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Generalmente la cocaina si trova sotto forma di polvere bianca, cristallina e inodore, dal sapore amaro. Non è mai pura, è sempre tagliata con altre sostanze: una dose presenta mediamente non più del 50-60% di cocaina, per cui gli effetti e la tossicità (sempre maggiore nelle droghe spacciate) variano a seconda delle sostanze di taglio. Vista la facilità di tagliare una semplice polvere bianca, esistono report di casi in cui la presenza effettiva di cocaina non andava oltre il 10%.

Gli effetti della cocaina sono molto soggettivi, variano secondo la purezza della dose, dallo stato psico-fisico della persona e dal contesto. Sono condizionati inoltre dalla modalità di assunzione, dalla velocità d’assorbimento della sostanza. La cocaina, agendo come stimolante del Sistema Nervoso Centrale, determina principalmente un aumento della lucidità mentale, una riduzione della sensazione di fatica, una diminuzione dell’appetito ed ha spesso un’azione complessiva di tipo euforizzante. Sensazione di benessere, aumento di sicurezza e di fiducia...

I metodi di datazione applicati su reperti archeologici scoperti nelle Ande centrali, testimoniano come l'uomo abbia cominciato a masticare le foglie di coca, da cui si estrae la cocaina, in epoche precedenti al 2500 a.C. La pianta della coca ha avuto un'importanza enorme per tutte le civiltà andine. Ciò è testimoniato dal fatto che essa era protagonista principale di tutti i moltissimi miti d'origine con i quali si raccontavano le vicende leggendarie della fondazione delle varie civiltà andine. La coca costituiva inoltre la pianta per...

La cocaina sta conoscendo una peculiare quanto rapida diffusione. Nel nostro paese rispetto al 2001, secondo le stime del Ministero*, il numero di coloro che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno è raddoppiato, raggiungendo il 6,7% della popolazione, con la concentrazione più elevata nella fascia 25-34 anni di età. Il fare uso di cocaina ha perso un po’ di quell’alone distintivo che ne faceva un esclusivo divertissment d’elite, una sostanza da ricchi, penetrando nella vita di migliaia di persone, in fasce di popolazione spesso non “...

Novità cocaina

Contenuto Redazionale La replica della regione: “Dati falsi. Il Governo ci attacca perché siamo di sinistra”

 FIRENZE –  Secondo la regione, “la Toscana viene presa di mira dal Governo perché è una regione di centro sinistra e i rapporti tra il Dipartimento e le regioni sono buoni soltanto laddove governa il centro destra”. Quanto ai dati diramati, “sono numeri che vengono rielaborati a piacimento dal dipartimento” e non “è vero che la Toscana è maglia nera in Italia”. Nello specifico, “non ci risulta – spiegano dalla regione – che in Toscana la mortalità femminile per droga è più alta che altrove”. Per quanto riguarda i test Hiv, “i Sert li propongono sempre ma spesso e volentieri sono gli stessi tossicodipendenti che sono restii a farsi fare i test, e preferiscono magari farli nei reparti di malattie infettive”.

Il Dipartimento politiche anti droga nel corso di un convegno aveva attaccato la Toscana. Secondo Serpelloni “la Toscana  è maglia nera d’Italia in materia di lotta alla droga e non partecipa da ormai cinque anni ai tavoli di coordinamento nazionale, dove invece sono presenti quasi tutte le altre regioni”.

Per avvalorare questa tesi, il dipartimento governativo ha presentato una serie di dati che evidenziano il presunto ritardo della Toscana. Innanzitutto i dati relativi al consumo di sostanze stupefacenti in base alle analisi delle acque reflue, secondo cui Firenze è la prima città in Italia per consumo di cocaina. 

Oltre a questi dati, già presentati nel maggio scorso, secondo il dipartimento anti droga “in Toscana c’è un problema di scarsa esecuzione del test Hiv nella popolazione tossicodipendente” visto che “la percentuale degli utenti che non sono stati sottoposti a test Hiv ammonta in Toscana presenta all’86,6% di tossicodipendenti afferenti ai servizi, a fronte di una media nazionale del 69,5%”.
Inoltre, sempre secondo il dipartimento antidroga, in Toscana si registrano più casi mortali di intossicazione acuta: la Toscana registra un tasso di mortalità medio dell’1,6 per 100.000 residenti e quindi superiore alla media nazionale che risulta essere dell’1,0/100.000 abitanti. Da segnalare che per le donne si registra il tasso più alto nazionale di mortalità per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti  con un valore di 0,7 (x 100.000. ab.) a fronte di una media nazionale del sesso femminile di 0,2 (x 100.000. ab.).

