangue non solo dopo averlo bevuto, ma fino a 24 ore dopo. Ecco perché in questo caso è bene bere alcolici solo durante i pasti (o al limite farsi uno snack). Alcuni dei farmaci usati per il diabete possono poi ulteriormente abbassare il glucosio, e in questi casi è meglio astenersi; altri possono portare effetti indesiderati come nausea, rossori, vertigini.

Ulcere e reflussi
Purtroppo bere molto alcol può peggiorare i sintomi dei reflussi acidi, perché rilassa i muscoli dello stomaco e dell’esofago ma anche perché la sua digestione aumenta la produzione di succhi gastrici. Nessuna interazione con i farmaci più comunemente usati per questi mali, ma se avete un’ulcera, l’alcol tenderà ad aggravarla.

Antidolorifici
Il paracetamolo (tachipirina) può essere preso con piccole quantità di alcol. Esagerare significa aumentare le possibilità di danni al fegato. Anche l’ibuprofene è ok con ridotte quantità di alcol. Se invece esageriamo rischiamo di irritare lo stomaco fino a causare sanguinamenti e ulcere.

Pillole per dormire
Meglio evitare l’alcol, che aumenta l’effetto sedativo, può causare capogiri e aumentare il pericolo di cadute, ferite e incidenti a meno che non sia assunto almeno 6 ore prima di prendere le pillole per la notte. Bere molto alcol in associazione ai più comuni sedativi o ipnotici può ridurre la pressione sanguigna fino a rendere difficoltosa la respirazione. Parlando di alcol e sonno, chi non assume pillole ma usa l’alcol per favorire un buon riposo dovrebbe tener presente che se anche favorisce l’addormentamento, l’alcol impedisce un sonno profondo, favorendo anche i risvegli notturni.

www.wired.it/scienza/medicina/2013/12/10/farmaci-e-alcol-eterni-nemici-ecco-cosho-scoperto-rete/

Consumi eccessivi di alcol e fumo insieme accelerano il declino cognitivo

 

L’effetto combinato di tabacco e alcolici sull’invecchiamento del cervello è maggiore della somma dei loro singoli effetti


CorrieredellaSera - Il fumo, si sa, nuoce gravemente alla salute: favorisce per esempio l’insorgenza dei tumori a polmone, gola, bocca e collo dell’utero e ha effetti nocivi sul sistema cardiocircolatorio. Così come è risaputo che il consumo eccessivo di alcolici sia uno dei maggiori fattori di rischio per la salute e la sicurezza individuale e collettiva. Nell’Unione europea, per esempio, l’alcol è ritenuto responsabile di 120mila morti premature all’anno. E l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che solo in Italia i costi annuali relativi all’impatto sociale e sanitario dell’alcol ammontino a 50 miliardi. Se poi i due vizi si accompagnano gli effetti sono ancora peggiori. Uno studio pubblicato sulla rivista British Journal of Psychiatry evidenzia infatti che il fumo combinato all’alcol accelera l’invecchiamento del cervello.


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Droga, alcool e sesso, il sindaco di Toronto che nessuno riesce a rimuovere

 Droga, alcool e molestie sessuali. Non si è fatto mancare nulla Rob Ford, sindaco di Toronto coinvolto in uno scandalo che sta prendendo i contorni del grottesco.

"Beccato" - e immortalato da un video prontamente pubblicato online - a fumare crack, si rifiuta di dimettersi e, nonostante gli siano stati tolti alcuni poteri, resta primo cittadino della città, seppur solo nominalmente.

Rob Ford non è nuovo agli scandali: da tre anni sindaco di una delle città più grandi del Canada, è noto per essere stato trovato spesso ubriaco, anche alla guida dell'auto, per aver sfacciatamente proposto del sesso orale a un'impiegata, per aver comprato illegalmente marijuna e più in generale per il suo carattere litigioso. Ieri finalmente, alla fine di una seduta tumultuosa, il consiglio comunale di Toronto ha deciso di togliergli i poteri: il suo budget è stato ridotto del 60%, il suo personale è stato dimezzato, non ha più potere legislativo e non potrà nemmeno presiedere il comitato esecutivo. Nelle sue funzioni sarà sostituito dal vicesindaco Norm Kelly.

Lui però non l'ha presa bene, anzi. Durante il dibattito che lo metteva sotto accusa ha iniziato a correre in mezzo all'aula, travolgendo una consigliera. Poi ha accusato i consiglieri di "colpo di Stato". Promettendo di perdere peso e rinunciare all’alcool e alla droga, Ford continua a rifiutarsi di dimettersi. "State dicendo a tutti coloro che mi hanno eletto che il loro voto non conta". E il paradosso è che, non avendo subito nessuna condanna penale, nessuno può togliergli la poltrona.

