Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 52730 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Mostra: tutti i tipi | articoli | esperienze | siti segnalati | immagini | videoOrdina per: data | punteggio

La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.

La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.

Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della...

Antichità e Medioevo:

  • 6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
  • 4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
  • 2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
  • 1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
  • 700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
  • 500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa...

La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.

La sua diffusione e ancor più la...

Novità canapa

L'importanza delle differenze

L'importanza delle differenze

Abruzzo. Mozione per cannabis terapeutica

Il capogruppo di Sinistra Democratica nel consiglio regionale d'Abruzzo, Gianni Melilla, ha presentato una mozione per rappresentare a Governo e Parlamento la necessita' di regolamentare l'uso medico della canapa indiana e suoi derivati. 'E' gia' stata approvata una specifica legge, la n.12/2001 che contiene 'Norme per agevolare l'impiego dei farmaci analgesici oppiacei nella terapia del dolore' e che consente ai medici chirurghi e ai medici veterinari di poter prescrivere detti farmaci nella terapia del dolore severo. L'obiettivo della legge e' quello di garantire un accesso piu' facile ai medicinali oppiacei con lo scopo di offrire un trattamento piu' efficace del dolore e della sofferenza ai malati terminali, o a pazienti affetti da dolore cronico che non rispondono ai comuni trattamenti antalgici, cosi' come previsto dalle linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanita', riguardanti la disponibilita' dei farmaci oppiacei nella terapia del dolore'. Melilla ha precisato che 'data la delicatezza della materia, occorre fugare ogni dubbio per non cadere in eventuali errori interpretativi o banali strumentalizzazioni, poiche' la mozione presentata riguarda solo ed esclusivamente la scelta di approvare l'utilizzo terapeutico della canapa e non rientra affatto nel confronto tra l'approccio proibizionista e quello antiproibizionista sulle droghe'.   

Cannabis, l'oro verde del Sud - L'autoproduzione diventa business

di SALVO PALAZZOLO http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/cannabis-oro-verde/cannabis-oro-verde/cannabis-oro-verde.html

PALERMO - Lo chiamano l'oro verde del Sud. Centinaia di ettari perfettamente curati, decine di serre sparse tra Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, un numero imprecisato di vivai che lavorano a pieno ritmo per rifornire di piantine - che poi diventeranno arbusti alti due metri - una nuova e molto particolare generazione di agricoltori. L'oro verde del Sud è la cannabis, da cui si producono marijuana e hashish.

Chi coltiva la cannabis non è in realtà un vero contadino, ma neppure un criminale incaricato da chissà quale organizzazione di trafficanti. I nuovi produttori di cannabis hanno 25-30 anni, al massimo 40. Sono studenti, impiegati, imprenditori e commercianti. Spesso con qualche insuccesso professionale alle spalle, quasi sempre senza precedenti penali.

Sono un vero esercito, a leggere l'ultima relazione semestrale della Direzione centrale dei servizi antidroga. Un esercito che si ingrossa ogni giorno. L'anno scorso, la Cassazione aveva stabilito: "Non commette reato solo chi coltiva in casa, e per uso personale". Ma quest'anno, è arrivato il dietrofront degli ermellini: "È penalmente rilevante la coltivazione anche di una sola piantina".

Qualche cifra. Nel 2006, da Bolzano a Ragusa, sono stati pescati 150 neo-coltivatori di cannabis. Nei primi sei mesi del 2007 la quota era già salita a 228. Vuol dire che in un anno il numero si è quasi quadruplicato. E per l'intelligence antidroga si è aperta ufficialmente la stagione di un'inedita guerra contro l'esercito dei produttori fantasma. Dice ancora il rapporto della Direzione centrale dei servizi antidroga che il bilancio degli ultimi sequestri di carabinieri, polizia e finanza è stato da record nel 2007. Al primo posto c'è la Sicilia, con 1.426.974 piante di cannabis. Segue la Calabria, con 7.250 esemplari, che restano da record nazionale, perché l'acqua dell'Aspromonte ha fatto germogliare piante alte fino a tre metri. In Campania e in Puglia ne sono state trovate un migliaio.

Applicando l'antica regola della Dea americana - "In materia di droga il sequestrato è poco meno del 20% del circolante" - si arriva a cifre stratosferiche. È come se nel Mezzogiorno ci fosse un'unica enorme piantagione di cannabis, grande quanto un parco nazionale. Con tutto ciò che ne deriva: la cosiddetta "filiera", che dal produttore al trafficante al consumatore coinvolge migliaia di persone.

