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Generalmente la cocaina si trova sotto forma di polvere bianca, cristallina e inodore, dal sapore amaro. Non è mai pura, è sempre tagliata con altre sostanze: una dose presenta mediamente non più del 50-60% di cocaina, per cui gli effetti e la tossicità (sempre maggiore nelle droghe spacciate) variano a seconda delle sostanze di taglio. Vista la facilità di tagliare una semplice polvere bianca, esistono report di casi in cui la presenza effettiva di cocaina non andava oltre il 10%.

Gli effetti della cocaina sono molto soggettivi, variano secondo la purezza della dose, dallo stato psico-fisico della persona e dal contesto. Sono condizionati inoltre dalla modalità di assunzione, dalla velocità d’assorbimento della sostanza. La cocaina, agendo come stimolante del Sistema Nervoso Centrale, determina principalmente un aumento della lucidità mentale, una riduzione della sensazione di fatica, una diminuzione dell’appetito ed ha spesso un’azione complessiva di tipo euforizzante. Sensazione di benessere, aumento di sicurezza e di fiducia...

I metodi di datazione applicati su reperti archeologici scoperti nelle Ande centrali, testimoniano come l'uomo abbia cominciato a masticare le foglie di coca, da cui si estrae la cocaina, in epoche precedenti al 2500 a.C. La pianta della coca ha avuto un'importanza enorme per tutte le civiltà andine. Ciò è testimoniato dal fatto che essa era protagonista principale di tutti i moltissimi miti d'origine con i quali si raccontavano le vicende leggendarie della fondazione delle varie civiltà andine. La coca costituiva inoltre la pianta per...

La cocaina sta conoscendo una peculiare quanto rapida diffusione. Nel nostro paese rispetto al 2001, secondo le stime del Ministero*, il numero di coloro che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno è raddoppiato, raggiungendo il 6,7% della popolazione, con la concentrazione più elevata nella fascia 25-34 anni di età. Il fare uso di cocaina ha perso un po’ di quell’alone distintivo che ne faceva un esclusivo divertissment d’elite, una sostanza da ricchi, penetrando nella vita di migliaia di persone, in fasce di popolazione spesso non “...

Novità cocaina

la campagna "pro-coca"

La campagna pro- coca da Fini in poi

Come negli anni '70 è partita la campagna di criminalizzazione dell'erba. Per spianare la strada all'eroina allora, come alla cocaina oggi

di Guido Blumir

Alcol, Italia: 30.000 morti all'anno, 3.000 in incidenti stradali (molti, lavoratori). Tabacco, sigarette: 90.000 morti. Decessi totali alcol e tabacco: 120.000 morti. Due stadi olimpici di morti. Marijuana, Italia: zero morti l'anno. Totale morti alcol e tabacco Italia in 40 anni: 4 milioni e 800 mila. Totale morti marijuana: zero. Morti in Italia di eroina, negli ultimi 30 anni: 20.000. Erano 15.000 dieci anni fa, quando l'allora vice-presidente del Consiglio Walter Veltroni disse, di fronte a questa cifra: è il nostro Vietnam. Ma se l'eroina era/è il nostro Vietnam (15.000 morti), alcol e tabacco - quattro milioni di morti - cosa sono? La terza guerra mondiale?
E' criminale la tesi di chi dice che la cannabis è una droga come le altre: tra la marijuana e l'eroina c'è un abisso. Tra le droghe leggere e le droghe pesanti come alcol e tabacco c'è una voragine. All'inizio degli anni '70, una colossale campagna di stampa promosse la confusione fra droghe leggere e pesanti, aprendo la porta all'eroina, che stava arrivando, ma il cui consumo era limitato a poche centinaia di persone. Con un enorme lavoro di comunicazione siamo riusciti a contenere l'abuso di eroina: se non si fosse fatto quel lavoro, gli eroinomani oggi sarebbero un milione, invece da vent'anni sono fermi a 300 mila.

