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Novità

Contenuto Redazionale Giovani e disagio Giovani e disagio Giovani e disagio

Ho appena letto il libro di Galimberti (l'ospite inquietante, feltrinelli) e, visto che tratta di temi connessi a quelli toccati da questo sito vorrei fare delle considerazioni. Non vorrei concentrarmi tanto sulla tesi centrale del libro (l'invasione barbarica del nichilismo nei nostri orizzonti di vita) -che trovo relativamente condivisbile- ma dire due cose limitatamente al rapporto tra giovani e sostanze,  in particolare su due luoghi comuni che sono presenti in quasi tutte le discussioni sul tema:

Sono queste:

-i giovani provano disagio

- le droghe sono la risposta falsa a questo disagio, perchè non producono una soddisfazione durevole/autentica/ecc...

 

Sul primo punto: è vero, i giovani provano disagio. Come i meno giovani, i grandi, gli anziani, i medi, e tutte le altre coorti d'età. I giovani provano disagio perchè la vita è un'esperienza faticosa e sgradevole, perchè ad un certo punto finisce e non se ne capisce il motivo, perchè, per dirla alla kundera, einmal ist keinmal. Insomma la vita è un'esperienza tragica. Davanti alla sua tragicità tutti sono a disagio. Non ha senso fare dei giovani una categoria specifica identificando la sua specificità in un disagio che tutti provano: l'andare avanti nonostante la presa d'atto drammatica che la vita è -presa in sè e per sè- insensata. Se questo  avviene è perchè le risposte dei giovani sono così "originali" da non essere riconosciute dai "grandi" che li guardano sbigottiti e non riconoscendo le loro strategie li bollano come pieni di disagio.

 

Secondo punto: le droghe sono una risposta al disagio della vita. Forse è  vero, quanto meno sono una delle strategie possibili. Così come lo sono, a vari livelli, lo spegnimento del cervello di fronte ai telequiz, la ricerca ossessiva di cose inutili su internet, l'uso inconsulto di farmaci, i piccoli rituali quotidiani e altro ancora. Come le altre cose che ho elencato non sono neanche una risposta particolarmente creativa (e non creatrice). Ma non è nemmeno una scelta disarticolata. La cosa che mi sembra assurda è che siccome non se ne capisce l'orizzonte di senso, o semplicemente perchè "fa male", si dice anche che è una scelta insensata. Negli universi simbolici, nella rete di relazioni e di pratiche in cui le sostanze vengono consumate esse spesso sono non solo  una scelta sensata ma anche coerente con l'universo di significati in cui chi la fa è immerso, spesso significativa.

Il processo funziona così: si individua una categoria di "altri": i giovani. Poi li si guarda da fuori e si dice: non capiscono nulla, perchè non sanno cercare il vero piacere che offre la vita. Ma si misura questo piacere con i canoni degli osservatori, e non degli osservati. Anzi è la densità di senso a rendere la droga così esplosiva, è il fatto che facilmente diventa medium di significati, valori, simboli a renderla dannatamente pervasiva.

 

Poi si può pensare delle sostanze quello che si vuole, si possono odiare e metterne in luce tutti i lati negativi sia sul piano psicologico che sanitario che sociale; e si può lottare perchè questa esplosione si fermi o si formi un approccio ad esse che non produca danni. Ma si parta dall'accettare che sono una risposta -non so se al disagio della vita- articolata, dotata e anzi carica di senso, e non un errore di giovani che in un momento di tristezza si sono fatti traviare.

 

Non sono un esperto, e non so quanto questo discorso possa valere per tutte le sostanze -quindi invito anche a cercare di farmi cambiare opinione o ad ampliarla- semplicemente riporto quanto mi pare di avere osservato tra amici e coetanei.

Sostanze? Cosa vado cercando?

Sostanze? cosa vado cercando?

Le cose hanno una forma e una sostanza. Cerco la sostanza della vita.

Nelle sostanze non ci sento sostanza.

A leggere articoli che disquisiscono sull'utilità di una sostanza per sostituire un'altra sostanza, come l'ibogaina, mi viene in mente il medioevo della droga, ai primi del novecento, quando non si voleva rinunciare all'illusione modernista di una felicità assoluta ottenibile con il progresso, e quindi con "la sostanza giusta" che veniva continuamente inseguita con scellerate sperimentazioni che condussero alla sintesi dell'eroina che doveva essere l'antidoto contro la dipendenza da morfina, e via oltre, a sintetizzare amfetamine come l'MDMA. Non si sapeva ancora nulla di nulla dei meccanismi naturali della gratificazione, e si pretendeva di essere al top del progresso.

Stiamo pagando il conto.

Chi sarà a pagarlo salato, e chi sarà invece a riscuotere? Non ci scordiamo che i centri della gratificazione si chiamano così solo in Italiano. In Inglese: Self-reward. In Francese: Auto-récompense.

Non voglio pagare, voglio riscuotere

Lo skalzo

Droghe: Roma; pasticche di erbicida vendute come ecstasy

 

 

Notiziario Aduc, 23 gennaio 2008

 

Dichiarazione di Marco Bosi (Pd), Presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma: "Dopo l’eroina-killer recepiamo un nuovo allarme dell’Osservatorio Europeo sulle Droghe di Lisbona, inoltrato per l’Italia dall’Istituto Superio di Sanità, sulle circolazione di pasticche di 2,4-D vendute nel mercato illecito come ecstasy. Dopo le segnalazioni avvenute simultaneamente ai sequestri effettuati dalla polizia olandese, questo composto chimico sembra aver trovato canali d’accesso per esser smerciato anche nel nostro territorio.

Le pasticche requisite ricordano in tutto e per tutto quelle di ecstasy, dai colori vivaci alle innocue immagini impresse sulle superfici. I ricercatori avvertono che il 2,4-D, o Acido 2,4-diclorofenossiacetico, è un erbicida altamente tossico, tra i più utilizzati in agricoltura, assolutamente pericoloso e dagli effetti devastanti per la salute degli ignari assuntori, se così possiamo definirli. Riteniamo doveroso amplificare questo segnale di allerta, in particolare verso i giovani, visto l’elevato livello di pericolosità della sostanza in questione".

 

Italia. Padova. Incidenti a causa di lavoratori sotto cocaina

Il bollettino di guerra sulla morti bianche che ha registrato, per il Veneto, dall'inizio dell'anno oltre una decina di decessi si scontra anche con l'allarme cocaina diffuso tra gli addetti del settore edile lanciato dal presidente dell'Upa (Unione Provinciale Artigiani), Walter Dalla Costa. Ne da notizia oggi "Il Mattino di Padova".

