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Novità

Kava (Piper methysticum) come sostitutivo naturale ed economico di tranquillanti ed ansiolitici

In Oceania la kava è usata come afrodisiaco, tonico, stimolante, per curare la gonorrea e l'elefantiasi, come analgesico sia interno che esterno, come calmante per i bambini, per risolvere problemi bronchiali, come antidoto per la puntura di insetti o pesci velenosi, e per indurre un innalzamento della soglia del dolore durante le procedure di tatuamento.

Nella fitoterapia occidentale, preparazioni a base di kava venivano usate nel trattamento di ansia, tensione e irrequietezza e per incrementare concentrazione e performance. Le preparazioni in cui la kava viene abbinato all'iperico (Hypericum perforatum L.) sono usate come antidepressivo. La tintura madre viene usata in omeopatia per alcune condizioni come stati di eccitazione ed esaurimento.

Ci sono prove che i kavapironi siano in grado di legarsi ai recettori GABA, e quindi mostrano affinità col Valium.

Studi farmacologici condotti su soggetti sani utilizzando quantitativi che vanno da 210 mg fino a 600 mg di kavapironi hanno dimostrato notevole affievolimento degli stati d'ansia, considerevoli miglioramenti nella qualità del sonno e nella processazione delle informazioni da parte del cervello, mentre i tempi di reazione rimangono inalterati.

Questa pianta miracolosa purtoppo adesso può soltanto essere venduta come prodotto da collezione (non per uso umano) a causa di un provvedimento del ministero della salute.

Ricordiamo che questo provvedimento a stato emanato a conseguenza di "alcune segnalazioni" di presunta epatotossicità e che nessuno studio è stato approntato per confermare tali affermazioni.
Teniamo a ricordare che la Kava potrebbe sostituire numerosi farmaci e potrebbe essere a disposizione di tutti ad un costo molto basso.
Probabilmente questo fantastico vegetale potrebbe essere effettivamente pericoloso, ma sarebbe naturale averne la certezza così da non rimanere con l'amarezza di aver perso un'occasione o il dubbio di essere vittime di una manovra lobbystica.

Romero Vadillo sulla canapa

(...) E' perfettamente possibile incominciare con la marijuana. Non si tratta di fare l'apologia di questa sostanza come le tante che circolano in Internet. Ma e' evidente che si tratta di una droga ingiustamente demonizzata, quando invece e' legale l'alcol violento e assassino, colpevole della stragrande maggioranza degli incidenti mortali sulle strade, o lo e' il tabacco -droga inutile, per nulla divertente, dall'effimero effetto placebo- drogante fino alla disperazione e indubbiamente mortale. Il tabacco cattura quasi tutti coloro che lo consumano e una buona parte li uccide. Anche l'alcol cattura e distrugge. Non tutti, ma molti. Uccide anche chi non c'entra. E il proibizionismo ha dimostrato il suo fallimento dove e' stato imposto. Nel caso dell'alcol in Usa, dodici anni sono stati sufficienti per consentire enormi affari alle mafie che gia' operavano in altri mercati clandestini. Quando Roosvelt fece cessare quello sproposito puritano, si passo' dal proibizionismo alla liberta' assoluta, e cosi' nacque un mercato multimilionario che ha abusato della pubblicita', ancora piu' di quanto facciano i produttori di tabacco oggi colpevolizzati.

La politica che si sta adottando con il tabacco e' un'opzione piu' razionale. Si cerca di restringere gli spazi pubblici dove si puo' fumare e si sta eliminando la pubblicita', ma senza proibire ne' la vendita ne' il consumo. Questo e' un esempio di regolazione severa del commercio di un prodotto che da' dipendenza, dannoso per la salute e con conseguenze sociali, e nello stesso tempo a nessuno verrebbe in mente di proibire completamente il tabacco. Perche' subito sorgerebbe il mercato nero e si moltiplicherebbero i profitti del crimine organizzato. La marijuana e' meno dannosa. Nessuno e' mai morto di overdose da Thc; anche perche' ci sono modi di assumerla che evitano la combustione e gli effetti nei polmoni, e comunque crea molta meno dipendenza. Chi fuma spinelli non aggredisce il prossimo come puo' farle un ubriaco, e sebbene siano un pericolo al volante, non lo sono piu' degli ubriachi che si sentono campioni di Formula 1. L'atteggiamento dello Stato dovrebbe essere uguale in ambedue i casi: tolleranza zero per chi guida in stato di ebbrezza o abbia assunto marijuana. Ma se non si guida e se non si coinvolge il prossimo, allora, sia chi ha bevuto, sia chi ha assunto cannabis devono essere rispettati dagli altri. (...)

