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COSA MI STA SUCCEDENDO?

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È il 6 Aprile 2019,quando, dopo che mia madre se ne va di casa e resto da solo con mio padre,affetto da un bipolarismo molto grave. Dopo averlo visto stare male per l’ennesima volta cerco di staccare la testa e vado sul balcone a fumarmi una canna. A metà circa comincio a svarionare un po’ e decido di finire di fumare la canna il giorno dopo. La mattina,prima di andare in UNI, accendo la canna e dopo due tre tiri comincio a sentirmi strano, a sudare freddo e ad avvertire un forte senso di incapacità di controllare il mio corpo: mi rendo conto di essere preda di un attacco di panico. Da qui è cominciato un interminabile calvario.Premetto che avevo già avvertito in passato una leggera ansia dopo aver fumato, ma non era nulla che non riuscissi a controllare. Dopo questo attacco di panico ho avuto episodi in cui preso da paranoie insensate mai avute in cui non riuscivo  a stare in luoghi affollati e chiusi come la metro, non sono più riuscito a bere un caffè e per circa tre mesi non ho toccato alcol, data la reazione ansiogena che provocava in me. Anche ora che cerco di bere una birra ogni tanto, una volta rimasto solo a casa senza i miei amici, faccio fatica a controllare queste sensazioni di pericolo assurde che la mia testa elabora. Mi pare assurdo che una cosa “stupida” come una canna abbia cambiato così tanto la mia vita,mi causa rabbia e sconforto. Aggiungo che ho avuto esperienze negative persino con la ganja priva di thc. Qualsiasi sostanza che per il mio inconscio possa causare una distorsione nella percezione delle cose viene respinta dal mio organismo, la prova è che persino una stupida birra da nulla, una volta che rimango solo con me mi causa strane reazioni mia provate prima. La cosa più brutta è vedere i miei coetanei avere delle famiglie normali, potersi divertire spensieratamente, mentre io vivo in una crudele gabbia dei sentimenti che opprime la mia libertà. Per quanto durerà? Per sempre? Potrò mai fumarmi un bel cannone di nuovo? Bere un caffè senza soffrire per l’ansia?

Commenti

Ciao,

Ciao,

il tuo problema non è correlato alla singola sostanza, secondo me, ma va più a monte. Ti consiglio di consultare un bravo psichiatra, che potrà, visitandoti, aiutarti.

Un saluto

mi PERMETTO di DIRTI che la

mi PERMETTO di DIRTI che la cannabis non crea alcun tipo di stato di ansia, paura o depressione. 

magari smetti di bere alcool che fa male e SICURAMENTE (certamente) andare da uno psicologo come ho visto che ti hanno consigliato, non farebbe al caso tuo, anzi evita psicofarmaci che ti danneggiano, non riuscirai a farne a meno e te li prescriveranno sempre, sempre di più tanto sono legali (; 

ps: informatevi, su una pianta che chiamano “droga” ..... con la canapa si può fare tutto!!!! (consiglio il video di beppe grillo “la verità sulla canapa”) PARLA ANCHE DEI MEDICI E DI COME LE CASE FARMAUCETICHE CE LO METTONO NEL C... 

 

...e tu magari informati

...e tu magari informati sulla differenza tra psichiatra e psicologo, e scoprirai che lo psicologo non prescrive nessuno psicofarmaco, non essendo laureato in medicina bensì in psicologia. La psicoterapia non prevede l'uso di farmaci, ma solo colloqui col paziente a cadenza settimanale.

Il fatto che tu "sconsigli" lo psicologo è un'idiozia irresponsabile e pressapochista. Il fatto che consigli di continuare con la cannabis nonostante i suoi stati emotivi alterati, è segno che sei tu quello che deve informarsi meglio sulla sostanza (e non con un video di Beppe Grillo, che non è un medico, ma un semplice comico. Ricordiamo che sosteneva che l'AIDS non esistesse).

P.s.: anche perché è vero che

P.s.: anche perché è vero che la cannabis di per sé non provoca ansia/depressione/panico, ma sono stati emotivi che può slatentizzare (cioè che sono già lì, ma non si sono ancora manifestati). Inoltre, usare cannabis proprio nel periodo in cui questi stati emotivi si manifestano, può peggiorare i sintomi. Magari in futuro potrà rifarsi una fumata ogni tanto, ma prima deve risolvere quei problemi, e l'unico modo per risolveri è proprio la psicoterapia. (eliminare l'alcool male non fa, ma non ti risolve un problema a livello inconscio).