"Certo noi dobbiamo impegnarci al massimo per ridurre gli infortuni ma chiediamo la collaborazione dei sindacati per il rispetto dello statuto dei lavoratori. I tempi sono cambiati e tra i lavoratori dei cantieri c'e' chi arriva al mattino fatto di cocaina".

L'sos droga lanciato dal presidente dell'Upa lascia spazio a riflessioni di vario genere che, dall'osservatorio sul settore, dovrebbe distribuire le responsabilita' degli infortuni in parte equa tra imprese, lavoratori e sindacati.

"Io sono anche un imprenditore ed ogni mattina mi tocca fare lo psicologo per distinguere chi puo' lavorare da chi e'un rischio per se' e per gli altri. Un lavoratore anche se giovane e pieno di vita, non puo' presentarsi al mattino dopo una notte brava. Allora se vogliamo fare prevenzione anche il sindacato deve prendere atto di una nuova realta'".

I dati sugli infortuni in Veneto sono allarmanti. Gli incidenti denunciati all'Inail nel 2006 sono stati 11.848 e il Veneto detiene il primato negativo per numero di morti nei cantieri.

ALEXANDER E SASHA SHULGIN

INTERVISTA AI CONIUGI SHULGIN (http://en.wikipedia.org/wiki/Ann_Shulgin). 

 

Sasha Shulgin ricorda come la prima volta che prese MDMA si meravigliò del suo potenziale terapeutico. “ Fa cadere le mura che costruiamo intorno a noi” afferma. Nel 1976 la presentò allo psicologo Leo Zeff che, affascinato dall'MDMA, cominciò a inviarla a decine di psicoterapeuti americani.

Quanto tempo necessiti per stabilire una comunicazione con il tuo psicoterapeuta?

Ci possono volere settimane ma anche mesi prima che si stabilisca una vera comunicazione. Con l'MDMA questo avviene in un'ora e mezza. Da qui il risparmio di tempo. Molte volte in una sola seduta non solo individuerai il problema ma sarai anche in grado di risolverlo”.

Dalla fine degli anni settanta, fino al 1985, anno della sua proibizione, fu usato in migliaia di sedute. “Si tratta di una droga superiore nella psicoterapia” spiega Ann che la ha usata durante gli anni.

Canamo: Qual'è l'uso corretto dell'MDMA?
Ann Shulgin: Penso che devi essere molto tranquilla, sederti con te stessa e lasciare che la tua mente parli con te stessa. Così potrai scoprire molte cose su te stessa senza che rimproverarti errori o vergogna. Insegna a accettare e amare il prossimo. Supponendo che ti tu ti senta in colpa prometterai a te stesso di cambiare quelle cose che non ti piacciono. Un altro uso, per esempio, è quando i matrimoni cominciano a sfaldarsi e marito e moglie non si capiscono più e cominciano a avere atteggiamenti difensivi. L'MDMA riporterà l'amore perché permette si sentire quello che l'altra persona sente.

C.: Si può curare con l'MDMA la depressione?
A.S: Può essere utile perché ti può allontanare dai pensieri circolari senza via di uscita. D'altra parte ho conosciuto gente che ha preso MDMA per la prima volta in un momento in cui cominciava a essere depressa, gente che si trovava in situazioni che non poteva evitare e subito, una volta passato l'effetto dell'MDMA, queste persone erano più depresse di prima. Rimanendo però sensibili al quel poco che gli piace o che stanno facendo nella loro vita. E' chiaro che in casi come questi è fondamentale avere un terapeuta.

C.: E i Rave?
Ann Shulgin:
L'idea che la gente stia bene, assumendo MDMA e ballando tutta la notte non credo sia l'uso adeguato dell'MDMA.
Sasha Shulgin: E' perché l'MDMA fa cadere i muri che hai intorno, è per questo che i rave sono così popolari, incontri la gente che non conosci perché cascano le barriere senti di interagire assieme.

C.: Credete sia un uso sbagliato?
Ann S.: Semplicemente non è il modo migliore di prendere MDMA. Il ballo è bello e fa bene, comunicare e sentire il calore è sempre bello però noi ne facciamo un uso più approfondito, l'uso migliore è quello introspettivo. Non è bene giocare con le droghe psicadeliche perchè sono catalizzatori delle tue emozioni e in alcune occasioni proverai emozioni molto forti, per questo devi avere vicino una persona che ti aiuti a superarle.

 

Dal sito www.mariuana.it , intervista a di Calos Suarez.

Spagna - Per la terapia, eroina o metadone?

 
A cinque anni dal clamore suscitato dalla decisione della Giunta d'Andalusia d'avviare un programma sperimentale di distribuzione d'eroina per curare i dipendenti dalla sostanza, il dibattito si e' sostanzialmente affievolito in Spagna e, in Europa, e' stato ricondotto a un ambito medico, pero' continua a essere vivo. Oggi, molti esperti considerano che l'opzione possa essere valida solo per pazienti molto determinati, con condizioni di vita deteriorate, che hanno fallito ripetutamente con il metadone, e sempre finalizzata a ridurre il danno ma rinunciando all'idea che possa sconfiggere la dipendenza. Dopo le esperienze effettuate negli ultimi anni sia in Spagna sia in Paesi con piu' tradizioni in questo campo, come Gran Bretagna, Olanda o Svizzera, la controversia a livello scientifico rimane. In questa settimana, la prestigiosa rivista British Medical Journal pubblicava nelle prime pagine un dibattito di esperti sull'argomento, che rivela come il consenso sia lungi dall'essere acquisito. Due di loro, Juergen Rehm e Bennedikt Fischer, del Centro di tossicodipendenza e salute mentale di Toronto (Canada), si basano su vari esperimenti clinici condotti negli ultimi anni in Olanda, Germania e Svizzera per sostenere che il trattamento con eroina "e' appropriato per gli eroinomani, sebbene a certe condizioni", giacche', tra le altre cose, riduce i tassi di mortalita' tra i pazienti. E non ritengono che la conduzione di questi programmi possa migliorare l'immagine che si ha della sostanza, come e' stato dimostrato in Svizzera, dove gli indici di dipendenza si sono ridotti da quando sono state fatte le sperimentazioni e, infatti, la droga ha cattiva stampa oggi piu' di quindici anni fa. Viceversa, il ricercatore dell'Universita' di Glasgow, Neil McKeganey, sostiene che quel tipo di programma risponde piu' all'esigenza delle autorita' di dare una qualche risposta ai problemi sociali causati dal consumo d'eroina, che non offrire un trattamento reale ai pazienti, i quali non vedono migliorare il loro stato di salute ne' mostrano un minor tasso di dipendenza. Comunque, come spiega Jose' Maria Tortosa, direttore del centro della ONG di Granada Proyecto Hombre, non si deve dimenticare che questi programmi sono rivolti a una popolazione esigua e marginale, che vive in "condizioni pessime", e che l'obiettivo principale e' la riduzione del danno, piu' che il superamento della dipendenza. A cio' s'aggiunga, secondo il direttore della rivista Adicciones, lo psichiatra Amador Calafat, la difficolta' di reclutare pazienti per la sperimentazione e per farli rimanere, giacche' "manca la disciplina". D'altra parte, sia Calafat sia Tortosa, pensano che sia necessario rimanere vigili di fronte alla leggera ripresa dell'eroina, in Spagna, tra studenti delle superiori; bisogna evitare che in futuro il suo consumo torni a crescere. (LasDrogas)