Ma chi sono veramente i protagonisti dell'ultimo business agricolo italiano? Eccoli, gli insospettabili. Lo studente Pasquale F., 24 anni, da Siracusa, si mise in posa davanti all'ultima pianta di cannabis nascosta nel giardino del nonno e si immortalò col videotelefonino. Però, aveva fretta di tornare a casa e perse per strada il marsupio con il telefonino e le foto. Quando i carabinieri lo convocarono, Pasquale F. offrì subito una ricompensa all'onesto cittadino che aveva ritrovato quanto gli apparteneva: qualche minuto dopo, confessava in lacrime. Il giardiniere Alessio Abbate, da Palermo, era invece sicuro di aver fatto le cose per bene, dopo anni di letture collezionate in una vera e propria biblioteca casalinga. Ma una serra fra le ville liberty di Mondello non poteva passare inosservata.
Davvero tanti insospettabili hanno cominciato con il vaso in balcone e poi, prendendo gusto al business che vale 400 euro a pianta, hanno iniziato a lavorare su grandi numeri.

L'oro alto due metri cresce soprattutto nelle vallate ben nascoste attorno a Partinico, un tempo capitale del vino, oggi laboratorio dei nuovi assetti della mafia palermitana. Cresce lungo la costa sud della Sicilia, da Castelvetrano a Gela, dove le serre della droga confinano con quelle delle melanzane. L'oro verde cresce ancora fra i ruscelli che scorrono dentro il cuore dell'Aspromonte, in mezzo a Cardeto e Bagaladi. Sulle terrazze della costiera Amalfitana il gran caldo dello scorso luglio ha invece anticipato il periodo di maturazione. A Brindisi, i nuovi agricoltori fanno concorrenza ai trafficanti albanesi. Dicono gli 007 dell'Antidroga che gli insospettabili preferiscono però restare nei campi. Alla commercializzazione ci pensano gli altri della filiera.

I produttori più grandi di Sicilia avevano scelto un ettaro a San Cipirello, nel regno un tempo dei boss Brusca. "Quello era un investimento per la criminalità organizzata", spiega il colonnello Teo Luzi, comandante provinciale di Palermo. I proprietari di quella piantagione da un milione di arbusti erano due imprenditori che cercavano di farsi strada nei vuoti di mafia del dopo Provenzano. Le indagini proseguono, per comprendere meglio il loro ruolo. "Al momento - dicono i carabinieri di Monreale - abbiamo fermato il finanziamento che dalla piantagione poteva arrivare ad altri affari".

Uno degli ultimi pentiti di mafia, Emanuele Andronico, aveva avvertito: "Dietro il boom dei vivai di cannabis c'è Cosa nostra". Così, sempre più spesso, gli insospettabili cercatori dell'oro verde si ritrovano a incrociare qualche "strano signore", come l'ha chiamato qualcuno. Il signore delle mafie. Per acquistare semi o piante. Per pagare la "tassa" del territorio. Ma questi sono solo problemi successivi.
Cominciare non è difficile.

Il decalogo del perfetto coltivatore è su Internet. Il sito più gettonato (dall'inequivocabile titolo freecannabis, sede in Svizzera) continua a lanciare proclami antimafia prima di offrire le istruzioni per la semina: "Bisogna autoprodurre per non doversi affidare agli spacciatori". I cercatori dell'oro verde vantano una visione della società. "Si fanno forti del fatto che l'uso di eroina e cocaina è disapprovato oltre che percepito come rischioso per la salute", spiegano gli esperti del ministero della Solidarietà sociale nel rapporto al Parlamento: "Maggiore tolleranza si rileva rispetto alla cannabis".

Un'indagine di Ipsad-Italia spiega che "il 35-40 per cento della popolazione scolarizzata tra i 15 e i 19 anni approva l'uso di cannabis e lo stima come comportamento non a rischio per la salute". Estendendo l'indagine ai più grandi, emerge che in Italia i "sì" alla cannabis sono ormai quasi 10 milioni.

(15 febbraio 2008)

Un sito con solo foto di marijuana

Belgio. Deputato propone legalizzazione canapa per competere con Olanda

La canapa legale è un business e toglie soldi alla criminalità, e allora perchè non legalizzarla anche in Belgio?

