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La terapia domiciliare con metadone (“affido”)

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Ernesto de Bernardis. IL BLOG DELLA SITD

"Come si vede dallo screenshot e come si può leggere online, c’è chi reagisce ai casi di avvelenamento da metadone rivenduto da pazienti in terapia pensando di abolirne la disponibilità come terapia domiciliare (“affido”) e somministrandolo ogni giorno con la vigilanza di personale sanitario.

Questo articolo è scritto pensando al giornalista, al pubblico amministratore e al legislatore che vogliono capire di più sulla questione

LA DIMENSIONE DEL TRATTAMENTO

Secondo gli ultimi dati disponibili, risultano in Italia più di 86mila soggetti in cura per dipendenza da oppioidi (Relazione al Parlamento 2019, dati 2018, http://www.politicheantidroga.gov.it/it/dpa-in-sintesi/attivita-e-progetti/relazioni-annuali-al-parlamento/relazione-annuale-al-parlamento-sul-fenomeno-delle-tossicodipendenze-in-italia-anno-2019-dati-2018/ ), con più di 64mila trattati con metadone (European Monitoring Centre for Drugs and Drugs Addiction, Bollettino 2020, dati 2018,https://www.emcdda.europa.eu/data/stats2020/hsr), corrispondenti a circa il 74% del totale.

Le morti associate al consumo di metadone fuori prescrizione in libertà, riportate dai media e catalogate dal sito GeOverdose (progetto SITD gruppo di interesse “riduzione del danno”,http://www.geoverdose.it ), risultano 11 nel 2018 e 6 nel 2019.

Questo dato è pari a circa 0.2-0.3 eventi per milione di abitanti nella fascia di età ritenuta a rischio, 15-64 anni, e corrisponde per il 2018, di cui si hanno i dati completi, allo 0,017% del totale dei soggetti trattati con metadone.

l'articolo continua qua https://blog.sitd.it/2020/10/25/la-terapia-domiciliare-metadone-affido/

Commenti

Siamo sempre lì, si parla

Siamo sempre lì, si parla sempre di sostanze e poco delle questioni personali, relazionali, sociali che giocano un ruolo importante nelle dipendenze. A mio avviso di queste si dovrebbe parlare a scuola, molto prima che dei farmaci.

Una piccola nota sul titolo dell'articolo: "terapia domiciliare", in questo caso mi sembra abbastanza forzato. Si parla di terapia a domicilio quando un operatore socio-sanitario si reca al domicilio altrui, cosa che non mi risulta succeda nel caso dei tossicodipendenti da parte degli operatori SerD.

(E magari potrebbe utile come assistenza, sostegno e protezione nella fase di astinenza).

D'altronde, la consegna dei pannoloni agli anziani non viene mai descritta come terapia domiciliare dell'incontinenza.

Buona giornata.

 

"Una piccola nota sul titolo

"Una piccola nota sul titolo dell'articolo: "terapia domiciliare", in questo caso mi sembra abbastanza forzato. Si parla di terapia a domicilio quando un operatore socio-sanitario si reca al domicilio altrui, cosa che non mi risulta succeda nel caso dei tossicodipendenti da parte degli operatori SerD."

Ma quanto sei pedante? Anche se sei anonimo ormai ti si riconosce in ogni post, mi ricordi un po' Furio del film di Verdone degli anni '80

Come sempre in Italia, quando

Come sempre in Italia, quando c'è un problema, prima si trova il capro espiatorio nella categoria sbagliata, e poi si agisce con una legge sbagliata.

Il problema della rivendita del metadone da parte di soggetti TD è un problema che dura da anni, ma solo adesso che (purtroppo), sono morti dei ragazzini, sembra sia emerso, e si deve correre ai ripari. Naturalmente in maniera sbagliata.

La mossa giusta sarebbe: tornare immediatamente al metadone all'1%, e fornire quello al 5% solo ad una selezionata cerchia di pazienti, che per necessità terapeutica ne abbiano bisogno, e vengano comunque maggiormente monitorati.

