Back to top

Droghe: è schedatura di massa, 500mila gli italiani segnalati

 

di Giulio Manfredi (Segreteria dei Radicali Italiani)

 

Notiziario Aduc, 31 gennaio 2008

 

Capisco che le traversie giudiziarie di Lady Mastella o il delitto di Erba siano più eccitanti ma la notizia ufficiale (fonte Ministero degli Interni) che dal 1992 ad oggi ben mezzo milione di cittadini italiani sono stati segnalati alle Prefetture per detenzione di quantitativi minimi di sostanze stupefacenti mi pare degna di qualche considerazione e non del silenzio con cui è stata accolta.

Intanto, dobbiamo constatare che il sistema burocratico - repressivo messo in piedi da Rosa Russo Iervolino (all’epoca ministro degli Affari Sociali) e da Giuliano Vassalli (all’epoca ministro di Grazia e Giustizia) ha lavorato sodo; è un vero peccato che a farne le spese siano stati (siano e saranno) cittadini che, ricordiamolo, non hanno compiuto alcuna violenza nei confronti di altri, non hanno leso alcuna libertà o alcun bene altrui, ma volevano solamente ingerire, fumare, sniffare, iniettarsi sostanze che hanno dovuto procurarsi - tranne i pochi casi di autocoltivazione e scambio - nel mercato criminale creato dal proibizionismo.

In realtà, il sistema creato dalla legge "Iervolino - Vassalli" è servito a perseguitare i consumatori dei derivati della cannabis (l’80% delle segnalazioni), senza incidere minimamente sulle dimensioni del narcotraffico: rispetto alla situazione del 1992, oggi in Italia ci sono dieci volte più droghe e dieci volte più consumatori. Le narco-mafie ringraziano.

Se la mole di denaro e di strutture impegnata nel segnalare e nello schedare mezzo milione di italiani fosse stata utilizzata per informare correttamente tutti i cittadini sulle sostanze stupefacenti illegali e legali, sui pericoli alla salute derivanti dal loro uso e abuso, sicuramente il risultato in termini di salute personale e collettiva sarebbe stato migliore.

Commenti

Aggiungi un nuovo commento