Il deputato liberale belga Vincent Van Quickenborne (Open VLD) che parlando alla Tv locale fiamminga Canvas ha proposto di creare dei coffee-shop "piuttosto che lasciare questo compito all'Olanda".

La notizia è stata riportata ieri dal quotidiano fiammingo Het Belang van Limburg ed è subito rimbalzata su tutti i media belgi.

Secondo il deputato, che fino a pochi mesi fa era ministro per la Semplificazione Amministrativa, "spostare il problema non è possibile", e quindi quel che deve fare il Belgio è "autorizzare la vendita di canapa nel suo territorio".

Diario di un rave

2 giorni fa ero ad un rave.. una fabbrica enorme, mille stanzoni grandissimi, corridoi, camere e cortili abbandonati... e in mezzo lui, il sound, muro di casse alto 3 metri e lungo 15.. ovunque per il sito ci sono campers e macchine "special", gente che ti chiama per chiederti se vuoi prendere qualcosa per rendere l'atmosfera più viva..
quella sera sono arrivato lì sapendo già che avrei voluto provare un beverone di acqua e cristalli... mi aveva sempre attirato l'idea e nella mia gamma di "esperimenti" mancava ancora quella componente.. ebbene, la prima bottiglia da 33cl se ne va in 5 minuti, divisa tra noi 5 o 6 amici.... poi, dopo circa mezz'ora, arrivato l'ultimo di noi alla festa, si festeggia con una bottiglia da 1 litro.. per farla breve 1,5 g di cristalli se ne vanno in 45 minuti, contando che su 6 eravamo 3 maschi molto "assetati" e 3 ragazze relativamente più tranquille... dopo un tempo non precisato, cmq poco dopo la seconda bottiglia, tutti vengono attirati dalla musica e partono in massa verso il sound, mentre uno di noi aveva iniziato a fare dei disegni sui muri... capite le nostre intenzioni si gira verso di me e mi dice "voi andate, tranquilli io resto un pò qua a disegnare"...
a quel punto, capito l'andazzo (lui è sempre stato quello che mi ha fatto viaggiare mentalemente ad ogni occasione "psicoattiva") ho deciso di seguirlo e rimandare la danza... e dopo un pò, in concomitanza con il picco dell'effetto, ho capito di aver fatto la cosa giusta: abbiamo cominciato a parlare dei disegni, ed io ho iniziato a fare discorsi molto profondi (o almeno così mi sembrava) su ciò che secondo me significa disegnare per lui... evidentemente sarò stato troppo profondo (o più probabilmente era salita anche a lui) fatto sta che all'improvviso smette di disegnare, si gira con la bocca aperta e gli occhi da cucciolo di cane, mi abbraccia e mi dice "dopo quello che hai detto devo dedicarti un disegno"... troviamo una parete abbastanza grande e lì tocchiamo il momento di feeling più intenso: lui disegna e io gli parlo, il tutto sempre più velocemente... le parole si mischiano con i tocchi di colore, le sfumature con i silenzi... in quel momento sento un senso favoloso senso di felicità, una felicità pura, mai provata.. dopo un pò però succede una cosa che ci lascia molto tristi: si avvicina una ragazza che ci chiede cosa facciamo, di dove siamo... insomma un'altra che come noi aveva un'intensa voglia di comunicare.. noi siamo felici di questo, parliamo e sorridiamo, lontani dall'essere maliziosi o aggressivi.. però all'improvviso da dietro spunta un ragazzo dall'aria evidentemente alterata dal fatto che stessimo parlando con la sua amica.. la porta via subito mentre un terzo ragazzo lo calma..
questa scena mi ha fatto male, ma evidentemente ha fatto ancor più star male il mio amico: lo vedo girarsi verso di me con una faccia da bambino offeso... faceva sinceramente tenerezza.. ritorna al suo disegno, ma questa volta muovendosi a scatti, dicendomi "questo disegno te lo sto finendo proprio con cattiveria... il mondo è brutto"... questa cosa mi ha fatto pensare...
passato questo momento intenso torniamo dagli altri... ora non sto a raccontare precisamente tutto ciò che è successo: dico solo che dopo un pò ho chiesto a un mio amico di accompagnarmi in un posto, ho sgomiato in tutta tranquillità un pò din birra e da lì sono stato di nuovo meglio.. ho passato tutta la notte e la mattina a ballare 15 minuti e poi a girare trotterellando per 10 minuti salutando la gente, aiutando quelli che non stavano bene e parlando con altri come me.. poi il pomeriggio a casa, cena veloce alle 5 e poi a nanna... stamattina? fresco come una rosa..

