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Novità

Ritalin ai figli

E' di pochi giorni fa la pubblicazione di uno studio che sottolinea la crescita esponenziale dell'utilizzo di psicofarmaci tra adolescenti e anche bambini. Ieri ho letto che i  test utilizzati oggigiorno per la diagnosi di ADHD ( Disturbo da Deficit dell'Attenzione con Iperattitvità, quello per cui si dà il Ritalin ai bambini) si basano su domande a genitori e insegnanti tipo queste:

Disattenzione

    * spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro, o in altre attività;
    * spesso ha difficoltà a mantenere l'attenzione sui compiti e sulle attività di gioco;
    * spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente;
    * spesso perde gli oggetti necessari per i compiti scolastici o per le attività (per esempio i giochi, compiti di scuola, matite, libri e strumenti);
    * spesso è distratto da stimoli esterni;
    * spesso è sbadato nelle attività quotidiane

Iperattività

    * spesso muove con irrequietezza mani o piedi o di dimena sulla sedia;
    * spesso lascia il proprio posto a sedere in classe o in altre situazioni in cui ci si aspetta che resti seduto;
    * spesso corre e salta dovunque in modo eccessivo in situazioni in cui ciò è fuori luogo;
    * spesso "parla troppo"

Impulsività

    * spesso "spara" le risposte prima che le domande siano state completate;
    * spesso ha difficoltà ad attendere il proprio turno;
    * speso interrompe gli altri od é invadente nei loro confronti (per esempio si intromette nelle conversazioni o nei giochi)

Tutto è basato sull'idea che esista una base neuroglogica della disattenzione: ma  esistono potenti ragioni sociali per cui genitori ed educatori hanno bisogno di pensare che i sintomi ADHD vadano attribuiti a un sistema nervoso deficitario: per i genitori i sensi di colpa e l'evitamento delle responsabilità educative; per la scuola la difficoltà di attuare un sistema flessibile e adattivo; per la medicina il bisogno di difendere il proprio ruolo.

Quando l'ho letto non ci potevo credere: se davvero i test sono questi è una cosa veramente CRIMINALE!

Cannabis, l'oro verde del Sud - L'autoproduzione diventa business

di SALVO PALAZZOLO http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/cannabis-oro-verde/cannabis-oro-verde/cannabis-oro-verde.html

PALERMO - Lo chiamano l'oro verde del Sud. Centinaia di ettari perfettamente curati, decine di serre sparse tra Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, un numero imprecisato di vivai che lavorano a pieno ritmo per rifornire di piantine - che poi diventeranno arbusti alti due metri - una nuova e molto particolare generazione di agricoltori. L'oro verde del Sud è la cannabis, da cui si producono marijuana e hashish.

Chi coltiva la cannabis non è in realtà un vero contadino, ma neppure un criminale incaricato da chissà quale organizzazione di trafficanti. I nuovi produttori di cannabis hanno 25-30 anni, al massimo 40. Sono studenti, impiegati, imprenditori e commercianti. Spesso con qualche insuccesso professionale alle spalle, quasi sempre senza precedenti penali.

Sono un vero esercito, a leggere l'ultima relazione semestrale della Direzione centrale dei servizi antidroga. Un esercito che si ingrossa ogni giorno. L'anno scorso, la Cassazione aveva stabilito: "Non commette reato solo chi coltiva in casa, e per uso personale". Ma quest'anno, è arrivato il dietrofront degli ermellini: "È penalmente rilevante la coltivazione anche di una sola piantina".

Qualche cifra. Nel 2006, da Bolzano a Ragusa, sono stati pescati 150 neo-coltivatori di cannabis. Nei primi sei mesi del 2007 la quota era già salita a 228. Vuol dire che in un anno il numero si è quasi quadruplicato. E per l'intelligence antidroga si è aperta ufficialmente la stagione di un'inedita guerra contro l'esercito dei produttori fantasma. Dice ancora il rapporto della Direzione centrale dei servizi antidroga che il bilancio degli ultimi sequestri di carabinieri, polizia e finanza è stato da record nel 2007. Al primo posto c'è la Sicilia, con 1.426.974 piante di cannabis. Segue la Calabria, con 7.250 esemplari, che restano da record nazionale, perché l'acqua dell'Aspromonte ha fatto germogliare piante alte fino a tre metri. In Campania e in Puglia ne sono state trovate un migliaio.

Applicando l'antica regola della Dea americana - "In materia di droga il sequestrato è poco meno del 20% del circolante" - si arriva a cifre stratosferiche. È come se nel Mezzogiorno ci fosse un'unica enorme piantagione di cannabis, grande quanto un parco nazionale. Con tutto ciò che ne deriva: la cosiddetta "filiera", che dal produttore al trafficante al consumatore coinvolge migliaia di persone.