Potenziamento dei centri medici privati accreditati (vedasi SMI in Lombardia), che vanno estesi a tutte le regioni.

Programmi personalizzati sull'utente, basati sulla sua reale volontà di smettere, valutando ed accettando la possibilità di prendere in carico anche chi non vuole sospendere l'utilizzo di eroina.

Valutare la possibilità di far pagare un ticket ai pazienti più abbienti, destinando questi soldi unicamente al servizio SerD. 

Ferme restando le

Ferme restando le osservazioni del primo commento, direi che le questioni del misuso e della diversione, quando sono relative a prassi poste in essere in sede pubblica, cioè a spese della collettività che si dà delle regole, andrebbero affontate con maggiore attenzione; SEMPRE e non soltanto quando si verificano tragedie, anzi proprio per ridurne la probabilità. 

Diciamo che forse la relazione fra utenti dei SerD e personale dovrebbe avere caratteristiche che evidentemente non ha.

Non mi piacciono i provvedimenti punitivi (specialmente nei confronti di chi già subisce la pesantissima punizione della tossicodipendenza), ma neanche l'accondiscendenza di comodo.

Il pagamento del ticket lo collegherei all'ISEE per tutti gli utenti SerD che sono sufficientemente stabili. 

D'altronde non è che negli altri servizi e ambulatori del SSN contribuiscano solo i più abbienti.

Poi, centri medici privati o singoli professionisti potrebbero operare anche a prescindere da accreditamenti, convenzionamenti e varia burocrazia, specificatamente per terapie ed esigenze diverse da quelle che la collettività stabilisce democraticamente di erogare e soddisfare, facendosene carico finanziariamente.

 

Poi vorrei aggiungere una

Poi vorrei aggiungere una nota di cordoglio, per i due ragazzini morti e per i loro familiari.

Non mi è capitato di leggerne, cordoglio, fra operatori e utenti SerD e non vorrei che le sostanze anestetizzassero anche chi le somministra, oltre che chi le assume. 

Al di là delle polemiche e delle vicende giudiziarie che ne seguiranno, rimane il fatto che sono morti due minorenni. 

La giustizia  farà il suo corso e verosimilmente qualche altro sprovveduto incosciente sarà chiamato a pagare il conto.

Chi ha affidato la sostanza mortale si preoccuperà di scagionarsi e difendersi coi mezzi sostanziosi di cui può disporre.

Alla fine pagano sempre i poveracci.

Che spesso fanno di tutto per rimanere tali.

La vicenda è stata a lungo

La vicenda è stata a lungo discussa anche da operatori SerD, qui puoi trovare un articolo: https://www.umbriaon.it/sulle-morti-di-terni-la-firma-del-metadone/ .

La "sostanza mortale" è stata affidata ad una persona avente diritto, se poi questo si è messo a spacciarla è un'altro discorso, e ne dovrà rispondere nelle opportune sedi, ma la responsabilità non è di certo degli operatori del SerD.

Senza contare che la morte è avvenuta per un mix di metadone ed alcoolici, alcoolici che la legge italiana vieta la somministrazione e vendita a minorenni.

Come mai la stessa gogna mediatica non è avvenuita verso chi ha venduto l'alcool, che ricordiamo ha concorso in gran parte nella morte, a due ragazzini di 13 anni?

Hai ragione. Infatti anche

Hai ragione. Infatti anche chi vende alcol a minori è, a mio avviso, moralmente esecrabile, oltre che giuridicamente sanzionabile.

Ma non è questo il punto.

Spero di non apparire pedante continuando a sostenere che di fronte a tragedie del genere dovrebbe prevalere il cordoglio. E non ne trovo, neanche nel tuo argomentare, come nell'articolo indicato.

Devo dire inoltre che riguardo l'accaduto non ho assistito ad alcuna gogna mediatica, a meno che il vedere riportati fatti incoerenti rispetto alle proprie convinzioni e ai propri auspici non sia considerato tale.

Purtroppo la realtà spesso presenta risvolti cui non si vorrebbe assistere. 