 

so che fa male, so che è illegale, ma non posso negare che prenderlo sia una delle esperienze più ricche di sensazioni che abbia mai provato... la parola d'ordine in queste cose è sempre LIMITE: io stavo bene, ma vedevo gente davvero in stati pietosi, piegati da altre sostanze a cui evidentemente non possono più rinunciare.. sostanze che ho provato anch'io, ma solo per un istinto di esplorazione che mi spinge a testare una e una sola volta le cose per capire cosa mi danno... tutto ciò a volte mi fa paura, ma posso dire che finchè si conserva un minimo di amor proprio, un minimo di speranza per il proprio futuro, va da se che il limite viene autoimposto..

non sono nessuno per dirlo, ma mi raccomando: quella non è la vera vita, è solo una percezione alterata da un processo di inibizione chimica.. facciamo sempre in modo che il cervello funzioni, che di questi tempi ce n'è bisogno...
 
ciao
 
adreno.chrome Tedo

divieto di cura

Segnalo questo interessante articolo di rivistaonline sul tema del diritto di terapia negato.

la banale verità

non susciterà i pruriti di quelli che vogliono veder la devianza e la dipendenza dietro ogni angolo (mentre magari i loro figli sniffano coca una sera sì e l'altra anche), ma questo articolo credo fotografi la poco emozionante verità dietro il consumo di massa di canapa.

 

Australia. Ricerca: gli universitari fumano canne per rilassarsi
 
Una ricerca pubblicata sul "Journal of Applied Biobehavioral Research" rivela i motivi del consumo, e i fattori che lo incoraggerebbero, e del non consumo della cannabis tra gli studenti universitari.
L'universita' di Griffith, in Australia, ha condotto una ricerca tra gli studenti tra i 17 e i 29 anni, chiedendo, tra l'altro, i vantaggi o gli svantaggi del consumo della cannabis o le ragioni di esso, e l'opinione che hanno gli altri. Inoltre e' stato chiesto ai ragazzi di riportare le abitudini delle ultime due settimane.
Rispetto ai non consumatori, quelli che fumano la cannabis ritengono che la sostanza li renda piu' rilassati. Il consumo e'  facilitato in presenza di altre persone che lo facciano, mentre i non fumatori hanno dichiarato che gli impegni di lavoro e di studio sono ragioni sufficienti per stare lontani dalla sostanza.
"I risultati di questa ricerca ci hanno fatto fare un passo avanti sulle ragioni del consumo e del non consumo della cannabis. Sara' utile per pianificare le future strategie antidroghe e preventive indirizzate ai giovani', si legge nel testo.

Sucidio e cannabis

Il suicidio giovanile è diventato una vera e propria emergenza sociale in Lombardia. La regione detiene infatti il primato per il più alto numero di suicidi in Italia di giovani tra gli 11 e i 24 anni, con un picco intorno ai 16.

A ricordarlo sono gli esperti dell’ospedale Fatebenefratelli e l’associazione Amico Charly, che ieri hanno presentato i risultati di un progetto, avviato un anno fa, per prevenire il suicidio giovanile.

In particolare, spiega Amico Charly in una nota, "le stime più attuali dicono che su una popolazione di Milano e provincia di circa 500 mila giovani tra i 10 e i 20 anni, i giovani a rischio per il suicidio possano essere attorno al 4%", cioè circa 20 mila giovani. In questa previsione rientrano sia il progetto del suicidio, sia il tentativo vero e proprio di uccidersi.

"Gli ultimi dati su Milano, relativi al 2005 - spiega Claudio Mencacci, primario di psichiatria al Fatebenefratelli - sono di 15 adolescenti suicidati e 150 tentati suicidi". Il progetto ha già assistito 16 ragazzi tra i 13 e i 21 anni.

"Nel 76% dei casi - dice Mencacci - alla base del tentato suicidio c’era un disturbo psichico, ma nel 20% dei casi c’era un abuso concomitante di cannabis e cocaina".