Ma chi sono veramente i protagonisti dell'ultimo business agricolo italiano? Eccoli, gli insospettabili. Lo studente Pasquale F., 24 anni, da Siracusa, si mise in posa davanti all'ultima pianta di cannabis nascosta nel giardino del nonno e si immortalò col videotelefonino. Però, aveva fretta di tornare a casa e perse per strada il marsupio con il telefonino e le foto. Quando i carabinieri lo convocarono, Pasquale F. offrì subito una ricompensa all'onesto cittadino che aveva ritrovato quanto gli apparteneva: qualche minuto dopo, confessava in lacrime. Il giardiniere Alessio Abbate, da Palermo, era invece sicuro di aver fatto le cose per bene, dopo anni di letture collezionate in una vera e propria biblioteca casalinga. Ma una serra fra le ville liberty di Mondello non poteva passare inosservata.
Davvero tanti insospettabili hanno cominciato con il vaso in balcone e poi, prendendo gusto al business che vale 400 euro a pianta, hanno iniziato a lavorare su grandi numeri.

L'oro alto due metri cresce soprattutto nelle vallate ben nascoste attorno a Partinico, un tempo capitale del vino, oggi laboratorio dei nuovi assetti della mafia palermitana. Cresce lungo la costa sud della Sicilia, da Castelvetrano a Gela, dove le serre della droga confinano con quelle delle melanzane. L'oro verde cresce ancora fra i ruscelli che scorrono dentro il cuore dell'Aspromonte, in mezzo a Cardeto e Bagaladi. Sulle terrazze della costiera Amalfitana il gran caldo dello scorso luglio ha invece anticipato il periodo di maturazione. A Brindisi, i nuovi agricoltori fanno concorrenza ai trafficanti albanesi. Dicono gli 007 dell'Antidroga che gli insospettabili preferiscono però restare nei campi. Alla commercializzazione ci pensano gli altri della filiera.

I produttori più grandi di Sicilia avevano scelto un ettaro a San Cipirello, nel regno un tempo dei boss Brusca. "Quello era un investimento per la criminalità organizzata", spiega il colonnello Teo Luzi, comandante provinciale di Palermo. I proprietari di quella piantagione da un milione di arbusti erano due imprenditori che cercavano di farsi strada nei vuoti di mafia del dopo Provenzano. Le indagini proseguono, per comprendere meglio il loro ruolo. "Al momento - dicono i carabinieri di Monreale - abbiamo fermato il finanziamento che dalla piantagione poteva arrivare ad altri affari".

Uno degli ultimi pentiti di mafia, Emanuele Andronico, aveva avvertito: "Dietro il boom dei vivai di cannabis c'è Cosa nostra". Così, sempre più spesso, gli insospettabili cercatori dell'oro verde si ritrovano a incrociare qualche "strano signore", come l'ha chiamato qualcuno. Il signore delle mafie. Per acquistare semi o piante. Per pagare la "tassa" del territorio. Ma questi sono solo problemi successivi.
Cominciare non è difficile.

Il decalogo del perfetto coltivatore è su Internet. Il sito più gettonato (dall'inequivocabile titolo freecannabis, sede in Svizzera) continua a lanciare proclami antimafia prima di offrire le istruzioni per la semina: "Bisogna autoprodurre per non doversi affidare agli spacciatori". I cercatori dell'oro verde vantano una visione della società. "Si fanno forti del fatto che l'uso di eroina e cocaina è disapprovato oltre che percepito come rischioso per la salute", spiegano gli esperti del ministero della Solidarietà sociale nel rapporto al Parlamento: "Maggiore tolleranza si rileva rispetto alla cannabis".

Un'indagine di Ipsad-Italia spiega che "il 35-40 per cento della popolazione scolarizzata tra i 15 e i 19 anni approva l'uso di cannabis e lo stima come comportamento non a rischio per la salute". Estendendo l'indagine ai più grandi, emerge che in Italia i "sì" alla cannabis sono ormai quasi 10 milioni.

(15 febbraio 2008)

pill test

OLANDA - I laboratori di strada per l'analisi delle pillole di ecstasy: un caso estremamente concreto

Ti sanno dire se la pastiglia che prendi e' Adam, Eve, Tnt, X Press o cos'altro e quanto di principio attivo c'e' dentro ogni singola "chicca" di ecstasy che compare sul mercato (Mdma 90 milligrammi piuttosto che Mdea 120 mg o Mda 120 mg) o anche se quello che ti hanno venduto e' un "pacco", una truffa e hai speso i tuoi 25 fiorini per uno sballo che poi e' molto diverso da come te lo aspetti. A volte capita: si cerca l'estasi chimica e si trova un po' poco, come quando la chicca e' composta in gran parte di farina, o un po' troppo, grazie al ricorrente costume degli street chemist assoldati all'uopo di utilizzare nel processo di sintesi stricnina o veleno per topi come additivo. Sono i chimici e gli esperti che operano in laboratori ad Amsterdam, a Rotterdam, a Utrecht dove analizzano le pastiglie di ecstasy ed ecstasy like che sono presenti sul mercato dei Paesi Bassi.