Baby eroina

 (...) Dimenticate i tossicomani con il maglione arrotolato, il laccio emostatico e la siringa nel braccio. La tragedia dei minorenni italiani è ancora invisibile. Si chiama brown-sugar: eroina da sniffare o da inalare sulla carta stagnola. La scaldano sulla fiamma di un accendino, nascosti in casa, in discoteca o nei bagni della scuola. Basta poco. Niente ago, niente paura dell'Aids, niente buchi sulla pelle. Il passaparola del sabato sera dice che non è pericoloso, che non c'è rischio di overdose, né di dipendenza. Ma l'eroina è la bestia di sempre. Un viaggio da cui è faticoso tornare. E i risultati di questo boom di consumi, esplosi negli ultimi sei mesi, sono spaventosi.

A Verona il Sert, il servizio per le tossicodipendenze, da pochi giorni ha in cura una ragazzina di 12 anni e mezzo. A Padova da qualche settimana si stanno occupando di due adolescenti di 16 anni. E di quattro ragazzine che fumavano eroina tutti i giorni: una di 14 anni, una di 15 e due di 17. Al Sert di Teramo durante il 2007 si sono presentati quindici minorenni, alcuni di 13 e 14 anni. Tutti con gli stessi sintomi di dipendenza da eroina. Stesse storie in Piemonte, in Toscana, in Liguria, a Napoli. 

L'importante è che il mercato rimanga sommerso. E le cinque overdose in pochi giorni tra Natale e Capodanno a Roma sono un incidente: quattro morti per eroina, insieme a un collasso per uso di ecstasy. "Eroina troppo pura", dicono gli investigatori. Chi se l'è iniettata non lo sapeva. Per evitare allarmi che potrebbero ostacolare il mercato, i trafficanti di solito riducono il principio attivo nelle dosi con prezzi da tempo fermi a 30 euro al grammo. Secondo le analisi sulle partite sequestrate, si è scesi da un rapporto di 1 a 2 di eroina sul totale della dose aun rapporto di 1 a 5. Il resto è composto, nel migliore dei casi, da latte in polvere per neonati. A volte è stata trovata calce. Questo calo di principio attivo riduce l'impatto della sostanza sui nuovi consumatori, ritarda i sintomi più forti della dipendenza. E, per gli spacciatori, garantisce un equilibrio interno alle gerarchie criminali: riducendo i margini di taglio dell'eroina e quindi di guadagno, i pusher di strada, che nelle grandi città sono in maggioranza nordafricani, hanno meno risorse per armarsi e tentare la scalata ai livelli superiori.

Chi muove il mercato della droga sa che conviene poco proporre eroina ai ragazzi tra i 25 e i 30 anni. A meno che non siano vecchi consumatori: chi ha più di 25 anni o ha già usato l'eroina o non la usa più. Meglio puntare sui più giovani, tra i 14 e i 20 anni, che non hanno assistito alle stragi dei primi anni Novanta per overdose, epatite e Aids. E quindi sono più vulnerabili. Anche perché il passaggio da una droga all'altra, insieme con l'abuso di alcolici, è la caratteristica principale del nuovo consumo. Molti di loro fumano già abitualmente hashish (i consumatori di cannabis entro il 2010 potrebbero salire del 30 per cento secondo l'osservatorio milanese) e cocaina (è previsto un aumento del 40 per cento che porterebbe i cocainomani al 3 per cento della popolazione italiana tra i 15 e i 54 anni). (...)

Per leggere tutto l'articolo: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Baby-eroina/1953967&ref=hpstr1

 

adolescenti e coca (dal resto del carlino)

BOLOGNA - Ragazzine confessano di risparmiare sulla paghetta per comprare cocaina. «Nei casi estremi si può arrivare anche allo scambio. Ci sono adolescenti che si "vendono." La cosa più grave è che lo fanno senza averne consapevolezza. Di solito l’altro è un adulto. Cerca favori sessuali, difficilmente sono rapporti completi. Così l’integrità sembra preservata. La ‘ricompensa’ è quel che ti piace». Fabiana Forni, psicologa che lavora per il Comune, si occupa di adolescenti da dieci anni. Lavora soprattutto nei locali. Avvicina i ragazzi per informarli sui rischi di alcol e droghe. Cerca il contatto. Difficile. A volte sbatte contro situazioni scabrose. E non gira la testa dall’altra parte.

Scusi, sta parlando di una forma di prostituzione minorile?
«No, non è quella la definizione esatta. E’ vero però che certi ragazzine si vendono senza saperlo. Nei locali mi capita di vedere continuamente giovanissime praticamente svestite. Sembra un’offerta».

Non solo nei locali. Lo scambio, però, è una tappa successiva.
«Ci si arriva senza avere la coscienza di quel che sta accadendo, come fosse una cosa naturale. Così viene raccontata. Mi sono sentita dire da una sedicenne: ero con tizio, abbiamo pippato cocaina. Siamo stati un po’ insieme, ho fatto certe cose. Poi lui ha messo sul tavolo un’altra riga».

Perché ne parlano?
«Perché a un certo punto l’adolescente ha bisogno di confrontarsi con una persona che non lo giudichi. Dopo certe esperienze si sente triste, vuole capire se può continuare su quella strada. Cerca un parere. Indirettamente ti chiede: posso andare avanti? Ho fatto male?».

Quanto è diffuso lo scambio?

«E’ un estremo come l’altro, il dire: non farò mai l’amore prima del matrimonio. Nei locali incontro anche sedicenni che la pensano così. In un caso e nell’altro sono soprattutto ragazze. Le più sveglie, intendo sessualmente attraenti. Poi vedo anche tanti quarantenni che vanno in discoteca a tirar su le ‘bambine’. E questa è un’altra storia».

