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COME AIUTARE IL MIO COMPAGNO A SMETTERE DI USARE COCAINA

29 Settembre, 2020 - 22:21 da Siliaviola

Salve a tutti, frequento da un anno e mezzo un uomo di cui ero amica da ragazzi. Abbiamo entrambi 44 anni, io divorziata con figlie, perciò io e lui "conviviamo" 3 o 4 giorni a settimana.

Dopo i primi mesi di relazione, in cui lo sentivo interessato ma scostante, ho iniziato a sospettare che ci fosse qualcosa che mi stava nascondendo così ho cominciato ad annotare quello che mi raccontava e ho capito che mentiva spesso, sia su cosa faceva durante la giornata, sia la sera quando io non ero con lui.

Messo alle strette ha ammesso di fare uso saltuario di cocaina, da più di 13 anni. 

Mi sono sentita persa, poi gli ho proposto di rivolgersi ad una terapeuta  che conosco e si occupa di tossicodipendenza.. Lui entusiasta ha accettato. 

Purtroppo ho visto che le bugie non diminuivano e ho visto che mentiva sulla sua psicoterapia, spesso non andava e mi diceva di essere andato.

Inoltre ho trovato nello sporco i sacchettini vuoti di cocaina, almeno 1 per ogni giorno in cui non siamo insieme.. 

Gli ho proposto di fare i test delle urine, gli stick che si comprano in farmacia, li abbiamo presi ma nonostante lui dichiari di non averne più usata da almeno 15 giorni, non abbiamo mai avuto un test positivo. 

Lui non vuole andare in comunità, dice che la terapia non lo ha aiutato sulla droga (però sarà andato 10 volte in tutto) ed è convinto che insieme a me lui riuscirà a smettere.

Da quando ha ridotto l'uso beve tantissimo e fuma marijuana e fumo, gli amici che sanno della cocaina fanno finta di nulla e bevono e fumano con lui (alcuni erano compagni di sballo quando ha iniziato con la cocaina) , i fratelli (anche loro con un passato di cocaina) non se ne preoccupano e gli amici che non condividono le sue abitudini, non si preoccupano di stare con lui o proporgli qualcosa che non sia stare al bar a bere.

Io voglio aiutarlo, ma mi chiedo se sia possibile smettere senza l'aiuto di uno specialista.

Mi chiedo se sia normale che il test non sia mai negativo, forse è solo diventato più bravo a nascondere le tracce di quando lo usa. 

Inoltre da quando dice di aver smesso, non ha più desiderio sessuale e quelle poche volte in cui mi cerca non arriva mai all'orgasmo. Capisco che la mancanza della cocaina cambi anche la sessualità, ma prima era un altro amante e non so se sia una cosa temporanea o sarà sempre così senza la droga.

Non so se devo cercare di ridurli il bere, o se come dice lui "meglio il gin tonic della cocaina".

Non so quanto farà bene alla ns coppia il mio controllarlo e smascherare le sue bugie o l'uso della cocaina.

Mi sento impotente e ho paura di perderlo, quando non risponde per ore ho il terrore che mi chiamino i suoi parenti per dirmi che è andato in overdose. 

Chiedo consigli a voi, non so come aiutarlo e non vorrei peggiorare le cose facendolo sentire controllato o giudicato. 

Grazie

Commenti

Ciao,

Ciao,

il consiglio che posso darti, è quello di metterlo assolutamente di fronte ad un bivio: o accetta di ripulirsi e stare con te, oppure continui a drogarsi.

Se decide la prima via, controlla mentre urina, per verificare che non usi urina di qualcun altro, e tieni conto che dopo 5 giorni dall'utlimo utilizzo si risulta negativi. Dunque basta fargli due test a settimana, ad esempio il lunedi e il venerdi, per scoprire ogni eventuale uso. Se risulta negativo nonostante la verifica che sia lui ad urinare, vuol dire che ha smesso davvero.

Ciao ed in bocca al lupo, ad entrambi,.