Anche il Claudio Risé, famoso psicoterapista ricorda sull’argomento delle depressioni, fino al suicidio, dovute all’uso di marijuana che il professor Giovanni Battista Cassano, docente all’Università di Pisa, noto in tutto il mondo, avvisò anni fa: «Noi registriamo un abbassamento progressivo e drammatico dell’età media dei nostri pazienti psichiatrici. Qualche anno fa avevamo i reparti pieni di vecchi.

Oggi si moltiplicano i ricoverati nella fascia fra i 18 e i 35 anni, con sintomi psicotici gravi ... fenomeno addebitabile all’abuso di sostanze stupefacenti diffuso tra i ragazzi: di ecstasy e di marijuana... 
Questa droga [la marijuana] agisce sulle stesse strutture del cervello interessate dalla cocaina e dalla morfina, e costituisce uno step, un gradino, sia per l’assunzione delle droghe “pesanti”, sia come attivatore di patologie psichiatriche... di tipo paranoide... o crisi di depersonalizzazione...

Per quanto riguarda poi l’utilizzo frequente di questa droga, il consumatore abituale può cadere in quello stato che gli studiosi americani definiscono “avolitional”, “avolitivo”. È una situazione di compromissione grave della volontà e della affettività, un appiattimento assoluto della persona». (Osservatorio Droga.it)

la questione carcere

Salve. Vorrei approfittare di questo spazio di libera discussione per aprire un dibattito.

Oggi, stando ai dati più recenti, in Italia ci sono circa due milioni di consumatori abituali di canapa. La legislazione in merito, con le sue "quote minime" del tutto fuori dalla realtà, se applicata a tappeto, porterebbe in carcere due milioni di persone. Di fatto il paese, incarcerando il 3% della popolazione, il 10% di quella adulta e produttiva, collasserebbe. Da questo credo si possa desumere che la legge in vigore è inadeguata. Paradossalmente però questo porta a un fatto ancora più ingiusto: essendo inapplicabile, viene applicata a caso, colpendo "nel mucchio", raramente andando a cercare chi porta le tonnellate di droga (eh certo prendere il disgraziato, magari immigrato, che ne vende un grammo in piazzetta è più facile che arrestare un boss mafioso...). La stessa cosa avviene per le altre sostanze, anche per quelle come l'eroina che, dando dipendenza, sono veri e propri problemi sanitari!

Ora, senza entrare nell'annosa diatriba legalizzazione si/legalizzazione no, mi chiedo: come è possibile che gli operatori sanitari si siano fatti scavalcare in silenzio, nella gestione di quello che è a tutti gli effetti un problema sociale/sanitario, e non penale? E poi: non si può parlare di vera e propria "carcerazione sociale"? Leggo che il 30% dei detenuti è tossicodipendente (da EROINA); leggo che quasi metà dei detenuti è "dentro" per reati legati al possesso di sostanze illecite. Che effetti può avere il carcere su un tossicodipendente, se non quello di peggiorarne le condizioni? Quali effetti su un giovane arrestato per cannabis, se non quello di avvicinarlo ad altre e più pericolose sostanze, e di marchiarlo con uno stigma sociale che non potrà che renderlo più a rischio di comportamenti devianti e criminali? Quali effetti su una persona malata, che avrebbe bisogno di uno psicologo e non certo di un secondino? Quali effetti su un padre di famiglia che lavora e vive tranquillo la cui unica colpa è avere un vizio che, nel peggiore dei casi, danneggerà - e meno di altri - la SUA salute? Quali effetti su un immigrato, che probabilmente spacciava perchè disoccupato o vittima di un racket, se non di trasformarlo in un delinquente "fatto e finito"?

Bruno

Ecco Gian Luigi Gessa

CAGLIARI - La Repubblica - LUCIANA SICA

 

Gli spinelli sono dannosi o innocui? E' giusto criminalizzare marijuana e hashish? Ne parliamo con Gian Luigi Gessa, responsabile del gruppo italiano sullo studio delle dipendenze.

 

I derivati della cannabis sono pericolosi solo per chi ha meno di quindici anni L'ultima ricerca dell'Eurispes è uno studio Scientificamente indecente

Per sapere se marijuana e hashish sono innocui come bere del vino rosso o se invece sono dannosi, e quanto fanno male e a chi, per conoscere quali sono gli effetti dei derivati della cannabis non bisognerebbe rivolgersi né a Fini né a Pannella, e neppure al più brillante degli opinionisti, ma alla gente che queste cose le studia e le sa. Gian Luigi Gessa è professore di Neuropsicofarmacologia all'università di Cagliari dove dirige il Dipartimento di neuroscienze dedicato a Bernard Brodie, suo maestro nel lungo periodo trascorso nei National Institutes of Health a Bethesda, gotha della più avanzata ricerca americana. E' lui il responsabile dell'unico gruppo italiano "di eccellenza" sullo studio delle dipendenze: da droghe, da farmaci, da cibo, anche da sesso.