Giuggiola: so chi sei
Chiunque acquisti una o piu' "giuggiole" ha infatti la possibilita' di portarle - senza per questo rischiare di essere arrestato con le mani nel sacco sulla soglia - al Cad di zona (Consultatieburo voor Alchool en Drugs, una specie di Sert locale). Il Cad la invia a questi laboratori che le analizzano e rilasciano un piccolo "referto" dove vengono registrati, nell'ordine: il nome "volgare", quello chimico, composizione, caratteristiche, dimensione, peso, diametro, spessore. Dopo una settimana la si puo' ritirare - sempre al Cad - al costo di, appunto, due fiorini e mezzo. La cifra comprende la giuggiola sana e salva - forse appena un po' grattata in superficie, con buona pace del consumatore - e questa sua "carta di identita'" che nel frattempo e' stata registrata in un archivio computerizzato e centralizzato, una sorta di anagrafe dell'Mdma al quale possono accedere gli altri CAD nonche' naturalmente le forze di Polizia. Quando il consumatore o chi per lui presenta al Cad una pastiglia gia' nota, gia' registrata, non c'e' nemmeno bisogno di aspettare una settimana. La si confronta con i dati che si hanno a disposizione e il responso viene dato immediatamente. L'intera operazione e' sostenuta dal Ministero della Sanita' Olandese attraverso un ampio progetto nazionale di monitoraggio sulle droghe, partito gia' nel 1993: il Dims (Drug Information Monitoring System), di cui i Cad sono uno dei tanti bracci operativi.

Non nascondiamoci dietro un dito!
"Il nostro obbiettivo e' ridurre i rischi correlati all'uso dell'ecstasy" dice Roel Kessemakers, responsabile del centro Jellinek di Amsterdam, il piu' grande e piu' importante della città': "E' inutile nascondersi dietro un dito, e' vero che in Olanda c'e' un numero di consumatori di Xtc molto elevato, ed e' per questo che e' stato pensato un progetto specifico di intervento, articolato in tre punti." In primo luogo, un'informazione capillare e precisa: "Abbiamo stampato migliaia di flyers, di volantini e di depliants distribuiti nelle scuole e davanti alle discoteche dove c'e' tutto quello che si deve sapere sull'ecstasy. Che cos'e', che cosa fa, cosa fare per evitare di stare male sul serio. Naturalmente, sottolineando che evitare l'uso di sostanze stupefacenti non fa mai male". Kessemakers ci tiene a ribadire l'ultimo concetto.

Si muore di meno
In secondo luogo, appunto, il monitoraggio del mercato attraverso i test delle pillole, in modo tale che la presenza di pastiglie ad alto rischio - ma anche semplicemente rischiose e basta - sulla piazza venga immediatamente  rilevata e se ne dia avviso allo sprovveduto consumatore. "Tanto piu' che  i produttori sanno perfettamente che l'ecstasy verra' analizzata e stanno piu' attenti a cosa immettono nel mercato". Il risultato, secondo Kessemakers, e' una "piazza" piu' pulita e un minor rischio-decessi collegato alla composizione della pastiglia: "In Olanda, all'incirca dal 1990, i casi di persone decedute per motivi connessi all'assunzione di ecstasy falsa, contenente veleni invece della sostanza, ammontano a nove. In Inghilterra a sessanta. Forse allora la nostra politica di prevenzione da' dei buoni risultati".

Test on line
L'analisi delle pillole e' possibile anche, per cosi' dire, "on line", in presa diretta durante i celebratissimi House Party olandesi, avanguardia del divertimento europeo. "Si mette un banchetto dentro la discoteca e si sta in tre o quattro a testare pillole fino al mattino" spiega Herman Matser, dell'Adviesburo August De Loor di Amsterdam, un centro messo in piedi appositamente con questo fine. "Durante la settimana i clienti ci possono trovare qui in sede" aggiunge " ma nei week-end siamo in giro per tutta l'Olanda passando da un Party all'altro".
Grazie alla sua attivita', non c'e' praticamente nulla sull'ecstasy e i suoi movimenti per tutta l'Europa, che Herman non sappia. "Chi viene a far analizzare l'Mdma in sede o nei Cad in genere e' il piccolo spacciatore. Vuole controllare la partita di pillole che gli e' stata venduta e capire se sia buona e non sia una truffa o quasi" spiega Herman "Chi ti porta la pillola alle feste e' invece il consumatore che l'ha comprata la sera stessa e vuole sapere che cosa prende.". "Sai" puntualizza "il consumatore olandese non e' come quello tedesco o inglese, che pur di sballare prenderebbe qualsiasi cosa, purche' stupefacente. Il consumatore olandese e' attento, non prende roba con troppo bassi contenuti di principio attivo o potenzialmente pericolosa. E quello che colpisce di piu' e' che anche gli spacciatori, sapendo che e' cosi', non accettano partite di roba cattiva, in genere infatti destinata dai produttori all'esportazione".

L'ecstasy e' blu
Alle feste danzanti la cosa funziona piu' o meno cosi'. Chi fa l'analisi gratta un piccolo quantitativo dalla superficie della pastiglia e ci versa sopra qualche goccia di uno speciale liquido di contrasto ideato appositamente a questo fine. Se la polverina diventa blu, si ha a che fare con una pillola che contiene una sostanza ecstasy luke, e dunque almeno Mdma, ma e' anche possibile Mdea, Mda o qualcuna delle piu' esotiche variazioni sul tema, tipo Mdoh, Mbdb, o anche se meno di frequentem 2cb.
Se la polvere diventa arancione, senza dubbio alcuno la pastiglia venduta per ecstasy, cioe' per anfetamina psichedelica e' invece soltanto speed, anfetamina pura. Se il liquido non prende alcuna colorazione, allora o non c'e' niente dietro la giuggiola, oppure c'e' qualcosa che non e' possibile rilevare, una sostanza non nota. Dopodiche' viene misurata con esattezza la dimensione della pastiglia e, sulla base del colore e del simbolo, puo' essere confrontata con la lista di tutte quelle fino ad oggi gia' analizzate. Se sulla lista c'e' gia', puo' essere identificata con facilita'.