Penso sia piuttosto

Penso sia piuttosto deprimente trasformare una relazione sentimentale in un tentativo di contenimento e di modifica dello stile di vita del partner.

Tentativo peraltro dagli esiti molto incerti e sicuramente lontani nel tempo.

Io eviterei di ragionare in funzione sua.

Piuttosto mi chiederei cosa desidero per me e cosa cerco in una relazione di coppia.

Se desideri occuparti di aiuto ai tossicodipendenti - anche nei suoi confronti - ti suggerirei di farlo indipendentemente dalla convivenza, dall'intimità e da un progetto di vita comune.

Purtroppo in situazioni come la tua frequentemente ci si imbatte nelle cosiddette "codipendenze affettive". Che non sono mai fonte di gioia, nè di soddisfazione. Tutt'altro.

 

 

Gentile anonimo, condivido le

Gentile anonimo, condivido le tue considerazioni. 

Potendo scegliere avrei preferito anche io restare nella coppia senza avere questa preoccupazione.. Purtroppo ora so di questa sua dipendenza (forse sue, visto alcool e marijuana) e come posso fingere che non esista?

Avrei potuto lasciarlo, ma lo conosco da anni, era un uomo meraviglioso e a tratti lo è ancora.. E poi vedere l'indifferenza di amici e parenti, mi fa sentire ancor più obbligata a farmi carico di questa cosa: come si può voler bene a una persona e fingere di non vedere le sue dipendenze?

D'altra parte non mi piace il ruolo in cui mi trovo mio malgrado, controllare, verificare, non lo faccio nemmeno con le mie figlie, mi fido di loro.

Ma se non lo faccio lui ritorna a mentire tanto, usare quella roba etc.. 

È come dici tu, gli esiti quali saranno?

Ci sarà mai una fine.. E noi come saremo arrivati lì?

Forse dovrei chiudere la coppia e restare come amica e basta, ma non è semplice, i sentimenti come si zittiscono?

Grazie per la tua risposta sincera e schietta. 

Riflettero' anche sulla codipendenza, che sicuramente ora ha un ruolo nella ns relazione. 

Benvenuta nel club delle

Benvenuta nel club delle crocerossine!  Come ti hanno già scritto o lo accetti così com'e' e te lo tieni senza farti troppe paranoie quando esce e sparisce oppure si fa curare. Da quello che scrivi però ho i miei dubbi che lui abbia voglia di ripulirsi, è molto probabile che ti riempirà di bugie.. puoi fargli il test due volte alla settimana ma non devi essere tu ad obbligarlo, deve essere lui che ha voglia di farlo x dimostrarti di essere pulito. Attenzione anche lì comunque, il mio ex spesso usava the caldo x fregarmi, tant'è che ho smesso subito di farglieli, erano del tutto inutili. Se vuoi restare con lui preparati a tanti anni di bugie, sparizioni che durano intere giornate, sbalzi di umore, accuse di ogni tipo e zero sesso. Io mi sono rovinata la vita x stare con uno così e come me tantissime altre donne, questo forum è pieno di testimonianze.. 

Grazie per la sincerità,

Grazie per la sincerità, posso dire che in meno di un anno siamo già nella situazione che descrivi tu.. 

All'inizio era lui a voler fare il test, ma non è mai risultato negativo (mai risultato che non ci fosse cocaina nelle urine)  nemmeno quando voleva farlo lui.

Hai ragione quando parli di crocerossina, ci si sente così, ma a me sta salendo la rabbia: vuoi vivere così, senza smettere e me lo dici solo per tenermi tranquilla? Lo sai che non resto tranquilla, quindi a cosa serve? Ci incasiniamo la vita in due e basta.

Questo weekend intendo chiarire la cosa, o si vaad un Sert o io chiudo e lo lascio alla sua cocaina e alle sue bugie. 

Non voglio buttare anni della mia vita per un bugiardo, o ci tiene davvero o vada avanti a vivere come vive ma senza di me. 