 

Quanto a sostanze stupefacenti Gessa non è né di destra né di sinistra, non lo infiamma la diatriba tra proibizionisti e antiproibizionisti destinata a riaccendersi ora che i politici di governo sembrano decisi a una nuova campagna ideologica contro l'uso delle droghe, di tutte le droghe, a una politica demonizzante del servizio pubblico (dei Sert colpevoli di "ridurre il danno") e a favore, anche economico naturalmente, delle comunità (in crisi da anni). Un Dipartimento nazionale antidroga è stato allestito presso la presidenza del Consiglio, riunendo le competenze finora distribuite in più ministeri. Buona idea, ma per fare cosa? Più che un progetto, "linea dura contro i tossicodipendenti" sembra uno slogan forse un po' truce, però intanto la legge va cambiata e anche fumare uno spinello rischia di diventare un reato grave. Una scelta in controtendenza, visto che anche la Gran Bretagna ha appena depenalizzato l'uso delle droghe leggere.Tipo molto fascinoso, Gian Luigi Gessa si direbbe il classico "scienziato pazzo" con vistose bizzarrie non solo caratteriali. A quasi settant'anni, per dire, coltiva l'hobby del surf, ma "in segreto". Perché, racconta ridendo come un bambino, anni fa l'hanno recuperato al largo di Cagliari e i giornali locali avevano già in prima pagina il suo "coccodrillo", il mestissimo articolo confezionato per i personaggi illustri e un po' agé.

Quando invece parla di droghe, l'ilarità si traduce in una smorfia a metà tra il disgusto e la rassegnazione. "Se - dice - i politici capissero di che parlano, non ci sarebbero tutti i malintesi che ci sono sulle droghe. Una conoscenza scientifica del problema avrebbe un'importanza enorme, e invece le logiche che si seguono sono del tutto diverse: ideologiche, emotive, moraliste. Una volta, i "metadoneti" - favorevoli al metadone per gli eroinomani - erano fascisti. Ora invece sono diventati di sinistra. Ma le sembra una cosa seria?".A lei sembra serio, e realistico dire: basta con i farmaci sostitutivi, puntiamo invece sul recupero integrale dei drogati nelle comunità, senza più compromessi?"La scienza ha accertato che le tossicodipendenze sono una malattia cronica recidivante del cervello e vanno curate anche con i farmaci.

Da scienziato, voglio almeno un paio di cose: che chi pratica il recupero - il prete o il guaritore di turno - sappia di che parla e mi metta in condizioni di misurare quello che fa. Non può venirmi a dire: io ho salvato la persona x, perché il suo è un atto nobilissimo che gli farà magari guadagnare il Paradiso, ma a me interessa il gregge e non solo la pecorella smarrita e redenta. Voglio sapere quanti ne salva, e come lo ha fatto, e che succede quando finalmente li fa uscire dalla comunità.".Oggi si sente dire, anche da Girolamo Sirchia, ministro della Sanità: le droghe leggere sono pericolosissime quanto quelle pesanti, producono la stessa dipendenza. E' così? Davvero la marijuana rende schiavi come l'eroina?"La marijuana e l'hashish contengono una molecola dal nome impronunciabile, il tetraidrocannabinolo, corrispettivo della nicotina per il tabacco. Questa molecola in genere procura un senso di euforia e "dispercezioni" molto ben descritte da Baudelaire e tanti altri. Senz'altro agisce sul cervello e ne altera la normale attività, ma non produce danni fisici: l'accanimento con cui da sempre si cerca di dimostrarne la tossicità non ha portato finora a nulla. In altre parole, un fumatore di marijuana che ne abbia fatto uso anche per decenni in modo costante e smetta all'improvviso non avrà pregiudicato la sua salute fisica né presenterà quella che si definisce una sindrome di astinenza. Ma dire questo non basta".Soprattutto se a fumare erba sono ragazzini.