Quanto alle responsabilità, ci sono quelle giuridiche, quelle morali, quelle professionali. 

Io preferisco limitarmi alle mie, piuttosto che focalizzarmi su quelle altrui. 

Vedo che tu invece ti esprimi con perentoria sicurezza anche su quelle altrui.

 

 

 

è successa una cosa molto

è successa una cosa molto brutta. io credo che il cordoglio uno debba essere libero di esprimerlo come e dove vuole, anche tenerlo per se se preferisce. pero in un certo senso sono d accordo sul fatto che oltre al cordoglio in questo caso non si dovrebbe andare. è giusto fare riflessioni, però è anche vero che le leggi ci sono e chi ha sbagliato paghera. 

a me piace discutere e sentire le idee di tutti qui, però io tengo sempre presente che sono argomenti complicati. qui non ce nessuna solizione definitiva, che accontenti tutti e risolva tutto, ci sono tante variabili e poteri che giocano (economici, morali, sociali, sanitari...) e ogni soluzione porta con se dei problemi. 

TPM: fai delle proposte interessanti, ma la situazione nella quale ci trovavamo pre covid, figuriamoci in futuro, era di continui tagli alla sanità: nessuno vuole proporre nuovi investimenti nel campo della TD. i ticket poi dovrebbero prima essere testati, per vedere numeri alla mano quanti soldi entrano vs quanti pazienti si perdono e tutti i contorni. 

è un po il disorso di base dell 1% vs 5%: sappiamo che nei serd prevale l'economicita a scapito della salute quando scelgono il 5% flat. sarebbe piu sicuro l'1%? ok ma chi paga, quando giustamente pure gli ex TD qui si lamentano di dover mantenere i TD a vita.

i problemi esistono certamente, ma di soluzioni facili e definitive non ce ne sono. chi ha sbagliato paghera, forse non tutti (non chi ha venduto l alcool), ma le leggi ci sono gia. personalmente credo che non dovrebbe cambiare niente dopo questo fatto in se, piuttosto se ne dovrebbe parlare per tutti quelli che con il 5% si bucano quotidianamente e per i quali non sento grande cordoglio. al momento credo che sia molto positivo gia se le cose rimangono come sono, invece di peggiorare...

Stupefatto

Ho pochi dubbi che tutto

Ho pochi dubbi che tutto rimarrà più o meno così com'é. 

Ciascuno ha i suoi interessi e li difende.

E' normale, a mio modo di vedere.

Ciò che non condivido è l'elevazione e la generalizzazione del proprio desiderio al rango di bene pubblico da validare universalmente. 

Quale che sia il desiderio: di curare, di sballare, di guarire.

Io poi non parlerei di tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti. 

A mio avviso si corre il rischio di rimanere ancorati a etichette che non aiutano e che consolidano gli stigma.

Vedo più appropriato il concetto di persone con un problema di dipendenza.

 

Ciao Srupefatto,

Ciao Srupefatto,

concordo con tutto quello che hai scritto. 

Si, hai ragione che spesso mi lancio in soluzioni quantomeno utopiche e fantasiose, ma è perché spero sempre che, un giorno, le cose inizino a girare per il verso giusto.. :-D

"Affidamento Lockdownizzato"

"Affidamento Lockdownizzato"