Secondo me hai preso la

Secondo me hai preso la decisione giusta.

Aggiungo di andare anche tu al SerT con lui, e farti inserire come persona informabile dell'andamento della cura, cosi possono dirti come sta andando e se lo trovano positivo.

Un saluto

Il weekend è passato, lui non

Il weekend è passato, lui non ha voluto fare lo stik di controllo e io ho trovato 2 sacchettini vuoti in 2 scatole di sigarette finite (oltre al sacchettino, alla carta arrotolata e schiacciata e al nastro adesivo con cui era chiuso, c'era anche un pezzo del filtrino della sigaretta, come se avesse sfilato il centro.. Sapete dirmi cosa sia?).

Gli ho chiesto a che gioco stesse giocando e gli ho detto che così non posso continuare, ho paura per la sua salute e non sono felice. 

Lui dice che io gli ho aperto gli occhi su quanto lui sia nella merda per la cocaina, che mi promette che quando è con me non la usa mai e quando io non ci sono ha ridotto tantissimo l'uso.

A me non basta così, io voglio che sia pulito per restare, e non intendo passare la vita a controllarlo, non sono una guardia, sono una donna innamorata.. Anche se ora credo di amare una maschera, non un uomo. 

Lui ha risposto che mi può dare solo il presente, sul futuro non intende spendere parole né sogni. Mi ha chiesto di restargli vicina come amica, visto che non voglio stargli vicina come compagna se non smette.

Mi chiedo cosa cambierebbe, le mie paure sarebbero sempre con me e lui avrebbe l'alibi per continuare a drogarsi, ubriacarsi e fumare da non poter guidare nemmeno.

Ho il nome del suo spacciatore, il suo numero di telefono è anche dove si trova quando gli porta la roba.. Pensavo di andare dai carabinieri con queste informazioni, può servire secondo voi a impedirgli di continuare a vendere questa merda? 

Inoltre pensavo di prendere appuntamento al Sert e portarci il mio uomo, così vedrebbe come funziona e magari capirebbe che non può farcela a smettere da solo, come dice di essere in grado di fare. 

Oppure sparisco, chiudo la storia, cancello i numeri e cerco di dimenticare che lui esiste e che sta ridotto così.. E non la vedo come una strada facile, anche se forse è l'unica per non finire schiacciata da questa slavina che da sola non posso fermare. 

 

 

ma scusa cosa centra lo

ma scusa cosa centra lo spacciatore? poverino, lui fa solo il suo lavoro! scherzo dai, però a parte tutto lascia stare ste cose. primo rischi solo di finire nei casini con lui che minimo non è una brava persona e figurati poi chi ti difende, poi il tuo ragazzo/amico ne trova quanti ne vuole di spaccini e non fa che incazzarsi perche gli hai creato un casino e tolto il suo contatto. questo proprio lascia stare.

il sert anche: ci vuole andare? mica è un bambino, se volesse davvero andarci ci andrebbe da solo, oppure viene con te se vuole ma un appuntamento se lo sa prendere da solo, anzi deve prenderlo da solo e forse il sert non lo da a te...

"Oppure sparisco, chiudo la storia, cancello i numeri e cerco di dimenticare che lui esiste e che sta ridotto così.. E non la vedo come una strada facile, anche se forse è l'unica per non finire schiacciata da questa slavina che da sola non posso fermare. " esatto, forse puoi farlo ora rendendoti conto che sicuro al 100% ti sta dicendo cazzate e non vuole smettere, al 99% non gliene frega troppo di te...quale innamorato o anche solo lontanamente amico ti chiederebbe quello che ti sta chiedendo sapendo che ti fa male? cosa vuol dire starti accanto, senza smettere, facendoti trovare i suoi resti sempre...cioè sa che lo ami e tieni a lui, ma lui non vuole smettere, piuttosto che smettere ti sta a fianco come amico per farsi, sapendo quanto stai male...so per esperienza che queste cose di vedono dopo quando ci si rende conto di quanto si è stati dei poveri deficienti, ma dall'esterno per quanto hai raccontato credo proprio tu debba renderti conto della persona che è davvero, che sinceramente credo sia così anche ma non soltanto per la coca...

ciao

Stupefatto

Ciao Stupefatto, 

Ciao Stupefatto, 

La tua firma mi ha ricordato uno spettacolo che ho visto qualche anno fa e che parlava di un ragazzo tossicodipendente.. 