Un make-up difficile
Il test in loco non puo' dire piu' di tanto circa il preciso make-up della giuggiola, con che cosa e' tagliata ed esattamente quanto principio attivo contenga. Per un'analisi dettagliata ci vogliono strumenti piu' precisi e piu' tempo e allora bisogna rivolgersi ai laboratori "stanziali", ma questo e' un primo, essenziale passo per la tutela del consumatore che puo' sempre decidere di non prendere niente, se Herman gli restituisce una pastiglia che non risulta essere ne' Mdma, ne' una sostanza ecstasy like, ne' un'anfetamina. E dunque nulla di quello per cui e' stata acquistata. E dunque sospetta e rischiosa a priori. I membri dell'August De Loor restituiscono la pastiglia con il responso. Non smettono mai di dire, fino alla nausea, dalla mezzanotte alle sette del mattino, che non si deve prendere droga, che la droga fa male. E' il pedaggio che il consumatore deve pagare perche' la sua pillola venga analizzata. Anche in questo caso sborsa due fiorini e mezzo.
"Ci sono almeno tre vantaggi nell'attivita' di analisi delle pastiglie" spiega ancora Kessemakers "Intanto si tiene l'immondizia fuori dal mercato, perche' il dealer sa che il prodotto verra' analizzato, poi si entra in contatto diretto con gli users, con chi l'Xtc la prende, e gli si parla, lo si conosce, lo si individua, e infine proprio da li' si puo' cominciare ad avvisare la gente se e quando ci sono pillole particolarmente pericolose sul mercato".

Attenzione alle licenze!
Il terzo aspetto dell'intervento preventivo sull'uso di ecstasy ha a che fare con la concessione delle autorizzazioni per gli House Party. La municipalita' ha facolta' di rilasciare licenze a chi voglia organizzarne uno. Il Ministero della Sanita' ha avvisato le municipalita' che le licenze possono essere rilasciate soltanto se l'organizzazione della festa risponde a  determinati requisiti. "Gli House Party devono essere messi a punto nel modo piu' sicuro possibile" sostiene Kessemakers " Ci sono dei rischi per la salute connessi all'uso di Mdma. I decessi  sono in genere dovuti ad una  combinazione di fattori, di cui l'assunzione di Mdma e' la componente fondamentale, ma c'entra anche, e non poco, l'ambiente caldo e umido e l'idratazione corporea". Da qui, alcuni punti fermi stabiliti dalle guide - lines del Ministero, che riguarda, come recita il documento: "I meeting di larga scala che sono una parte essenziale della cultura giovanile e in cui la musica e la danza giocano un ruolo centrale, ma anche quegli eventi che si verificano in luoghi alternativi, come fabbriche abbandonate, hangar, palazzetti dello sport e altro. Entrano nel novero altre manifestazioni della cultura giovanile come i concerti pop, purche' abbiano piu' di mille partecipanti, nonche' qualsiasi nuovo sviluppo nel circuito delle feste house e dei party in genere".

Non troppo caldo, per favore
In tutti i casi sopra indicati, deve innanzitutto essere sempre e comunque possibile regolare la temperatura e l'umidita' dei locali in cui si sta svolgendo la festa, deve essere poi presente personale sanitario di primo intervento, con unita' mobili (ambulanze) predisposte appositamente, devono esserci stanze in cui  la gente deve decomprimersi, "raffreddarsi", ridurre la propria temperatura corporea. Sempre, ma proprio sempre, ci deve essere acqua in abbondanza da bere. "Questo, si sa, perche' l'assunzione di Mdma provoca un immediato ed automatico aumento della temperatura corporea e disidratazione" dice Kessemakers "Molti dei decessi verificatisi in Inghilterra negli anni scorsi sono dovuti proprio alla mancanza di acqua. I gestori dei locali chiudevano i rubinetti dei bagni per incentivare le consumazioni al bar" aggiunge con una smorfia "Praticamente omicidio colposo. Tutto questo per noi significa aver accettato che l'uso di droghe esiste, indipendentemente dal fatto che non sia legale. Allora, oltre alla repressione si lavora sulla prevenzione e sulla riduzione del danno" concluse Kessemakers. "Sta funzionando, i dati ci danno ragione, sia per quanto riguarda il consumo di eroina, sia per quanto riguarda l'Xtc. Nel primo caso il numero dei tossicodipendenti non e' certo maggiore di quello di altri paesi, anzi, nel secondo il numero dei decessi e' molto, molto basso, cosi' come i rischi legati a un mercato abbandonato totalmente alla legge della domanda e dell'offerta, abbandonato a se stesso.

