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Aiutatemi per favore Coca

Ciao a tutti,

 

nessuno sa ciò che sto vivendo. Ho 36 anni e il mio compagno è cocainomane. Fare finta che vada tutto bene diventa sempre più pesante.

La farò breve o almeno spero. Ci conosciamo 4 anni fa. Lui 39. Brillante, divertente ma non vuole mai uscire. Una pesante storia di bambino non amato. Scopro che usa cocaina. Diceva una volta ogni tanto. Gli chiedo di smettere, dice ok ma continua di nascosto. La cosa grave è che lo faceva da solo (non in festa, con amici ecc) e poi passava la serata su siti porno (l'ho scoperto on line). Sono molto bella ma riusciva a fare sesso solo bevendo e tirando.

Passa il tempo e andiamo a vivere insieme

Nell'ultimo anno è peggiorato molto. Sempre di nascosto scopro che l'uso della sostanza è cambiato. Se prima erano 3 sere a settimana e magari tirava un pezzo o 2 ora lo fa TUTTI I GIORNI. AL MASSIMO NE SALTA UNO. Piccole righe ma spalmate durante il giorno. Quando tira e beve diventa paranoico, irascibile, devo misurare le parole. Ha iniziato a rubare soldi (prende 2400 di stipendio). Non esce mai se non per lavoro, si trascura, non abbiamo più rapporti. So che ci tiene a me e mi ama a modo suo, ma è totalmente anaffettivo. Lo dimostra prendendosi cura di me (cucina ogni GG i miei cibi preferiti, cerca di farmi ridere) e so che oltre a questo non può arrivare. Ha un'infanzia molto brutta alle spalle. Non parla di se, non esprime emozioni. I luoghi affollati e pieni di gente gli creano ansia quindi stiamo sempre a casa. Se gli chiedo cose anche sceme ma che si proiettano in un futuro (tipo prenotargli il dentista tra 10 GG) lui si indispone, dice che non riesce a programmare cose più avanti.

Se provo a parlargli della sua dipendenza nega. Inizialmente i primi tempi lo faceva davanti a me e provavo a ragionarci. Ora si nasconde e se provo a dirgli qualcosa si arrabbia. Non insisto perché so che non servirebbe a NULLA. Lui deve decidere di curarsi, ma non vuole. 

Ora vi vorrei chiedere un po' di cose che non capisco:

Questo passaggio da "tanta in 3 sere a settimana" a poca, tutti i giorni e apatia per tutto sesso compreso che significa? Sembra una domanda stupida ma da persona che non ne usa non capisco. 

Perché anche di fronte all'evidenza non ammette?

Io sono una persona forte, lo amo ma non ce la faccio più. Mi sta annientando. Nessuno sa ciò che vivo, devo fare FINTA, FINTA, FINTA CHE TUTTO VA BENE, MA NON VA BENE 

Lo amo tanto ma dovrei lasciarlo e scegliere me. Ma continuerei a pensarlo e soffrire e soprattutto so che finirebbe peggio. Forse è stupido ma ho paura un giorno di venire a sapere che è morto tra qualche anno e mi sentirei responsabile. 

Spiegatemi cosa accade nella testa di chi abusa di cocaina con queste modalità per favore. Ho bisogno di capire.

Grazie a tutti

Commenti

Ciao,

Ciao,

la situazione ti è già ben chiara,devi solo prendere coraggio e fare la scelta giusta. Lo stare con te o meno non cambia le probabilità che ha di morire, purtroppo, ogni volta che la usa si "danneggia" un pochino di più.

Tu devi pensare a te stessa, alla tua vita ed alla tua felicità, non è giusto annullarsi per far andare avanti una relazione.

L'unica cosa che puoi fare, per aiutarlo davvero e come ultimo tentativo di salvare il rapporto, è quella di metterlo di fronte ad un bivio: o accetta di curarsi ed uscire dalla dipendenza, iscrivendosi al SerD e dando autorizzazione ai medici di informare anche te sull'andamento della cura, ed in tal caso è giusto stargli vicino, capire ed accettare anche eventuali ricadute, purché vengano subito controllate e superate, e insieme superare questo momento ed avere la prospettiva di una bellissima vita insieme..

