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Domande agli Operatori

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Domanda: la cocaina rende cattivi?

Risposta:

La domanda è molto interessante e mi richiede uno sforzo di fantasia e, contemporaneamente, di sintesi per rispondere nel modo più corretto.
Partiamo da due premesse fondamentali:
- la cocaina è una sostanza eccitante
- la cocaina è una sostanza che crea una fortissima dipendenza psichica
Tra le due premesse cominciamo dalla seconda.
Una dipendenza “fortissima” provoca delle emozioni fortissime di desiderio di procurarsela e utilizzarla. Queste emozioni possono alterare sia il carattere che i pensieri della persona che ne è affetta e portarla anche ad avere dei comportamenti “cattivi”. Si possono fare vari esempi tratti dalla realtà: rubare in casa, estorcere con violenze fisiche o psichiche soldi ai familiari, tradire la fiducia di amici, dire bugie, rapinare ……. Se questi comportamenti sono da ritenere “cattivi” allora la risposta alla domanda è sì, la cocaina rende cattivi.
Passiamo alla prima premessa: la cocaina è una sostanza eccitante.
Lo stato di eccitazione chimica del cervello significa che il cervello in questa fase non ha un funzionamento normale in quanto non mette in atto tutti quei meccanismi di equilibrio e compensazione che gli sono propri ma, al contrario, si trova in uno stato di squilibrio nel senso dell’agitazione, nella sensazione di aumento delle proprie capacità (fino all’onnipotenza), nella sensazione del poco valore degli altri e del contesto di vita. C’è una riduzione dei freni inibitori e anche dei propri limiti etici. Queste premesse spiegano gli atti di violenza che possono essere commessi sotto l’effetto della cocaina.
Possiamo identificare tutto ciò con la frase utilizzata nella domanda “la cocaina rende cattivi”?. Direi proprio di sì.

Domanda: quanta cocaina bisogna pippare perchè faccia male?

Risposta:

Non si può parlare di “dose sicura” quando si tratta di cocaina. Questo per vari motivi.
I più importanti sono questi:
- quando si usa una droga, ed in particolare la cocaina, si può prevedere la dose che si usa, ma non quella che si userà. In altre parole non si può prevedere se si instaurerà una dipendenza ed una perdita del controllo oppure no
- non è nemmeno prevedibile il danno (in particolare psichico) che se ne può avere a causa della grande variabilità della sensibilià individuale
- nell’uso di una droga illegale non si può sapere mai cosa esattamente si stia usando e, ovviamente, nemmeno quanto se ne stia usando

Domanda: un mio amico dopo aver sniffato cocaina è svenuto: cosa puo essere successo? (dopo si è ripreso, dopo circa 10 minuti)

Risposta:

Quando una persona “sviene” può trattarsi di tante cose, dalla più banale alla più grave.
La sequenza temporale dei fatti fa, naturalmente, pensare che la causa del malessere sia stata proprio la cocaina. Dire però cosa sia successo è difficile sia perché non conosciamo le condizioni del tuo amico (se, ad esempio lui soffre di una patologia cardiaca o altro) sia perché non conosciamo esattamente le sue condizioni durante il malessere sia perché non sappiamo cosa e quanto esattamente abbia usato.
Un’ipotesi potrebbe essere la comparsa di una variazione brusca della pressione arteriosa associata con una variazione brusca del ritmo del cuore che hanno provocato una riduzione temporanea dall’afflusso del sangue al cervello.
Poteva anche trattarsi di una situazione pericolosa. Per fortuna non è stato così.

Domanda: con quali medicine o terapia si cura una dipendenza da cocaina o cocaina e alcol?

Risposta:

Dobbiamo purtroppo rispondere che al momento non esistono farmaci che siano in grado di curare la dipendenza da cocaina. In particolare non esistono farmaci che curano il “desiderio” della cocaina, al contrario di quanto succede per l’eroina per la cui dipendenza si possono usare dei farmaci che sono molto efficaci. Le prospettive, a dire di molti esperti dell’argomento, sono piuttosto nere. Da un po’ di tempo si parla di un vaccino contro la cocaina. Esso dovrebbe funzionare tramite la distruzione, da parte di anticorpi prodotti dall’organismo in seguito al vaccino, della cocaina appena assunta. L’abolizione degli effetti gratificanti che ne conseguirebbe ridurrebbe il desiderio di ulteriori assunzioni. La sperimentazione è in atto e non possiamo fare alcuna previsione sull’utilità di questo metodo.
Tutto questo non vuol dire che non si possa fare niente. Se la persona che usa cocaina vuole provare a smettere. Pensiamo che il primo punto di riferimento sia il Sert. Al suo interno possono essere messe in atto terapie di tipo motivazionale, cognitivo - comportamentale, sistemico relazionale, o di comunità. Queste sono, al momento attuale, le uniche che hanno dimostrato una certa efficacia.
Queste terapie naturalmente si usano anche per l’uso di più sostanze, come ad esempio cocaina ed alcool.
Le terapie farmacologiche per l’alcool, al contrario di quanto detto per la cocaina, esistono. Si usano in associazione e quelle che abbiamo citato per la cocaina. Restiamo disponibili per qualsiasi approfondimento tu ci voglia richiedere.