Da 5 anni è scattata una campagna per ricriminalizzare la marijuana in Italia, presentandola come una droga diventata pesante, come eroina e cocaina. Va detto che questa operazione è stata condotta in prima persona da uno dei massimi leader del centrodestra Gianfranco Fini. E anche Casini gli ha dato un assoluto appoggio. E va detto che invece non sono scesi in campo, con forza comparabile, i principali leader del centrosinistra. Per 5 anni, Fini e i suoi, hanno bombardato in centinaia di ore di trasmissioni radio e tv, con il concetto «la marijuana è diventata una droga pesante». Questo mentre, strutturalmente, per esigenze di consumo e mercato andava allargandosi l'uso di cocaina. La campagna anti-cannabis spalanca la porta (come verso l'eroina negli anni '70) all'imporsi della coca: 4 milioni di persone usano marijuana, altri milioni l'assaggiano e l'assaggeranno. Può piacergli o non piacergli, ma certo verificano di persona che non succede niente di grave. Mezza Italia dà credibilità alle idee di Fini. Dunque, per questi consumatori o potenziali assaggiatori influenzati da questa campagna, anche la cocaina apparirà come qualcosa di poco pericoloso. «No coca, no party». Ed ecco il boom.

Il cavallo di troia della campagna anti-marijuana è stato la teoria della nuova cannabis «pesante», a cui ho dedicato un intero capitolo del mio ultimo libro «Marihuana. Uno scandalo internazionale» (Einaudi). Per l'Osservatorio Europeo nei 25 paesi membri solo il 5% della canapa circolante ha una potenza un po' superiore a quella normale. L'Independent on Sunday di domenica scorsa era disinformato. Dunque, ancora una volta, a distanza di 60 anni dalla geniale campagna del Direttore del Narcotic Bureau Usa sulla «marijuana assassina» (sesso e delitti), c'è ancora nei media chi cade nella diabolica trappola. E' il proibizionismo. Una macchina che continua a funzionare. Per un oscuro farmacologo del Sussex la fama è assicurata se sforna uno studiolino, per quanto abborracciato, da cui emerge che la canapa rende ciechi. Tv a gò gò all'esperto improvvisato che sposa tesi finiane. Un posticino all'Onu, una ricerchina da 200.000 (euro) al prof. Sulla base anche degli ultimi dati siamo pronti, da subito, per una grande campagna di comunicazione e prevenzione che faccia piazza pulita di tutte le sciocchezze e dia a giovani e adulti iinformazioni pulite (non drogate) su tutto: skunk e coca, smart drugs e canne. Jack Daniel's e Marlboro.

mafie e cocaina

Italia. Lumia: 'Ndrangheta attiva in Colombia (notiziario droghe)
 
La 'ndrangheta non si limita piu' a fare da intermediario per conto dei cartelli colombiani riciclando i proventi della cocaina, ma ha cominciato a produrre direttamente, comprando terreni nei quali agisce fianco a fianco ai cartelli. Lo ha denunciato il vice presidente della Commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Lumia, intervenendo alla seconda giornata del congresso di Federserd, la federazione nazionale dei servizi pubblici per le dipendenze, in corso a Sorrento (Napoli).
'Le organizzazioni mafiose non mollano il loro rapporto forte con le sostanze stupefacenti. E la 'ndrangheta ha la grande capacita' di essere uno dei soggetti piu' forti, affidabili, delle intermediazioni nel campo della cocaina. La 'ndrangheta e' in condizione di offrire al cartello dei colombiani un servizio importante, quello dell'affidabilita' del mercato europeo. Nello stesso tempo sono in grado di mettere a disposizione delle organizzazioni colombiane il grande servizio del riciclaggio'.

coka

Cocaina
     
La cocaina è una sostanza stimolante, estratta dalle foglie della pianta erytroxylon coca, comunemente nota come coca. Si trova in genere sotto forma di polvere bianca, che può essere sniffata o iniettata.

Se la assumi, è perché vuoi sentirti efficiente, euforico, pieno di energia mentale e fisica, o ricerchi una forte dose di stimolazione sessuale. In genere, gli effetti sull'organismo sono piuttosto ridotti nel consumo occasionale; nonostante ciò, subito dopo l'assunzione, la cocaina può anche provocare ansia, attacchi di panico, irritabilità, allucinazioni, paranoia, collassi e depressione respiratoria. Causa aumento del battito cardiaco e della temperatura corporea ed accelerazione del respiro. Dopo averla assunta, tendi a sopravvalutare le tue capacità e a sottovalutare le conseguenze, magari rischiose, di ciò che fai. Il tuo comportamento ed il tuo linguaggio possono diventare, in un attimo, violenti... potresti finire per rovinare i tuoi progetti per la serata!

La cocaina iniettata agisce dopo 8-14 secondi, quella sniffata dopo 30-60 secondi e quella ingerita dopo 5 minuti. Quando l'effetto finisce, dopo circa 30-90 minuti, c'è il "down": ti senti stanco, depresso, senza energie... e così potresti sentirti spinto a cercare di nuovo la "polvere bianca".

