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Morte Cucchi, indagine parlamentare: morto per abbandono terapeutico. La famiglia: ma è stato pestato

'Stefano Cucchi e' morto per abbandono terapeutico': non usano mezzi termini i cinque parlamentari, di maggioranza e di opposizione, che ieri mattina hanno visitato la struttura detentiva dell'ospedale Sandro Pertini di Roma, dove il geometra di 31 anni, arrestato una settimana prima nel parco degli Acquedotti per droga, e' deceduto lo scorso 22 ottobre e sulla cui fine indaga la Procura. I risultati dell'ispezione sono stati presentati alla Camera, nel corso di una conferenza stampa presieduta dal coordinatore del comitato 'Verita' per Stefano Cucchi', Luigi Manconi. La visita e' durata circa un'ora e mezza, nel corso della quale i parlamentari hanno parlato con medici, infermieri e responsabili della struttura, definita 'molto pulita e dignitosa per la media italiana', dalla quale pero' sono emersi molti aspetti che evidenziano, per Manconi, 'una grave sottovalutazione dello stato di salute' di Cucchi. A provarlo sarebbero' gia' le circostanze della morte, 'l'unica non chiara delle quattro avvenute nella struttura dalla sua inaugurazione nel 2005' ha spiegato Melania Rizzoli, parlamentare e medico ospedaliero. 'Non e' morto circondato da medici che cercavano di rianimarlo. Lo hanno trovato morto gli infermieri di mattina presto. La rianimazione e' stata inefficace, segno che l'ora della morte va anticipata almeno di un'ora rispetto al referto delle 6' ha aggiunto Rizzoli. Altro punto chiave il digiuno di Stefano: 'Ci sono ben due documenti - ha riferito Manconi - nei quali un medico attesta che Cucchi si sarebbe rifiutato di assumere cibo e acqua finche' non avesse parlato con il suo avvocato'. I medici, insomma, e' la conclusione di Manconi, erano a conoscenza del fatto che si trattava di una forma di protesta 'per la violazione del suo diritto alla difesa'. E i dubbi non si fermano qua: Rita Bernardini (radicali) ha sottolineato come 'nel suo calvario dal tribunale al Pertini Stefano sia stato visitato e refertato sei volte. Tutti i medici riscontrarono lesioni ed ecchimosi: perche' nessuno avviso' l'autorita' giudiziaria? Ne chiederemo conto in Parlamento'. Lesioni, specie all'osso sacro, che secondo Renato Farina (Pdl), anche lui al Pertini insieme con Jean-Leonard Touadi' (Pd), 'erano risultate evidenti agli agenti di custodia di Regina Coeli'. Anche il 'burocratismo che al Pertini ha vinto sul buonsenso' avrebbe fatto la sua parte, ha aggiunto Guido Melis, ricordando 'il mancato accesso alle informazioni sanitarie da parte della famiglia'. La quale ieri ha parlato in conferenza stampa per voce della sorella di Cucchi, Ilaria: 'Basta con le insinuazioni sul passato di Stefano o sui rapporti che aveva con noi, che erano ottimi. Non si e' suicidato e non lo abbiamo ucciso noi. Il suo corpo parla da solo'. E di 'colpevolizzazione della vittima' ha parlato anche Manconi, affermando come la Procura non abbia finora scoraggiato questo atteggiamento. 'Noi - ha concluso Ilaria Cucchi - fin dal primo momento avevamo sottolineato la responsabilita' dei medici. Ma senza quelle lesioni, Stefano al Pertini non sarebbe arrivato affatto'.

fonte: ADUC Droghe

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