 

 

 

Contenuto Redazionale Firenze e la Toscana capitali della cocaina e dell'eroina

Serpelloni, capo del dipartimento antidroga: La Regione Toscana ci snobba ancora

FIRENZE capitale della cocaina e dell'eroina. Tutta la Toscana, poi, in controtendenza rispetto ai trend nazionali sulle droghe. Perché mentre in Italia si registra un calo nei consumi di sostanza stupefacenti, nella nostra regione la voglia di sballo è in crescita, anche per la diffusione delle smart drugs. Non solo. Da noi c'è il tasso più alto di mortalità femminile per overdose, e i tossicodipendenti sieropositivi stanno di nuovo aumentando, sono il 10,2% contro una media nazionale dell'8,3%, ma soprattutto quasi mai vengono sottoposti ai test per rintracciare Hiv ed epatite quando si rivolgono ai Sert.

Colpa «dell'inerzia all'interno delle strutture sanitarie», dice Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento nazionale antidroga e «della Regione e di chi si rifiuta di partecipare agli oltre 200 progetti avviati dal governo per la prevenzione». Un atto d'accusa senza precedenti. Eppure, a guardarli così, i dati forniti ieri dall'organo governativo in un convegno a Careggi racconterebbero di un'emergenza. Molti sono già noti, e riguardano il consumo di droga rilevato in 17 città italiane nel 2012 attraverso le analisi delle acque reflue. Firenze è la città in cui si sniffa di più, da 4,9 dosi giornaliere su 1000 abitanti è passata a 9,5 dosi, davanti a Napoli (9,1 dosi), Roma (8,7) e Milano (6,5). Sembra riesploso, inoltre, l'uso di eroina: in un anno si è passati da 3,4 a 8,3 dosi al giorno, mentre la media italiana è di 2 dosi. Ma a bruciare di più sono i numeri sull'attività dei Sert. In Toscana l'86% dei tossicodipendenti - dicono i dati del dipartimento - non viene sottoposto allo screening per l'Hiv (in Italia la media del no-testing è del 69,5%), il 92,1% a quello per l'epatite B, il 90% a quello per le C. «Eppure sono test banali ma importanti, per ridurre il rischio di contagio e impostare terapie coerenti», continua Serpelloni, voluto alla guida del dipartimento nell'ultimo governo Berlusconi da Carlo Giovanardi. «Dispiace che uno nel ruolo del dottor Serpelloni - ribatte l'assessore alla salute Luigi Marroni - si scagli in un attacco frontale con dati così sensibili, dobbiamo verificarli ma non ci risultano.

Intanto perché chi si rivolge ai Sert si rifiuta di sottoporsi agli screening, che di solito vengono eseguiti nei reparti di malattie infettive». In Regione le stilettate del dipartimento paiono soprattutto come l'ultimo atto di un lungo braccio di ferro: «Le accuse sono rivolte ad Arcangelo Alfano, il nostro dirigente, che da sette anni coordina il gruppo tecnico sulle dipendenze nella conferenza Stato-Regioni, che su impulso del presidente Vasco Errani vorrebbe riportare ad essere la sede naturale in cui discutere i piani nazioali. Che la Toscana poi sia maglia nera sulle politiche antidroga è quantomeno azzardato, visto che è capofila in nove progetti nazionali».

Il mio ragazzo fa uso di cocaina, aiuto!