La cocaina è una sostanza subdola: chi la prende, non si considera drogato, perché all'inizio l'uso della sostanza non impedisce di fare le cose e, al contrario, fa sentire più efficiente. Per questo motivo, si ha facilmente voglia di prenderne ancora. Provoca una forte dipendenza fisica e psicologica.

LA COCAINA SI COMBINA MALE CON L'ECSTASY:
chi sniffa uccide l'effetto dell'ecstasy e ottiene invece colpi di calore e problemi di circolazione.

meglio di 1000 ricerche pseudosociologiche...FRANGETTA RAVE

Dopo l'affresco delle città italiane, continua la saga di Frangetta.

in questo video segnalato da numerosi award, e apprezzato

dalla comunità/community dei ravers, un interessante affresco della nostra generazione.

 

Buona Visione

 

http://it.youtube.com/watch?v=OQf88MXn8V8

danni fisici della cocaina

Danni fisici arrecati dalla cocaina

Sniffare contempla dei rischi legati al danneggiamento dei tessuti interni e dei capillari del naso. Questo, oltre a comportare una sensibile diminuzione della capacità olfattiva, può causare ulteriori problemi del setto nasale (frequenti perdite di sangue, ulcere, etc..).
Fumare espone le prime vie respiratorie ed i polmoni al contatto con vapori caldissimi (oltre che con le sostanze contenute nel 'taglio') con conseguenti danni ai tessuti. A lungo andare questi danni possono ripercuotersi negativamente sulla funzionalità polmonare in maniera anche seria (asma, maggiore esposizione a patologie delle prime vie respiratorie, difficoltà respiratorie, etc...).
Le iniezioni causano danni alla pelle e alle vene (ulcere, ascessi, collassi dei vasi sanguigni, etc...) e, se le condizioni igieniche non sono soddisfacenti, possono portare anche ad infezioni gravi (tetano, setticemie, endocarditi).

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Messico. Legalizzare le droghe per motivi di sanita' pubblica