Che finisce come?
«Il patto è: tu stai con me, facciamo qualcosa insieme. Io ti offro da bere, ti offro la coca. L’adolescente non pensa di aver dato qualcosa di sé. Lo vede come uno scambio di favori».

La cocaina sembra ormai spopolare, anche tra i giovanissimi.
«In questi dieci anni ho visto un cambiamento netto. Prima gli adolescenti la disprezzavano proprio. La consideravano la droga dei ricchi, la droga di destra. Mentre la marijuana era per gli ‘sfattoni’, a sinistra».

I ragazzi intervistati hanno confidato: la compriamo quando possiamo, magari una volta al mese.
«Il problema è che il limite non dura».

Gli adolescenti che acquistavano cocaina la notte di San Silvestro davanti a un locale ripetevano continuamente il gesto di assaggiarla.
«E’ un luogo comune. Se la cocaina è buona, si pensa, è amara e ti deve addormentare la lingua perché è un anestetico locale. Invece sono le sostanze da taglio a dare lo stesso effetto. Moltissimo le anfetamine e anche la lidocaina, analgesico usato dai dentisti».

Usa. Candidato presidenziale: la marijuana è meno dannosa dell'alcol

L'ex senatore dell'Alaska Mike Gravel, durante la campagna elettorale per le primarie presidenziali per il partito democratico, ha dichiarato che "la guerra alle droghe e' fallita".
Nel suo intervento alla Phillips Exeter Academy rivolgendosi agli studenti ha dichiarato: "Sono sicuro che vi siete ubriacati con l'alcol, ma e' molto piu' innocuo consumare la marijuana. Con lo Scotch o il gin si perde piu' rapidamente la lucidita' che fumando la marijuana". Il senatore ha poi aggiunto che l'abuso delle droghe e' un problema di salute pubblica, non criminale, auspicando la regolamentazione delle droghe non il proibizionismo.

ADUC (associazione tutela consumatori) su Fini-Giovanardi

Italia. Countdown al secondo compleanno della legge Fini-Giovanardi

Ormai manca poco al secondo compleanno della Fini-Giovanardi, una delle leggi piu' repressive nel mondo occidentale contro il consumo ed il mercato delle droghe illegali. Era il 21 febbraio 2006 quando il Parlamento approvo' la legge di riforma sulle tossicodipendenze, modificando in fase di conversione un decreto legge per assicurare il corretto svolgimento delle olimpiadi invernali di Torino. All'epoca, molti Paesi che partecipavano ai giochi espressero preoccupazione per la possibile incarcerazione dei propri atleti fino a 20 anni se in possesso di sostanze dopanti. Ma le cose poi sono andate bene. Nessun arresto. Soprattutto, l'Italia conquisto' ben 11 medaglie, 5 d'oro e 6 di bronzo (nessun argento). E chissa' che non sia merito anche di Fini e Giovanardi. Ma l'opposizione di centro-sinistra in Parlamento mostro' tutto il proprio disappunto, sconcerto, rabbia e annuncio' dura battaglia. Queste alcune dichiarazioni di suoi esponent

  • Livia Turco (futuro ministro della Salute): "Mettere sullo stesso piano droghe leggere e droghe pesanti e' antiscientifico, ma soprattutto profondamente inefficace per il recupero delle persone. Purtroppo e' noto che al centrodestra e a Storace non stanno a cuore le persone, al contrario le usano all'inizio della campagna elettorale, dopo averle dimenticate per cinque anni, pensando di raggranellare un po' di voti. Ma le persone sono intelligenti e sapranno reagire ... Faremo di tutto perche' gli italiani reagiscano con la forza di una proposta alternativa: educare, prevenire, prendere in carico e non punire. Un programma molto, molto faticoso ma che certo potra' salvare vite umane, come hanno dimostrato tante comunita' e tanti operatori ai quali va il nostro ringraziamento e il nostro affetto".
  • Rosy Bindi (futuro ministro della Famiglia): "[E' una legge] che rispecchia l'impostazione punitiva e repressiva di questo governo che non tende ne' al recupero ne' alla riabilitazione, e che e' un proclama elettorale, da far vedere in comizi e dibattiti in televisione...Sara' una delle prime leggi che abrogheremo quando saremo al governo. Non perche', come qualcuno dice, il centrodestra e' contro le droghe e noi a favore, ma perche' cosi' come e' impostata e' una legge che puo' solo produrre gravi danni".
  • Alfonso Pecoraro Scanio (futuro ministro dell'Ambiente): "Legge oscena. Credo che Ciampi farebbe cosa buona a non firmare una serie di provvedimenti incostituzionali e propagandistici che stanno approvando in queste ultime settimane, strappati con la scusa di provvedimenti importanti e utilizzati invece per fare propaganda elettorale, sia nelle abboffate tv sia in queste leggi raffazzonate di questa legislatura... Devo dire che veramente questa destra sta dimostrando il suo peggior volto, anche rispetto alle altre destre europee: prima la legge per sparare, adesso questa che manda in carcere i tossicodipendenti".
  • Fausto Bertinotti (futuro presidente della Camera dei Deputati): "Questa idea che il governo ha avuto di immettere arbitrariamente in una misura legislativa delle Olimpiadi un tema gigantesco come quello della droga e' un'infamia!"
  • Francesco Rutelli (futuro vicepresidente del Consiglio): "Quella del centrodestra sulla droga e' una legge manifesto, politica e assolutamente carente, che da' una risposta sbagliata a un problema reale e che costringera' i nostri agenti, anziche' occuparsi della criminalita', a passare il tempo a schedare ragazzi".
  • Massimo D'Alema (futuro ministro degli Esteri): "E' una legge secondo me sbagliata che non affronta i veri problemi della droga, della tossicodipendenza, della prevenzione, della lotta al traffico. E' una legge che rischia di creare una contiguita' tra droghe leggere e pesanti, egualmente criminalizzate. E quindi si favorisce quel passaggio di un ragazzo dallo spinello alla cocaina e all'eroina che e' esattamente invece cio' che si dovrebbe combattere".
  • Paolo Ferrero (futuro ministro della Solidarieta' sociale con delega sulle tossicodipendenze): "Questo accanimento verso i comportamenti dei giovani e' senza precedenti e al limite della paranoia e mi fa venire in mente le pratiche inquisitorie. Pensare che i nostri ragazzi possano andare in galera per qualche spinello mi fa venire i brividi. E' intollerabile inoltre il fatto che venga inserita questa norma in un decreto per la pubblica amministrazione. Quando manderemo a casa Berlusconi riscriveremo tutto di sana pianta".
  • Romano Prodi (futuro Presidente del Consiglio dei ministri): "Non e' una legge organica che tiene presenti i problemi dei giovani, ma e' puramente punitiva. A tempo debito servira' una legge piu' organica, che offra una cornice complessiva".
  • Piero Fassino (leader del maggior partito di centro-sinistra): "Certamente la legge non puo' rimanere cosi', perche' non distingue tra droghe pesanti (che rappresentano un pericolo sociale serio) e droghe leggere, rispetto alle quali tutta la moderna psicologia ha un ben altro atteggiamento. Non si puo' pensare che l'unico strumento sia il carcere. Deve finire in carcere chi spaccia, non chi consuma".
  • Emma Bonino (futuro ministro del Commercio con l'Estero e delle Politiche europee): "Ormai in Italia c'e' una situazione in cui non ci sono piu' le liberta' personali, per farsi uno spinello bisogna andare in Olanda. Ormai per abortire con la RU486 bisogna andare in Svezia, per i Pacs in Francia, per la procreazione assistita in Spagna e per esercitare la ricerca in America. Viene da chiedersi se in Italia e' rimasta la liberta' di respirare".