Jorge Javier Romero Vadillo, docente di Scienze Politiche messicano

http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=17286

cocaina e amigdala

Che la cocaina fosse capace di danneggiare il cervello era già noto. Ciò che non si sapeva è che essa agisce su di una ben determina zona del cervello, l'amigdala, una di quelle coinvolte nel processare le emozioni e comportamentali.
Grazie alla risonanza magnetica per immagini (IRM), Nikos Makris ed i suoi colleghi del Massachusetts General Hospital di Boston hanno analizzato il cervello di 27 cocainomani. Altri soggetti, non consumatori della sostanza, costituivano il gruppo di controllo. I ricercatori hanno potuto osservare che l'area del cervello in questione, nelle persone dipendenti dalla cocaina, era di più piccole dimensioni rispetto a quella delle persone non dipendenti, anche se non c'era una correlazione diretta con il livello di consumo.
Nel cervello, l'amigdala fa parte delle aree del cervello che presidiano le funzioni legate al comportamento, alle emozioni e alle emozioni e alla memoria, influendo sulla capacità di giudizio e sulle nostre azioni. Ciò spiegherebbe perché i cocainomani hanno enormi difficoltà nel valutare e nel temere le ripercussioni del loro comportamento autodistruttivo.

oltre il velo di māyā...?

Noi abbiamo settanta o ottanta siti recettori per vegetali molto specifici nel nostro cervello. [1]

C'è stato qualche diavolo che ci ha dato tali recettori nei nostri cervelli? Le religioni hanno demonizzato questi vegetali perchè ottengono effetti come quelli dei loro riti: aprono nuove prospettive e visioni, che hanno a che fare con l'illuminazione, lo sguardo interiore, la rivelazione. [2]

[1] Timothy Leary, A New Behaviour Change Program Using Psilocybin, in "Psychotherapy", vol. 2, n. 2, luglio 1965, pp.61-72
[2] Timothy Leary, Caos e cibercultura, Apogeo, Milano, 1996

 

Perchè la natura ci ha dotato di questo magnifico arabesco di recettori? La natura ha mai fatto qualcosa per caso?

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Scozia. Soldati prendono droghe per non andare in Afghanistan

Soldati consumano droga deliberatamente per evitare di partire per l'Afghanistan. Diciassette soldati delle compagnie di Argyll e Sutherland Highlanders sono stati allontanati dall'esercito per essere risultati positivi a droghe di Classe A. Quelli di Argylls sarebbero partiti per l'Afghanistan nel marzo 2008.
L'esercito ha dichiarato che qualche membro dell'esercito ha desiderato essere "scoperto positivo" perche' cio' significava venire immediatamente allontanato.
Un soldato ha dichiarato alla stampa: "Lo abbiamo fatto perche' non vogliamo morire in Afghanistan. Qualcuno potrebbe pensare che siamo codardi, ma significa che non ha mai visto la morte in faccia. Non siamo pronti per andare in guerra, e non c'e' altro modo per evitarlo. Chiediamo solo all'opinione pubblica di non essere troppo severa con noi". E un altro ha aggiunto: "Posso assicurare che questi soldati volevano essere scoperti. E' il modo piu' veloce per uscire dall'esercito, grazie alla politica di tolleranza zero applicata. Sono giovani, inesperti e impauriti di dover andare in Afghanistan. Qualcuno potrebbe definirli codardi, ma e' qualcosa che spaventa i piu' giovani".
La madre di un soldato risultato positivo ha dichiarato: "Mio figlio e un altro ragazzo hanno preso droghe per il terrore di andare in guerra senza alcuna esperienza".
Dal 2001, ottantatre' soldati britannici sono morti in Afghanistan.
I diciassette soldati sono risultati positivi durante una pausa a Cancun, in Messico.