Ciao, lo psicologo non ti può

Ciao, lo psicologo non ti può prescrivere psicofarmaci, quello è lo psichiatra, secondo me andare dallo psicologo può essere utile per "scavare" un po' sui propri malesseri, anche familiari, non deve essere facile vivere con un papà che sta così male...

Mi PERMETTO di DIRTI che la

Mi PERMETTO di DIRTI che la cannabis, al pari di Qualsiasi farmaco, in particolare psicoattivo, e ancor più in particolare semi pseudopsichedelico, se non addirittura psichedelico sopratutto ad alti dosaggi di thc (tra il 15 e il 20% contenuti in molte fioriture di haze o di oli o di hashish), seppur con minore intensità  e durata degli psichedelici canonici, possono dare ansia, panico quindi paura o qualsiasi altra patologia psichiatrica.

Ciao,

Ciao,

Sono d'accordo con TPM. Una canna da sola non è in grado di provocare tutto quello che hai descritto. D'altronde, l'hai detto tu stesso: sei prigioniero in una gabbia dei sentimenti. Credo che i tuoi attacchi d'ansia e di panico siano dovuti alla situazione personale (come da post, tua madre che se n'è andata poco prima che iniziassero, e il fatto che tu conviva con un soggetto che soffre di un grave bipolarismo), la canna non ha fatto altro che scatenare dei sentimenti che comunque si sarebbero scatenati da soli tra un po'.

Mi unisco al consiglio di TPM: un bravo psicoterapeuta ti potrà aiutare. Io soffro di ansia e attacchi di panico, e da quando sono in terapia la situazione è molto migliorata, quindi parlo per esperienza diretta.

Non ho più fatto uso di

Non ho più fatto uso di sostanze tipo marijuana, ma non perché mi causavano problemi, ma solo perché non mi andava più di fumare. Comunque, un miglioramento in ambito "sostanze" c'è stato: prima a causa dell'ansia avevo smesso totalmente di bere alcol (neanche una birretta la sera con gli amici, per intenderci), adesso invece ogni tanto una birretta me la faccio!

Se non riesci a perdere peso

Se non riesci a perdere peso perchè "mangi e ti abbuffi" e hai una dipendenza da cibo, allora ti conviene andare da uno psicoterapeuta. La dipendenza da cibo (come quasi tutte le dipendenze) ha un'origine psicologica... in sostanza, il tuo inconscio usa il cibo per evitare di affrontare dei problemi emotivi. Fossi in te ci andrei, perché la dipendenza da cibo è tremenda: al contrario delle droghe, il cibo non è qualcosa con cui puoi semplicemente tagliare del tutto. Quindi il problema non è tagliare i rapporti col cibo, ma cambiare il rapporto che hai con esso: non più come elemento per affrontare delle emozioni, bensì come mezzo di sostentamento e occasionalmente di piacere. E una cosa del genere non si riesce a fare da soli, ci vuole l'aiuto di uno specialista.

Tentare diete o cose simili non serve a nulla, se c'è un problema del genere dietro: se anche ti ci impegni e perdi peso, una volta perso peso interrompi la dieta e ricominci ad abbuffarti, riprendendo ciò che hai perso. Certo, cambiare il tuo regime alimentare (in modo non punitivo) può aiutarti, ma solo se nel frattempo fai un percorso di psicoterapia.

grazie per la risposta ma in

grazie per la risposta ma in realtà ho fatto psicoterapia con uno psichiatra bravissimo per almeno 20 anni della mia vitta e attualmente sono in cura da un altro (solo che come tutti i servizi pubblici ti vedi una volta ogni 2 mesi e praticamente non serve ad una mazza) per la depressione..

assumo 5 mg di abilify ed un terzo di trittico a rilascio prolungato da 150 mg la sera per la depressione e come ti dicevo ho provato ad andare da un nutrizionista privato e pure con l'ospedale (ma i controlli sono dopo 6  7 mesi e non servono a nulla..)

sono molto giù, ingrassare non ti fa sentire bene nè di testa nè fisicamente, ti senti pesante, fai fatica a fare tutto...quando vedo il cibo lo divoro, lo ingurgito, come se ne avessi un bisogno peggio dell'eroina...credimi la dipendenza da cibo e' terribile..

