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Morta la figlia di Bob Geldof dalla droga all’esoterismo

L’ultimo messaggio è di domenica. «Io e mia mamma». Una vecchia foto rilanciata ai 193 mila seguaci su Twitter. Peaches, biondissima, in braccio a Paula Yates, la mamma, prima che una overdose di droga, nel 2000, gliela portasse via. Aveva appena 11 anni, Peaches, e ne rimase sconvolta. La sua vita segnata per sempre. La sua vita turbolenta, violenta. Triste ed eccessiva. Figlia di una star della musica e dell’attivismo politico, Bob Geldof. Figlia di una famosa giornalista televisiva e scrittrice. Figlia di un mondo subdolo che ti divora. Un mondo che da un momento all’altro ti crolla addosso e ti travolge. Con la cocaina, l’eroina, gli allucinogeni, l’alcol che ti ballano attorno e nel corpo. L’esistenza di Peaches è sempre stata così da quando divenne orfana. Intelligenza brillante ma tormentata, ambigua, condizionata da ombre e fantasmi del presente e del passato. E la fine di Peaches non può che essere misteriosa. Sola, in una casa del Kent. Spenta per sempre. Dopo quel suo ultimo «cinguettio» su Twitter. Dopo l’ultimo ricordo della mamma. Omicidio o suicidio o un colpo fatale. La polizia lo tratta come un caso di «morte inspiegabile e improvvisa». Il caso di una giovane donna, venticinquenne, carica di successo e di fama, che dice addio ai suoi due bambini, Astala venti mesi e Phaedra undici mesi, e dice addio al secondo marito Thomas Cohen leader della band punk-rock S.C.U.M. La sintesi delle sue sofferenze, Peaches, l’aveva realizzata nel novembre 2012 in un’intervista all’edizione inglese della rivista Elle. «Ricordo benissimo il giorno in cui mia madre morì. È difficile parlarne. Non l’ho mai fatto. Non riuscii a tirare fuori una lacrima. Non riuscii a esprimere alcun dolore. Non riuscii a piangere ai funerali. Rimasi intorpidita, bloccata. Ritornai a scuola il giorno successivo, mio padre mi disse solo: stai calma e va avanti. No, non sono arrabbiata con lei. Non l’accuso. La capisco». Forse ha imparato a capirla, poco alla volta, nel suo percorso burrascoso. Aveva cominciato presto a scrivere, la sedicenne Peaches, articoli per prestigiosi quotidiani (il Daily Telegraph e il Guardian) e per settimanali. Irriverente e timida, aveva abitato a Chelsea, il quartiere dei vip, ma scappò presto, allontanandosi dal padre, Bob Geldof col quale aveva un rapporto in chiaroscuro, e trovando una strada: la televisione e la sfilate col debutto in passerella nel 2007 e l’ingresso nella top ten delle icone della moda per il mensile Tatler. Gli onori. I titoli. Le feste. «E le droghe, ogni tipo di droga» (per sua ammissione a Elle). Oltre che l’alcol. «Sempre ricordando ciò che era accaduto a mia madre». Un matrimonio fallito con Max Drummey, musicista americano. Un secondo matrimonio e la nascita dei due bambini. «Che è anche la mia rinascita» aveva dichiarato. Ma non poteva essere vero. Nella vita di Peaches erano entrate altre ossessioni: il fanatismo religioso, l’occultismo, il satanismo. Si era fatta coinvolgere nella setta di Scientology e si era trasferita nel loro quartiere generale a Los Angeles. Poi si era staccata da Scientology e si era tatuata sul braccio l’acronimo «O.T.O», ovvero «Ordo Templi Orientis», l’Ordine del Tempio di Oriente, una organizzazione «iniziatica » che si definisce religiosa e che è registrata in California dal 1979 ma che si ispira all’esoterismo di Aleister Crowley, uno dei fondatori del moderno satanismo, ambiguo «guru di anime » dell’inizio e metà Novecento. Per molto tempo Peaches aveva tenuto nascoste queste sue passioni o deviazioni. Poi si era confessata. Ancora una volta via twitter. Lo scorso anno e sempre con una foto, il tatuaggio. E aveva provocato scandalo invitando i suoi 193 mila seguaci ad andarle dietro nell’«Ordo Templi Orientis». Una vita difficile, nonostante il nome, la bellezza, la ricchezza. Una morte strana. A pochi giorni dal compleanno della piccola Phaedra, un anno il 24 aprile. Proprio come la mamma di Peaches, Paula Yates uccisa dall’overdose di eroina. Distrutto Bob Geldof: «Come può essere possibile che non ti rivedremo? ».

www.passionetecno.com/2014/04/08/morta-la-figlia-di-bob-geldof-dalla-droga-allesoterismo-3279

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