Buongiorno a tutti, sono una ragazza di 22 anni, vivo a Milano, quello che è il ragazzo che amo fa uso di cocaina, lo conosco da 6 anni...siamo stati insieme quasi 4 anni, separati 2, ora sono due mesi che l'ho rincontrato...ho capito che nella vita si ama una sola volta nella vita...Ero a conoscenza da parte di "voci" che durante il periodo in cui non ci siamo visti lui si fosse "goduto la vita" facendo anche uso di sostanze psicoattive come allucinogeni, cannabinoidi, e appunto, cocaina... Lui stesso mi ha confermato parzialmente alcune di queste voci aggiungendo però che avesse smesso, che le cose che si dicono (in particolar modo quelle sulla cocaina) fossero tutte stronzate... io ho creduto a tutto... finchè poi, 10 giorni fa mi ha fatto la confessione di aver fatto uso di coca mentre io non ero presente a Milano (ho trascorso 4 giorni in montagna da mia nonna perchè ho dei leggeri problemi di salute) perchè si sentiva solo, abbandonato, ponendo particolare  enfasi sul fatto che l'avesse "trovata in macchina" e non comprata... Mi è caduto il mondo addosso. Mi sono fatta riaccompagnare a casa e non lo vedo da 10 giorni. Non era la prima volta che lui mostrava segni di incertezza... andava in pallone per un solo sguardo interpretato male, per una sola parola, aveva una costante e martellante paura di perdermi, di non vedermi più. Quando non rispondevo ad una telefonata e lo risentivo dopo alcune ore lo avvertivo sempre agitato...Ho ragione di pensare che l'episodio non si limiti a quello. E' dimagrito molto da 2 anni a questa parte, il suo viso è scavato, la sua temperatura corporea è sempre alta e vive sempre e costantemente una condizione  di ansia e agitazione, una volta è persino arrivato a definirsi un "caso a perdere"... frequenta gente che fa uso di queste cose...Ora, io ho molta paura, in seguito a quella dichiarazione ho preteso che mi riaccompagnasse a casa, ho il disgusto per quello che ha fatto. Mio padre è cocainomane, mi ha abbandonata all'età di 2 anni, vivo con una famiglia splendida che mi ha dato tutto...La mia migliore amica è finita in una comunità cattolica perchè in seguito ad un abuso sessuale nella sua famiglia ha cominciato a farsi di eroina ed è stata arrestata per detenzione di 20 grammi di eroina e 4 di cocaina...Io non mi sono neanche mai fumata una sigaretta, sono astemia e TERRORIZZATA da ogni sorta di dipendenza... sto facendo delle sedute da uno psicologo... il problema è che amo questo ragazzo, lo amo alla follia... vorrei poterlo aiutare, se solo fossi più forte... non posso dirlo a sua madre, ne morirebbe. Suo padre è un cretino, non capirebbe nemmeno di che cosa si stia parlando.Se è possibile, datemi una dritta... non pretendo e so che i miracoli non siano possibili.... ma sono 10 giorni che mi addormento piangendo e mi sveglio con le lacrime fossilizzate sulle guance.Lucrezia.

fini-giovanardi alla corte per possibile illegittimità costituzionale

 

di Fabio Valcanover – Fonte: Aduc

Finalmente la questione di legittimità costituzionale sulla legge sulla droga Fini-Giovanardi (c.d. “decreto Olimpiadi”) approda alla Corte Costituzionale.

Sul sito della Corte Costituzionale nella sezione “lavori”, tra gli “atti di promovimento”, si legge della fissazione udienza in Camera di Consiglio per il 12 febbraio 2014, con relatore Dott. Cartabia.

Questa Camera di Consiglio proviene dalla Ordinanza della Corte di Appello di Roma del 28 gennaio 2013. Ordinanza forse un po’ succinta ma che accoglieva i due filoni di dubbio di costituzionalità: quello relativo alla compatibilità tra normativa interna e normativa europea (decisione quadro 2004/757 GAI), e quello relativo ai limiti della decretazione di urgenza.

Si è in attesa della fissazione delle altre udienze (a meno che non venga disposta trattazione congiunta in ragione della materia, art. 15 della Delibera 7 ottobre 2008 – Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale). Ed in particolare di quella conseguente alla ordinanza della III Sezione della Cassazione Penale del 09.05.2013, num. 25554/2013, depositata l’11.06.2013.

Quest’ultima, ricca di argomentazioni, pur riprendendo quasi in toto un aspetto delle due questioni di legittimità costituzionale, sottopone alla Consulta la Fini-Giovanardi solo in relazione alla illegittimità della modifica dell’apparato sanzionatorio (con pene equiparate per sostanze “leggere” e “pesanti”, con soglia minima di 6 anni di reclusione) mediante legge di conversione di decreto legge.

Il tutto all’indomani della lettera del Presidente della Repubblica sulla necessità di limitare gli emendamenti in sede di conversione dei decreti legge, inviato ai Presidenti delle Camere ed al Presidente del Consiglio dei Ministri il 22.02.2012 (in precedenza, messaggio 29.03.2002).

