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Pasaden, Xanax, En

Vorrei condividere con voi quello che mi sta succedendo. A Maggio dello scorso anno ho cominciato, senza sapere cosa fossero, ad assumere delle gocce che ha detta del medico e della persona che se le era fatte prescrivere per me, avrebbero dovuto curare quella che secondo loro era ansia. Non sapevo cos'erano perché non volevano dirmelo, hanno anche staccato l'etichetta dal flaconcino per non farmi vedere il nome. Ricordo quando le presi la prima volta: non sentivo più niente! Non avevo più emozioni! Dopo circa un tre ore, cominciai a tremare e piangere, ero spaventatissima. Cercai di dirlo a chi me le aveva fatte prendere, ma non solo si arrabbiò con me, ma mi disse anche che era la mia testa, perché non sapevo cosa prendevo. É andata avanti per più di un mese: stavo male, il sonno continuava a peggiorare, tremavo, avevo crisi di pianto... ma al medico la persona di cui parlavo continuava a dire che andava tutto bene. Poi ho cominciato a non dormire praticamente più: facevo 3 ore scarse e cominciavo a tremare, credevo di impazzire. Mi portarono finalmente dal medico che alle gocce (finalmente scoprì cos'erano: Pasaden), iniziò ad aggiungere altre gocce e pastiglie: niente, stavo sempre peggio. Cominciarono a darmi Xanax e Felison, niente da fare: continuavo a non dormire, stavo malissimo, dimenticavo le cose, avevo paura di aver fatto chissà cosa e non ricordarmelo. Il medico abbassava o rialzava lo Xanax, metteva e toglieva il Felison... Mi hanno portato da una psichiatra che ha detto che ero in astinenza, e mi ha fatto prendere Xanax RP e En. É peggiorato tutto! Sembravo uno zombie, non mi ricordavo più niente, avevo dei "vuoti", ho anche pensato al suicidio. Poi una sera sono praticamente collassata sul divano. Finalmente la persona che aveva iniziato a farmeli prendere a capito che non stavo esagerando, ma che stavo veramente male. Mi disse di non prendere più niente. Fu un incubo: non dormivo più, avevo fortissime vertigini, sono svenuta due volte, ho cominciato a dimagrire... Senza consultare nessuno ricominciò a darmi il Felison per dormire, non tutte le sere, solo ogni tanto. Era peggio che non prenderlo, specialmente durante il giorno... Ho deciso (questa volta io) di non prendere più niente... Ad oggi sono circa 20 giorni che assumo solo della melatonina per dormire un po'. Ho parecchi disturbi: battito cardiaco accellerato, tremori, vertigini, freddo improvviso, a volte ancora "vuoti" e ovviamente insonnia. Comunque devo ammettere che l'umore è un po' migliorato, la paura di aver fatto chissà cosa comincia a passare, ho ricominciato a mangiare un po' di più, ho anche ripreso a guidare anche se ho molta paura, esco di più... Ho cominciato a leggere in Internet e ho trovato dei siti in cui spiegano gli effetti collaterali e i sintomi da astinenza da benzodiazepine e mi é sembrato che raccontasse la mia storia. Vorrei sapere se a qualcuno é capitata la stessa cosa che é successa a me e se é vero che tutti gli strascichi che mi sto portando dietro passeranno da soli tra qualche mese... Spero proprio di sì, perché non ho intenzione di ricominciare a prendere quella roba che mi ha fatto quasi diventare matta... Se avete dei suggerimenti o anche solo qualche parola di conforto sarebbe molto di aiuto...

Commenti

Grazie! Sai, mi chiedevo se

Grazie! Sai, mi chiedevo se dopo quasi un mese é normale avere ancora questi disturbi. Ieri notte ho dormito proprio male e stamattina le vertigini sono peggiorate. Quello che mi spaventa di più è la voglia che mi viene di riprenderle. So che starei ancora peggio, ma é come se la mia testa mi dicesse che senza non posso stare! I tremori vanno e vengono, ma ho sempre una specie di rigidità che mi rende un po' difficile muovermi. Cerco di non pensarci e vado avanti, ma é proprio difficile... Grazie ancora!

Per la mia esperienza l

Per la mia esperienza l'evoluzione di situazioni del genere è molto variabile, dipende da tanti fattori e di vario genere. 

Una delle possibili e ricorrenti "fregature" è che non di rado l'andamento è oscillante, per cui qualche progresso può essere seguito da rinnovati disagi, il che può comportare perdita di fiducia e quella sensazione cui ti riferisci, di ineluttabilità del malessere e quindi di necessità del rinnovato ricorso alle sostanze di cui si ripresenta il richiamo. Come se non vi fosse via d'uscita. Ma non è così. In realtà nel tempo le oscillazioni diventano più rarefatte e di minore intensità. 

