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Sert

Salve. Vorrei chiedere se dal Sert puoi essere cancellato e se si come fare . Grazie

- Spingersi oltre...

Salve a tutti.

Premessa che leggere alcune storie e domande e risposte mi stanno facendo riflettere.

Leggo molto storie e la mia è una delle tante, credo che ogni persona ha una sua storia da raccontare composta sopratutto da emozioni le quali ci uniscono.

Quel che posso dire di me è che sono giovane e che la mia strada è fatta di alti e bassi così come i sentimenti e la mia crescita la sto ancora compiendo. Mi limito a dire per ora che ho iniziato sopratutto la mia discesa a 15 anni e mezzo con l'autolesionismo che è stato il mio problema fondamentale per anni per poi sostituirlo con l'uso saltuario fino a qualche anno fa di spinelli ed infine, da qualche tempo ho iniziato con qualche sostanza in più: alla fine scarico un problema per poi finire in un altro ma alla base, la verità è che volevo sostituire l'atto di ferirmi con qualcosa che non fosse più visibile agli occhi degli altri, solo che ora ho paura e sto già provando ad uscirne ( con l'aiuto di qualcuno, esperti), di ricadere in un tunnel che molti mi hanno già avvertito, dal quale rischio di rimanere lì.
Un percorso che ora mi ha fatto iniziare ad approciarmi col Sert, un mondo che a me è del tutto sconosciuto e che non vorrei facesse parte della mia vita ma la voglia di lottare, di uscire dal mio problema principale, il distruggermi, trovando vari modi mi ha dato la forza di chiedere aiuto anche in questo mondo.

Ci sono tante storie, tante lacrime, tante incognite, forse la vita è proprio un viaggio dove non sai mai quale sia la vera meta e forse è questo il bello, provare e provare ad andare oltre, a spingersi oltre imparando un giorno a non aver paura dei legami così belli e di struggenti allo stesso tempo.
Forse un giorno mente e cuore si incontreranno e impareró a calmare, gestire le emozioni che mi danno e tolgono il respiro allo stesso tempo.
La vita è un'avventura in incognita, speciale, forte come ognuno di noi, con le sue fragilità e potenzialità.

Sono semplicemente me, con i suoi difetti, pregi, domande come voi, semplicemente me.

Patente-

Salve senza aprire una discussione inutilmente vorrei qualcuno che sia competente in materia di patenti ecc che mi contatti in privato perchè avrei bisogno di aiuto grazie.

Art.187

Salve,nel 2014 ho avuto dalla polizia l articolo 187 sulla.mia patente B. Il 14 gennaio mi sono sottoposto alla visita in commissione medica per gli accertamenti e ho avuto il rinnovo per 3 anni.La mia domanda é questa:
Vorrei conseguire la nuova patente D e cqc ,è possibile farla o poi dovrò passare prima in commissione ?

Patente speciale - Ricorso Rfi

Buonasera a tutti.

Faccio un piccolo riassunto della mia situazione:

Nel lontano 2010 mi fermano e mi sospendono la patente per tre mesi, risultata nella prima fascia, tasso alcolemico pari a 0,70.

In questi anni sono sempre risultata idonea ai vari rinnovi senza alcun problema.

A dicembre 2018 avevo l'ultimo rinnovo per la patente speciale, dopo sarebbe dovuta ritornare patente b normale, la commissione medica locale mi ha rinnovato la patente per soli sei mesi con la richiesta di sottopormi all'esame del capello, in quanto, secondo loro, i valori dell'esame cdt sono risultati alti seppur dentro i limiti consentiti.

Onestamente questo trattamento mi sembra davvero un accanimento, è evidente che non sono una persona con dipendenze da alcool o sostanze stupefacenti, mi piace bere vino a cena ma senza esagerare.

Vorrei fare ricorso presso rfi, sostenere la visita medica di 500 euro ed evitare di dovermi sottoporre all'esame del capello, in quanto ingiusto e umiliante... ma la mia domanda è questa:

qualora l'esito dell'esame fosse a norma, quindi più favorevole del precendente poi cosa succede? 

Contenuto Redazionale Problemi nello scrivere commenti o esperienze

Cari lettori, in quest'ultimo periodo ci sono stati problemi tecnici con diversi nuovi utenti, che rimanevano "in attesa di attivazione", e quindi impossibilitati a partecipare attivamente, per via di un link non funzionante.