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Guillermo Jaramillo Torres
 
Ultimamente e' stato trattato a piu' riprese il tema della legalizzazione delle droghe, che a sua volta ha innescato delle reazioni in vari settori della societa'. Da un lato, ci sono i conservatori che considerano la legalizzazione delle droghe un atto immorale e irresponsabile, giacche', sostengono, esistono altri tipi d'alternativa per ridurre il consumo di droghe. Dall'altro, ci sono coloro che vorrebbero sradicare il problema situandolo in un contesto diverso dalla proibizione, per favorire il loro acquisto legale; in questo modo le sostanze stupefacenti avrebbero una minore attrazione sui consumatori, e in piu', vendita e prezzo dei prodotti sarebbero regolati per legge. Anche le reazioni nella comunita' giuridica sono variegate; alcuni ritengono che sarebbe un buon mezzo per controllare il consumo, mentre altri vanno al di la' della semplice legislazione, immaginando i possibili effetti ad ampio raggio. E' il caso di James Graham, che intravede la possibilita' del narcoturismo. "Direi che (le droghe) dovrebbero essere legali. Tuttavia, esiste un problema geografico. Se diventano legali solo in Messico, c'e' il rischio del narcoturismo. Quindi bisognerebbe pensare a un meccanismo che riesca a conciliare la legalizzazione delle droghe nel paese senza cadere nella trappola del problema menzionato", spiega il presidente del Club de Arbitraje de Monterrey. I precedenti insegnano che se in Messico si dovessero legalizzare consumo e vendita di certe sostanze, i paesi vicini, ma anche paesi di altri continenti, potrebbero avere interesse a sfruttare i benefici derivanti dalla legalizzazione. L'altro quesito e' se la legalizzazione porti a una riduzione dei consumi e della delinquenza. Ancora prima, ritiene Graham Weydert, la priorita' del governo messicano dovrebbe essere la sanita' pubblica, giacche' le nuove sostanze, come le droghe sintetiche, colpiscono piu' in fretta il sistema di contrasto, in quanto produrle costa poco.
"La diminuzione del consumo e della delinquenza non dovrebbe essere la priorita', bensi' la sanita' pubblica. Mi spiego. Il Messico, come molti altri paesi oggi non ha problemi con le droghe tradizionali quali cocaina o marjiuana. Oggi quello che si vende sono le droghe sintetiche, per esempio i cristalli. La differenza dal punto di vista della Sanita' pubblica e' che queste nuove droghe sono molto piu' nocive di quelle tradizionali. Una volta compreso questo, bisogna sottolineare che le droghe sintetiche costano molto meno e sono piu' facili da produrre, cio' che incrementa sia la delinquenza sia il consumo". Inoltre, la legalizzazione dovrebbe essere accompagnata da un reale programma di prevenzione, poiche', spiega il professore, essa non e' una soluzione se non viene accompagnata da metodi alternativi per indirizzare tutti sulla buona via. "Solo la legalizzazione con un vero programma di prevenzione potrebbe permettere di limitare il rischio sanitario. Agli scettici, bastera' ricordare che in dieci anni gli americani hanno moltiplicato di 400% il loro bilancio per la repressione ma, nello stesso tempo, la dipendenza e' aumentata del 500%", informa Graham. Si sa che in alcuni paesi europei certe droghe sono permesse; alla domanda se si possa parlare di legalizzazione, Graham risponde che ci sono due termini per indicare questo fatto, depenalizzazione e legalizzazione, e che la prima e' piu' attraente per fini politici. "C'e' dibattito su depenalizzazione e legalizzazione. Per me e' lo stesso. La differenza e' semantica. Oggi sembra che la depenalizzazione si venda meglio politicamente della legalizzazione". Riguardo al fatto se nei paesi "legalizzatori" ci sia un tasso di delinquenza piu' basso, Graham spiega che le cifre non devono essere il criterio dell'efficacia del metodo, ma se le droghe sono tollerabili in certe quantita', cio' che non impedisce che continui ad imporsi il problema principale: la delinquenza. "Non ci sono cifre che servono, poiche' in nessun paese le droghe sono tutte legali. Esiste tolleranza per esempio verso la marjiuana, che normalmente non da' luogo alla criminalita'. Rispetto a cocaina ed eroina, e' legale solo l'uso personale, come in Messico. Pertanto, la delinquenza principale resta, narcotraffico, vendita, eccetera..."
Circa il tipo di persone competenti a legiferare in materia, come potrebbero essere medici, psicologi, avvocati, Graham concorda che questi tre rami della scienza formerebbero un buon gruppo di lavoro, poiche' si tratta di un problema di sanita' pubblica e di prevenzione. Ancora sono da conoscere le opinioni dei "nostri legislatori" al riguardo; essi dovrebbero ascoltare le opinioni sia della comunita' giuridica, sia della comunita' medica e scientifica.

Tratto da un articolo apparso sul quotidiano El Porverir del 20 settembre 2006; trad. di Rosa a Marca

israele depenalizza sostanze

Israele. Capo polizia: niente arresto per piccole quantita' di stupefacenti

Desta animate polemiche in Israele l'ordine ufficiale impartito dal capo della polizia Dudy Cohen agli agenti, ovvero mostrare tolleranza d'ora in poi verso i piccoli consumatori di stupefacenti, per dedicare piuttosto le loro energie ad una lotta senza quartiere contro i grandi importatori e trafficanti di droga.

Un portavoce della polizia ha spiegato che si tratta invece del tentativo di utilizzare in modo piu' incisivo le limitate risorse della polizia.
I piccoli consumatori di stupefacenti, e' emerso, richiedono infatti una mole di lavoro notevole, che spesso non si concretizza nemmeno in atti di accusa nei loro confronti. Nel solo 2006 la polizia ha aperto oltre 16 mila pratiche, la piu' banale delle quali ha richiesto comunque una intera giornata lavorativa di un agente.

E' stata stilata cosi' una tabella che sintetizza i limiti di tolleranza della polizia. Le quantita' massime ammesse per sfuggire all'arresto sono 15 grammi di marijuana, 15 grammi di hascisc, 2 grammi di oppio, 3 cartine di Lsd, 3 pastiglie di ecstasy, 0,3 grammi di cocaina e 0,3 grammi di eroina.
Piu' che soddisfatto da questi sviluppi e' Boaz Wechtel, leader della lista politica 'Foglia verde' che per due volte si e' candidato (invano) alla Knesset nell'intento di legalizzare l'uso della 'cannabis'. 'La caccia della polizia ai consumatori di 'cannabis' costa ogni anno ha stimato - 300 milioni di shekel', pari ad oltre 50 milioni di euro. 'Questa cifra puo' essere adesso meglio utilizzata per educare i giovani a stare alla larga dalle droghe davvero pericolose'.

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