Ma era, appunto... minoranza parlamentare, e quindi non poteva fare molto fino a quando non fosse nuovamente divenuta maggioranza di Governo. Infatti, il programma elettorale dell'Unione, "Per il bene dell'Italia," per le elezioni che si sarebbero svolte da li' a poche settimane annunciava la riforma:

"Educare, prevenire, curare. Non incarcerare. Per le tossicodipendenze non servono ne' il carcere ne' i ricoveri coatti. Lavoro, diritti e crescita camminano insieme. Alla tolleranza zero bisogna opporre una strategia dell’accoglienza sociale per la persona e le famiglie che vivono il dramma della droga, a partire dalla decriminalizzazione delle condotte legate al consumo (anche per fini terapeutici) e quindi dal superamento della normativa in vigore dal 1990. Occorre un reale contrasto dei traffici e la tolleranza zero verso i trafficanti. E' necessario rilanciare il ruolo dei SerT e dei servizi territoriali che in questi cinque anni sono stati sistematicamente penalizzati dai tagli alla spesa sociale; senza imporre un unico modello e salvaguardando il pluralismo delle comunita' terapeutiche, queste dovranno essere messe in rete con il servizio pubblico a cui spetta la diagnosi della dipendenza. Vanno sostenuti quanti, con approcci culturali e metodologie differenti, da anni sono impegnati a costruire percorsi personalizzati e percio' efficaci di prevenzione, cura e riabilitazione considerando le strategie di riduzione del danno come parte integrante della rete dei servizi. Il decreto legge del governo sulle tossicodipendenze deve essere abrogato." (pp.186-187)

Il 9 e 10 aprile si tengono le elezioni politiche, e la minoranza diventa maggioranza. Il cento-sinistra e' nuovamente al Governo. Il Governo Prodi II si insedia il 17 maggio 2006, a due mesi dall'approvazione della legge Fini-Giovanardi. Il programma dell'Unione diviene il "Programma del Governo 2006-2011". Le prime dichiarazioni del neo ministro della Solidarieta' Sociale con delega sulle tossicodipendenze lasciano ben sperare.

  • 22 maggio 2006: "Sono intenzionato a mettere mano in maniera strutturale alla 'macchina' della lotta alle dipendenze. Al contrario di quello che ha fatto il governo Berlusconi -sottolinea Ferrero- occorre distinguere nettamente tra droghe leggere e droghe pesanti".
  • 12 giugno 2006: "Stiamo lavorando per vedere quale puo' essere una forma rapida per sterilizzare gli effetti negativi della legge Fini-Giovanardi. E questo avverra' senz'altro entro l'anno".
  • 12 giugno 2006: "Credo che sia necessario avere la possibilita' di sperimentazioni, tra cui le 'stanze del buco'".
  • 14 giugno 2006: "E' intendimento del governo modificare radicalmente la normativa in tema di droghe in quanto riteniamo che non abbia avuto alcuna efficacia.
  • 21 giugno 2006: "Entro primavera [2007] avra' luogo la Conferenza governativa sulle droghe".
  • 5 luglio 2006: "Mi sento impegnato a lavorare alla costruzione di un disegno di legge in tempi brevi, che sia contemporaneamente il superamento della cosiddetta Fini- Giovanardi e la riscrittura delle regole...Questo governo ritiene che sia sbagliato l'approccio proibizionista, intanto perche' totalmente inefficace come dimostra l'evidenza scientifica. Non funziona".
  • 13 luglio 2006 a proposito della Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze: "Dai dati vengono confermate alcune riflessione fatte in questi mesi, e cioe' che l'indirizzo dello scorso governo non fosse efficace a contrastare il fenomeno, bensi' dannoso... Per questo stiamo lavorando a un disegno di legge che ridisegni la normativa sulle sostanze e che abbia la capacita' di cogliere il fenomeno nella sua interezza. La logica di fondo e' quella dei quattro pilastri: prevenzione, cura, riduzione del danno e lotta al narcotraffico".

Arrivano le vacanze agostane, e per ora solo due mesi di annunci. Ma diamo tempo al tempo...

3 settembre 2006: Ferrero: "Abrogheremo la legge Fini-Giovanardi e si tornera' alla distinzione tra droghe leggere e pesanti. Non si puo' mettere sullo stesso piano cannabis ed eroina. A cio' si aggiunge l'eliminazione delle sanzioni amministrative, che nella vita di un ragazzo producono lo stesso effetto di una sanzione penale".

Finalmente ci siamo?

9 ottobre 2006. Ferrero: "Il test del ddl sugli stupefacenti e' stato preparato e lo stiamo testando con gli altri ministeri competenti...Il provvedimento smontera' l' impianto della legge Fini-Giovanardi".

E poi ... appare lo spettro della "bioetica". Dopo i Pacs, i Dico, l'eutanasia, il testamento biologico, il doppio cognome, la ricerca con le staminali, la Ru486 e la pillola del giorno dopo, la "bioetica" divora anche la droga, improvvisamente divenuta "tema sensibile".

14 ottobre 2006. Ferrero: "Questo non e' un governo di sinistra, e' una coalizione in cui coesistono culture di fondo molto diverse. Il tema delle sostanze tocca un tasto, quello del piacere, che e' un nervo scoperto delle culture, e questo rende piu' difficile la discussione. Il mio obiettivo per portare a casa un risultato non e' una splendida legge, ma una legge che riduca il danno fatto dalla normativa varata dal precedente governo".

