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Drugs, nove racconti italiani, guanda editore

”Drugs” è un’antologia composta da nove racconti, autori Gianni Biondillo,Teresa Ciabatti,Laura del Lama,Marcello Fois,Elisa Genchini,Gianluca Marozzi,Divier Nelli,Valerio Varesi e Gianni Biondillo.
Di  Gianni Biondillo “Cosmedin” un racconto surreale, avveniristico, in un futuro dove le grandi città italiane hanno mutato volto, ma la piaga della droga esiste ancora.
Il mondo è cambiato, i cristiani sono una piccola comunità, lo stesso ordine naturale del mondo è ora differente. Da una indagine di polizia su un corpo carbonizzato e dalla schiavitù alla droga il racconto muta completamente registro facendo addirittura balenare la possibilità del ritorno di un nuovo Messia in questo futuristico Universo….
Di Teresa Ciabatti “Il tuffo”, dove si parla di un nobile decaduto, ridotto ormai quasi in miseria, che vive di espedienti sfruttando il suo  casato e facendosi invitare dai nuovi “ricchi”. Un  grande amore con un giovane capitatogli in casa…non certo per caso, potrebbe cambiargli la vita, ma….
“La cagna” di Laura del Lama fa vedere il degrado sempre maggiore di una madre che da giovane era stata assai brillante, ma la nascita di una figlia le cambia la vita ,lei la rifiuta, si sente impotente, inadeguata, finisce per perdere marito, lavoro, amici. Non amerà questa figlia che la reclama quasi a rinfacciarle questo suo rifiuto iniziale che inciderà per sempre sulla loro vita. La ragazza si trasferirà a Barcellona e pretenderà che lei vada a trovarla, e qui si realizza l’estremo rifiuto della madre che scoprirà, per dimenticare tutto e tutti, la droga…..
In “Visto ma mai guardato” di Marcello Fois un poliziotto che si direbbe assai sfigato non ha fatto carriera, è stato lasciato dalla moglie, ha un rapporto sempre più burrascoso con la nuova compagna quando questa si scopre incinta. Anche sul lavoro se la passa male, è stato confinato nel commissariato più degradato della città, la c.d. Cayenna. Qui sta interrogando un giovane spacciatore, un tipo assai strano, che con le sue pacate riflessioni lo mette a disagio e gli fa rimarcare la pochezza della sua vita. E così attraverso vari flash-back il commissario rievoca episodi della sua storia ricordando amaramente il motto di chi è destinato alla Cayenna” Essere condannati ad archiviare pratiche dismesse per tutta la vita”…..
Di Elsa Genchini “Melancolia”: in una comunità si ritrovano giovani e adulti con problemi di dipendenze varie, la loro è una vita assai dura nel controllo e nella disciplina, a volte vengono accettate, altre volte imposte, altre volte ancora respinte. E non è che sia migliore la vita degli operatori che li assistono, praticamente fanno la loro stessa vita, alla resa dei conti sono tutti dei reclusi…Difficile dire chi sia migliore!
Di Gian Luca Morozzi “Questo cielo così bianco”. E’ un graffiante viaggio nel mondo della cultura, degli scrittori in cerca di fama, degli editori in cerca di scoop. Così si conoscono un giovane autore che racconta in prima persona e Bella, anche lei giovane scrittrice. Simpatizzano, si amano, hanno un colpo di fortuna, addirittura una presentazione di nuove leve viene organizzata ad Amsterdam dove loro precedono i compagni. Ma qui cederanno alle lusinghe dei quartieri oseè, si imbottiscono di droga rimanendo a lungo istupiditi. Si presenteranno all’incontro in condizioni disastrose, ma le conseguenze per i due saranno assai diverse, per lei è scattata la creatività….
