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"Finché morte non ci separi"

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Ciao a tutti. 

Si, l'autore del precedente "finché morte..." e la questione sovradosaggio di metadone è lo stesso, cioè io. Ho letto i vari commenti ed ancora una volta ho avuto conferma che le persone qui presenti siano spesso speciali perché con una sensibilità speciale. Anonimi e T P Matar che già conobbi 4 anni fa in questo spazio.

Voglio solo raccontare ciò che vivo ora cercando di essere esaustivo in poche, difficili, righe. Come detto, dopo 9 anni di roba vita nuova con due matrimoni, due figli nel secondo con una donna che penso di amare tuttora anche se giusto oggi l'avvocato ha depositato il ricorso per la separazione consensuale, un lavoro che ho perso in seguito alla ricaduta. Avvenuta dopo 17 anni di vita totalmente sobria e, pur coi fisiologici alti e bassi, felice. Ero felice e non sapevo di esserlo. Oppure per complessi meccanismi mentali sono una persona autodistruttiva. Riguardo la domanda sul metadone, sì mi chiedevo se con un dosaggio di 270, abituato a 30 (sto scalando ero partito da 90), sarei, semplicemente, morto. Sul suicidio mi sono fatto una cultura, e posso affermare che io non voglio morire. Ma vivere è diventato impossibile. Non provo a spiegare cosa senta una persona depressa, perché lo sono. Depresso, con tutto ciò che avevo costruito crollato, dormo al notturno di Progetto Arca perché non ho più una casa (ho dormito 18 mesi su una panchina), col progetto di entrare all'Arca di Como, comunità caldamente consigliatami dal mio stuolo di dottoresse del Sert. In particolare dalla mia psicologa che mi conosce oramai da due anni o più. Con lei ho eseguito un test nel quale si evinceva la mia assoluta sincerità, Ve lo assicuro, e pensieri, appunto, suicidari. La mia Dot ne era già al corrente in quanto con lei sono sempre stato onesto non tralasciando mai di dirle di ricadute, pensieri neri, e condividendo con lei anche le mie piccole gioie e vittorie. Sono mesi che ho quel pensiero in testa. Che a volte mi appare come un sollievo. Come unica possibilità. Cercando razionalmente una via di fuga, totale, cercando di farla passare come un incidente. Perché forse amo più le poche persone attorno a me di quanto ami me stesso. Anzi, sicuramente. Ma vivere per non causare sofferenza agli altri non è sufficiente, non è possibile, non è giusto, e se mi guardo dentro la sera prima di dormire vedo solo un pozzo buio e vuoto. Come tutti i TD non ho avuto una vita usuale. La mia l'ho vissuta ribaltata ricominciata daccapo. E mi sento infinitamente vuoto e stanco. Ero pulito da 9 mesi, l'altro giorno sono ricaduto. E l'assurdo è che il ricadere ha spostato il pensiero da non-ce-la-faccio-piu all'ennesima disamina di quanto successo. E se tornerò a breve, perché so che è così mi conosco dopo 49 anni che vivo con me stesso, a restare pulito...i miei pensieri bui sono lì ad aspettarmi. Magari sono nella maggioranza di persone che pur pensando al suicidio mai provano ad attuarlo. Perché non è facile. Non è da codardi al contrario di quanto tanti dicano. Una soluzione definitiva, ad una problema temporaneo, così dicono. Ma tutti i miei problemi, il mio stato mentale depresso, il craving compagno di vita...tutti assieme sono un peso insopportabile, non un problema momentaneo.

Ho sempre tirato avanti perché avevo la speranza. La convinzione che alla fine andrà tutto bene. Ma un giorno ti trovi che la speranza si è spenta. Quella scintilla non scocca più. E quel pensiero nell'angolo della mente diventa parte di te, presente come un'ultima carta da giocare, l'uscita di emergenza, e fa riflettere a me per primo che pensare a quella fuga provando un moto di sollievo sia un serio campanello. Anche la mia Dott è sinceramente preoccupata e me ne dispiaccio. Come mi fa male pensare alla sofferenza degli altri. Ma la mia la sento riempirmi completamente.

Mi spiace di essermi dilungato. Avevo bisogno di uno sfogo, e dire grazie per le belle parole che ho letto, di Cuore, perché non erano compassionevoli grazie a Dio! Non ho bisogno di compassione, sono tante altre le cose che necessitavo e non ho mai trovato.  Un abbraccio sincero.

Stefano

 

Commenti

Ciao Stefano,

Ciao Stefano,

ti capisco perfettamente. Eccome se ti capisco. Ho provato anch'io la stessa sensazione di vuoto e di mancanza di voglia di vivere. A me ha aiutato soltanto l'affetto delle persone intorno, e l'inizio della risalita l'ho fatto solo per loro, e poi man mano che risali inizi a tornare ad apprezzarti e ad amarti.

Capisco che il fatto di aver perso casa e lavoro complichi le cose, ma credimi, quale che sia il motivo per cui inizi la risalita, vedrai che una volta cominciata, tutto tornerà piano piano al suo posto.

Io credo che nella tua situazione il ridurre il metadone non sia affatto stata una buona idea, anzi dovresti tornare perlomeno ad un dosaggio medio/alto.

Ciò ti toglierebbe il craving e ti aiuterebbe anche con l'umore. E poi devi trovare la forza dentro di te. Hai detto di non voler morire, e al tempo stesso non riuscire a vivere. Sposta la concentrazione sul non voler morire, la nostra mente cosi come ci può giocare brutti scherzi ( come una ricaduta dopo 17 anni), cosi nutre un innato istinto di sopravvivenza. Ti potresti stupire come un pensare positivo, o anche solo sforzarsi di sorridere, possa aiutare.

Tieni duro e continua a scrivere qui e tenerci aggiornati. 

Un abbraccio

 

Ciao Stefano, non so quanto

Ciao Stefano, non so quanto potrà aiutarti il mio commento però mi faceva piacere raccontarti la mia esperienza!

Non posso nemmeno immaginare come ti senti, ma posso immaginare come si sentono le persone intorno a te... qualche anno fa ho perso mio padre per overdose.

Il dolore a seguito di quell'evento è nitido e forte ancora adesso, unito a rabbia e sensi di colpa.

So che è un tunnel che ti mangia vivo, so che non vedi un'uscita ma c'è, devi trovarla nelle persone che ti amano.

Tu sei un padre, un marito ma soprattutto sei una persona e devi trovare la forza in te stesso. Tu vali! Rispettati, non farti del male, ti stai autosabotando, tu meriti di vivere! sei nel mezzo della tua vita hai ancora tanto tempo per riscattarti

Sei chiamato a prenderti delle responsabilità, a far fronte ai tuoi lati bui che devi imparare ad accettare e non a soffocare come stai facendo adesso! 

La tua vita è preziosa, ricordalo sempre, meriti di vivere, meriti di amare ed essere amato. MERITI DI AMARE TE STESSO 

So che le mie parole sembrano semplici, tu dirai lei la fa facile...assolutamente no, so quanto è difficile perché l'ho visto ma spero tu possa trovare nelle mie parole del conforto.

Un abbraccio grande

 

 

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