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Usa: le banche potranno trattare con i produttori marijuana

Il Tirreno.it. L’amministrazione Obama ha dato oggi disposizioni affinché le banche americane possano accettare tra i loro clienti i produttori e i distributori legali di marijuana senza il rischio di violare leggi federali, in particolare sul riciclaggio del denaro.

Il Dipartimento della Giustizia ha diffuso nuove linee guida ai procuratori federali indicando che le banche che fanno affari con i produttori e rivenditori legali di marijuana che si attengono ad alcune regole, tra cui quella di non vendere il loro prodotto ai minori, non devono essere perseguite.

Lo riferisce il Washington Post, aggiungendo che anche l’ufficio del Dipartimento del Tesoro che si occupa di redigere le regole per la protezione del sistema finanziario dai reati di riciclaggio di denaro ha stabilito linee guida che potrebbero rendere più facile alle banche fare affari con i distributori di marijuana.

Negli Usa la legge federale classifica la marijuana come una droga illegale, ma ormai in 20 Stati più il District of Columbia la vendita della cannabis è legale per uso terapeutico, e nello stato di Washington e in Colorado lo è anche anche per uso ricreativo.

L’intervento a favore dell’industria della marijuana era stato preannunciato il mese scorso dal ministro della giustizia Eric Holder, in un intervento presso l’University of Virginia, in cui aveva spiegato che si tratta di una mossa importante per permettere ai produttori di cannabis di avere accesso a tutti i servizi del sistema bancario, come per ogni impresa.

In particolare, non potendo avere accesso a servizi bancari, i produttori sono costretti a gestire i loro affari in contanti, con forti rischi di subire rapine e violenze. Appena il mese scorso, l’associazione di categoria aveva affermato che «quello delle banche è il problema più grosso che l’industria legale della marijuana incontra oggi negli Stati Uniti», e aveva sottolineato come questo sia assurdo, visto che nel 2014 le vendite di cannabis potrebbero raggiungere i tre miliardi di dollari: e «tutto questo denaro che circola fuori dalle banche non è un sistema sicuro, non è nell’interesse di nessuno».

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