Speriamo di aver risolto la situazione, e gli utenti interessati dovrebbero aver ricevuto nuovi link che dovrebbero sbloccare il problema. Scusate il disagio. 

 

Per ogni problema scrivete pure usando il modulo di contatto in fondo alla pagina.

Sostanze

Volevo condividere con voi la mia esperienza di vita..... Mi sono drogato per 8 anni ed ho usato veramente tutto dalle canne alla dmt e all'etere, ed uso da 4 anni psicofarmaci neurolettici e vari ,a causa di una forte depressione ansiosa atipica schizzo affettiva,ed ora sono in terapia al sert ed al csm,con terapia di wellbutrin mattutino da 150 mg metadone mattutino da 30 mg e minias serale di 30 60 gocce....sono fiero di essere arrivato fin qui dopo anni di porcherie allucinanti che hanno devastato il mio fisico e la mia mente,che solo ora si sta risanando piano piano. Sono uscito ed entrato nelle droghe svariate volte e la maggirparte delle astinenze(da oppio da anfetamina da meth da paco de eroina da mdma da ketamina e da tante altre)me le sono fatte tutte a secco ...digiunando semplicemente del mio pasto preferito del momento. Non so come nn so perche ma e andata cosi...certo nn mi sono mai bucato,e questo ha un vantaggio enorme nella mia cariera di tossicodipendente.Debbo pero dire che la battaglia piu ardua e stata quella contr
o i maledetti paicofarmaci. Nella mia vita da psichiatrico sono passato attraverso roypnhol ,olanzapina ,clotiapina,quetiapina,entumin,haldol,tutte (TUTTE)le benzodiazepine,aripiprazolo,bupropione,citalopram,lovvio prozac,efexor,trittico,fenotiazine varie,torazina e depakin, e nessuno di questi ha saputo aiutarmi piu di tanto...ora che sono rimasto con soli due farmaci psichiatrici ed il metadone avverto una forte astinenza da psicofarmaco e molto preponderante e prolifera... Ora come ora mi sento sempre a pezzi la mattina con vomito e nause a dir poco scoccianti... Non ce la faccio piu nn ho piu rimedi per tutte queste conseguenze astinenziali dovute alla sindrome da sospensione degli psicofarmaci.. Per quanto riguarda il metadone lo prendo solo ed escluaivamente per non pensare ad altre droghe ,quali eroina e oppio,per nn prenderlo per strada e nella speranza che posa aiutarmi a lasciare con molta calma gli psciofarmaci. Grazie per l'attenzione e spero di nn essere stato troppo prolisso e tedioso.

Droga

Ho bisogno di aiuto voglio lasciare le drogue especialmente il crack no voglio perderé la mía familia aiutatemi perfavore cosa posso fare.

A CARO PREZZO, Carl Hart. Neri Pozza editore.

A caro prezzo

 
Carl Hart è un afroamericano cresciuto in uno dei peggiori sobborghi di Miami. Aveva solo dodici anni la prima volta che ha visto con i suoi occhi la scena di un omicidio «per questioni di droga». Era ancora un ragazzo quando ha perso il suo primo  amico, ucciso in uno scontro a fuoco, ed era poco più di un adolescente quando faceva il DJ, esibendosi con rapper del calibro di Run-DMC e Luther Campbell, e si buttava a terra se qualcuno cominciava a sparare. I suoi cugini Michael e Anthony rubavano alla loro stessa madre e lui pensava che quel gesto fosse una conseguenza diretta della «dipendenza da crack», la droga che aveva invaso le comunità afroamericane più povere di Miami a partire dalla metà degli anni Ottanta.
Poi un giorno è diventato uno studioso di neuroscienze, ha vinto prestigiose borse di studio, ha scritto decine di articoli sui reali effetti delle droghe sulla psiche  umana, ha riscosso diversi riconoscimenti per la sua attività didattica alla Columbia University, ha indossato il camice bianco da laboratorio e, dopo numerosissimi  esperimenti, ha radicalmente mutato opinione sulla questione della «dipendenza» dalle sostanze stupefacenti.
Questo libro nasce dal suo lavoro di neuroscienziato e dalla sua vita di  afroamericano vissuto in un povero sobborgo di Miami. È il magnifico memoir di un giovane uomo che si è sottratto al suo destino di emarginazione e, ad un tempo, un prezioso contributo scientifico che mostra come l’isteria emotiva che aleggia attorno alle droghe illegali oscuri i veri problemi.
Il paradigma per il quale è la sostanza stupefacente stessa a produrre  inevitabilmente «dipendenza», e a interferire a tal punto con le funzioni vitali da indurre comportamenti autodistruttivi, si dimostra in queste pagine, alla luce di molteplici esperimenti scientifici, del tutto errato. La causa della «dipendenza», che concerne il 10-25 per cento di coloro che entrano in contatto con le droghe, anche le più socialmente stigmatizzate come l’eroina e il crack, va ricercata non nella sostanza stessa, ma nelle condizioni della sua assunzione. Emarginazione, alienazione sociale, bisogni relazionali insoddisfatti, assenza di ogni altra possibile «ricompensa» sono le cause reali che conducono alla «dipendenza».
Ultimata la lettura di questo libro, carcere e leggi sempre più severe contro le droghe, assimilate a forze magiche, al «male assoluto», si svelano perciò come le misure più erronee e irragionevoli possibili per cambiare davvero le cose nell’uso delle sostanze stupefacenti tra le fasce marginalizzate della popolazione.