 

(da www.exodus.it )

eroina in galera

Eroina. Sollicciano/Firenze. 38% di tossicodipendenti, oltre un terzo dei detenuti
 
Italia. Sollicciano/Firenze. Garante: 38% di tossicodipendenti Il 66% della popolazione detenuta a Sollicciano e' costituita da stranieri, in maggioranza extracomunitari, i tossicodipendenti sono il 38%, dei quali il 23% in trattamento metadonico e il numero delle detenute donne e' in media intorno alle 70-80 unita'. Sono alcuni dei dati che fotografano la situazione del carcere fiorentino, contenuti nella relazione annuale che Franco Corleone, Garante per i diritti dei detenuti, presentata oggi in Consiglio comunale.
Le presenze a Sollicciano si sono stabilizzate su circa 700 unita', cifra che si situa a meta' tra il livello dei 1.000, prima dell'indulto, e i 500 immediatamente dopo la sua approvazione. Dalla relazione emerge che, dall'emanazione del provvedimento di indulto al 3 dicembre 2007, sono stati 'dimessi' 582 detenuti, dei quali 400 con procedimento definitivo (157 italiani, 243 stranieri e 182 per revoca della custodia cautelare). Sono invece 137, quelli che hanno fatto rientro dal febbraio 2006 al dicembre 2007.
'Dopo un anno e mezzo dall'indulto - si legge nella relazione - constatiamo una recidiva del 22,12% degli indultati usciti dal carcere, rispetto a quella del 68,5% di chi sconta la pena fino all'ultimo giorno. La previsione dei 'corvi' che giuravano che in poco tempo tutti i detenuti usciti sarebbero rientrati, si e' rivelata fallace'.

   
 

Tre esperienze da un utilizzatore molto casuale

Mi ci e' voluto un po' per capire che anche i visitatori possono scrivere articoli.....vi ringrazio per lo spazio concesso, ho pensato di sfruttarlo per raccontare tre mie esperienze, credo che possano essere interessanti visto che sono un utilizzatore diciamo atipico. Ho 26 anni, non uso droghe leggere o pesanti, legali o illegali, salvo il vino, ma quasi esclusivamente a tavola, e il caffe', ne' frequento discoteche o altri posti dove si consumano.

1) Cocaina: mi trovavo con amici dell'universita' in settimana bianca, i nostri compagni di stanza (tre eravamo noi, tre loro) avevano della coca. Una sera, dopo cena e prima di recarci in un locale, questi preparano sei "piste" e poi altre sei. L'effetto e' di far sparire immediatamente l'ebbrezza del vino, e dare energia, voglia di chiacchierare, entusiasmo. Questo nei primi venti minuti, poi uscendo, forse anche per il freddo, l'etusiasmo cala e ammutoliamo un po'. La serata non e' un granche', dopo non molto torniamo in camera e i tipi mettono in campo anche il resto. Anche se non aveva troppo senso visto che non saremmo andati da nessuna parte, sniffiamo pure quella e ci mettiamo a giocare a risiko. Ovviamente non dormiamo fino alle sette col risultato di buttare la giornata successiva (se ti alzi alle tre, ormai non scii). Il giorno dopo ero nervoso e stanco. Uno di noi che durante il risiko avea bevuto ossessivamente della grappa (sostenendo che non ne sentiva gli effetti) si senti' male durante la serata.

2) Lsd: mi trovavo in una festa casalinga. Benche' come ho detto non frequenti discoteche o festival con musica alta e folla, mi era capitato di sperimentare l'mdma, altrimenti nota come ecstasy, due volte prima di quel giorno, sempre in ambiti similari. Anche a quella festa un'amica aveva delle compresse cosi' ne assunsi meta', gli effetti furono i soliti delle due volte precedenti (empatia, amore verso il prossimo, felicita' diffusa) e la festa era quieta e carine, sensazioni avvolgenti. Un amico aveva dei "trip" (cartoncini con lsd): da tempo mi ero ripromesso di sperimentarlo in quanto avevo letto dell'uso che ne avevano fatto Stanley Kubrick e Cronenberg, ma non frequentando certi ambienti non avevo idea di come reperirlo. A quel punto colsi l'occasione al volo, anche perche' sapevo che l'mdma mi stava tenendo di ottimo umore e mi ci avrebbe tenuto per ore. L'amico disse che se non avevo mai provato non dovevo prenderne piu' di meta', ma io, sapendo che probabilmente non l'avrei piu' voluto fare, volevo un'esperienza completa e lo presi intero (altri due amici, piu quello che li aveva portati, ne presero mezzo).
All'inizio nessun effetto, poi dopo un'ora e mezzo circa iniziamo a ridere come pazzi. Questa fase duro' non piu' di mezz'ora, poi una mezz'ora di quiete, poi ancora risate (non piu di dieci minuti) a quel punto inizio a sentire i primi cambi nella percezione, i colori si fanno piu vividi, la musica e' tanto chiara da essere commovente, e duro fatica a fissare le cose. Parliamo e ridiamo, il momento e' molto intenso, privato, ci divertiamo a fare i pi' assurdi ragionamenti. Dopo un'altra ora vado in bagno. Appena esco dalla sala della festa ed entro in bagno (bianco, pulito, silenzioso) e' come essere in una bolla, sento l'eco della festa come se fosse lontanissima. Sensazioni piacevoli addosso, grande consapevolezza del corpo. Rietro alla festa e partono altri scrosci di risate, ma finiti quelli nulla e' come prima. E' difficile spiegare come erano le cose, ma era come vederle per quello che realmente erano, prive dei significati che diamo loro in base all'esperienza (non so se mi sono spiegato). Se chiudevo gli occhi, invece, un arabesco colorato in movimento, tipo caleidoscopio ma di una bellezza inconcepibile, mi si srotolava davanti. La festa, il rumore, il fumo di sigaretta cominciano a darmi noia: un altro amico condivide questo e cosi' usciamo. La citta' (era ormai quasi mattina) era deserta, ogni particolare si stagliava con una precisione mai vista prima, per un po' vaghiamo meravigliati. Dopo circa un'ora le visioni iniziano ad essere veramente costanti (nel senso che ovunque posassimo lo sguardo comparivano arabeschi, senza contare che i suoni e gli odori erano visibili!) quindi rientriamo a casa. La maggior parte della gente aveva sfollato cosi', insieme ad altre 5-6 persone, ci piazziamo sui divani, ogni tanto parliamo ma io ero entrato in una fase introspettiva, in cui ho riconsiderato tutta la mia esistenza fino a quel punto. Nei momenti di distrazione da queste intropezioni era sufficiente chiudere gli occhi per avere visioni simili ai quadri di Bosch, panorami fiamminghi iperparticolareggiati. Tutto questo per due ore o giu di li',non sto a raccontare le mille introspezioni nello specifico. Dopo questa fase siamo andati a fare colazione (era mattina), la tempesta era passata ma le cose brillavano ancora di una luce particolare, era come vederle (specie cose naturali, come fiori, foglie, alberi) in tutta la loro bellezza, una bellezza che normalmente siamo abituati a non considerare a meno di starci davvero attenti. Al rientro e' sopraggiunto il sonno. Non mi vergogno a dire che e' stata una delle esperienze piu' significative della mia vita.

