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Usa, "zar" antidroga dice stop a "guerra alle droghe"

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Il responsabile dell'amministrazione Obama per le politiche sulla droga ha in programma di investire più denaro per la cura delle tossicodipendenze e sminuisce la retorica della "guerra alla droga" nell'ambito della strategia complessiva antidroga degli Usa.

Ma non vi aspettate che la Casa Bianca legalizzi la marijuana, spiega lo "zar" Gil Kerlikowske in un'intervista a Reuters.

"La discussione sulla legalizzazione non rientra in ogni caso nel vocabolario del presidente, e neanche nel mio", dice il capo dell'Ufficio della Politica Nazionale di Controllo della Droga, che coordina le attività di 32 agenzie governative per limitare l'uso delle droghe illegali.

Kerlikowske è in carica da meno di un mese, ma l'amministrazione Obama ha già assunto un approccio meno duro nei confronti dei 35 milioni di consumatori di droghe illegali del Paese.

L'Fbi ha smesso di fare irruzione negli stabilimenti autorizzati dallo stato che distribuiscono marijuana per scopi medici, e la Casa Bianca ha chiesto al Congresso di eliminare la disparità di pena tra cocaina in polvere e crack.

Kerlikowske dice che spera di abbandonare la retorica militare al centro della politica Usa sin da quando 40 anni fa il presidente Nixon dichiarò la "guerra alla droga".

"Dovremmo smettere di usare la metafora della guerra alla droga", dice Kerlikowske, un poliziotto di carriera che ha guidato il settore di "politica per le comunità" del Dipartimento di Giustizia sotto la presidenza Clinton.

"Le persone la considerano come una guerra contro di loro, e francamente non siamo in guerra con la gente di questo Paese".

Tuttavia, anche Kerlikowske punta a interrompere il traffico attraverso il confine messicano che vede andare verso nord la droga e verso sud armi e denaro.

La politica statunitense sulla droga è stata criticata per l'eccessiva attenzione alla lotta contro i traffici dalla Colombia e da altri paesi sudamericani e non abbastanza sulla riduzione della richiesta domestica di sostanze stupefacenti, dato che gli Usa sono il più grande mercato di droga del mondo.

APPROCCIO BILANCIATO

Kerlikowske dice che serve un approccio più bilanciato, che enfatizzi di più i programmi di cura, specialmente in carcere.

"E' chiaro che se (le persone) vanno in prigione e hanno un problema di droga e non li curi e tornano... nello stesso quartiere da dove vengono, avrai sempre lo stesso problema", dice. "Per essere piuttosto chiari, la gente dei quartieri, la polizia, etc etc sono stanchi di riciclare lo stesso problema. Cerchiamo di risolverlo".

Obama, che nella sua autobiografia ha parlato di uso di marijuana e cocaina in gioventù, ha proposto l'aumento del 4% in bilancio, a partire da ottobre, per i fondi ai programmi contro l'abuso di sostanze, che salirebbero così a 3,6 miliardi di dollari.

Scambi di aghi per i consumatori che si iniettano la droga, ora vietati a livello federale, saranno considerati un argomento sanitario, dice Kerlikowske

Seattle, città dove Kerlikowske è stato capo della polizia, ha un programma di scambio delle siringhe, celebra ogni anno lo "Hempfest", il festival della canapa, che attira migliaia di fumatori di marijuana, e ha approvato con un referendum la decisione di considerare l'applicazione delle leggi contro l'uso di marijuana uno dei compiti meno importanti della polizia.

Anche altri stati e governi locali hanno allentato la legislazione sulla marijuana. L'uso medico della sostanza è attualmente legale in 13 stati, e a maggio il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha accolto positivamente il dibattito pubblico sulla proposta di legalizzare e tassare la droga.

Questo non succederà a livello federale, anche se Kerlikowske ipotizza che il governo debba dedicare meno impegno a perseguire i consumatori non violenti di droghe.

"Abbiamo risorse limitate", dice. "Dobbiamo dedicare queste risorse limitate a quelle persone che sono le più pericolose per la comunità".

Commenti

basta

Sono veramente stanco, sono anni che continuo a sentire parlare della canapa come una droga, ormai ho figli e stanno crescendo e
nulla è cambiato nel tempo.
la canapa il pericolo per ogni giovane, repressione e basta, al pari di altre sostanze nonostante sia dimostrata la minore tossicita. Ogni tanto vengono pubblicate ricerche dove si enunciano i danni della canapa, poi ti guardi intorno e pensi , con tutta sta gente che sbrasa sti danni si dovrebbero vedere eppure a parte qualche raro caso di ansia provocata dal consumo non vedi quello che descrivono nelle ricerche, la gente che ne fa uso mette su famiglia fa figli cresce ed invecchia, la maggior parte smette mentre altri continuano, imparando ad usarla nel modo giusto e per quello che è in realta un rilassante naturale.
Io fumo da sempre e come me tantissimi altri (ma veramente tanti), grazie alla canapa ho anche smesso di fumare sigarette da qualche anno, faccio sport a livello amatoriale, lavoro 12 ore al giorno, ho quasi finito di pagare casa ed ho una bellisima figlia e una moglie fantastica. Insomma una persona normalissima come tante altre. Unica differenza mi faccio le canne e per questo rischio galera, lavoro, rispetto e sopratutto la mia dignità di uomo.
Chiedo sopratutto ai vari Fini Giovanardi Serpelloni e cosi via che forse, dico forse state sbagliando approccio con la cannabis e non saranno certo la repressione o le false informazione a fare si che la gente smetta di consumarla anzi questo aumentera il mito di questa pianta.
Ciao a tutti da un padre di famiglia fiero di quello che a fatto nella sua vita.

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