Hola a Todos,purtroppo con il cambio epocale in corso,tutte le possibili strategie personalizzate  non sono piú aplicabili,se prima l'affido era consegnato x una settimana solo a chi avesse le analisi delle morfinurie negative da parecchio tempo,ed a chi stesse lavorando ed avesse un familiare "pulito" disposto a prendersene la responsabilità,...ora invece in alcuni centri sia x le continue restrizioni,che per la riduzione di personale,che x evitare contatti ravvicinati tra pazienti e dispensatori...preferiscono lasciarlo addirittura x 3/4 settimane,peggiorando così una situazione già alquanto critica,non controllando l'assunzione,facilitando così l'assunzione x via intravenosa del concentrato,ed oltretutto favorendo la possibilità della rivendita al mercato nero,con le rispettive conseguenze che conosciamo. Io stesso da giovane mi son ritrovato spessissimo a dover comprare metadone dalla dubbia qualità,rifornendomi dal mercato nero,perché negli anni '80 il metadone veniva dato solo a persone che erano in cura da diversi anni,con parecchi fallimenti alle spalle,oppure con aids conclamato,a tutti gli altri veniva rotondamente negato,io ebbi fortuna che conobbi un medico privato del Partito Radicale Antiproibizionista che su compenso economico mi rilasciava le ricette gialle x comprarlo direttamente in farmacia al prezzo di tipo 50cent a boccetta,altrimenti avrei dovuto continuare a pagarlo tipo 20volte di piú,non sapendo nemmeno cosa stavo ingerendo !!! Tutte le farmacie italiane hanno sempre venduto legalmente il metadone,ma nessuno dei TD lo ha mai saputo,e gli stessi medici curanti normali di base,a loro scienza e coscienza possono decidere di trattare i loro pazienti col metadone,evitando così al loro paziente di venire in contatto ogni mattina con tutti i TD della città che sempre cercano di coinvolgere chi ha smesso,perché piú facile che abbiano banconote in tasca !!!!

Detto in sintesi:

Detto in sintesi: aumenteranno vertiginosamente misuso e diversione, con tutte le nefaste conseguenze.

E' anche il risultato di idee dissennate, che hanno origini lontane e fondamenta scientifiche fuorvianti.

Ne conseguiranno danni, cui corrisponderanno reazioni ancora una volta a discapito dei più esposti e fragili.

Il mio suggerimento è di rivolgersi a organizzazioni che tengano in buon conto altri tipi di approccio, oltre quello farmacologico, tipo gruppi di auto mutuo aiuto (per esempio Narcotici o Alcolisti Anonimi), comunità, associazioni di volontariato.

Buona giornata.

A proposito di SerD e ticket

A proposito di SerD e ticket sanitario, mi sembra interessante una frase di Stupefatto, nel suo post del 30 ottobre u.s. ore 11.09

"i ticket poi dovrebbero prima essere testati, per vedere numeri alla mano quanti soldi entrano vs quanti pazienti si perdono e tutti i contorni".

La questione che si pone é: gli utenti eventualmente persi dai SerD perchè scoraggiati dal ticket, cosa comporterebbero in termini socio-economici e socio-sanitari?
Non credo che il ticket incrementerebbe la diversione dei sostitutivi, perchè rimarrebbe più conveniente pagare il ticket al SerD che acquistare metadone al mercato nero.
Alcuni "scoraggiati dal ticket" potrebbero delinquere con maggiore probabilità, con ciò determinando un incremento dei costi relativi alla pubblica sicurezza e quelli giudiziari (Tribunali, Istituti di Pena). Il che andrebbe confrontato coi risparmi sanitari.
Altri potrebbero accedere a percorsi terapeutici drug-free, alcuni dei quali con costi pubblici, altri addirittura del tutto esenti.
Ma a prescindere da tutto ciò, rimane comunque la questione di principio, nel senso che, quantificazioni e confronti a parte, si tratta di una faccenda di equità sociale.
Se una persona stabilizzata in terapia sostitutiva (o agonista che dir si voglia) - e in Italia si tratta di un centinaio di migliaia di persone -  si considera e viene considerata socialmente integrata o integrabile, non vedo alcun motivo per cui dovrebbe avere un trattamento privilegiato rispetto a tutti gli altri cittadini che pagano il ticket.
Se poi il ticket non desidera pagarlo, può sempre avvalersi di cure orientate alla condizione drug-free (così come tante altre persone recuperate) e così allegerire il Sistema Sanitario Nazionale e le tasche degli altri cittadini che per curarsi pagano.
A meno di non pretendere "la botte piena e la moglie ubriaca", cioè diritti senza i corrispondenti doveri.
Insomma, a me sembra che la prospettiva di inserire il pagamento del ticket per alcune fasce di persone in cura presso i SerD abbia fondamenta più che giuste.

Buona giornata!

 

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