"Direi bambini, visto che a volte cominciano a dieci anni,
un segnale grave intanto per i loro genitori appena un po' distratti. Qui il discorso cambia molto. Nei preadolescenti e negli adolescenti, direi soprattutto sotto i quindici anni, in una fase evolutiva del cervello, le droghe leggere causano seri deficit cognitivi: nell'apprendimento come nei processi della memoria. Fumando a quell'età, non si accumulano crediti - direbbero gli americani - ma discrediti, insomma si perdono treni: se a quindici anni devo studiare matematica non posso fumare marijuana, questo è chiaro. E nello sport è lo stesso, perché le droghe leggere creano più di una difficoltà al controllo motorio, ai movimenti complessi, all'abilità manuale. E c'è ancora qualcos'altro.".Cosa, professore? "E' un dato scientificamente certo: chi comincia presto ad assumere droghe leggere, ne rimane agganciato, può diventare un fumatore abituale, da più volte al giorno.

 

Quello che noi chiamiamo un addicted, dal latino addictum che vuol dire appunto schiavo, un individuo il cui pensiero dominante è la droga. Intendiamoci, anche il fumatore di nicotina è un addicted, lui però lo scopre solo quando i tabaccai sono in sciopero.". E' giusto allora che i genitori siano molto allarmati? "Molto allarmati? Ma no. In America dicono "Sai, tuo figlio non fuma!", e il genitore di quel ragazzo si preoccupa, pensa: qui c'è qualcosa che non va. Io dico: nessun grave allarme, solo un po' di attenzione. E sopra i diciott'anni, non mi preoccuperei più di tanto". Ma la marijuana e l'hashish non producono comunque una qualche dipendenza psicologica? "Vede, la distinzione apparentemente semplice tra dipendenza fisica e psicologica è una faccenda molto complessa, apre un mondo, per decenni ha intrigato schiere di ricercatori. Quelli che parlano di dipendenza psicologica dicono: si tratta di una dipendenza sine materia, ma noi scienziati diciamo: in realtà non esiste dipendenza se non quella biologica.".Forse in modo un po' riduzionistico, non crede? "Nient'affatto: la dipendenza psicologica in realtà non sono che neuroni, famiglie di cellule nervose su cui si accaniscono le droghe, tutte le droghe, dalla marijuana all'eroina, dalla nicotina all'alcol.

Ma questi neuroni non sono lì, nel nostro cervello, per aspettare droga. Sono lì come sensori di stimoli fondamentali per la sopravvivenza della specie: a questi neuroni "parlano" gli stimoli amorosi oppure il cibo come il cioccolato oanche la voglia di ammazzare, qualcosa che la nostra coscienza non riconosce. Sono la sede di quella che Freud chiamava libido.". Che succede ai neuroni stimolati dalle droghe? "Che diventano "maleducati", abituati beatamente a stimoli artificiali imparano a eccitarsi solo quando vengono frustati dalle sostanze, altrimenti dormono.

E allora, anche nel caso delle droghe leggere, può esserci assenza di desiderio (anedonia), mancanza di ogni euforia (disforia), uno stato dell'umore complessivamente depresso.". Da una ricerca dell'Eurispes, condotta in collaborazione con la comunità di San Patrignano, si ricava che le droghe leggere sono un "ponte di passaggio" per quelle pesanti e, nel 23 per cento dei casi, provocano episodi psicotici. Lei che ne dice? "E' uno studio scientificamente indecente, questo è il mio commento. Chi fa uso di eroina ha anche fumato erba? Io dico di sì nel 99 per cento dei casi, ma questo che dimostra? E' come dire che il latte materno porta all'eroina, perché quelli che si bucano sono stati allattati dalla mamma. Solo dieci su mille fumatori "passeranno" alle droghe pesanti, anche perché il mercato nero non aiuta a tenere distinte le sostanze". E gli episodi psicotici?"Questa storia è proprio una balla. Se con le droghe leggere 23 persone su 100 avessero deliri e allucinazioni, nessuno fumerebbe, non crede? E invece fumano in tanti. La verità è un'altra, è che ci sono casi a rischio: alcuni hanno disturbi gravi, delle psicosi che le droghe leggere "slatentizzano", fanno affiorare in modo a volte dirompente. Questo è un problema serio, anche per gli adulti ovviamente, ma senza invertire cause ed effetti. Non si diventa schizofrenici con la marijuana, ma alcuni fumatori fanno la brutta scoperta di esserlo".

Condividi contenuti