“Un lavoro per vecchi” è stato scritto da Divier Nelli che ci presenta un vecchietto in grosse difficoltà economiche, la moglie malata allo stato terminale, ci vogliono sempre più soldi per curarla e a loro mancano anche per tirare avanti alla buona. Così finisce preda di uno spacciatore che lo recluta come corriere della droga. Un viaggio abbastanza consuetudinario sulla tratta Viareggio-Firenze dove gli viene consegnata la “roba” da riportare a Viareggio sempre in treno. Ma quel viaggio che molti fanno per lavoro o per andare in vacanza per lui si trasforma in un incubo, paura, rimorso, disagio, consapevolezza di come si è ridotto….
Di Valerio Varesi “Bisogna essere stati in mezzo” dove un ciclista, passato da campione, compare davanti a un giudice per spiegare perchè si dopava. Ecco un  confronto tra chi vuol sapere, un  tipo alto e ossuto dall’aria malaticcia, tutt’altro che un atleta, e lui, il famoso corridore. Una schermaglia di domande e risposte, all’inizio reticenti, inframezzate dai pensieri che gli passano per la testa. Lui non si ritiene colpevole, può portare tante scusanti, la fatica, l’età, il “lo fanno tutti”,
ma fondamentalmente lui ha paura di affrontare la gara, gli avversari, le salite, ecco che questo terrore viene “vinto” ricorrendo alle droghe. E allora tra i due, forse entrambi impauriti dinanzi a ciò che si chiede loro, scatta una singolare empatia….
Di Marco Vichi “Lo sciopero” dove si scopre che anche il tabacco può essere una droga. Uno stimato professionista con famiglia agiata, moglie che si sfoga a cucinare, figlia “secchiona”, maschio indecifrabile con poca voglia di studiare, sempre ingrugnito, risponde a monosillabi, forse si droga. Ma lui è un padre che non riesce a farsi valere, unico suo rifugio la sigaretta, e quando ne rimane privo per uno sciopero dei tabaccai lui perde letteralmente la testa e….
Nove i racconti il cui fil rouge é la dipendenza, qualunque possa esserne la causa. Varie le sostanze che possono produrre effetti anche devastanti dalla cocaina alla eroina, dalla marijuana ai farmaci dopanti, sino all’alcol e al viagra, ai troppi medicamente, addirittura Biondillo ipotizza una droga del futuro. Non conta l’età, troviamo giovani e anziani, professionisti, madri e uomini di sport. Chi si dopa per continuare a vincere, chi si improvvisa corriere della droga per sopravvivere, chi sfida il male in un viaggio all’estero, chi pagherebbe qualsiasi cifra per un pacchetto di sigarette. Oggi é molto duro vivere, solitudine, paura, bisogno fanno il resto e così si scende sempre più nella scala dei valori.
Curati da Divier Nelli, scritti per lo più in prima persona, i racconti sono di volta in volta drammatici, comici, grotteschi tutti  tesi a far valere questa equazione tra l’impossibilità di essere normali e l’acquisizione di questa “normalità” grazie al ricorso a sostanze di vario tipo. Il tutto attraverso il racconto di vicende nere legate in qualche modo al mondo delle sostanze stupefacenti e della dipendenza. E se infinite sono le maniere di farsi del male di contro c’è purtroppo un unico fattore, la debolezza umana. Questa debolezza è fonte di tanti disagi che possono portare alla dipendenza fisica e psicologica. Chi legge questi racconti entra in un mondo dove le illusioni non hanno più spazio, dove si cerca ristoro nell’estasi artificiale.
Oltre alla scelta di narrare in prima persona l’altro elemento che accomuna i nove racconti è il pessimismo, raramente abbiamo letto un romanzo o una raccolta dovenon esistono spiragli di luce e certe scelte auto-distruttive quasi ti convincono…..Abilità di chi scrive e tristezza dei tempi in cui viviamo.

GIUSEPPE PREVITI

http://www.giuseppepreviti.it/2011/07/07/drugs-nove-racconti-italiani-gu...

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