In ordine al contraddittorio avanti alla Consulta, e ai soggetti che parteciperanno all’udienza, si pongono alcune questioni relative al contenuto del loro intervento.

Infatti:

1) la legge 11 marzo 1953 n. 87, Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte Costituzionale, prevede, all’articolo 20, 3° comma: “Il Governo anche quando intervenga nella persona del Presidente del Consiglio dei Ministri o di un Ministro a ciò delegato, è rappresentato e difeso dall’Avvocato generale dello Stato o da un suo sostituto”.Interviene, pertanto, avanti alla Corte Costituzionale, il Governo, un organo collegiale.

2) la legge 23 agosto 1988 n. 400, Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, introduce due argomenti di riflessione.Da un lato, l’articolo 2 sotto il titolo “Attribuzione del Presidente del Consiglio dei Ministri” prevede come “ l Consiglio dei Ministri determina la politica generale del Governo”; dall’altro, l’articolo 5 lettera f) individua il terreno di agibilità politica che si può percorrere in materia.Infatti: alla lettera f) dell’art. 5 della L. 400/1988 si legge come “(Il Consiglio dei Ministri)…esercita le attribuzioni di cui alla legge 11 marzo 1953, n. 87, e promuove gli adempimenti di competenza governativa conseguenti alle decisioni della Corte costituzionale. Riferisce inoltre periodicamente al Consiglio dei ministri, e ne dà comunicazione alle Camere, sullo stato del contenzioso costituzionale, illustrando le linee seguite nelle determinazioni relative agli interventi nei giudizi dinanzi alla Corte costituzionale. Segnala altresì, anche su proposta dei ministri competenti, i settori della legislazione nei quali, in relazione alle questioni di legittimità costituzionale pendenti, sia utile valutare l’opportunità di iniziative legislative del governo”.

In previsione delle udienze, mi pare tutto questo possa essere un buon argomento per chiedere al Governo come intenda muoversi, e se e come le proclamazioni di volontà di intervenire sulla legge Fini-Giovanardi e sullo scempio che produce possano trovare un primo segno concreto.

Fabio Valcanover collaboratore Aduc, avvocato del foro di Trento

Droga, alcool e sesso, il sindaco di Toronto che nessuno riesce a rimuovere

 Droga, alcool e molestie sessuali. Non si è fatto mancare nulla Rob Ford, sindaco di Toronto coinvolto in uno scandalo che sta prendendo i contorni del grottesco.

"Beccato" - e immortalato da un video prontamente pubblicato online - a fumare crack, si rifiuta di dimettersi e, nonostante gli siano stati tolti alcuni poteri, resta primo cittadino della città, seppur solo nominalmente.

Rob Ford non è nuovo agli scandali: da tre anni sindaco di una delle città più grandi del Canada, è noto per essere stato trovato spesso ubriaco, anche alla guida dell'auto, per aver sfacciatamente proposto del sesso orale a un'impiegata, per aver comprato illegalmente marijuna e più in generale per il suo carattere litigioso. Ieri finalmente, alla fine di una seduta tumultuosa, il consiglio comunale di Toronto ha deciso di togliergli i poteri: il suo budget è stato ridotto del 60%, il suo personale è stato dimezzato, non ha più potere legislativo e non potrà nemmeno presiedere il comitato esecutivo. Nelle sue funzioni sarà sostituito dal vicesindaco Norm Kelly.

Lui però non l'ha presa bene, anzi. Durante il dibattito che lo metteva sotto accusa ha iniziato a correre in mezzo all'aula, travolgendo una consigliera. Poi ha accusato i consiglieri di "colpo di Stato". Promettendo di perdere peso e rinunciare all’alcool e alla droga, Ford continua a rifiutarsi di dimettersi. "State dicendo a tutti coloro che mi hanno eletto che il loro voto non conta". E il paradosso è che, non avendo subito nessuna condanna penale, nessuno può togliergli la poltrona.