 

Non conosco la psichiatria

Non conosco la psichiatria perché non sono mai stato in cura con uno psichiatra, ma da quanto ne so la cura presso uno psichiatra comporta una parte di dialogo e una parte di farmaci che lui ti prescrive. La psicoterapia con uno psicanalista non comprende l'uso di farmaci, è solamente dialogo: per tale motivo, a parer mio aiuta di più ad affrontare le proprie emozioni. Trovarsi di fronte a ciò che ci fa più male e più paura, con l'aiuto di uno specialista, ci fa superare queste cose e crescere.

L'esperienza che descrivi con lo psichiatra spiega perfettamente perché non serve a granché: una terapia psicologica va seguita con più frequenza, altrimenti, come giustamente hai detto tu, non serve a una mazza. Una volta ogni due mesi è praticamente quasi solo una "seduta di verifica" per controllare come stai, se il dosaggio del farmaco va bene, ecc., ma con quella (bassa) frequenza non possono essere colloqui in cui affronti i tuoi problemi. Ne parli in modo superficiale, e non potrebbe essere diversamente, dato il poco tempo a disposizione. Per dire, con la psicanalisi la frequenza minima di sedute perché possa servire a qualcosa è di una seduta a settimana. Da come descrivi la situazione attuale, sembra che al momento con la terapia non stai affrontando le cause della depressione, stai solo prendendo dei farmaci per non sentirla. Non che i farmaci siano sbagliati eh, sia chiaro, ma se il problema del rapporto col cibo è ancora lì vuol dire che ci sono altri problemi che devono essere affrontati in modo più diretto, non coi farmaci.

Per questo, se ne hai la possibilità, ti consiglio di iniziare con uno psicoterapeuta... io personalmente consiglio la psicanalisi, per esperienza personale: è più lenta ma va più in profondità. Ci sono anche altri tipi di psicoterapia (cognitivo comportamentale, ecc.), ma non le conosco, quindi non so dirti.

Non ho mai provato di persona la dipendenza da cibo, ma ti credo quando dici che è una cosa tremenda. E' una sostanza legale, la trovi ovunque, non ci sono restrizioni al suo utilizzo, e in più è qualcosa di cui il corpo ha bisogno per sostenersi. E come dicevo più sopra, non puoi neppure darci un taglio netto: devi proprio cambiare il rapporto che hai con lei.

Esperienza veramente simile

Esperienza veramente simile alla mia. Fumo tutti i giorni da quando ho 18 anni, adesso ne ho 25. Da 1 anno se fumo mi agito un sacco, a volte di più a volte meno. Certe volte ho proprio un attacco di panico, soprattutto quando mi ritrovo da solo e nn sono con i miei amici, e dipende anche da che ganja fumo. Veramente una situazione di merda, per tanti anni è stata una cosa fighissima dove con i miei amici mi sono divertito un sacco, ora invece già solo l'idea di fumare mi manda in sbattimento. Ho provato ad essere più forte, a controllare il mio corpo a convincermi che nn mi stesse succedendo niente, questo per 1 anno intero, perché nn volevo smettere, era così bello prima. E invece niente mi sono dovuto arrendere, nn ci riesco e mi dispiace un sacco ma bisogna ascoltare il proprio corpo. Bere all'inizio mi rendeva calmo ora invece anche dopo la birra mi viene un ansia della Madonna. Per smaltire il THC ci vuole un po' di tempo, infatti dopo 3 mesi che nn fumo sto sicuramente molto meglio, però nn ancora al top quindi sono convinto che le canne nn siano l'unico motivo per cui ho questo problema e penso valga lo stesso discorso per te. Semplicemente la nostra testa nn è del tutto a posto in questo momento e assumere sostanze psicoattive ci sballa di brutto. Bisogna risolvere problemi che magari nn pensiamo neanche di avere, occorre tempo e bisogna avere pazienza. Speriamo un giorno di poterci fumare di nuovo un cannone come negli anni scorsi. 

Grazie Lysander ma ripeto ho

Grazie Lysander ma ripeto ho fatto psicoterapia (con un altro psichiatra di stampo analitico) per oltre 25 anni, cadenza settimanale e in parte ho risolto molte cose di me...purtroppo la depressione, gli sbalzi di umore e questo morboso attaccamento al cibo non l'ho debellato..

cmq grazie per i consigli

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