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Dipendenza da gioco d'azzardo, un aiuto dalla stimolazione cerebrale

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Oltre psicoterapie o farmaci. Uno studio italiano ha appena messo in evidenza l'efficacia di una tecnica chiamata "stimolazione magnetica transcranica ripetuta" (in sigla rTMS) in un gruppo di otto pazienti con ludopatia.

di VIOLA RITA 

IL PENSIERO è sempre quello di scommettere. Secondo le stime dell'Istituto superiore di Sanità, un milione e mezzo di italiani hanno un problema con il gioco d'azzardo. Fra loro c'è chi sviluppa una dipendenza o ludopatia.  Esistono diversi strumenti per trattare questo disturbo: si tratta di psicoterapie o di farmaci. Ma oggi la ricerca sta studiando nuove strade. Uno studio italiano ha appena messo in evidenza l'efficacia di una tecnica chiamata “stimolazione magnetica transcranica ripetuta” (in sigla rTMS) in un gruppo di otto pazienti con ludopatia. Secondo gli autori, la procedura, completamente non invasiva, potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche promettenti per questo e altri disturbi. La ricerca, cui ha preso parte l'Università G. D'Annunzio di Chieti insieme ad altri ospedali e centri italiani e internazionali, è pubblicata sulla rivista European Addiction Research.
 

La stimolazione magnetica transcranica

Questo metodo è stata approvato in Canada e negli Stati Uniti per la cura della depressione e negli Usa anche per l'emicrania. In Italia è ancora sotto studio anche se ci sono già altre prove del fatto che possa essere efficace e senza importanti effetti collaterali. “Di fatto si usano dei magneti in prossimità della cute che stimolano alcune aree cerebrali”, spiega Fabrizio Fanella, direttore sanitario del Centro La Promessa, centro per il trattamento delle dipendenze patologiche, che ha preso parte allo studio. “Pertanto non è per nulla invasiva”. E i risultati si vedono, prosegue Fanella. “Non è la prima volta che la impieghiamo nell'ambito della ricerca: un nostro precedente studio ha mostrato gli effetti benedici nella dipendenza da cocaina”.

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