Legislazioni europee sulle droghe

Legislazioni europee sulle droghe

Inghilterra
Dal 2003 la cannabis è stata declassata dalla tabella B alla tabella C delle sostanze stupefacenti (e quindi equiparata a farmaci come gli antidepressivi o gli steroidi anabolizzanti). Inoltre dal Gennaio 2004 il possesso personale di cannabis (solitamente fino a 50 g) non è più punito con l'arresto tranne quando il consumo avviene in presenza di minori o in luoghi pubblici. In tutti gli altri casi la polizia si limita a confiscare la sostanza e a sanzioni amministrative. Il provvedimento sancisce una depenalizzazione di fatto già praticata dalla polizia. Proprio i bobbies, resisi conto che la battaglia contro le canne è impossibile, hanno chiesto di poter dirottare altrove le proprie energie. Con questa nuova normativa in Inghilterra si è riusciti a ridurre del 33% gli arresti per cannabis. Anche la vendita dei funghi psilocibinici e cactus mescalinici è comune e tollerata.

Belgio
Dal 2003 il parlamento ha depenalizzato l'uso personale di cannabis. Chi ha compiuto 18 anni può detenere e consumare fino a 5 grammi di marijuana a condizione che non turbi l'ordine pubblico. Nel 2006 è nata anche un'associazione di coltivatori di cannabis (solo i membri hanno accesso alle stanze di coltivazione e alla cannabis). Ad Anversa, una piantagione di cannabis è stata autorizzata dalle autorità per evitare che i consumatori si rivolgano agli spacciatori.

Germania
Il consumo non è reato per nessuna sostanza. E' possibile fumare e detenere cannabis per uso personale in quantità che variano a seconda dei Lander: da un minimo di 6 grammi in Baviera a un massimo di 30 grammi nella regione dello Schleswig-Holstein. Ad Amburgo è possibile girare con una barretta di hashish, basta che non sia "più grande di una scatola di fiammiferi". Per chi supera la soglia sarebbe previsto anche il carcere, ma ha fatto storia una sentenza della corte federale che nel '94 ha prosciolto un uomo trovato con 5 chili di hashish e ha invitato i legislatori a cambiare regole. Dal 2005 a Berlino l'acquisizione di 10 grammi di hashish per uso personale non è punito. Il Senato berlinese ha infatti liberalizzato il consumo di questa sostanza e ha stabilito che anche 15 grammi non dovrebbero di regola essere sanzionati.

Italia la cannabis è illegale, inserita nelle stesse tabelle di eroina e cocaina. La legislazione attualmente vigente (Decreto Fini-Giovanardi) fissa limiti di quantitativi di principio attivo, superati i quali si prefigura il reato di spaccio. La coltivazione di canapa è punita con 6-20 anni di reclusione, sequestro di passaporto e patente di guida e un percorso di recupero in una struttura per tossicodipendenti anche se recentemente la Cassazione ha emesso sentenze di assoluzione riguardo le coltivazioni per uso personale e ornamentale.

Danimarca
Non esistono sanzioni per il semplice consumo, rimangono però vietati esportazione, importazione, vendita, commercio, la consegna, la ricezione, e il possesso, che sono definite come offese criminali. Nel quartiere parzialmente autogovernato di Christiania, a Copenaghen, la vendita di droghe leggere è tollerata.

Olanda
Dal 1976 è meta di pellegrinaggio per chi vuole fumare in un coffee-shop senza nascondersi. E' legale vendere ai maggiori di 18 anni fino a 5 grammi di cannabis, così come legale è la vendita di funghi e cactus psicoattivi. Per le droghe pesanti, pur essendo illegale la vendita, il consumo non è punito, e per eroina e cocaina è tollerato il possesso fino a 1 grammo, così come lo è il possesso di 1-2 pasticche di ecstasy.

Spagna
Il consumo di tutte le sostanze stupefacenti è depenalizzato dal 1992. Sono previste sanzioni amministrative anche per chi possiede piccoli quantitativi: di fatto la cannabis è ovunque tollerata. La coltivazione domestica anche, e in città è facile vedere finestre con luce da HPS e nessuno si nasconde. Recentemente diversi "cannabis clubs" sono stati fondati in Spagna, la cui legalità è stata confermata da tribunali in Catalogna e Regione Basca. Le persone si uniscono per coltivare cannabis insieme e distribuirla ai membri del club a prezzo di costo.

Portogallo
Da 2006 il consumo di tutte le sostanze non è più reato penale.

Svizzera
Fumare in Svizzera comporta una sanzione amministrativa e il sequestro della sostanza in questione. Il consumo è comunque ovunque depenalizzato e tollerato. Esperimenti di legalizzazione sono stati condotti in alcuni cantoni.