3) Ketamina: esperienza recente (le altre due sono accadute circa 3 anni fa quando ero ancora all'universita). Le coinquiline della mia ragazza (tipiche "fattone") si presentano a casa sua con quella roba. Era molto tardi e quelle venivano da una festa, noi eravamo alzati perche' guardavamo un film. Insomma, si mettono a preparare delle righe. A quel punto la mia curiosita' scientifica prende il sopravvento e chiedo di provare. Quelle si sorprendono molto (diciamo che mi consideravano "il fidanzato dottore" della mia ragazza, super serio, etcetera) ma mi lasciano sniffare una riga grossa (per quel che ne so, diciamo grossa rispetto alle uniche piste che avevo visto in vita mia, quelle in 1) ), . La povere brucia abbastanza, il sapore e' farmacologico. Sul momento nessun effetto, poi mi sento acquoso, come se il corpo si sciogliesse. Mi stendo per terra, mi siedo appoggiando la schiena alla parete. Le ragazze ridono, le vedo piccole, lontane. Ho come la totale percezione dei limiti della mia carne rispetto allo spazio vuoto, e mi sento distaccato. Non propirio "fuori dal corpo" ma quasi, come spettatore esterno. Dopo un po' pero' la cosa finisce (in realta' vedo poi che era passata quasi un'ora ma per me erano 3 minuti). Le ragazze mi chiedono se voglio farne un' altra, ma e' sopraggiunta della nausea (tipo mal di mare) cosi' non la faccio. Per una decina di minuti provo una sensazione di estrema lucidita', nonostante la nausea, poi sopraggiunge il sonno.

Velocità, violenza, virus: le ''3 V'' della cocaina

Fonte: http://www.gruppoabele.it/Index.aspx?idrassegnastampa=1398

Lo psicologo Leopoldo Grosso del gruppo Abele fa il punto su diffusione, modalità di consumo, rischi legati alle droghe. Cambia l'immagine del consumatore: ''I ragazzi rifiutano l'immagine del perdente che non si regge in piedi''

