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Italia. Vietare i Rave Party? Una proposta di chi non e' mai stato giovane... alimentando il consumo pericoloso di droghe

Dopo la morte di una giovane ragazza per l'abuso di ecstasy e alcool durante un rave party a Venezia, sono diverse le voci che si sono sollevate chiedendo che questo tipo di raduni musicali siano vietati (1).
Per eccellenza, si distinguono quegli onorevoli che non sono mai stati giovani e, deputati fin dalla nascita con la casacca di chi sa il fatto proprio e quello di tutti gli altri, fanno di tutto per cercare di affermare i loro principi di morale, eticita', ubbidienza, sottomissione che –a loro avviso- forgerebbero la gioventu' in tempra, spirito, cultura e dovere. Oltre al sottosegretario Carlo Giovanardi, si distingue l'on. Luca Volonte': "Il Governo emani un decreto ...per evitare lo spaccio incontrollato di mix di droghe e la somministrazione senza ritegno di alcool durante le 'feste macabre' estive...".
Feste macabre? La liberta' di linguaggio e' fondamentale, soprattutto per coloro che non conoscono il significato delle parole: sembra quasi che il nostro onorevole non sia mai stato agli abituali riti che le diverse varianti del cattolicesimo celebrano in occasione della dipartita di un loro congiunto. Con un minimo di elasticita' cerebrale, valorizzerebbe "come da vocabolario della lingua italiana" il concetto e la pratica di macabro, scoprendo che ai rave party accade proprio il contrario... ma forse per comprenderlo bisognerebbe, per l'appunto, essere stati giovani e –magari- concepire lo sballo non necessariamente come qualcosa che ti ammazza, ma per divertirti.
Anche noi siamo preoccupati per la morte della ragazza a Venezia, cosi' siamo preoccupati per tutti coloro che muoiono durante la transumanza automobilistica estiva dalle citta' alle vacanze. Non ci viene pero' per niente l'idea di vietare quest'ultima, ma solo di cercare di regolamentarla con consigli, norme e maggiore vigilanza da parte delle autorita'. Nel caso delle droghe, invece, il consiglio, da parte delle autorita', e' sempre e solo uno: non consumatela e se lo fate, se "ti cucco" (o meglio "se voglio cuccarti") piu' o meno ti rovino la vita... dipende solo se in quel momento il Giovanardi o il Volonte' di turno ha bisogno di stimolare il consenso di pancia di chi l'ascolta distrattamente. E' evidente che se sulle droghe ci fosse quell'informazione che serenamente potrebbe essere data quando si ha a che fare con sostanze legali, il fenomeno abuso sarebbe piu' controllato e meno dannoso. Ma questa e' un'evidenza che per essere compresa abbisogna di serenita', razionalita', buon senso, cioe' tutto cio' che sembra assente in chi non e' mai stato giovane.

 

Vincenzo Donvito (http://droghe.aduc.it)

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blumir

Le droghe sintetiche sono meno pericolose di quel che sembrano, se viene fatta una giusta campagna di sensibilizzazione proprio in quei luoghi dove piú facilmente è facile trovare le famose e pericolose pillole colorate a base di allucinogeni. Guido Blumir, sociologo, presidente del comitato libertà e droga, antiproibizionista, interviene in merito alla vicenda della ragazza deceduta dopo aver partecipato ad un rave party. "Bisogna seguire l'esempio di Austria e Germania dove sono riusciti a ridurre in modo drastico non solo le morti da droghe sintetiche, ma anche i malori, gli incidenti". Secondo il professor Blumir, autore di libri e saggi fondamentali sulle sostanze dello 'sballo', il metodo seguito nei due paesi europei è stato sul terreno dell'assistenza, della comprensione e non della messa all'indice. "In occasione dei rave party - ha continuato - sono presenti associazioni e chimici dell'università che liberamente analizzano ed informano sulle pillole che in quel momento vengono messe in vendita. La parola d'ordine deve essere informazione". L'esempio che questo metodo funziona è venuto dalla 'Love parade' di Dortmund, dove un 1 milione e 400mila persone hanno sfilato e ballato e "grazie alla presenza di medici e personale specializzato" non ci sono stati morti - informa Blumir - ed è stato molto ridotto il numero dei collassi. "La sostanza piú pericolosa rimane la cocaina - ha detto ancora Blumir - Il numero di 589 vittime in un anno non va riferito all'assunzione solo dell'ecstasy. In base alla relazione annuale fatta al parlamento dal Cnr, a giugno, sulle sostanze stupefacenti quel numero di morti, in Italia, va per il 90 per cento addebitato all'eroina. Poi per alcune decina alla cocaina e solo per 15-20 casi alle sostanze sintetiche". Significa che non sono cosí pericolose? "Lo sono. Ma la diffusione della cocaina e la penetrazione in strati sociali prima sconosciuti a questa sostanza, ha fatto capire ormai la sua pervasività ed il fatto che riesce ad essere ancora percepita come una droga del sabato sera. Quando invece da dipendenza".

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