Domanda: l'astinenza da coca(a prescindere dal periodo di tempo)ha sintomi anche fisici come mal di stomaco,mani ke tremano,sudore,ecc..?

Risposta:

La sindrome da astinenza da cocaina raramente provoca dei chiari sintomi fisici come quelli descritti da te.
In genere si manifesta sostanzialmente con il cosiddetto “down” (nei casi più gravi “crash”) del tono dell’umore.
In pratica il tono dell’umore può scendere a livelli bassissimi, quasi insopportabili, che possono portare, chi lo sta provando, ad avere un desiderio, a volte incoercibile, di riusare la cocaina.
Da ciò spesso derivano i comportamenti aggressivi per cercare di procurarsi la sostanza (o i mezzi per comprarla) e le abbuffate che portano ad un numero altissimo di tentativi di iniettarsi la sostanza: veri e propri “ricami” sul decorso della vene (per chi usa la cocaina per via endovena) e che possono portare all’overdose.
A proposito del concetto di dipendenza psichica e fisica (sindrome d’astinenza) e sulla impossibilità di fare una vera distinzione tra le due, ti consigliamo di leggere l’articolo pubblicato alcuni giorni fa sulla homepage del nostro sito con l’intervista al Prof. Gianluigi Gessa.

Domanda: sono in cura al sert xl'ero,oggi ho detto al medico che avevo voglia di coca e mi ha dato il subutex .. come mai?

Risposta:

La cosa non è chiara. Proviamo a fare un ragionamento. Hai detto di essere in cura per l’eroina: ma sei in trattamento farmacologico? Con metadone? Con buprenorfina (subutex)? Se sei già in cura con il subutex, allora il medico ha solo continuato a somministrarti il farmaco che già stai prendendo e tu forse hai equivocato la cosa. Certo il fatto di ricevere il subutex nel momento in cui dici al medico di aver voglia di cocaina può averti lasciato perplesso. Però purtroppo allo stato attuale non esistono farmaci in grado di ridurre il desiderio della cocaina e quindi il medico non avrebbe potuto consigliarti (in onestà) nessun farmaco. Questo non vuol dire però che ad una affermazione come la tua (“ho voglia di cocaina”) l’unica risposta possibile da parte del medico sia il silenzio.
Se invece non eri già in trattamento con il subutex, ed il trattamento con questo farmaco è stato iniziato proprio in considerazione della tua frase allora la cosa necessita di un ulteriore chiarimento perché allo stato attuale, ripeto, non esistono farmaci che riducono il desiderio della cocaina.

Domanda: è vero ke i marokkini tagliano la coca con l'intonaco dei muri???

Risposta:

La cocaina, come le altre sostanze illegali, quando viene immessa sul mercato nero è soggetta a "tagli".
Il "taglio" può avvenire in diverse maniere. A livelli più alti l'adulterante viene sciolto assieme alla sostanza e poi trattato con questa per ottenere i "blocchi", mentre a livelli più bassi questo viene mescolato direttamente alla polvere.

Si possono individuare tre categorie di sostanze usate per il taglio:
- Tagli attivi: sostanze che hanno effetti psicoattivi analoghi a quelli della cocaina (ad es amfetamine e simili. Altra sostanza di taglio è la caffeina).
- Tagli cosmetici: sostanze che simulano alcuni effetti collaterali della cocaina fatti con sostanze utilizzate in medicina come anestetici locali o stimolanti del sistema caediovascolare (lidocaina, efedrina,..).
- Tagli inerti: sostanze che servono ad aumentare il volume (ad es la mannite, un farmaco lassativo per i bambini di aspetto simile a quello della cocaina e pochi effetti collaterali).
E' importante sottolineare come il non conoscere il contenuto di ciò che si assume possa essere causa di rischi aggiuntivi.

La cocaina venduta in strada da italiani o da stranieri può essere tagliata anche con il gesso per intonaco.

Domanda: è possibile ke l'alcol abbia l'effetto della coca?(non controllo della forza,energia,la fatica svanisce..)