In caso invece non accetti di curarsi, la cosa migliore da fare PER TE  e per voi, è quella di lasciarlo, e costruirti una vita con una persona che metta te al centro dei suoi interessi, e non la droga.

Un saluto

 

Grazie per la tua risposta.

Grazie per la tua risposta. Lo so hai ragione ma non è semplice. Poi lui riguardo al serd è pieno di paranoie perché gli ritirerebbero la patente e quindi perderebbe il lavoro. Non vuole nemmeno andare dallo psicologo per questa paura.

Ho anche un'altra curiosità. Ma la cocaina a lungo andare e con l'uso che ne fa lui può provocare un totale disinteresse sessuale?

Ciao, non è assolutamente

Ciao, non è assolutamente vero che se vai al SerD ti ritirano la patente. Sono tutte balle. Sono tenuti al segreto professionale, e nessun ente (polizia, carabinieri, Medicina legale) può venire a sapere che uno è iscritto li, a meno che non ci siano indagini in corso e un giudice ne faccia richiesta, ma sono casi estremi.

Quindi non farti ingannare, lui non vuole andare solo perché non vuole smettere. Mettilo davanti ad una scelta obbligata, o te o la coca. E non dimenticare di dirgli di acconsentire al fatto che i medici ti informino sul suo percorso di guarigione, altrimenti potrebbe tranquillamente continuare a farsi, senza che tu lo sappia. Invece se hai l'autorizzazione ad essere informata dai medici del SerD, puoi sapere anche i risultati delle sue analisi periodiche.

Si, la cocaina può causare un totale disinteresse sessuale, anche se è più raro, è una cosa che succede maggiormente con l'utilizzo di oppiacei.

A me ad esempio, quando ero sotto effetto di cocaina, il desiderio sessuale aumentava, però diminuiva la capacità di poter portare a termine un rapporto sessuale.. in pratica una tortura. :-D

Magari è cosi anche per lui: avrebbe voglia di farlo, ma sapendo di far cilecca, rinuncia in partenza.

No in realtà quando ne usava

No in realtà quando ne usava tanta e in breve tempo (tipo in serata ma ripeto lo fa tra 4 mura da solo o andava in bagno di nascosto) aveva voglia, avevamo rapporti. Adesso invece che inizia dalla mattina e tira una riga piccola ogni 2 ore tutti i giorni o quasi, sembra completamente disinteressato. Addirittura se gli parlo dell'argomento sesso si arrabbia e inventa le scuse più disparate.

Grazie per le tue delucidazioni e per avermi risposto (sei stato l'unico). Adesso mi informo bene e poi proverò a parlargli. Ultimamente ha anche iniziato a rubare soldi, nonostante prenda 3000 al mese.

Inoltre quando beve si agita, è paranoico, qualsiasi cosa la interpreta come un'aggressione nei suoi confronti e devo stare attenta ad ogni cosa che dico

Il problema è che più avanti,

Il problema è che più avanti, più le cose peggioreranno.

inizieranno ad arrivare le paranoie e le allucinazioni..

Intervieni al più presto, e se non collabora lascialo e vai per la tua strada, o tirerà anche te a fondo con lui..

Ciao Luna,

Ciao Luna,

ho letto la tua storia e mi sono sentita di risponderti raccpntandoti brevemente(ci riusciro?) la mia esperienza. Ho scritto tante volte sul sito, credo che se cerchi troverai tutti i miei messaggi. Ho scritto agli operatori un sacco di domande, ricevendo pazienti risposte, e ho condiviso i miei dubbi, le mie ansie, con gli utenti, ricevendo risposte altrettanto importanti per me (grazie Stupefatto e grazie TPM e grazie a chi mi ha risposto)

Sono sposata con un tossicodipendente attualmente in recupero. Ha usato tutte le droghe nella sua vita. Per molto più tempo eroina e per questo in cura al Serd con buprenorfina. Lo conosco da 20 anni, prima ignara dei suoi trascorsi, poi una prima ricaduta lo spinge a rivolgersi al serd e mi coinvolge nel suo percorso. Eravamo davvero solo due ragazzi...due matricole universitarie o quasi!