Contenuto Redazionale Firmate la petizione "Il Triangolo Nero - Nessun popolo è illegale"

Contro la discriminazione a la persecuzione degli stranieri.

di cosa si muore in italia?

Secondo i dati diffusi dal Ministero della salute, in occasione della presentazione del programma "Guadagnare salute", la principale causa degli anni di vita persi in disabilità è la droga legale tabacco, che occupa anche la seconda posizione come causa di morte prematura nel nostro paese. Seguono dunque le patologie legate all'errata alimentazione e alla mancanza di attività sportiva, quindi l'abuso della droga legale alcol.

MORTI
1) Ipertensione arteriosa 21,7%
2) Fumo di tabacco 18,8%
3) Ipercolesterolemia 11,1%
4) Sovrappeso/obesità 10%
5) Inattività fisica 5%
6) Basso consumo di frutta e verdura 3,5%
7) Comportamenti sessuali a rischio
8) Abuso di alcol

ANNI DI VITA PERSI IN DISABILITA'
1) Fumo di tabacco 12%
2) Ipertensione arteriosa 8,9%
3) Sovrappeso/obesità 8,4%
4) Abuso di alcol 5,9%
5) Ipercolesterolomia 5,7%
6) Inattività fisica 3,1%
7) Abuso di droghe 2,2%
8) Basso consumo di frutta e verdura 2%

Ricordiamo altresì che secondo la Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia

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, nel 2006 in Italia si sono registrati 24.000 decessi per alcol e appena 517 per l'uso di tutte le droghe illegali messe assieme (chiaramente per cannabis ZERO). I morti per tabagismo sono stati invece 80.000.
Si obietterà che l'enorme disparità in termini numerici sia imputabile alle diverse % di utilizzo, però secondo l'ultimo Rapporto dell'Osservatorio epidemiologico sulle tossicodipendenze, a Bologna, a livello giovanile, il consumo di cannabis è addirittura del 5% superiore a quello di alcol.
Nel 2005 i pedoni deceduti in Italia a causa di incidenti stradali sono stati invece 703, ovvero più delle persone morte in conseguenza dell'uso di droghe illegali.

Quella che segue è la prima tabella basata su dati di fatto scientifici relativi al danno causato agli individui e alla società dalle diverse droghe. Elaborata da consulenti del governo inglese, è stata poi ignorata dai ministri per via dei suoi risultati controversi:

1: Eroina
2: Cocaina
3: Barbiturici
4: Metadone di strada
5: Alcol
6: Ketamina
7: Benzodiazepine
8: Amfetamine
9: Tabacco
10: Buprenorfina
11: Cannabis
12: Solventi
13: 4-MTA
14: LSD
15: Metilfenidato
16: Steroidi anabolizzanti
17: GHB
18: Ecstasy
19: Nitrito di alchile
20: Khat

Scarica il testo integrale dello studio in italiano!

fonti:
Droghe: la realtà dei fatti - The Indipendent
Droghe, la hit dei rischi. Legge da rivedere? - Guido Blumir
Alcol e tabacco più pericolosi di cannabis - ANSA

giovani e alcol

Nel 2002, tra gli under 16, si contano 723mila consumatori di bevande alcoliche. Rispetto al 2001 si registra un calo pari al 3,6 %, sostenuto dalle teen-agers (-12,6 %). Fanno però da contraltare le tendenze di medio periodo 1998-2002, mentre per i 15enni e i 16enni si registrano diminuzioni nel numero di consumatori, sono proprio i più giovani, i 14enni, a registrare un incremento del 9,2%. Dati che confermano alcuni studi in cui il 7% dei giovani dichiara di ubriacarsi 3 volte la settimana. Si continua a registrare uno stato d'attenzione anche nel mondo del lavoro, dove ogni anno l'INAIL riceve circa 940.000 denunce di infortuni, con una percentuale dovuta al consumo di alcolici compresa tra il 4 e il 20%, pari a 37.000-188.000 incidenti.

Le "Linee Guida per una sana alimentazione" sono concordi nel definire un limite massimo di consumo giornaliero di bevande alcoliche durante i pasti (mai fuori dai pasti!) che non superi 2-3 bicchieri per gli uomini (20-40 g di alcol) e 1-2 per le donne (10-20 g). Sempre Scafato precisa: "Quantità che vanno ulteriormente ridotte negli anziani e nei giovani. Oltre tale limite gli effetti negativi dell'alcol sulla salute prevalgono". Contrariamente alla tradizione mediterranea, si registra poi tra i giovani dai 14 ai 24 anni un'internazionalizzazione dei consumi, con un costante incremento dei consumatori e soprattutto delle consumatrici, al di fuori dei pasti.