Hai ragione su tutto, soprattutto sul fatto che se volesse smettere non avrebbe aspettato me a farlo e che se ci tenesse a me avrebbe evitato di incasinarmi la vita con questa merda. 

La parte finale la rileggo da stamattina: anche qui hai ragione, se guardo come si comporta con amici e parenti, come se ne frega di essere un uomo di valore nella sua vita, come cerca sempre scorciatoie e sotterfugi per fregate gli altri anche al lavoro, se ho il coraggio di guardare tutto questo, vedo un uomo meschino ed egoista, e si, non è di certo la cocaina la responsabile di come è lui in queste cose, devo rendermi conto della persona che è e allontanarmi definitivamente, per evitare a me stessa altro dolore e altra perdita di tempo.

Probabilmente lui non mi ama, ma io voglio continuare ad amare me stessa.

Grazie, davvero, a tutti, avevo bisogno di tanta schiettezza e di sentirmi dire le cose con sincerità e qui ho trovato la spinta ad aprire gli occhi e guardare a me stessa. 

Grazie. 

 

Ciao sono la crocerossina del

Ciao sono la crocerossina del commento anonimo sopra, scusa se sono stata un po' diretta, quando leggo storie come la tua mi si stringe il cuore perché mi ricordano i primi anni della mia. Tutto quello che scrivi, come si comporta, cosa ti racconta, è un copione che conosco a memoria. Anch'io mi sono innamorata di un tossico, ero ignorante in materia l'ho scoperto solo dopo mesi. Ho cercato di stargli vicino, sopportavo e speravo che prima o poi avrebbe smesso. Non lo ha mai fatto, gli anni sono passati e io mi sono presa un esaurimento nervoso fortissimo, mi ha risucchiato tutte le energie. Sono riuscita a riprendermi solo quando alla fine l'ho mollato, ma intanto ho buttato 10 anni  di vita per niente, lui ovviamente si fa ancora oggi. Hai scritto che sei innamorata quindi non penso che ce la farai  a stargli vicino solo come amica senza farti coinvolgere emotivamente. Quando sarà in giro e non avrai sue notizie da giorni pensi che non ti preoccuperei? Dovrai anche subire i repentini cambi di umore e tutto il resto che già conosci.. Ti sconsiglio vivamente di denunciare lo spacciatore, ti  andresti a mettere nei casini inutilmente, avrà almeno altri 10 contatti x procurarsela. E se non ce li ha sicuramente può chiedere a qualche amico, al collega, al barista, ti assicuro che è davvero facilissimo trovarla e da quello che hai scritto nei messaggi lui non ha nessuna intenzione reale di smettere. Il consiglio che mi sento di darti è di non trascinare la situazione troppo a lungo, rischi di venire risucchiata in un vortice da cui poi è sempre più difficile uscire.

K.

Buon giorno

Buon giorno

eccone un'altra nella vita come " crocerossina".

Stiamo insieme da 4 anni, quando l'ho conosciuto aveva smesso poi dopo una serata ha ricominciato... l'ho minacciato di perdermi , me ne sono andata di casa per qualche mese e lui di sua volontà è andato da una psicoterapeuta e ha smesso per circa un anno, quando tra l'altro sono rimasta incinta.. poi dalla fine della gravidanza e con il  lockdown ha ricominciato ed eccomi qui con un bellissimo bimbo di 6 mesi e con un padre "assente" e tutto quello che comporta...