Ma non tutto sembra ancora perduto, la bioetica non ha ancora divorato qualsiasi impulso ad agire. Ci prova il ministro Turco...

3 novembre 2006: Il ministro della Salute, Livia Turco, raddoppia per decreto le quantita' massime di cannabis ad uso personale contenute nella legge Fini- Giovanardi (da 0,5 a 1 grammo di principio attivo). In altre parole, si finisce in carcere per spaccio se si e' trovati con piu' di 1 grammo di principio attivo di cannabis. Non e' proprio l'abrogazione della legge, ma qualche giovane in meno potrebbe risparmiarsi il carcere.

...ma "e' subito polemica" (come amano titolare i giornali). Questa volta pero' il centro-sinistra ha la maggioranza per far valere il suo programma elettorale. Giusto? ...

  • 17 novembre 2006. Ben 51 parlamentari dell'Unione, guidati da Paola Binetti, Luigi Bobba, Emanuela Baio, scrivono una lettera al ministro Turco: "non ci e' parso saggio ne' prudente emanare in questo momento un provvedimento di tale portata".
  •  
  • 19 novembre 2006. Turco difende il suo decreto: "Esso e' in grado di correggere solo in minima parte le storture della legge voluta dal Governo Berlusconi. Lo dico con amarezza perche' quelle vite di giovani in carcere, anche per uso occasionale di droghe leggere, e' una sconfitta di tutti e non solo di una legge".
  •  
  • 27 novembre 2006. Intanto Ferrero continua ad "annunciare": "Nella nuova legge all'esame del governo non sara' prevista alcuna tabella: sara' il magistrato, volta per volta, a decidere se si tratta di spaccio o di consumo".

... giusto!

29 novembre 2006. Il Senato, commissione Sanita', boccia il decreto Turco con un ordine del giorno presentato e votato da senatori dell'Unione, tra cui Anna Serafini che sull'Unita' dichiara: "Ho salvato il Governo". E sibillinamente dice: "chiedo all'Unione una cosa: sui temi eticamente sensibili che metodo sceglie per formulare i contenuti?".

Comunque Ferrero continua ad "annunciare" linee, indirizzi, e piani

  • 2 dicembre 2006. E Ferrero "annuncia": "L'elemento di convergenza all'interno della maggioranza e' che tutti dicono 'no alla galera per i consumatori' e chiedono responsabilizzazione, informazione e costruzione di un percorso di prevenzione. Questo e' il principale mutamento rispetto al precedente governo che ha lavorato soprattutto sulla repressione".
  •   5 dicembre 2006. Al via la nuova Consulta nazionale sulle dipendenze voluta da Ferrero, il cui compito e' quello di tracciare le linee di modifica all'attuale legislazione "attraverso un confronto interno al governo ma anche tra chi e con chi opera in trincea".
  • 7 dicembre 2006. Ferrero: "Siamo in una fase in cui e' bene avere una discussione approfondita su come superare l'attuale legislazione che non funziona. Le politiche di centrodestra non hanno portato alcun risultato se non il raddoppio dei consumi di coca e cannabis".

Arrivano le prime linee (?) ...

20 dicembre 2006. Ferrero mostra a Antonio Maria Costa, direttore dell'Ufficio delle Nazioni Unite sulla Droga ed il Crimine, "le nuove linee della politica sulle dipendenze decise dal Governo italiano".

...ed il seminario di governo

11-12 gennaio 2007. I ministri partecipano al "Seminario di Governo" presso la Reggia di Caserta, sull'attivita' dell'Esecutivo per l'anno nuovo. Ma nel programma, di tossicodipendenze non c'e' traccia: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/seminario_caserta/inde x.html In realta' se ne discutera', ed il prodotto e' un pamphlet di alcune decine di pagine, pieno di diagrammi, grafici, intenti, etc.

Intanto il ministro Amato fa quello che ama fare: lanciare gli allarmi

2 febbraio 2007. Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, lancia l'allarme: "In Italia c'e' un consumo gigantesco di cocaina, una spaventosa domanda di cocaina. Non si puo' chiedere alle forze dell' ordine di contrastare se c'e' una tale domanda che viene dalle famiglie, dagli italiani adulti, dagli italiani giovani adulti". Ferrero commenta: "Come la Bossi-Fini non ha ridotto ma ha anzi contribuito a far crescere il fenomeno della clandestinita' tra gli immigrati, anche la Fini- Giovanardi non ha in alcun modo ridimensionato la diffusione di una sostanza come la cocaina". Incidentalmente, anche la legge Bossi-Fini e' sempre in vigore. Il ministro illustra al Senato le linee guida della legge sulla tossicodipendenza che sostituira' la Fini-Giovanardi.

E poi Bindi: la droga non e' priorita'

10 febbraio 2007. Rivolgendosi al sottosegretario alla Solidarieta' sociale, Cristina De Luca, il ministro Bindi consiglia: "Consiglierei al tuo ministro di avere piu' fretta sull'immigrazione che sulla droga".

Cosi', il 21 febbraio 2007 si festeggia il primo compleanno della legge Fini-Giovanardi, rimasta completamente immodificata nei 10 mesi di governo Prodi. Anno nuovo, vita nuova?

13 marzo 2007. Ferrero va all'Onu e chiede la depenalizzazione del consumo personale di droghe. Ma anche l'Onu, come il suo Governo, non lo ascolta.

E dopo il Senato, anche il Tar boccia il decreto Turco. Il Governo annuncia ricorso al Consiglio di Stato...

21 marzo 2007. Su ricorso del Codacons, il Tar Lazio annulla il decreto Turco. Si finisce in carcere come spacciatori con quantita' superiori a 0,5 grammi di principio attivo di cannabis. Turco e Ferrero annunciano il ricorso al Consiglio di Stato. Turco: "In genere rispetto le sentenze. Ma in questo caso faro' ricorso al Consiglio di Stato". Ferrero: "Piena condivisione con quanto affermato dalla Ministra Livia Turco sulla necessita' di impugnare il provvedimento".

...ma poi ci ripensa e fa buon viso a cattiva sorte

22 marzo 2007. Il Governo non ricorre contro la sentenza del Tar, nel giro di 24 ore divenuta sentenza "positiva". Turco: "Nelle motivazioni della sentenza trova piena conferma l'ipotesi gia' prospettata dal Ministro della Salute... Ora il compito del Governo e' accelerare al massimo la stesura e la presentazione del disegno di legge che modifica la Fini- Giovanardi, un provvedimento che si e' mostrato inutile per contrastare il consumo delle sostanze stupefacenti". Ferrero va oltre: "Il governo non intende ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha annullato il decreto Turco sulla cannabis, ma annullera' il decreto del precedente governo che fissava le quantita' massime di droga detenibili senza incorrere in sanzioni penali".