Attenzione all'alcol

Ho 47 anni e da circa 4 anni ho smesso completamente di bere alcolici. La motivazione principale è stata perchè utilizzavo l'alcol come un "antistress", ovvero le 2 birrette della sera, si sommavano ad altre due guardando la televisione e sovente, mi addormentavo di fronte alla televisione. Sono particolarmente sensibile al problema delle dipendenze perchè la mia storia mi ha sempre portato ad essere un "border line" nell 'uso delle sostanze. Non propriamnte un alcolista, ma comunque bevevo al pasto serale, SEMPRE, non mi sono mai bucato in vita mia, ma ho tirato roba fino ad esserne comunque dipendente, insomma non ho mai "svaccato completamente" ma di fatto ho sempre avuto una stampella. Purtroppo dove abito (e non sto a napoli nei quartieri spagnoli) ma a Torino in zona centrale, sotto casa mia, agli angoli, quando scende il buio della sera compaiono agli angoli delle strade dei neri che vendono prevalentemente cocaina (che non si sa bene cosa sia in realtà), che tengono in bocca nascosta in "palline". Ora sono anni che non ho più esperienza diretta con loro, ma sono sempre lì e quando accompagno mio figlio a prendere un gelato la sera, vederli girare circospetti alla ricerca di possibili clienti, non mi rassicura granchè. Ad ogni modo, pur in queste circostanze sfavorevoli ha dalla mia una carta vincente, che non bevo. Perchè quello che ho capito dal passato che tutti i problemi che ho avuto con le sostanze ed eventualmente le ricadute, avvenute sempre in circostanze evitabili, sono state imputabili all'alcol, che agisce da facilitatore ed incentivatore. "Ma si che te ne frega, vatti a comprare una pallina e fatti un paio di righe!", questo messaggio subliminale della tua memoria di droga passa in maniera più fluida se ti sei bevuto un paio di ceres prima, se non in maniera del tutto automatica. Ed oggi capisco perchè, ricostruendo con la psicologa del ser.t il perchè nei giorni precedenti mi fosse capitato di fare il seguente percorso: cena-con bottiglia di vino bianco a tavola, naturalmente poi bevuta quasi tutta da me (ma si tratta di bere ai pasti...), poi TV e li magari scendevo a buttare l'immondizia e mi prendevo una ceres (magari due se non addirittura tre da portare su a casa e poi alla fine mandavo tutto in vacca andando a comprarmi la coca dal nero di sotto. E lei mi diceva "ma non riesce a fissare un punto, un momento in cui non riesce a pensare ad un alternativa, a fare qualche cosa di diverso?". Oggi la risposta la so, no! Perchè se c'è il facilitatore alcol di mezzo si fa tutto più difficile se non impossibile. La consapevolezza del senso di colpa che comunque proverai dopo per avere fatto una cazzata ed avere sprecato forze e tempo per toglierti certe abitudini, viene completamente superato dall'effetto disinibente dell'alcol, la droga legale della nostra società. Certo per chi riesce a gestirla e non ha un passato da "tossico" il problema è relativo, ma queste riflessioni mi vengono in mente proprio in occasione di alcuni episodi durante i quali mi sono appunto trovato circondato da spacciatori, magari con la disponibilità della serata libera a casa e vecchie memorie che ritornavano a galla e la consapevolezza che l'unica cosa che oggi mi impedisce di dirmi "ma sì, per una volta, che cazzo te ne frega!" è il fatto che la prospettiva di farmi una serie di righe di coca bevendo una tisana o una aranciata è piuttosto ridicola e per di più ho ben chiara la sensazione che avrei il giorno successivo dopo una notte insonne. Leggendo i vari post su questo sito mi sono fatto l'dea che sia frequentato da tanti giovani che addirittura si chiedono se provare o meno droghe che io reputo pesanti pericolose ed a volte anche mortali. Il mio messaggio vuole essere questo: se dovete fare delle valutazioni considerate sempre anche la variabile alcol: perchè è subdola anche perchè la nostra società la fa passare quasi come un obbligo sociale: provate ad uscire con gli amici e non bere, ma che fai vai in birreria e che ordini? vai a cena fuori e sei l'unico a non bere il vino? ma he hai? hai qualcosa che non va? sei strano? Qundi se state cercando di togliervi delle dipendenze o delle abitudini provate a verificare se queste non siano in qualche modo legate anche all'assunzione, anche moderata di alcol. Provate ad immaginarvi un periodo indefinito senza la birretta od il vino a cena. Nessun problema? Meglio così.

Test anti alcol e droga per i pedoni La Spagna riforma il codice stradale

Ecco la stretta: prova del palloncino anche se non si causano incidenti Un test anti-alcol e droga per i pedoni. È la proposta choc inclusa nella nuova Ley de Trafico y Seguridad Vial, il nuovo Codice della Strada attualmente in tramite parlamentario. Ma c’è di più: la prova del palloncino è possibile anche se il viandante non ha causato incidenti.  

“È la criminalizzazione del passante quando è proprio chi di solito è la vittima”, tuona Pablo Barco, leader di un’associazione che fomenta la mobilità pedonale. 

La nuova legge mira a diminuire i viandanti uccisi nelle strade spagnole, che sono un esercito. Stando ai dati della assicuratrice Mapfre, tra il 2005 ed il 2010 sono morti sia in città che fuori 3.327 passanti, di cui quasi il 70% nella zone urbane. Ed il 30% dei pedoni uccisi aveva consumato alcol.   

Ma il test sta provocando anche molte critiche per il diritto alla privacy, protetta dal Trubunale Costituzionale dal ’99. Ed anche per la equiparazione del pericolo potenziale di un pedone con un automobilista. E a quanto ammonta la multa se il viandante ha alzato il gomito? Ancora non si sa. Gli automobilisti ubriachi rischiano la galera e 1.000 euro di ammenda. 

lastampa.it

www.lastampa.it/2013/11/04/esteri/test-anti-alcol-e-droga-per-i-pedoni-la-spagna-rivede-il-codice-stradale-ccwOjkZUbmRSFgrvwkHzhI/pagina.html

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