Con una casa nuova , ma vuota perche lui sparisce ogni 2 giorni.

sto pensando di tornare dai miei con il piccolo 

o di contattare la sua psicoterapeuta per un consiglio

 

Stella 20

 

 

Ciao Stella,

Ciao Stella,

mi dispiace davvero per quello che stai passando, ti capisco profondamente, e la presenza di un bambino rende la situazione ancora più triste.

Ti sconsiglio vivamente di contattare la sua psicoterapeuta, io ho commesso questo errore ancora prima di scoprire la tossicodipendenza del mio sottospecie di compagno, provando a contattare il suo terapeuta non per avere dritte ma solo per avvisarlo che lui stava precipitando pericolosamente verso il basso (avevo ragione), ma lui mi ha detto chiaramente che una interazione di questo tipo non era assolutamente possibile né utile.

In più lo ha anche riferito a lui, che all'inizio si è quasi sentito lusingato per l'attenzione, poi alla prima occasione mi ha detto che io non ero nessuno e che mi docevo fare gli affari miei.

Non ti starò a riportare cosa ho vissuto, le cose che ha fatto, il copione lo conosciamo tutti.

Nonostante ciò, gli ho ridato fiducia, perché l'ho visto impegnarsi e frequentare i gruppi di NA, tutte le riunioni online, tutto quel che poteva approfondire, e abbiamo fatto un lockdown in pace, oserei dire idilliaco, ma appena a giugno hanno riaperto tutto, lui ha ricominciato d allontanarsi, a sparire e a diventare insofferente, spesso adducendo la scusa di voler fare il suo percorso in autonomia, accusandomi di essere "pesante" e addirittura di essere io che gli facevo venire voglia di drogarsi.

Ha rinnegato tutto.

E alla fine ho mollato.

Ora é un mese che non lo vedo e non lo sento, forse ha ricominciato, forse no, ma come a lui non importa di me e di come mi ha spezzata in tre anni di bugie e mancanze, come non ha apprezzato le infinite possibilità che gli ho dato, io non posso più occuparmi di lui, non se lo merita, e a differenza di me non gliene importa nemmeno.

Chi vuole questa vita, alla fine, che la faccia, e te lo dico da persona che le ha provate (e ingoiate) tutte, inutilmente. 

La mia lunga passeggiata sul fondo, l'ho fatta, non solo l'ho toccato, ma l'ho arredato e mi sono detta che non era poi tanto male, ed anche questo adesso sto scontando, perché dopo un po' di distacco ho cominciato a vedere più chiaramente cosa fosse diventata la mia vita esattamente.

Questo ti consiglio, un momento di distacco,  scendi dalla giostra.

Chi finisce nella droga in questo modo, non ha solo il problema della sostanza, che è secondario, ma ha un approccio alla vita e alle emozioni che rende veramente difficile uscire da certi schemi e rende impossibile un rapporto sano.

La fiducia va data, ma poi va ricambiata, e se lui continua imperterrito, con un bimbo così piccolo di mezzo che magari a suo modo lo ha anche destabilizzato ( ci sono sempre mille scuse per farsi di nuovo), sei sicura di voler restare in balìa di una persona che non riesce ad avere cura nemmeno di sé?

Inizia pensando al tuo bene, molla la presa, torna dai tuoi o manda lui dai suoi o dovunque lui vada a stare quando sparisce, io sono completamente sola in questo momento, ma mi si stringe il cuore a leggere di una ragazza sola in casa con un compagno tossico latitante e un bimbo piccolo.

Non dipende da te che si salvi o no se non lo vuole lui, purtroppo.

Fammi sapere come va, buona fortuna.

 

"Chi finisce nella droga in

"Chi finisce nella droga in questo modo, non ha solo il problema della sostanza, che è secondario, ma ha un approccio alla vita e alle emozioni che rende veramente difficile uscire da certi schemi e rende impossibile un rapporto sano".

 

Mi ha colpito molto questa frase che, che riporto perchè la trovo del tutto corrispondente alle mie idee e alla mia esperienza.