Uso di cocaina: anche la paralisi tra i possibili danni

Dronet - La cocaina, già tristemente nota per gli alti rischi a cui espone il sistema vascolare cerebrale, è stata indicata come possibile agente causale di danni al midollo spinale, con conseguente paralisi. La letteratura scientifica descrive diversi casi di questo tipo, che sono stati resi pubblici nel corso degli anni, l’ultimo dei quali è quello di un ragazzo di 27 anni che, due giorni dopo aver fatto uso di cocaina, ha sviluppato dolore cervicale seguito da paralisi dei quattro arti e ritenzione urinaria. Gli esami di laboratorio, condotti dal gruppo di ricerca della Fondazione Santa Lucia di Roma, coordinato da Giorgio Scivoletto della Sezione Mielolesi diretta da Marco Molinari, hanno reso possibile evidenziare una lesione ischemica nel territorio dell'arteria spinale anteriore con caratteristica ''iperintensità a matita'' nelle immagini di Risonanza Magnetica. Dai risultati è emerso che l’uso di cocaina ha provocato nel ragazzo una mieloencefalopatia ischemica con conseguente tetraplegia che, causando la perdita di sensibilità e forza muscolare di tutti e quattro gli arti, gli impediva di stare in piedi e camminare. Il paziente è diventato inoltre portatore di catetere a permanenza e gravemente dipendente dagli altri, nelle attività della vita quotidiana. Gli esperti della Fondazione Santa Lucia, che hanno presentato il caso al convegno annuale della ISCOS (Società internazionale per il midollo spinale) che si è da poco tenuto a Istanbul, pongono l'accento sui possibili danni neurologici – gravi e permanenti - connessi con un uso anche occasionale della cocaina, sostanza che si sta sempre più diffondendo anche tra i ragazzi più giovani. In particolare la mielopatia ischemica indotta da cocaina è una specifica forma di mielopatia ischemica rara, ma che deve essere considerata nella diagnosi differenziale di ogni mielopatia non traumatica acuta, specialmente nei pazienti giovani.

ne ho provate tante ma solo da una non riesco a liberarmi

Cocaina: Firenze prima città per il consumo. Cannabis più al Nord

News.you-ng.it - Con 9,5 dosi al giorno su mille abitanti è Firenze a vincere il premio per la città con col maggior consumo di cocaina, ad ottobre del 2012.
A dirlo è una Relazione diffusa dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri che, analizzando le acque reflue, stila la classifica delle città italiane con i consumi più elevati di cocaina. Alla capitale toscana seguono Napoli, Roma e Milano.

 

Leggi tutto l'articolo su News.you-ng.it

abolizione Fini-Giovanardi meglio dell'indulto

da "Linkiesta"

Il messaggio alle Camere del presidente Napolitano ha riportato il dramma del sovraffollamento delle carceri al centro del dibattito politico. I partiti si sono divisi tra di loro, e al loro interno, sulle soluzioni possibili e auspicabili tra quelle indicate dal Quirinale. L’amnistia e l’indulto in particolare sono stati oggetto di un fuoco di sbarramento, più o meno esplicito, trasversale agli schieramenti. Il ministro Cancellieri, a fronte di questa situazione, sta studiando soluzioni alternative ai provvedimenti di clemenza per ottenere una riduzione della pressione carceraria, giunta a livelli straordinari. Se non per una questione etica almeno per una economica: secondo i conti del Ministero l’Italia rischia una multa di 100.000 euro ogni sette detenuti che fanno ricorso. «Ogni anno dovremo pagare multe per 60-70 milioni», sintetizza la Cancellieri.

«Quanto prima le nostre proposte saranno portate all’esame del Consiglio dei Ministri per l’approvazione in vista della presentazione al Parlamento», ha dichiarato il 17 ottobre il Guardasigilli. In particolare si vorrebbe intervenire riducendo il ricorso alla misura cautelare della custodia in carcere, il provvedimento con cui si possono trattenere in cella persone ancora formalmente innocenti ma su cui pesano gravi sospetti e che lasciare in libertà sarebbe pericoloso. Ad oggi dei quasi 65 mila detenuti in carcere (a fronte di 47 mila posti letto) circa 25 mila sono in custodia cautelare. Un maggior ricorso a misure alternative al carcere – come i domiciliari, l’affidamento ai servizi, l’obbligo di firma etc – ridurrebbe l’affollamento delle prigioni italiane. Una seconda via per ottenere lo stesso risultato, che pare sia allo studio del ministero della Giustizia, è quello di depenalizzare alcuni reati minori.

Il Partito Democratico, prima con Renzi e poi con il responsabile carceri Sandro Favi, ha indicato tra le altre la legge Fini-Giovanardi come una delle prime su cui intervenire. La norma, risalente al 2005, disciplina il contrasto alle sostanze stupefacenti e alla sua entrata in vigore equiparò le droghe leggere e quelle pesanti, eliminando ogni distinzione anche in quanto a entità della pena.

