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LSD in terapia, il via libera della Svizzera

Il 5 dicembre 2007 il Dr. Peter Gasser ha ricevuto il permesso governativo per il suo studio sull'utilizzo dell'LSD nella psicoterapia, specificamente per la cura dell'ansia. Il permesso governativo segue l'approvazione da parte di Swissmedic e della commissione etica svizzera. Secondo la MAPS (multidisciplinary association for psychedelic studies), "questo via libera segna un punto importante nella ripresa della ricerca medica sugli psichedelici, che negli ultimi dieci anni sta lentamente superando le resistenze che ci sono, legate ai pregiudizi riguardo medicine che nella percezione di molti sono considerate droghe benché non diano dipendenza e non si prestino troppo a situazioni di abuso o uso cronico."

 

E' la prima volta dal 1972, quando il bando mise fine ai promettenti studi dei medici Richards, Grof, Goodman e Kurland, che per un medico è legale effettuare psicoterapia con l'ausilio dell'acido lisergico.

Il dottor Gasser ha dichiarato: "Sono molto orgoglioso e felice dell'opportunità che viene data a me e alla dottoressa Speich, la psichiatra e psicoterapeuta mia collaboratrice. Voglio dedicare fin da ora questo progetto ad Albert Hofmann, scopritore dell'LSD, che da sempre si batte contro il pregiudizio che avvolge questo farmaco. E' una nuova occasione per provare che l'LSD, nelle mani giuste e in condizioni di sperimentazione scientifica, ha un valore medico e psichiatrico inestimabile."

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Commenti

anche se non ho un'idea precisa sul proibizionismo suslle sostanze usate "a scopo ludico", trovo aberrante che questo porti anche a proibirle laddove hanno importanti utilizzi medici!

Le autorità sanitarie elvetiche hanno approvato l'avvio di uno studio psicoterapeutico, che prevede la somministrazione di LSD a pazienti ammalati di cancro in fase terminale o altre malattie incurabili.

Sviluppato nel 1938 dal chimico svizzero Albert Hoffmann, l'LSD era stato impiegato per alcuni decenni in ambito medico-terapeutico, prima di farsi conoscere per le sue virtù allucinogene, molto apprezzate dalla generazione hippie.

Per la prima volta dalla sua proibizione negli anni Sessanta, la Confederazione ha nuovamente autorizzato uno studio clinico sulle possibilità d'impiego a scopo terapeutico di questa droga, sintetizzata partendo dalle proprietà di un fungo parassita della segale.

"Sono convinto che l'LSD può essere impiegato positivamente nel quadro di alcune psicoterapie", dichiara Peter Gasser, terapista di Soletta incaricato di promuovere lo studio sponsorizzato dall'Associazione multidisciplinare di studi psichedelici.

"Prendiamo dei pazienti confrontati alla morte, terrorizzati dall'idea di morire e alla ricerca di un senso spirituale della loro vita. L'LSD può essere di aiuto a queste persone in simili situazioni".

Sogni diurni intensi

Lo studio condotto da Peter Gasser prenderà inizio in gennaio. Vi parteciperanno 12 pazienti che riceveranno una dose di 200 microgrammi di LSD o una sostanza placebo.

"I pazienti, che saranno tenuti due giorni sotto osservazione medica, si troveranno per circa 8 otto ore in una fase paragonabile ad un sogno diurno, durante il quale potranno rimaner coricati e ascoltare tranquillamente della musica", spiega lo psicoterapista.

"Sono convinto che, un giorno, l'LSD diventerà un prodotto come la morfina e che il personale medico, specialmente formato, potrà amministrarla ai pazienti", aggiunge Peter Gasser.

Questa sostanza allucinogena permette di raggiungere degli stati mentali particolari, in cui le percezioni e i sentimenti sono modificati e intensificati.

Generalmente sicura

L'LSD è comunque una delle sostanza mediche che sono state maggiormente studiate. Dalle esperienze fatte diversi anni fa risulta che, generalmente, l'impiego di questa droga a livello terapeutico può essere considerato "sicuro".

Prima del suo divieto, nel 1966, alcuni terapisti consideravano addirittura l'LSD un rimedio quasi miracoloso in ambito psicoterapeutico. In seguito, con la sua proibizione, le sue virtù sono state quasi dimenticate.

Peter Gasser ha incontrato non poche difficoltà per ottenere l'autorizzazione di condurre il suo studio, da parte della commissione etica del canton Argovia, di Swissmedic, l'Istituto svizzero dei prodotti terapeutici, e dell'Ufficio federale della sanità. Solo il 5 dicembre scorso ha ricevuto il via libera definivo.

A detta di Elisabeth Grimm-Bättig, presidente della comissione etica del canton Argovia, gli interrogativi maggiori riguardano l'informazione data ai pazienti e la situazione particolare in cui si trovano al momento della somministrazione di LSD.

"Queste persone sanno che non hanno più molto tempo da vivere. Devono però conoscere gli effetti positivi e negativi legati all'uso di questa sostanza. Vogliamo che abbiano il tempo di informarsi debitamente e che non si sentano sotto pressione", spiega Elisabeth Grimm-Bättig.

Clima più liberale

Secondo Peter Gasser, l'approvazione del suo studio da parte delle autorità competenti è legata al fatto che oggi vi è un "clima più liberale", favorito dal lavoro delle commissioni etiche.

"Venti o trent'anni fa non sarebbe stato possibile di lanciare uno studio simile. L'atteggiamento nei confronti delle questioni della droga era troppo negativo", afferma lo psicoterapista.

Da parte sua, Albert Hoffmann, il padre dell'LSD, ha dichiarato di rallegrarsi del fatto che la sostanza da lui inventata venga lentamente riabilitata.

"Il mio desiderio è diventato una realtà. Non credevo di poter vivere così a lungo da poter assistere al ritorno dell'LSD nella medicina", ha dichiarato recentemente il chimico svizzero, che ha raggiunto i 102 anni di età.

swissinfo, Simon Bradley
(traduzione di Armando Mombelli)