Torino - Droghe leggere e pesanti, tipologie di consumatori, danni provocati, in particolare ai giovani. Alla Fabbrica delle “e” a Torino, lo psicologo Leopoldo Grosso, del gruppo Abele, ha fatto il punto su questi temi, prendendo in esame tutte le sostanze, a partire dalla cocaina.
“Negli anni ’90 la cocaina era un prodotto di nicchia, consumato prevalentemente da artisti, professionisti, malavitosi e tossici. Con un prezzo minore, è diventato un prodotto di massa: la cocaina oggi si trova ad 80 euro al grammo, anche meno, con 20 si compra una dose, con una purezza del 55%. Il numero di consumatori di cocaina in Italia che hanno fatto uso recente, è di 278.780 persone; all’interno di un gruppo molto più grande che ne ha fatto uso almeno una volta, che ha un numero superiore ai 2 milioni. Il 13% di chi l’ha utilizzata una volta nella vita ne ha fatto un uso recente. La fascia di età è estremamente ampia: dai 16 agli 80 anni. La cocaina è una sostanza ‘prestazionale’: chi ne fa uso è lucido, potente e disinibito. È stata definita ‘un ascensore strepitoso che realizza l’ideale che hai di te’.
“Per quanto riguarda la dipendenza – ha proseguito Grosso – l’argomento è controverso: ci sono stati alcuni casi famosi, ma non è una sostanza letale come l’eroina. Il consumo è compatibile per lunghi periodi. I rischi legati all’abuso (non alla dipendenza) di cocaina sono però elevati: tachicardia, ipertensione, infarti, ictus. Scompensi psicologici, deliri paranoidi, rischi comportamentali. Alla cocaina si associano infatti le “3 v”: velocità, violenza, virus. Velocità: l’associazione alcol e cocaina è una delle cause di tanti incidenti stradali. L’altro rischio indotto è la violenza, ed è molto sottovalutato. Molte risse in discoteca sono provocate spesso dalla cocaina, perché è disinibente, sostiene l’aggressività e toglie la paura; in più induce aspetti paranoici. Virus: malattie trasmesse sessualmente, perché si tende a non usare protezioni”.
“Le modalità di assunzione della cocaina sono tre: si sniffa, si fuma, si assume in via endovenosa. A seconda del modo, cambia anche il consumatore. Chi tira è integrato, non delinque, lavora, studia, ha una vita regolare. Chi la assume in vena, è in genere un dipendente da eroina, che ha scoperto che la coca costa meno. E sono tragedie, perché l’effetto dura meno (mezz’ora rispetto a qualche ora) e così ha bisogno di 8-10, perfino 12 dosi al giorno. Inoltre, spesso le siringhe sono sporche, così c’è anche il rischio di contrarre malattie. Poi c’è chi la fuma: è simile al crack, dà una botta forte, il consumatore è una via di mezzo tra chi la fuma e chi la inietta. Per la cocaina è utile la terapia cognitivo-comportamentale, che in tre mesi risolve il problema”.
Cannabis I dati evidenziano che i fermati dalle forze dell’ordine con dosi minime, per uso personale, quindi non spacciatori, dal luglio 1990 alla fine del 2006 sono risultati 516.000 su un totale di quasi 700.000 segnalazioni. Ogni anno sono 38.000-40.000 le persone segnalate al prefetto, di questi un terzo ha meno di 20 anni (anche se l’età media è attorno ai 24-25 anni). Esiste una grande disparità fra i sessi: 93% sono maschi, 7% femmine. I giovani fermati erano in possesso per l’80% di cannabis (hashish marijuana), con la maggioranza di giovani attorno ai 18-20 anni; 15% per cocaina (e l’età si alza un po’, attorno ai 23-25 anni), 1% ectasy (fra i 18-21 anni). Per quanto riguarda la cannabis, le ricerche hanno evidenziato che in genere il consumo dura 7-8 anni, inizia alle scuole superiori e poi scende o cessa. La cannabis ha rischi diversi a seconda del soggetto. Può slatentizzare crisi psicotiche (se vi sono problemi preesistenti), perdita di concentrazione e memoria durante l'effetto, crisi di panico per uso intensivo, rischio nella guida. Ha un uso ‘socio-ricreativo’, nel senso che è utilizzata fra amici, quando non abituale, cioè diventa individuale.
Eroina Sta ritornando: l’Afganistan detiene il 92% della produzione mondiale. Le rotte del narcotraffico si stanno diversificando: oltre alle consuete, come i Balcani, anche l’ex Unione Sovietica, o attraverso le coste dell’Africa, il Kenya. Anche i sequestri sono in aumento. Ci sono nuove forme di consumo dell’eroina, che “seda”, quindi viene usata a fine weekend dopo l’uso di altre sostanze. I ragazzi oggi non la iniettano, per non essere come il perdente che non sta in piedi, l’immagine del tossico a cui non vogliono assomigliare.
Alcol e tabacco Mentre per l’uso di cannabis, sono pochi i consumatori che hanno meno di 13 anni, per alcol e tabacco vanno dal 7% al 18%, secondo un sondaggio condotto dall’Unione Europea; episodi di ubriacatura tra i ragazzi di 13 anni sono segnalati, a seconda dei paesi, fra il 5% e il 36%. I ragazzi che si sono ubriacati con alcol associato a uso di tabacco sotto i 15 anni è probabile che faranno uso di amfetamine a 18. Tra le sostanze diffuse tra i giovani anche la ketamina, un dissociativo usato in veterinaria come anestetico.

Un sito con solo foto di marijuana

roba e alcol

Ciao mi chiamo Sara, ho 20 anni e abito in provincia di Siena...

Da 8 mesi ho smesso con la roba.. Anche se dall'età di 13 anni non ho mai passato una serata senza alcool..

Probabilmente la mia, è una storia come tante altre, dove ad un certo punto della vita incominci a cercare cose o qualcosa che non c'è..

Io ho sempre creduto nell'amicizia e forze speravo di trovarne delle buone.. All'età di 14 anni ho perso un mio carissimo amico in un incidente stradale... Era più grande di me, aveva 21 anni, e anche lui non aveva avuto una situazione facile in famiglia..

Mia madre all'età di 12 anni ha scoperto che mio padre aveva un'altra donna...Così ho viisto e provato il dolore che affliggeva mia madre ogni giorno che vivevo.. Cercando un pò di sollievo e tranquillità come se da un fratello, ne parlavo con lui... mi sapeva consigliare... mi seguiva in ogni momento perchè forze si vedeva in me, piccola, sola e con tante domande..