il ministro Fontana vuole occuparsi anche di droghe, e sarebbe un altro incubo

 Non sorprendentemente, il principio ispiratore del leghista sarà quello della “tolleranza zero.”

Leonardo Bianchi VICE www.vice.com/it/article/435zm9/ministro-fontana-droghe

Abbiamo imparato a conoscere il ministro della disabilità e della famiglia, il leghista Lorenzo Fontana: ultracattolico, antiabortista, antifemminista, uomo di collegamento della Lega con la Russia, legato all’estrema destra veronese e persino indipendentista veneto.

Come se tutto ciò non fosse già abbastanza, ora potrebbe anche occuparsi didroghe.

La notizia l’ha data lui stesso alla Stampa: “Credo che la delega per la lotta alle tossicodipendenze verrà assegnata a me. E ho già incontrato i funzionari del Dipartimento perle Politiche antidroga.” Nella stessa intervista, Fontana ha anche fornito la sua visione sul fenomeno—di cui, va detto, prima d’oggi non si sapeva assolutamente nulla.

 

Non sorprendentemente, il principio ispiratore sarà quello della “tolleranza zero.” Il leghista ha poi spiegato i primi tre provvedimenti che intende adottare nel caso in cui dovesse ricevere la delega: potenziare al massimo l’azione delle forze dell’ordine; contrastare le droghe “fatte in casa,” quelle che secondo lui “chiunque può prodursi in cucina seguendo le istruzioni su Internet”; importare dall’estero “qualche politica antidroga” che “ha avuto successo” (e a meno che non si riferisca al presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, non si capisce quale “politica antidroga” abbia avuto questo grande “successo”).

Fontana ha poi detto che in Italia “un vero proibizionismo non c’è,” e che “bisogna sottrarre il dibattito all’ideologia.” In più, a sgomberare definitivamente il campo da dubbi il ministro ha assicurato che non ci sarà nessuna “liberalizzazione” della cannabis. “Mi metto nei panni di un padre o di una madre,” ha detto. “Avrebbero piacere che i loro figli fumassero? Non credo proprio.”

Le associazioni di settore e gli operatori hanno duramente criticato questa possibile nominaMaria Stagnitta, presidente di Forum Droghe, ha parlato di “una visione preistorica delle politiche sulle droghe” che peggiorerà “una situazione in cui non solo i consumi aumentano, ma mutano nell’assoluta incapacità dei servizi di saperli interpretare.” 

Marco Perduca, membro dell’Associazione Luca Coscioni, ha giustamente fatto notare che “nel curriculum politico e istituzionale del ministro Fontana non si rintraccia alcun interesse, figuriamoci le competenze, per il fenomeno della ‘Droga’.”

Qualche giorno fa, a fotografare il ritorno in pompa magna della repressione—nonché il sostanziale fallimento del proibizionismo italiano—ci ha pensato ilnono Libro Bianco sulle droghe. Nel 2017 quasi il 30 percento degli ingressi in carcere è stato determinato dalla violazione dell’articolo 73 del Testo unico sulle sostanze stupefacenti (la legge Jervolino-Vassalli), mentre il 25,53 percento dei detenuti è tossicodipendente. Gli autori sottolineano con preoccupazione che “si consolida l’aumento dopo che il picco post applicazione della Fini-Giovanardi (27,57 percento nel 2007) era stato riassorbito a seguito di una serie di interventi legislativi correttivi.”