Da allora dopo le prime difficoltà una vita normale anzi, oserei dire felice. Mio marito NON è la sua malattia e quando la cura funziona (e anche quando non funziona, con ovvi limiti e non considerando i sintomi della malattia stessa) è una persona in gamba. Su cui si può contare, con cui ci si può divertire, con cui si progetta e si realizza.

Abbiamo una figlia di due anni.

Durante la mia gravidanza ha avuto un'altra ricaduta, questa volta con la cocaina.

Una bruttissima ricaduta durata mesi. 

Me lo ha detto tardi e per me è stato difficilissimo accettarlo, accettare l'instabilità della sua condizione e, di conseguenza, della nostra vita. Me lo ha detto tardi perché è stato difficile anche per lui vedersi in balia, nuovamente ed in un momento di così dolce attesa, della sua dipendenza. 

Ero in un momento di estrema vulnerabilità, anche economica perché a causa della gravidanza a rischio avevo deciso di sospendere la mia attività da libera professionista, per questo mi sono sentita tradita profondamente.

Quando ti ci trovi non sai mai cosa sia giusto, non riconosci la persona che hai accanto, hai paura di lasciarlo andare, per te e per lui, questo lo capisco davvero, credimi.

Eppure io, dopo l'ennesima promessa non mantenuta, una volta che, con i miei tempi (ed ognuno ha i propri) avevo colto la gravità della situazione, ho deciso di lasciarlo.

Gli ho parlato a cuore aperto, spiegandogli che dovevo rispetto prima di tutto a me stessa e poi a mia figlia nel pancione. L'ho guardato con tenerezza perché sapevo che gli stavo procurando un dolore, ma non mi sono mossa di un passo verso di lui. Ho fatto le valigie mentre mi guardava, piangeva lui, piangevo io. 

Quel giorno stesso ha trovato una psicologa in gamba e si è fatto fissare un incontro. È andato al serd parlando con l'equipe che lo segue, si è messo in malattia da lavoro per dedicarsi  al suo percorso di cura.

Non sono piu andata via di casa...perché ho sempre avuto chiaro che il discrimine tra stare vicino ad una persona e farsi trascinare a fondo da quella persona sia nella scelta della cura.

Non esistono pozioni miracolose, ho chiesto quasi ossessivamente se un farmaco potesse fare al caso nostro...l'aiuto farmacologico c'è stato e c'è...ma quello non basta (soprattutto con la cocaina). Serve l'impegno e anche quello non sempre è sufficiente.

Ciò che ho capito io, potrei sbagliarmi ovviamente, e l'ho capito qui sul sito grazie agli interventi di chi queste cose le ha vissute sulla propria pelle, è che cio che è utile è un intervrnto sinergico: fiducia, una rete di professionisti a cui chiedere aiuto, determinazione del tossicodipendente e della famiglia, modifica di atteggiamenti deleteri perché troppo controllanti o troppo poco...alla base però ci deve sempre essere la volontà di affrontare questo percorso di cura. Non esiste alternativa.

Se il tuo compagno non è disponibile alla cura, credimi, ogni tuo sforzo rischia di essere vano e deleterio per te, per la tua vita e la tua stessa salute. Ma anche per la sua perché essere costretti a scegliere (non la droga o te attenzione ma la cura o te che è cosa ben diversa) è un modo per assumersi una responsabilità! Per sentirsi artefici del proprio domani.

Oggi mio marito è un bravissimo papà, ha un bagaglio di esperienza in più per fronteggiare, eventualmente, la prossima ricaduta con più consapevolezza. 

Ho paura, certo, mica posso nasconderlo ma credo sia normale...chiunque ha paura che possa ripresentarsi una malattia così grave da mettere a rischio la vita...ho paura ma so che se lui vuole ha gli strumenti per affrontare tutto. Ho paura per lui ma non mi sento incatenata a lui...bisogna anche essere in grado di andar via, se necessario!

A proposito, so che è difficile parlare con le famiglie di questa condizione di tossicodipendenza ma noi abbiamo trovato beneficio anche così. 

