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“Così posso guarire il cancro”. Gli allucinati dalla pianta sacra

“Così posso guarire il cancro”. Gli allucinati dalla pianta sacraESCLUSIVO. Si chiama Ayahuasca, ed è un decotto usato da secoli nella medicina tradizionale del Centroamerica. Nel tempo si è diffuso in tutto il mondo, soprattutto in America. Da Sting (in foto) a James Cameron, da Darren Aronofsky a Anthony Hopkins molti i vip che usano questa medicina naturale. Affaritaliani.it ha incontrato a Roma Alberto Josè Varela, il guru di questo metodo curativo rivoluzionarioVenerdì, 11 aprile 2014 - 08:03:00 di Alberto Berlini Mancano pochi minuti alle 21 quando la sala comincia a riempirsi di gente. L'incontro è stato organizzato in un circolo culturale del quartiere San Lorenzo e la responsabile racconta di aver conosciuto lo sciamano durante un “seminario” a Torino e di averlo convinto a programmare questa tappa romana. Appuntamenrto in località segreta, "perché è tutto legale ma è meglio un po' di riservatezza".

Ad ascoltare la lezione che Alberto Josè Varela farà di lì a poco una ventina di persone, uscite di corsa dal lavoro, alcuni ancora con le cravatte e la giacca. Il cronista di Affaritaliani.it lo raggiunge poco prima che un pubblico ansioso di risposte lo sommerga di domande per più di un'ora.I capelli bianchi raccolti in una coda, una felpa morbida e l'aria pacata di un santone. Ma lei è uno sciamano?“Io non sono uno sciamano, ma sono stato formato da alcuni sciamani. Negli anni ho fatto più di trenta viaggi nella selva colombiana trascorrendovi mesi interi, ho preso ogni tipo di sostanza che gli sciamani mi davano per aiutarmi a superare il limite rappresentato dalle mie paure. Mi dissero che se volevo dedicarmi a questo tipo di lavoro e portare con me la pianta in Europa, avrei dovuto varcare quel limite. Ed è quello che ho fatto. Ho portato l’ayahuasca con me in Spagna e ho iniziato a organizzare sessioni di gruppo”Ecco parliamo di questa pianta, il cui nome è stato associato all'idea di misticismo, a una medicina ma per molti è solo una droga... lei stesso ha passato in carcere due anni della sua vita proprio a causa dell'uso di questa Ayahusca...“L'Ayahusca non è una droga, non da alcun tipo di dipendenza. Anzi, è una pianta sacra usata nella medicina precolombiana da numerosi popoli del centro america. Sostanzialmente è una liana, che dopo essere stata pigiata e sminuzzata, viene lasciata in acqua per preparare un decotto. Ma non va usata da sola. Io preparo una pozione composta al 70% di Psychotria viridis e per il 30% di “chagropanga” il  Diplopterys cabrerana, una sorta di veicolo perché la pianta entri a contatto con l'anima.”Quindi due sostanze che danno due effetti diversi?“Il primo, è usato per “pulire” lo spirito, il secondo per far sì che possa inziarre il viaggio”.Un effetto psichedelico quindi. Ma, le ripeto, è legale?“Il principio attivo, la Dmt, è stata proibita solo in alcuni paesi del mondo. Ad esempio in Brasile è consentito l'uso per cerimonie religiose. In Italia non è nell'elenco delle sostanze vietate”,Lo dovrebbe essere?“Lo sarà perchè da fastidio a molti. Se il principio attivo può essere usato per ottenere effetti allucinogeni, quello che insegniamo è il rispetto per una pianta che è invece usata dall'alba dei tempi per i riti sciamanici, per entrare in contatto con l'eterno, ottenere risposte ai piccoli e grandi interrogativi che persistono ogni giorno, e anche, sì, guarire dalle malattie”.Mi spieghi meglio...“Quello che succede durante il rito psicosciamanico è una pulizia del corpo. La pianta fa il suo lavoro: consente di entrare in contatto con tutte le nostre paure, i nostri problemi irrisolti, i demoni che ci portiamo dentro ogni giorno. Ci fa aprire gli occhi dandoci le risposte”.Ma davvero può curare le malattie?“Si, certo. Ma non ne vorrei parlare, E' proprio per questo che è tanto ostracizzata. Rivoluzionerebbe la vita di milioni di persone”.Le rifaccio la domanda, davvero può guarire le malattie, anche gravi?“Ho sentito parlare di gente che è guarita dai tumori. Certo, non basta una singola assunzione, ma si trattata di un percorso. Un cammino necessariamente guidato, soprattuto qui in occidente dove siamo pervasi da paure e inquietudini che alla fine ci portano ad ammalarci”.Effetti collaterali?“L'assunzione ha un effetto che dura fino a 8, 12 ore in cui il corpo si purifica. Se escludiamo sudorazione, attacchi di vomito e diarrea che avvengono proprio per effetto del decotto, no, non ci sono effetti indesiderati”.Ma come funziona la seduta sciamanica?“Si assume una tazza di questo preparato, poi si aspetta in meditazione che faccia effetto. Può passare da mezz'ora ad un'ora dall'assunzione poi inizia il “viaggio”. Io consiglio sempre di porsi una domanda prima della seduta. E chiedere alla pianta di dare una risposta”.Poi?“Ogni viaggio è personale, c'è chi avverte un dolore fisico, chi si lascia andare in pianti liberatori, chi è in preda ad un orgasmo”.Parlando con uno dei ragazzi che è qui per ascoltarla, mi ha raccontato della sua esperienza come fosse stata equivalente a 10 anni di terapia da uno psicologo...“Lo è... come dimostrano le tante testimonianze di persone che si sono avvicinate negli anni all'Ayahuasca”Anche persone famose?“Forse il più conosciuto è Sting, ma anche James Cameron prima di girare Avatar, e lo stesso Darren Aronofsky che ha poi messo in scena l'epopea di Noah, adesso al cinema, e un attore... a sì, Anthony Hopkins. Questi i primi che mi vengono in mente. Ma molti altri. Pensi che più di 10mila persone hanno preso parte solo alle mie sedute. E come me ci sono almeno altre 70 persone depositari dei segreti di questa pianta sacra”.Lei è religioso?“Il nostro non è un gruppo religioso, mi sento più un terapeuta, un facilitatore. E nel mondo sempre più persone si stanno avvicinando a questa sostanza. Anche se continueranno a perseguitarci e non la renderanno mai legale, perché non conviene che la gente apra davvero gli occhi”.

Il giorno di questo incontro tutti i partecipanti a questo incontro hanno ricevuto sul proprio indirizzo email le istruzioni per partecipare alla seduta sciamanica: l'appuntamento è in un'associazione per poi muoversi verso una destinazione rimasta segreta. Gli organizzatori non vogliono farsi troppa pubblicità. Il costo? 120 euro. Post scriptum. Per i non romani l'appuntamento è a Milano in occasione della settimana santa. Altrimenti potete raggiungere Alberto Varela nella sua casa ad Ibizia.

 

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