Il libro bianco registra anche la crescita delle segnalazioni ai prefetti dei semplici consumatori, “caduti anche loro nelle rete dei maggiori controlli e dell’ossessione securitaria”: sempre nel 2017 ci sono state oltre 40mila segnalazioni (l’80 percento delle quali per possesso di cannabinoidi), 15.581 sanzioni amministrative e appena 86 richieste di programmi terapeutici. Come annotano Franco Corleone e Stefano Anastasia, siamo di fronte ad una “inutile macchina sanzionatoria che in quasi trent’anni ha colpito più di un milione e duecentomila persone.”

Ammesso e non concesso che Fontana abbia la più pallida idea della reale situazione sul campo, in questo quadro non particolarmente edificante non si può fare a meno di notare l’ennesima incongruenza dei Cinque Stelle. Nella scorsa legislatura 12 parlamentari del M5S avevano fatto parte dell’intergruppo Cannabis Legale, la cui proposta è però miseramente naufragata. Due di loro avevano anche partecipato al “4:20 European Psychedelic Hemp Fest” di Lambrate, attirandosi feroci critiche da parte del centrodestra.

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Cala il gioco d'azzardo tra i giovani ma è boom tra gli adulti

 

LUDOPATIA, SLOT MACHINE © EPA


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Cala il gioco d'azzardo tra i giovani mentre si registra un vero boom tra gli adulti: nel 2017 i giocatori-studenti nella fascia 15-19 anni sono diminuiti di 400mila unità rispetto al 2014, quando i giovani scommettitori raggiungevano la quota di 1.4 milioni. Complessivamente, nel 2017 hanno giocato almeno una volta 17 milioni di italiani (di cui 1 mln studenti) contro i 10 mln del 2014. Al Sud crescono, però, gli studenti-giocatori 'problematici', ovvero a rischio di gioco patologico.

Lo rivela uno studio del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Pisa.

Secondo i due nuovi studi Espad e Ipsad dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) - dedicati rispettivamente alla diffusione del gioco d'azzardo tra gli studenti delle scuole superiori (15-19 anni) e tra la popolazione generale adulta comprensiva anche di quella più giovane (15-64 anni) - aumentano dunque i giocatori adulti mentre diminuiscono tra gli studenti. Nel corso del 2017 oltre 17 milioni di italiani hanno giocato d'azzardo almeno una volta (42,8%), nel 2014 erano 10 milioni (27,9%) e fra questi oltre un milione di studenti ha giocato almeno una volta (36.9%), nel 2014 erano 1,4 milioni (47,1%). "Aumentano tra gli adulti anche i giocatori 'problematici', ovvero a rischio di gioco patologico - afferma Sabrina Molinaro dell'Ifc-Cnr - passando negli ultimi 10 anni, dai 100.000 stimati nel 2007 (0,6%) ai 400.000 stimati nel 2017 (2,4%). Di contro i giocatori 'problematici' diminuiscono tra gli studenti passando dall'8,7% del 2009 ai 7,1% del 2017. In particolare la quota di giovani giocatori con profilo di gioco 'problematico' fa registrare una diminuzione o un assestamento nelle regioni del Nord e del Centro Italia, mentre nella macro-area Sud e isole si rilevano incrementi in Sicilia, Basilicata, Calabria, Molise e Abruzzo". Sembrano più a rischio di sviluppare problematicità al gioco coloro che sono in cerca di prima occupazione (19,2%) e gli studenti (14,1%). Il 10,8% degli studenti ignora che nel nostro Paese è illegale giocare per gli 'under 18' e si stima che 580.000 (33,6%) studenti minorenni abbiano giocato d'azzardo nel corso dell'anno. La facilità di accesso ai luoghi di gioco da parte degli 'under 18' è confermata dal dato che solo il 27,1% riferisce di aver avuto problemi a giocare d'azzardo in luoghi pubblici perché minorenne. Il 75% degli studenti spende in giochi d'azzardo meno di 10 euro al mese e il 6,3% spende più di 50 euro al mese, quota che tra gli studenti con un profilo problematico sale al 22,1%. 

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