Non è un'onta, né una colpa, e se gli appoggi aumentano aumenta la possibilita di farcela...inaspettatamente i miei genitori hanno capito  (lui non ha piu i genitori, invece, purtroppo) così come i suoi fratelli...ci aiutano e io sono molto più tranquilla nel sapere che lui ha persone con cui parlare a parte me e le figure professionali che lo seguono.

Non essere il suo bastone perché per quanto forte tu possa essere,  sotto un peso così il bastone o si spezza o affonda. 

Sii supporto, sii spinta ma solo se vuole che tu ci sia. 

Ti abbraccio virtualmente. 

E.

 

 

Applausi, applausi!!

Applausi, applausi!! Condivido completamente e mi ha commossa leggere questo piccolo spiraglio sulla tua vita che hai gentilmente condiviso. Era come sbirciare da una piccola finestra le onde infrangersi sugli scogli a ritmo di cuore. forza a noi donne, sorelle, madri e forza ai nostri uomini, fratelli, padri.. Che le nostre illusioni mentali possano sciogliersi ed evaporare via. Che compassione ed empatia si sposino con saggezza e resilienza e che si creino così i presupposti per una vita degna d'esser chiamata tale. Non per giudizi altrui, non per come 'dovrebbe' essere. Ma Per come abbiamo sempre voluto che fosse, per come immaginavamo e sognavamo ad occhi e cuori aperti che sarebbe stato. Ognuno il suo, abbiamo tutti un percorso da fare. Se lui si è momentaneamente incastrato tu continua a camminare. Sinceri auguri a tutti quanti. 

Siamo coetanee e anche io ho

Siamo coetanee e anche io ho una situazione simile, con la differenza che lui mi confessa i suoi abusi. Una parte di lui mi chiede aiuto, l'altra parte lo porta verso l'autodistruzione.

Eravamo riusciti a trovare un equilibrio, è stato bene per mesi, poi un evento orribile l'ha riportato indietro e mi sento tornata daccapo, forse anche peggio.

È frustrante e ti senti impotente, sembra di non fare mai la scelta giusta. Ora fortunatamente ha capito che da soli non possiamo farcela, che serve un aiuto esterno e mi sono iscritta anche per capire quale potrebbe essere il percorso più adatto a lui.

Io ho cercato di fargli capire da subito che non lo sto giudicando e che so bene quanto è difficile prendere le distanze da certi abusi, che deve sentirsi tranquillo nel parlarmene apertamente, perché in due sarà più facile affrontare certi mostri. Aveva funzionato...poi la vita gli ha dato qualche sonora sberla e in un attimo siamo tornati al punto di partenza. Sono percorsi lunghi e difficili per tutti quelli che lo vivono, a volte penso che mi manchi la forza, poi fortunatamente qualche amico buono che ci tende la mano esiste e mi sostiene. Non voglio lasciarlo, lui non è questo, sa essere un compagno eccezionale nonostante alti e bassi...in bocca al lupo per tutto.

Il problema è il ricordo, un

Il problema è il ricordo, un volta provata una sensazione indotta, anche se passano anni senza farne uso ci può sempre essere una ricaduta. E' una sostanza tendenzialmente insostenibile per i costi, siccome stimola in teoria non ha un limite, mentre altre sostanze ad un certo punto sei KO e finisce la. La coca pura è impossibile da reperire per cui alla fine ti intossichi con i tagli anche sintetici nella migliore delle ipotesi. Cio che ammazza poi sono i sensi di colpa di fare una cosa che quando scende te ne penti ogni volta. Per cui smettere presume un bivio di convenienza ad esempio rischiare di perdere il lavoro o il partner, se questo non avviene è tutto inutile, a volte bisogna toccare il fondo per capire cosa è giusto fare per j propri reali bisogni. Parola di uno psiconauta veterano che ha provato di tutto di più. Personalmente ho chiuso con qualsiasi sostanza alterante compreso alcool. Bisogna imparare a volersi bene e rispettare se stessi per poter poi godere delle cose reali anche piccole che danno soddisfazione pulita, onesta e vivere una vita magari non al top emozionalmente ma sicuramente stabile, leale, responsabile, libera e serena. I miei migliori auguri a tutti quelli che ci stanno ancora dentro.

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