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Cocaina anche a 13 anni: è boom di analisi sui figli

 

 

Cocaina Sempre più giovani anche di 13 anni fanno uso di droghe. Il fenomeno è in aumento. Negli ultimi mesi c'è stato un boom del 30 per cento di adolescenti che sniffano cocaina. E cresce il numero dei genitori che si rivolgono ai centri diagnostici privati per far analizzare i propri figli.

E se la polvere bianca è la droga preferita tra i giovani minorenni prendono piede le droghe chimiche a basso costo. A fotografare il fenomeno da un osservatorio privilegiato è il dottor Alvaro Mesoraca, responsabile del laboratorio di tossicologia del centro diagnostico Artemisia operativo su Roma in sette strutture. E, proprio per sensibilizzare i giovani sui rischi che corrono se fanno uso di droghe, Artemisia sarà presente sabato notte in tutti i musei romani con una campagna di sensibilizzazione e informazione in occasione della «Notte dei musei». Il centro della campagna sarà l'Ara Pacis dove oltre alla consegna dei depliant informativi ci saranno anche degli psicologi che potranno aiutare e consigliare chiunque ne avesse bisogno. «Perché i ragazzi, a volte anche molto giovani, sui 13-14 anni, - spiega Maria Stella Giorlandino, amministratore delegato di Artemisia - non sanno i rischi che corrono.

 Non sono informati correttamente. Si guarda all'immagine esteriore, non c'è una struttura culturale adeguata a supporto». In un mese circa sessanta-settanta famiglie si presentano al centro diagnostico Artemisia per effettuare prove tossicologiche su giovani ragazzi. La maggior parte non sono ancora maggiorenni. «Quella che facciamo - spiega Mesoraca - è una ricerca temporale delle sostanze stupefacenti assunte. Esaminiamo i capelli dei ragazzi che trattengono la memoria delle sostanze tossicologiche. I capelli crescono al ritmo di un centimetro al mese. Quindi dieci centimetri possono dare informazioni sugli ultimi dieci mesi. E il dato che emerge è sconcertante: sono in aumento i giovani di età media di 15-16 anni che fanno uso di cocaina anche perché oggi costa di meno. Con 10 euro riescono a "passare una serata"».

E oltre alla polvere bianca (circa il 60 per cento delle droghe consumate) e alla «classica» marijuana sono in forte crescita le droghe chimiche: metanfetamine e chetamine. Pasticche che assomigliano a cristalli e che si possono diluire nelle bevande o far assorbire sotto la lingua. «Una di queste molto in voga è il crystal meth», spiega Mesoraca. Può avere diversi nomi: Tina, Glass, Ice, Ecstasy Thai, Shaboo. È una potente variante delle anfetamine. Si presenta in forma di cristalli simili al sale da cucina e costa poco. Produce una sensazione di euforia, che ha un acme per 10-20 secondi, poi l'attenuazione e un prolungarsi degli effetti fino a 6-8 ore. «Molti ragazzi finiscono al pronto soccorso con gravi crisi cardiologiche», aggiunge Mesoraca. E i danni alla salute possono essere molto gravi: «Nell'età evolutiva - dice Giorlandino - la struttura neurologica celebrale può venire modificata in modo irreversibile».

 

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