E Ferrero "annuncia"...

22 marzo 2007. Ferrero annuncia: a giorni decreto per eliminare le tabelle della Fini -Giovanardi. Forse ci siamo? Certo!

...e cerca gli "indirizzi"

29 marzo 2007. Ferrero difende l'operato del Governo: stiamo attuando la legge Fini -Giovanardi. "Nessuno sta sabotando l'attuazione di una legge che viene attuata e per le parti significative viene attuata dalle forze di polizia". Poi prende tempo: "Il Governo non ha ancora predisposto un disegno di legge in materia di modifica della normativa perche' stiamo costruendo un percorso partecipato. Stiamo quindi ancora in una fase di costruzione degli indirizzi". Gli indirizzi...

Il disegno di legge viene illustrato alla Consulta

29 marzo 2007. Ferrero illustra il suo disegno di legge alla Consulta sulle tossicodipendenze. Secondo indiscrezioni, il ddl e' frutto di una lunga mediazione tra le forze della maggioranza, vuole superare la Fini- Giovanardi trovando una sorta di 'terza via' tra la legge del precedente governo e la legge 309. Insomma una terza via tra una legge proibizionista ed una iperproibizionista (semi-iper-proibizionista?).

Poi il giardinaggio

9 maggio 2007. Il ministro Turco, ispirata dal sindaco di centro-sinistra di Torino (nel frattempo divenuto proibizionista), propone: "puniamo i consumatori con il giardinaggio". E ribadisce: "La mia priorita' e' sostenere una campagna forte e decisa con un unico slogan: no alle droghe, tutte le droghe".

Ed ecco i kit antidroga per le famiglie...

11 maggio 2007. Il ministro Turco annuncia test antidroga obbligatori per i lavoratori con lavori rischiosi per gli altri e apprezza l'idea del sindaco di Milano di offrire gratuitamente kit antidroga alle famiglie: "Non mi pare sciocca come idea, anzi ammetto che mi intriga. So che e' una cosa rischiosa, potrebbe mettere in crisi il rapporto con un figlio, i ragazzi potrebbero rifiutarsi, ma credo sarebbe un test di verita' nella relazione tra genitori e ragazzi". Qualcuno le suggerisce anche la macchina della verita', strumento altrettanto efficace ma anche in altri ambiti dove i figli potrebbero dire qualche bugia. Ma Turco non recepisce.

... ed il Nas nelle scuole

8 giugno 2007. In attesa di una modifica della legge, il ministro Turco annuncia: mandero' i Nas con cani antidroga nelle scuole. A chi le fa notare che la cosa e' piuttosto repressiva, lei risponde: "Bisogna solo mettersi d'accordo sul concetto di prevenzione, che secondo me non significa tolleranza, bensi' dare educazione e regole, combattere lo spaccio in tutte le sue forme e garantire ambienti sani e sicuri ai nostri ragazzi". Un particolare, con la legge Fini-Giovanardi ancora in vigore, lo studente che viene pescato con piu' di 0,5 grammi di principio attivo di cannabis rischia di finire in carcere alla stregua di un narcotrafficante.

E poi: "e' colpa di Ferrero"

8 giugno 2007. Turco ammette che la modifica della Fini-Giovanardi non avverra' a breve: "e' ineludibile che vi sia una pluralita' di accenti". E da la colpa a Ferrero: "Il ministro coordinatore non sono io, ma il ministro della Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero".

...e Ferrero "annuncia" e "riannuncia"

  • 25 giugno 2007. Ferrero annuncia: pronto il ddl del Governo sulle tossicodipendenze!
  • 27 giugno 2007. Ferrero (ri)annuncia: Saranno riviste le tabelle a seconda della pericolosita' delle sostanze stupefacenti.

Vacanze agostane. Poi Ferrero riprende a "ri-riannunciare"

  • 6 settembre 2007. Dopo il suicidio di un giovane che era stato trovato in possesso di hashish (e per questo era stato dato in pasto ai quotidiani locali), Ferrero promette: cambieremo la Fini-Giovanardi.
  • 19 settembre 2007. Ferrero (ri-ri-ri)annuncia: abbiamo raggiunto un'intesa sul disegno di legge del governo sulla droga. "Per ragioni di discussioni interne al governo, a volte piu' semplici a volte meno, i tempi sono stati molto dilatati".

Ma l'intesa non c'e', e' Ferrero degrada l'"annuncio" in "auspicio"

8 ottobre 2007. "La relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia evidenzia il fallimento della legge Fini-Giovanardi e la necessita' di intervenire sulla materia. Per questo auspico che il Consiglio dei Ministri discuta rapidamente della nuova legge sulle tossicodipendenze".

A Torino intanto qualcosa si muove sull'istituzione di una sala del consumo. Ferrero e Turco favorevoli, ma...

19 ottobre 2007. Turco e Ferrero esprimono parere favorevole alla proposta discussa in Consiglio comunale a Torino di istituire una stanza del consumo. Ferrero: "Sono d'accordo, il fenomeno va combattuto e questo e' un esperimento per vedere se siamo in grado di fare qualche passo in avanti nel controllo delle tossicodipendenze e per cercare di risolvere i problemi che si verificano nelle nostre citta'". Turco: "Sono certamente d'accordo, se mai eviterei la definizione di 'stanza del buco' che e' del tutto fuorviante".

...poi ci ripensano

21 ottobre 2007. In una lettera al Sindaco di Torino, Turco scrive: "l'attivazione di una sperimentazione nel senso proposto richiede comunque un intervento di livello legislativo, che –mediante un’apposita disciplina derogatoria rispetto alle previsioni del Testo unico sugli stupefacenti (D.P.R. 309/1990), come recentemente modificato dalla legge Fini-Giovanardi (Legge 49/1996)– ponga sia i tossicodipendenti, sia gli operatori sanitari coinvolti nella sperimentazione stessa al riparo dal rischio di irrogazione delle sanzioni previste dalla norme vigenti e consenta di mantenere l’iniziativa in un ambito di sostanziale rispetto degli impegni che lo Stato ha assunto con le convenzioni internazionali in materia di stupefacenti". Insomma, le narcosale sono illegali fino ad una modifica della legge Fini-Giovanardi... Anche Ferrero sembra averci ripensato: "Sul versante della riduzione del danno in materia di tossicodipendenza l'Italia appare ancora indietro rispetto ad altri Paesi europei e, per recuperare terreno, occorrerebbe cambiare a livello normativo poiche' con l'attuale legislazione e' sostanzialmente impossibile".