 

Il fatto è che chi si trova nel problema (come anche nel problema della codipendenza) non se ne rende conto e generalmente è del tutto refrattario ad accettare la cosa. Perchè si crede che il proprio approccio alla vita sia del tutto adeguato e che le proprie emozioni siano corrette e giustificate. Sono gli altri che non capiscono. E' il mondo che non è come dovrebbe essere.

 

E poi il richiamo delle sostanze (o delle altre fonti di dipendenza) diventa sempre più imperioso e non lascia spazio per pensare ad altro.

 

E si rimane in attesa che il mondo si adegui alle proprie condizioni ed esigenze, piuttosto che stringere i denti per costruire la propria via di adattamento a esso.

 

In questo processo inoltre non di rado si è rinforzati da prospettive di cura che limitano la propria attenzione allle sostanze e alle dosi, o comunque le privilegiano.

 

Anche secondo me uscire dal circolo vizioso è molto difficile. A mio modo di vedere per uscirne è indispensabile un cambiamento profondo (mi viene in mente il concetto di metanoia), quasi una presa di distanze da se stessi. Non tanto in relazione all'uso delle sostanze in sè, ma in primo luogo al modo di percepire se stessi, che solo secondariamente potrà avere effetto sull'uso.

 

Sì, è difficile.

 

 

 

"In questo processo inoltre

"In questo processo inoltre non di rado si è rinforzati da prospettive di cura che limitano la propria attenzione allle sostanze e alle dosi, o comunque le privilegiano".

 

Confermo in pieno, se ho inteso correttamente il senso di questa frase.

É troppo più facile, un'ulteriore fuga dal proprio nocciolo di dolore, concentrarsi solo sul NON usare, come se solo quello fosse il problema, quando invece é spesso la struttura interiore a monte che andrebbe curata e affrontata.

Purtroppo neanche i passi dei gruppi NA, che se non ho capito male promuovono proprio un approccio globale a sé stessi, possono più di tanto, se una persona ha solo bisogno di fuggire da sé.

Questo significa che ci sarà sempre una ricerca di una stampella", che può essere un sostanza, una persona, o una situazione, se non si prova a vivere e a sentire in modo differente.

So per certo che qualcuno ce la fa, ma non è per tutti.

I 12 passi a mio avviso hanno

I 12 passi a mio avviso hanno significati e implicazioni molto validi e pertinenti. E lo dico da "estimatore esterno" di NA e AA e del resto della galassia anonima. 
Ma siamo sempre lì: un'adesione formale, una lettura superficiale di tipo "catechistico", ne sminuisce moltissimo la portata. 
Ci vuole tempo e autentica, nonchè profonda, elaborazione personale.
E soprattutto capire, come ben scrivi tu, che non usare è importante, ma ben lungi dall'essere la cosa fondamentale.
Ma questo, a mio avviso, vale per tutte le iniziative che mirano al pieno recupero, che non sono la regola prevalente, almeno in sede pubblica. 
Che si possa guarire, è assodato. Anche per la scienza, non esistendo alcuna prova di deficit permanenti e irreversibili ad alcun livello. Esitendo inoltre moltissime persone tornate in modo stabile e soddisfacente all'astinenza e alla sobrietà.
Difficile quantificare. Personalmente e per conoscenza diretta sono convinto che i "guariti", soprattutto nel lungo periodo, siano molti di più di quanto si pensi. Va considerato che tendono a diventare invisibili, sia statisticamente, che per motivi personali (non ne vogliono più sentir parlare, tantomeno come "ex").
A proposito di NA, devo dire che comprendo e apprezzo anche il loro atteggiamento prudente circa la "guarigione", nel senso che considerano la malattia irreversibile e quindi da tenere sempre "sotto controllo" con l'opportuna attenzione e continua cura di se stessi. Mi sembra una prospettiva sensata e utile.
Io però, in base ai dati empirici, direi che la possibilità di guarigione in termini di "oggettività scientifica" (in senso bio-psico-sociale) esiste e preferisco considerare irreversibile la memoria consapevole, che a mio avviso costituisce il miglior farmaco.

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