La stabilità comunque non si riacquisisce "tutta in una volta". E' un traguardo da perseguire con pazienza. Nel frattempo è utile imparare ad apprezzare il bicchiere "mezzo pieno".

A tal fine possono essere utili alcuni elementi, sia di tipo psicologico che di tipo relazionale e ambientale. Non mi riferisco alla "psicoterapia" come istituto serioso e strutturato. Per quella casomai c'è tempo, dopo, se ne emergerà il desiderio e l'interesse. Intanto, secondo me, vanno ricercate opportunità più basilari. Persone e ambienti in cui trovarsi a proprio agio e protetti, fare cose piacevoli, chiacchierare di argomenti ameni e pensare ad altro, informarsi e riflettere sulla propria condizione, sì, ma senza stare a pestare troppo l'acqua nel mortaio. 

Il richiamo delle sostanze decresce se si impara ad evitare gli stimoli e a ridimensionare il pensiero quanto si presenta, immergendosi e impegnandosi in altro. 

Molto utile cambiare ambiente, se possibile per periodi prolungati, in luoghi interessanti. 

La bellezza è una terapia eccellente, in tutte le sue forme. 

Circondarsi di persone serene e solide con cui parlare, non necessariamente e non troppo del disagio, ma di qualunque cosa possa contribuire a ridimensionare l'ansia e migliorare il tono dell'umore.

Ciao

Hai proprio ragione.

Hai proprio ragione. Piacerebbe anche a me poter cambiare aria per un po'... Non posso farlo per due motivi: il primo, il più importante, i miei animali. Li ho già trascurati troppo in questi mesi in cui stavo male, ora non voglio più farlo. Il secondo, ti suonerà strano, è perché mi sembrerebbe di scappare. Forse funzionerebbe, ma poi? Al ritorno? Preferisco star male ma affrontare i problemi, anche se non è facile... Circondarsi di persone serene è un po' difficile per me, ringrazio già per aver trovato te. Può sembrare strano, visto che nemmeno so chi sei, ma mi aiuta molto sfogarmi così. Un abbraccio.

Grazie, ricambio l'abbraccio.

Grazie, ricambio l'abbraccio. Da ciò che scrivi, la mia impressione è che tu abbia delle risorse. Comunque direi che una cosa è scappare, altra cosa è cercare nuovi stimoli, nella consapevolezza di portarsi appresso, andata e ritorno - e poi eventualmente ancora - le proprie difficoltà da affrontare.
Comunque penso ti possa essere utile questo orientamento a non sfuggire il disagio, che così pesa meno, sia stando, che andando, o tornando.
Di che animali si tratta?

Riesco a risponderti solo

Riesco a risponderti solo adesso. Avrei voluto farlo dopo pranzo, ma mi sono addormentata un'oretta sul divano. Ho dei cani, delle galline e un pony, sono loro in questo momento che mi fanno andare avanti. Faccio molta fatica ad occuparmi di loro (stamattina per pulire la stalla del mio pony ho dovuto fermarmi più di una volta, prima invece lo facevo molto più facilmente), tra la mancanza di sonno, le vertigini e tutto il resto... Capirai, non è facile... Stasera mi sento uno straccio. Chissà, magari è la volta buona che dormo tranquilla tutta notte! Cerco di essere ottimista, ma a volte mi prende uno sconforto incredibile... Sono contentissima di quello che riesco a fare, mi dico brava tutto da sola, ma... C'è sempre quel ma. A volte mi vengono come dei flash di quando stavo bene e mi viene quasi da piangere. Ero una persona allegra con tanta voglia di fare, mentre adesso... Ma non è il momento di essere triste, spero proprio che presto potrò guardare a questo periodo come a un bruttissimo sogno! Se solo questa insonnia passasse... ma credo che ci vorrà ancora un po' di tempo... Già aver dormito un'oretta oggi è un bel traguardo per me, chissà che non sia un buon segno. Incrocio le dita per stanotte!

Anche in campagna da me c

Anche in campagna da me c'erano le galline e pure i conigli, nella conigliera, che era un fosso di un paio di metri di lato e altrettamto profondo, coperto da una rete, in fondo al quale si dipartivano dei cunicoli/tana. Il pony no, non ne ho mai avuti, ma per un periodo un asinello. Ma veramente recalcitrante: non voleva far nulla e scalciava.
Non ti preoccupare, capita di essere tristi, soprattutto in certe circostanze. Inutile negarlo o rinnegarlo Capita anche la tristezza "di secondo livello": ci si intristisce per il fatto di essere tristi. Ma poi a volte succede anche di essere contenti del fatto che si è contenti. A volte qualche barlume aiuta. Com'é andata stanotte?

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