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Che fine hanno fatto i SERD e i loro utenti?

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riceviamo e volentieri pubblichiamo dai colleghi del centro di documnetazione Steadycam ASLCN2 Alba Bra.

Dopo le prime settimane di emergenza che un pò hanno disorientato tutti, anche i diversi Servizi per le Dipendenze si sono attivati per sostenere e continuare a seguire le persone in carico.  Gli esempi sono tanti, diversi Servizi hanno avviato modalità di supporto a distanza telefoniche o attraverso le diverse piattaforme social.  Segnaliamo alcune cose interessanti. 

Gli operatori del Progetto Nautilus (progetto di informazione e riduzione dei rischi connessi al consumo di sostanze psicotrope finanziato dalla Regione Lazio, nato nel 2003, ideato e realizzato da 5 enti del privato sociale romano: La Coop., Il Cammino, Parsec, Magliana 80, Folias, l’ Ass. La Tenda) aprono ai contatti diretti on-line.  https://www.facebook.com/117153161644251/photos/rpp.117153161644251/4188019891224204/?type=3&theater

Gli operatori di InfoPusher (AUSL Forlì - U.O.C.Dipendenze Patologiche) offrono rubriche settimanali su Instagram di taglio informativo e preventivo.  https://www.instagram.com/udsinfopusher/?igshid=1ldm3rtjcao42

Dall’ Unità  di strada di Parma consigli di salute per chi usa droghe nell’ era del Corona Virus:  https://www.facebook.com/unitadistrada.parma

Anche a Firenze gli operatori di Outsiders (Coop. CAT) si muovono sul territorio con utili info per i consumatori di sostanze https://www.infojava.org

Accanto a queste iniziative vi proponiamo anche alcune riflessioni nate dall’ emergenza: sia sul tema dei consumi e sia sull’ organizzazione dei servizi.   Una interessante lettura potrebbe essere l’articolo di Anna Paola Lacatena Sociologa e coordinatrice del Gruppo “Questioni di genere e legalità” della Società Italiana delle Tossicodipendenze (SITD) dal titolo “La preoccupante invisibilità dei Ser.D. e dei loro pazienti al tempo del Covid-19. Non è accettabile da parte di chi conosce il dramma della dipendenza e con la stessa ci fa i conti quotidianamente che le terapie somministrate presso i nostri Servizi consuetamente considerate “integrate” - trattamento farmacologico e trattamenti psico-sociali - possano essere sfrondante senza troppi rincrescimenti. https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=83174

Allo stesso tempo Riccardo C. Gatti ci propone le sue riflessioni con USCIRE DA UNA TOSSICODIPENDENZA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS https://www.droga.net/uscire-da-una-dipendenza-patologica-ai-tempi-del-coronavirus/

Un altro punto di vista è quello di Eleonora Martini “In cerca di droga ai tempi del virus: la dura vita dei tossicodipendenti (soprattutto senza fissa dimora) con i servizi ridotti e lo spaccio al minimo. L’ Italia divisa in due anche per gli assuntori. "DA NOI A TORINO i servizi a bassa soglia sono in gran parte chiusi e la distribuzione di siringhe e strumenti per la riduzione del danno avviene solo in alcuni punti e in alcuni giorni” racconta Lorenzo Camoletto, formatore del gruppo Abele “le unità mobili si sono ridotte da quattro a una e la disponibilità in strada di cocaina ed eroina è anche diminuita." https://ilmanifesto.it/in-cerca-di-droga-ai-tempi-del-virus/

Commenti

Un bel articolo ho letto con

Un bel articolo ho letto con interesse particolare quello del Dott. Riccardo Gatti.

Tanti Serd soprattutto nei grandi centri ma non solo forse si sono saputi organizzare al meglio ma i problemi maggiori probabilmente stanno nei piccoli centri ai margini delle grandi citta' la cosidetta provincia.

Indipendentemente dai contingenti  motivi organizzativi dei Serd che per chi sta male o in situazione di necessita' immagino contino fin a un certo punto ma in questi centri dove spesso ormai c'e' un medico solo, un solo infermiere, un solo psicologo, un solo assistente sociale, venendo a mancare come nel Serd che frequento una o anche due tre di queste persone di riferimento in pratica e' come se il servizio non esistesse piu'.

Sono diventati piu'  una specie di call center dove si dispensano consigli e neanche sempre perche' piu' spesso e' un rimandare o un vedremo che succede giorno per giorno.

Quando va bene "ti smistano"  ad altri Serd di riferimento piu' grossi dove il personale c'e' ancora forse non considerando che per varie situazioni lavorative personali ed economiche non tutti hanno sempre la possibilita' di spostarsi di svariati Km. talvolta senza neanche possedere una auto o con i mezzi pubblici o appoggiandosi a qualcuno.

E' adesso in particolare che c'e' bisogno dei Serd aperti e funzionanti anche perche' in condizioni normali senza Coronavirus e restrizioni difficile immaginare che qualcuno che abbia una dipendenza  la possibilita' di avere auto soldi e tempo possa rivolgersi ad un Serd.

Mah... certo, ci saranno

Mah... certo, ci saranno maggiori difficoltà e problemi anche per i tossici, come per tutti gli altri. Direi che fare i tossici non conviene già di per sè, men che meno in tempi di pandemia. 

Per il resto, penso che la conseguenza più significativa sarà la riduzione del consumo.

La riduzione del consumo,

La riduzione del consumo, forzata, fino a quando finira' il lockdown perche' dopo e' abbastanza ragionevole immaginare che chi e' stato cosi tanto in ristrettezze finira' con il recuperare anche quello di cui si e' dovuto privare in questo periodo.

Non per tutti ma per tanti.

Conoscendo come girano certe cose in un certo mondo.

Certi  gia' scalpitano in pit lane al nastro di partenza aspettando il semaforo verde che decretera' la fine del confinamento.

Con il rischio per chi si e' nel frattempo disintossicato di dover stare molto attento a cio' che fa' dato che la soglia di tolleranza nel frattempo dovrebbe essersi abbassata. 

Sì, questo sì, alla

Sì, questo sì, alla (eventuale) ripresa si consiglia di stare attenti alla tolleranza ridotta. Anche perché, con la penuria di casse da morto e col sovraffollamento dei cimiteri e dei forni crematori conseguenti a Covid 19, si verificherebbero supplementari grane.

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