Risposta:

L’effetto dell’alcool sul sistema nervoso varia molto in funzione di alcuni fattori. Innanzi tutto della dose ingerita e delle caratteristiche soggettive della persona e del momento che sta passando.
Dosi di alcool non molto elevate provocano uno stato di “euforia” che è caratterizzato da sensazioni soggettive che possono essere simili alle sensazioni provocate dalla cocaina. In altre parole chi si trova in questo stato ha la sensazione di essere più carico di “energia”: sente meno la fatica (l’energia non aumenta: cambia la sensazione soggettiva di essa), ha voglia di fare, di muoversi, di parlare. Ha la sensazione di saper fare meglio le cose che in quel momento sta facendo. Ad esempio: chi è in stato di ebbrezza ha la sensazione di saper guidare meglio e, conseguentemente a questa falsa idea (ed alla disinibizione, provocata anch’essa dall’alcool) tende spesso a guidare più velocemente e con meno attenzione a prevenire i pericoli. Si tratta di una falsa sensazione: la realtà è invece addirittura opposta in quanto quando si è in stato di “euforia alcolica”si ha anche un rallentamento dei riflessi ed una tendenza a distrarsi facilmente da ciò che si sta facendo, quindi anche dalla guida.
A dosaggi più alti, come è noto, prevalgono la sonnolenza e la perdita (più o meno intensa) del controllo dei movimenti del corpo.

Domanda: un mio amico, fa delle dormite enormi, spesso salta il lavoro perchè dorme... è possibile che sia il riflesso di uso di coca?

Risposta:

Non possiamo che rispondere che la tua ipotesi è molto valida. Alla fine dell’effetto eccitatorio (breve) della cocaina, infatti, c’è una fase cosiddetta di down (o crash nei casi nei casi di maggiore intensità) in cui la persona che ha fatto uso di cocaina può essere di umore molto basso ed essere in uno stato di grande sonnolenza. Non è però solo questa l’ipotesi che può essere fatta. Infatti è possibile che il tuo amico usi altri tipi di sostanze che potrebbero fargli fare queste dormite “enormi”: ad esempio sostanze sedative.
Naturalmente non sarebbe corretto attribuire necessariamente un dormire “eccessivo” all’uso di una sostanza: però, quando una persona, a causa del sonno, non va a lavorare, secondo noi, c’è da preoccuparsi.

Domanda: sto cercando di aiutare il mio rag.che da 7anni sniffa,ho quasi xso la speranza,lo fa tutti i dì,non vuole che io lo aiuti,AIUTO

Risposta:

Voler bene a qualcuno che si sta rovinando la vita è terribile.
Voler bene a qualcuno che ci fa del male, direttamente o indirettamente, è terribile.
Per questo il tuo grido d'aiuto è molto comprensibile ed è il dramma di molti familiari o compagne di consumatori di sostanze.
Purtroppo non possiamo scegliere scientificamente a chi ci conviene voler bene e neanche possiamo costringere le persone a vivere la loro vita come piacerebbe a noi.
Ma quando ci si trova in questa situazione è bene riuscire a valutare i rischi, e capire fino a che punto si è disposti a soffrire e a farsi del male per amore.
La descrizione che tu fai della situazione del tuo ragazzo ci sembra piuttosto grave.
Lui usa cocaina da 7 anni che è un periodo decisamente lungo. Usa cocaina ogni giorno: questo fa pensare ad una dipendenza già stabilizzata. Non vuole farsi aiutare: questo fa ancora pensare ad una dipendenza stabilizzata ma, forse, anche al fatto che sia in una fase di dipendenza in cui non vede (o non vuole vedere) gli aspetti negativi del suo comportamento. Naturalmente non possiamo fare una diagnosi on line e quindi tutte queste non sono che delle ipotesi.
Torniamo a te. Stare con un tossicodipendente significa vivere di riflesso una situazione di dipendenza, vissuta dall'altra parte della medaglia: così come lui non può fare a meno della cocaina tu non puoi fare a meno di allontanarlo dalla cocaina e di essere preoccupata per la cocaina.
L'aiuto di cui hai bisogno è capire come potergli stare vicina senza essere trascinata nel vortice.Per "trascinata nel vortice" non s'intende soltanto il rischio che tu inizi a sniffare insieme a lui, ma anche altri rischi più subdoli, come:
a.. perdere a tua volta il senso del limite, ad es. "forse domani lo capirà", "smetterà prima o poi", "se me lo rifà un'altra volta, basta", e perderti in un'attesa infinita di un cambiamento
b.. pensare che sia anche colpa tua, che tu non sia abbastanza brava da convincerlo, oppure abbastanza importante per lui da farlo smettere
c.. perdere i tuoi obiettivi, le cose a cui tieni, rimandandole senza scadenze
Ecco, il modo migliore di aiutarlo, e di aiutare te stessa, è non cadere in queste trappole, che si incastrano perfettamente con le sue, e fanno sì che la situazione non si modifichi.
Ovvero:cerca di capire qual è il limite che sei disposta a sopportare di un comportamento che ti fa soffrire;
non fartene una colpa perché chi è dipendente da una sostanza non può vederti per come veramente sei;
non sacrificare gli altri ambiti della tua vita (amici, lavoro, studio, interessi) per lui perché questo toglierebbe forze sia a te che
probabilmente a lui.

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