Lui faceva parte del gruppo del fratello di una mia amica conosciuta fin da piccola, con cui ho incominciato a girare fino al maledetto giorno (2003)... Poi dopo la sua scomparsa ho incomincato a sbattermi della mia vita e soprattutto della mia famiglia.. Frequentando un altro gruppo nuovo ho scoperto altre droghe ( perchè fino ad allora fumavo solo canne)...

Poi  il 30 dicembre 2004 insieme ad un'altra ragazza non ho provato l'eroina e da li è inziata quella strada che   non finiva mai per arrivare fino  ad oggi, dove prendo psicofarmaci per andare avanti, per nn avere paura e per essere più forte,,so che ce la farò anche se ancora la situazione nella mia famiglia non è ancora  risolta...

 

Massa, ecstasy con antiparassitario: grave giovane

I medici: ''La situazione respiratoria è precipitata con la comparsa di un edema polmonare''

Il ragazzo, 26 anni, ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale massese, è in prognosi riservata. L'Asl lancia l'allarme: ''Nel nostro territorio potrebbero girare compresse vendute come ecstasy ma in reltà tagliate con sostanze potenzialmente letali''

Massa Carrara, 5 feb. (Adnkronos) - Un ragazzo di 26 anni è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Massa (Massa Carrara) perché, secondo quanto emerso, avrebbe assunto una pasticca trattata con sostanze antiparassitarie. Il giovane, portato ieri sera nel nosocomio massese, avrebbe confermato ai sanitari di aver assunto ecstasy. Le analisi hanno evidenziato che le sostanze rinvenute sarebbero compatibili con l'assunzione di insetticida.

L'Asl 1 di Massa Carrara ha emesso una nota nella quale ritiene ''doveroso informare la cittadinanza''. ''Potrebbe infatti nel nostro territorio - si legge nella nota - 'girare' droga del tipo ecstasy tagliata con sostanze pericolosissime, potenzialmente letali''. La situazione clinica del ragazzo è peggiorata: ''La situazione respiratoria è precipitata - rende noto l'azienda ospedaliera - con la comparsa di un edema polmonare'' che ha richiesto l'intubazione e la ventilazione meccanica. La prognosi resta riservata.

Droghe: è schedatura di massa, 500mila gli italiani segnalati

 

di Giulio Manfredi (Segreteria dei Radicali Italiani)

 

Notiziario Aduc, 31 gennaio 2008

 

Capisco che le traversie giudiziarie di Lady Mastella o il delitto di Erba siano più eccitanti ma la notizia ufficiale (fonte Ministero degli Interni) che dal 1992 ad oggi ben mezzo milione di cittadini italiani sono stati segnalati alle Prefetture per detenzione di quantitativi minimi di sostanze stupefacenti mi pare degna di qualche considerazione e non del silenzio con cui è stata accolta.

Intanto, dobbiamo constatare che il sistema burocratico - repressivo messo in piedi da Rosa Russo Iervolino (all’epoca ministro degli Affari Sociali) e da Giuliano Vassalli (all’epoca ministro di Grazia e Giustizia) ha lavorato sodo; è un vero peccato che a farne le spese siano stati (siano e saranno) cittadini che, ricordiamolo, non hanno compiuto alcuna violenza nei confronti di altri, non hanno leso alcuna libertà o alcun bene altrui, ma volevano solamente ingerire, fumare, sniffare, iniettarsi sostanze che hanno dovuto procurarsi - tranne i pochi casi di autocoltivazione e scambio - nel mercato criminale creato dal proibizionismo.

In realtà, il sistema creato dalla legge "Iervolino - Vassalli" è servito a perseguitare i consumatori dei derivati della cannabis (l’80% delle segnalazioni), senza incidere minimamente sulle dimensioni del narcotraffico: rispetto alla situazione del 1992, oggi in Italia ci sono dieci volte più droghe e dieci volte più consumatori. Le narco-mafie ringraziano.

Se la mole di denaro e di strutture impegnata nel segnalare e nello schedare mezzo milione di italiani fosse stata utilizzata per informare correttamente tutti i cittadini sulle sostanze stupefacenti illegali e legali, sui pericoli alla salute derivanti dal loro uso e abuso, sicuramente il risultato in termini di salute personale e collettiva sarebbe stato migliore.

Belgio. Deputato propone legalizzazione canapa per competere con Olanda

La canapa legale è un business e toglie soldi alla criminalità, e allora perchè non legalizzarla anche in Belgio?

Il deputato liberale belga Vincent Van Quickenborne (Open VLD) che parlando alla Tv locale fiamminga Canvas ha proposto di creare dei coffee-shop "piuttosto che lasciare questo compito all'Olanda".

La notizia è stata riportata ieri dal quotidiano fiammingo Het Belang van Limburg ed è subito rimbalzata su tutti i media belgi.

Secondo il deputato, che fino a pochi mesi fa era ministro per la Semplificazione Amministrativa, "spostare il problema non è possibile", e quindi quel che deve fare il Belgio è "autorizzare la vendita di canapa nel suo territorio".

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