Secondi i dati del ministero dell’Interno il 40% dei detenuti si trova in prigione per reati connessi alle droghe. Nella metà dei casi si tratta di piccolo spaccio di hashish e marijuana. Questo reato fino al 2005 era punito con la detenzione da 2 a 6 anni, ora – essendo stato equiparato allo spaccio di allucinogeni o oppiacei – con la detenzione da 6 a 20 anni. Secondo il rapporto presentato lo scorso giugno al Parlamento da Società della ragione, Forum droghe, Antigone e il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza sono solo 761 detenuti sul totale ad essere dentro per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Gli altri (oltre 20 mila) sono “pesci piccoli”.

Il giro di vite sui piccoli spacciatori non ha ottenuto gli effetti sperati, anzi. L’uso di cannabis in Italia nel 2013 è tornato a crescere, secondo quanto rilevato dal Dipartimento Politiche Antidroga, e in base a uno studio Onu del 2012 siamo il primo paese occidentale per consumo di droghe leggere. In compenso le carceri stanno esplodendo. Un intervento sulla regolamentazione delle droghe potrebbe, secondo le simulazioni, avere un effetto paragonabile a quello di un indulto di 3 anni. I posti che si libererebbero in carcere sarebbero migliaia. Ma un governo di grande coalizione, in cui uno dei partiti di maggioranza ha fatto della legge Fini-Giovanardi una propria bandiera, rischia di non trovare un accordo sulla materia.

La soluzione potrebbe allora arrivare - come già successo in passato per altri temi scottanti come, ad esempio, la procreazione assistita o il reato di clandestinità - dal potere giudiziario. La legge che reprime i crimini legati agli stupefacenti è stata rinviata lo scorso giugno dalla Cassazione alla Consulta per sospetta incostituzionalità. A parte una questione procedurale circa l’iter di approvazione della legge – il governo avrebbe proceduto d’urgenza quando non ce ne erano i presupposti – si contesta la sproporzione tra pena e reato per lo spaccio di droghe leggere. Se i giudici costituzionali dovessero ritenere violati i principi della Carta potrebbero bocciare la legge, in tutto o in parte. A quel punto il Parlamento sarebbe probabilmente chiamato a intervenire. L’allarmante tasso di suicidi in carcere e le condizioni disumane di migliaia di detenuti dovrebbero però consigliare il legislatore a non aspettare i tempi della giustizia italiana.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/fini-giovanardi#ixzz2isk6Bsue

Binacaneve e i 7 nani: ognuno rappresenta un effetto della cocaina

  ognuno rappresenta un effetto della cocaina.

 

In “Biancaneve e i sette nani” ci sarebbero dei chiari riferimenti all’abuso di cocaina. Non solo il nome della principessa Disney “snow white” che potrebbe essere attribuito proprio alla celebre polvere bianca dagli effetti stupefacenti, ma anche i nomi dei nani sarebbero riferiti agli effetti dati dall’uso della droga. A spiegare questa tesi è Mitchell Stephens docente di storia della televisione all’Università di New York. Ecco secondo il ricercatore quali sarebbero gli effetti stupefacenti raccontati in ognuno dei nomi dei nani del celebre film Disney:

Cucciolo (in inglese “Doopey”, sfatto) Ovvero la prima sensazione provata con l’uso di cocaina, spossatezza fisica e psichica.

Brontolo (in inglese “Grumpy”, irritabile) Il tipico sintomo dell’astinenza. Irritabilità e fastidio cosmico.

Eolo (in inglese “Sneezy”, che fa starnuti) Naso che cola e i fastidi alla gola, tipici sintomi di chi assume questa droga.

 
 

Gongolo (in inglese “Happy”, allegro) Lo stato di gioia euforica tipiche delle prime sniffate.

Mammolo (in inglese “Bashful”, schivo) Il senso di disagio sociale che proviene dall’uso costante di coca. Quando non si è fatti si evitano i rapporti umani

Dotto (in inglese “Doc”, dottore) Tra le sensazioni di euforia anche la saccenza, la volontà di emergere dicendo la propria.

