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Hong Kong vuole scrollarsi la nomea di capitale mondiale della ketamina

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                                                                                 Fuori dagli sguardi, nei bagni di una scuola, nei bar del karaoke o sotto gli alberi di un parco pubblico, si sniffa la ketamina, una droga pesante che, per un pugno di dollari, fa cascare migliaia di giovani di Hong Kong nel fondo di un abisso di solitudine e di pericoli. Il consumo della droga importata clandestinamente dalla Cina popolare, a buon mercato e abbondante, e' diventato frequente alla fine degli anni 2000, conferendo alla citta' di Hong Kong il titolo di capitale mondiale della ketamina. La megalopoli finanziaria ha lanciato una campagna di lotta contro questo stupefacente il cui abuso porta ad una dipendenza fisica piu' acuta che non quella da eroina, compromettendo in modo irreversibile le fondamentali funzioni psicologiche.
Su un isola boscosa inaccessibile, un gruppo di giovani a torso nudo sotto il sole ridipinge il muro esterno di un edificio. Sono i pazienti del centro di trattamento Shek Kwu Chau, persone che spesso provengono dalla classe media, di circa 25 anni. Kin, 27 anni, ha passato dieci anni nella trappola della ketamina. E come spesso accade nel mondo della tossicodipendenza, il consumatore e' diventato spacciatore. “Non avevo compreso il suo potere attrattivo. Mi sentivo leggero e libero dopo averla presa. Adoravo questa sensazione, e non potevo piu' farne a meno”. 
La ketamina e' una molecola utilizzata in anestesia sia per gli umani che per gli animali. Spesso sintetizzata in laboratori clandestini nella Cina popolare, provoca delle allucinazioni, esperienze di “morte imminente” o di “K-hole”, cioe' turbamenti pesanti della coscienza e del comportamento. Le persone coinvolte possono ferirsi, mettere in pericolo la propria vita. Nel lungo periodo, la ketamina puo' causare un restringimento della vescica, talvolta cronico. Ah-Wai ha cominciato a sniffare nei bagni della sua scuola all'eta' di 16 anni. “La puoi prendere quando vuoi e dove vuoi, nessuno sapra' mai cio' che tu hai fatto”, racconta. Ah-Wai, che ha vissuto una lente discesa agli inferi fatta di esclusione scolare, allontanamento dalla famiglia, e problemi tossicologici... e alla fine del cammino una incontinenza che lo costringeva ad urinare almeno ogni 15 minuti. 
Peggy Chu, urologa al Tuen Mun Hospital, e' stata la prima nel 2006 a trovare un legame tra le disfunzioni urinarie in alcuni pazienti e il consumo di ketamina. “Al momento non ci sono cure. La sola cosa che funziona, e' smettere di prendere la ketamina”, fa sapere. Gli incontinenti cronici non hanno altro rimedio che quello chirurgico. Patrick Wu, responsabile del centro di trattamento, spiega come il potere tossicologico della ketamina e' tanto alto che smettendo di prenderla ci vogliono almeno sei mesi per vederne cessare gli effetti, mesi che nel caso dell'eroina sono soltanto due. “Si e' molto dipendenti, non fisicamente ma psicologicamente, per il solo fatto di voler gustare questo stato di eccitazione”. Il soggiorno nel centro finanziato da fondi pubblici e' gratuito e volontario. Fino al 2010 venivano accolti degli eroinomani, ma l'esplosione del consumo di ketamina ha allargato la sua “clientela”.
Nel 2009. Hong Kong contava 5.280 consumatori conosciuti, secondo le statistiche ufficiali, piu' della meta dei quali avevano meno di 21 anni. Tra i tossicodipendenti di questa fascia di eta', l'84% prendeva ketamina. Nel 2012 il numero e' calato a 3.192, ma potrebbe essere sottostimato. Erika Hui dirige la polizia degli stupefacenti ad Hong Kong. Il successo della lotta alla ketamina e' dovuto ad un approccio “olistico” che si dirama in cinque punti: repressione, sensibilizzazione, trattamenti, ricerca e cooperazione transfrontaliera. “Il nostro impegno e' stato perche' le persone cercassero subito aiuto invece di cascarci. La priorita' e' di tendere una mano piuttosto che perseguire giudizialmente i tossicodipendenti”. Una strategia che potrebbe essere di esempio in altri Paesi toccati dal medesimo fenomeno, come Malaysia, Thailandia e Vietnam. Una dose di ketamina costa 100 dollari di Hong Kong (circa 10 euro) e, secondo il criminologo Alfred Mak, dell'Universita' di Hong Kong, questo e' un importante motivo per la proliferazione di questa droga. Che e' inviata con dei “muli” o dei trafficanti difficilmente individuabili tra le decine di migliaia di persone che passano quotidianamente la frontiera terrestre, ad una sola ora di strada dal cuore della megalopoli finanziaria. L'anno scorso, la polizia e le dogane hanno sequestrato 724 chili di ketamina e istruito 1.677 infrazioni rispetto alle 3.679 del 2009. Numeri molto superiori a quelli legati all'eroina, alla cocaina e alle metamfetamine.

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