Ferrero e' pessimista...

27 novembre 2007. Ferrero ammette l'evidenza: "Ne' sull'alcol ne' sulla droga non si e' mai arrivati neppure ad una discussione all'interno del consiglio dei Ministri".

...e poi, dopo le "linee" e gli "indirizzi" arriva il "piano"...

  • 28 novembre 2007. Ferrero annuncia la discussione in Consiglio dei ministri del "Piano d'azione sulle droghe". E ri(ri-ri-ri-ri)badisce: "segnalero' a Prodi la necessita' di una rapida discussione in tal senso da parte del governo".
  •   29 novembre 2007. Il Governo approva "Il Piano italiano di azione sulle droghe". Finalmente si cambia!

...ma si chiama -appunto- "piano d'azione", e non "azione". La legge Fini -Giovanardi e' sempre li'. Comunque Ferrero e' ottimista e riprende subito ad annunciare.

29 novembre 2007. "Entro fine anno si avviera' finalmente la discussione in seno al Governo per superare la legge Fini-Giovanardi sulla droga".

Ma a pochi giorni dalla fine dell'anno niente discussione "in seno"

17 dicembre 2007. "Il Consiglio dei ministri non riesce a discutere. Il disegno di legge e' bloccato". E fa appello alla stampa: "I mass media dovrebbero informare sugli effetti delle sostanze sia legali che illegali, in maniera piu' razionale possibile".

 

Diario di un rave

2 giorni fa ero ad un rave.. una fabbrica enorme, mille stanzoni grandissimi, corridoi, camere e cortili abbandonati... e in mezzo lui, il sound, muro di casse alto 3 metri e lungo 15.. ovunque per il sito ci sono campers e macchine "special", gente che ti chiama per chiederti se vuoi prendere qualcosa per rendere l'atmosfera più viva..
quella sera sono arrivato lì sapendo già che avrei voluto provare un beverone di acqua e cristalli... mi aveva sempre attirato l'idea e nella mia gamma di "esperimenti" mancava ancora quella componente.. ebbene, la prima bottiglia da 33cl se ne va in 5 minuti, divisa tra noi 5 o 6 amici.... poi, dopo circa mezz'ora, arrivato l'ultimo di noi alla festa, si festeggia con una bottiglia da 1 litro.. per farla breve 1,5 g di cristalli se ne vanno in 45 minuti, contando che su 6 eravamo 3 maschi molto "assetati" e 3 ragazze relativamente più tranquille... dopo un tempo non precisato, cmq poco dopo la seconda bottiglia, tutti vengono attirati dalla musica e partono in massa verso il sound, mentre uno di noi aveva iniziato a fare dei disegni sui muri... capite le nostre intenzioni si gira verso di me e mi dice "voi andate, tranquilli io resto un pò qua a disegnare"...
a quel punto, capito l'andazzo (lui è sempre stato quello che mi ha fatto viaggiare mentalemente ad ogni occasione "psicoattiva") ho deciso di seguirlo e rimandare la danza... e dopo un pò, in concomitanza con il picco dell'effetto, ho capito di aver fatto la cosa giusta: abbiamo cominciato a parlare dei disegni, ed io ho iniziato a fare discorsi molto profondi (o almeno così mi sembrava) su ciò che secondo me significa disegnare per lui... evidentemente sarò stato troppo profondo (o più probabilmente era salita anche a lui) fatto sta che all'improvviso smette di disegnare, si gira con la bocca aperta e gli occhi da cucciolo di cane, mi abbraccia e mi dice "dopo quello che hai detto devo dedicarti un disegno"... troviamo una parete abbastanza grande e lì tocchiamo il momento di feeling più intenso: lui disegna e io gli parlo, il tutto sempre più velocemente... le parole si mischiano con i tocchi di colore, le sfumature con i silenzi... in quel momento sento un senso favoloso senso di felicità, una felicità pura, mai provata.. dopo un pò però succede una cosa che ci lascia molto tristi: si avvicina una ragazza che ci chiede cosa facciamo, di dove siamo... insomma un'altra che come noi aveva un'intensa voglia di comunicare.. noi siamo felici di questo, parliamo e sorridiamo, lontani dall'essere maliziosi o aggressivi.. però all'improvviso da dietro spunta un ragazzo dall'aria evidentemente alterata dal fatto che stessimo parlando con la sua amica.. la porta via subito mentre un terzo ragazzo lo calma..
questa scena mi ha fatto male, ma evidentemente ha fatto ancor più star male il mio amico: lo vedo girarsi verso di me con una faccia da bambino offeso... faceva sinceramente tenerezza.. ritorna al suo disegno, ma questa volta muovendosi a scatti, dicendomi "questo disegno te lo sto finendo proprio con cattiveria... il mondo è brutto"... questa cosa mi ha fatto pensare...
passato questo momento intenso torniamo dagli altri... ora non sto a raccontare precisamente tutto ciò che è successo: dico solo che dopo un pò ho chiesto a un mio amico di accompagnarmi in un posto, ho sgomiato in tutta tranquillità un pò din birra e da lì sono stato di nuovo meglio.. ho passato tutta la notte e la mattina a ballare 15 minuti e poi a girare trotterellando per 10 minuti salutando la gente, aiutando quelli che non stavano bene e parlando con altri come me.. poi il pomeriggio a casa, cena veloce alle 5 e poi a nanna... stamattina? fresco come una rosa..

 

so che fa male, so che è illegale, ma non posso negare che prenderlo sia una delle esperienze più ricche di sensazioni che abbia mai provato... la parola d'ordine in queste cose è sempre LIMITE: io stavo bene, ma vedevo gente davvero in stati pietosi, piegati da altre sostanze a cui evidentemente non possono più rinunciare.. sostanze che ho provato anch'io, ma solo per un istinto di esplorazione che mi spinge a testare una e una sola volta le cose per capire cosa mi danno... tutto ciò a volte mi fa paura, ma posso dire che finchè si conserva un minimo di amor proprio, un minimo di speranza per il proprio futuro, va da se che il limite viene autoimposto..

non sono nessuno per dirlo, ma mi raccomando: quella non è la vera vita, è solo una percezione alterata da un processo di inibizione chimica.. facciamo sempre in modo che il cervello funzioni, che di questi tempi ce n'è bisogno...
 
ciao
 
adreno.chrome Tedo

divieto di cura

Segnalo questo interessante articolo di rivistaonline sul tema del diritto di terapia negato.

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