Pisolo (in inglese “Sleepy”, assonnato) Stanchezza e dolori diffusi, ultimo stadio del tossicodipendente da coca.



continua su: http://cinema.fanpage.it/biancaneve-e-i-7-nani-ognuno-rappresenta-un-effetto-della-cocaina/#ixzz2grGvLoyg 
http://cinema.fanpage.it

 

L'assunzione di cocaina è in grado di modificare la struttura del cervello a due ore dalla prima assunzione

Un processo che potrebbe rappresentare il primo passo verso lo sviluppo della dipendenza, secondo quanto riportato da uno studio condotto da alcuni ricercatori staunitensi.
Nel loro report, i cui risultati sono stati pubblicati su Nature Neuroscience, gli scienziati di tre diverse università californiane hanno ricercato delle piccole protuberanze, denominate spine dendritiche, nei topi utilizzati come cavie per l'esperimento. Le spine dendritiche sono fortemente coinvolte nella formazione dei ricordi.

I roditori sono stati lasciati liberi di scegliere tra due ambienti, con odori e caratteristiche molto differenti: successivamente gli è stata somministrata cocaina nell'ambiente che non avevano scelto. Entro due ore dall'iniezione, nei cervelli dei topi si è verificata una crescita delle connessioni neurali nelle aree deputate a funzioni come la pianificazione e l'assumere decisioni. Questa reazione ha avuto la conseguenza di modificare i comportamenti dei topi: messi di nuovo in condizione di scegliere, i roditori hanno preferito tornare nell'ambiente nel quale avevano ricevuto l'iniezione di cocaina.

"Questo ci fornisce un possibile meccanismo su come la droga favorisca un comportamento di ricerca di ulteriore droga. È stato osservato che chi consuma stupefacenti da molto tempo mostra una minore funzionalità nella corteccia frontale in connessione con gli stimoli ed i compiti quotidiani, ed una funzionalità aumentata in risposta ad attività o informazioni correlate alla droga", sostiene Linda Wilbrecht della University of California di San Francisco, che ha guidato la ricerca.

I risultati della ricerca confermano quanto verificato in studi precedenti, nei quali l'analisi post-mortem di cervelli umani ha permesso di verificare l'aumento della densità delle spine dendritiche in seguito ad alcune settimane di utilizzo continuativo di cocaina.

[Fonte: it.ibtimes.com/articles/54864/20130826/droga-cocaina-studio-ricerca-dipendenza-cervello.htm

Incidente in Canal Grande, il gondoliere positivo a cocaina e THC

Stefano Pizzaggia, coinvolto nell'incidente in Canal Grande costato la vita al turista tedesco Jaochim Vogel, è risultato positivo ai test sugli stupefacenti, precisamente per cocaina e hashish

 VENEZIA. Il gondoliere coinvolto nell'incidente in Canal Grande costato la vita al turista tedesco Jaochim Vogel è risultato positivo ai test sugli stupefacenti, precisamente per cocaina e hashish. Lo si apprende dalla Questura di Venezia. Il giovane, Stefano Pizzaggia, è stato iscritto a sua volta nel registro degli indagati.

Con Pizzaggia salgono dunque a 4 gli indagati per il tragico scontro tra il vaporetto della linea 1 e la gondola su cui c'erano Vogel e la sua famiglia. I primi erano stati il pilota del vaporetto coinvolto, Manuele Venerando, e quelli di altri due battelli Actv in manovra. Ora Pizzaggia, vittima dello scontro, potrebbe dover rispondere a sua volta di concorso in omicidio colposo, come conseguenza di altro reato, l'assunzione di droga che potrebbe aver compromesso il suo stato psico-fisico mentre portava la gondola.

Nel luglio scorso era stato proprio l'Ente gondole a promettere l'introduzione del test per alcol e droga ai gondolieri, al fine di assicurare la massima sicurezza ai turisti che visitano venezia (leggi l'articolo)

Falconi (Ente gondola): "Profondo dispiacere". «È naturalmente una notizia che abbiamo appreso con grande dispiacere», è il commento di Nicola Falconi, presidente dell'Ente gondola, che si è limitato a ricordare come una delegazione di una ventina di gondolieri si recherà venerdì prossimo 30 agosto a Tubinga in Germania per prendere parte ai funerali di Joachim Vogel.

nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/08/23/news/incidente-in-canal-grande-il-gondoliere-positivo-a-test-degli-stupefacenti-1.7621981

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