Nonostante il consumo medio pro-capite di alcol puro tra i giovani sia diminuito del 37% negli ultimi 20 anni (1981-2003), da circa quattro anni sembra essersi stabilizzato e aver raggiunto un sostanziale plateau a 7,4 litri pro-capite per anno a cui hanno contribuito il forte calo delle vendite (e relativo consumo) del vino (-41,4 %) bilanciato da un incremento nei consumi di birra (+68,1 %). Ciò ha comportato un notevole calo nella mortalità alcol-correlata per le patologie croniche (cirrosi epatica ad es.) ma ha scarsamente influenzato quella relativa agli incidenti stradali o domestici e, in genere, quella relativa alle patologie acute. In base ai dati, si stima che gli alcolisti siano circa un milione, prevalentemente maschi, con un rapporto maschi/femmine di 3 a 1 circa e moltissimi giovani. Gli astemi, infine, nel 2002 presentano per la prima volta nel corso degli ultimi anni un lieve incremento che li riporta ai livelli del 1998, rappresentando il 27,2 % della popolazione (il 39,9 % delle femmine, il 13,4 % dei maschi). 

narcosale & co.

Ultimamente assistiamo all'ennesimo teatrino politico sull'eventualità o meno di creare delle narcosale anche in questo disgraziato paese. Personalmente credo che le opinioni soggettive dei vari Fini, Giovanardi, Mele, Binetti ecc. servano a ben a poco.
Le leggi su queste tematiche dovrebbero a mio giudizio basarsi unicamente sui dati di fatto scientifici, e non sui (pre)giudizi ideologici.
Le narcosale sono una realtà in tutti i paesi civili europei (quindi non in Italia) ed ovunque hanno permesso di ridurre anche del 90% il numero di morti per eroina; per esempio a Francoforte il numero dei morti dopo l'apertura di 5 safe injection rooms si è ridotto da 147 a 28.
Quello che infatti caratterizza l'eroina rispetto ad altre droghe è che questa sostanza ha un antidoto, il naloxone, che se somministrato fa riemergere immediatamente dall'overdose: per cui le persone che si recano nelle narcosale possono contare sulla presenza di personale medico pronto ad intervenire con questo ausilio farmacologico.
Inoltre in tali luoghi viene fornito anche materiale sanitario pulito, evitando quindi lo scambio di siringhe e la conseguente trasmissione di malattie, risparmiando ulteriori drammi ed ulteriori costi sanitari.
Per altro i tossicodipendenti che si recano in queste strutture, anzichè essere criminalizzati ed emarginati, possono contare sulla presenza di psicologi ed assistenti sociali che possono indirizzarli verso programmi di recupero e disintossicazione.
Teniamo inoltre conto del fatto che nei paesi in cui sono state allestite narcosale non si vedono più le scene deprimenti degli anni '80 in cui interi parchi erano cosparsi di siringhe lasciate per terra.
R.A. Wilson, in Sex Drugs & Magick, affronta l'argomento riportando anche alcune statistiche sugli USA: visto che lì vi sono circa 1.600.000 eroinomani, di cui una certa parte è costretta a rubare per procurarsi le dosi, egli stima che il costo per la collettività sia di circa un trilione di dollari all'anno (fra furti, operazioni di polizia, lotta al narcotraffico ecc.).
Ebbene, se a queste persone fosse fornita eroina farmaceutica gratis (che ha dimostrato di essere pure più efficace del metadone nei programmi di disintossicazione), il costo sociale si abbasserebbe ad appena 292 milioni di dollari l'anno! Che potrebbero essere totalmente coperti facendo lavorare i tossicomani iscritti ai programmi di recupero per 2 sole ore al mese per coprire i 15 dollari mensili della dose (i prezzi dell'eroina sono alti solo perchè illegale)!
Esistono ormai narcosale in Australia, Canada, Germania, Inghilterra, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Slovenia, Spagna e Svizzera. Alcune funzionano a regime, altre solo in via sperimentale.
Il dibattito sulla loro efficacia è tuttora aperto: nonostante i riscontri scientifici appaiano sicuramente positivi, l'incomprensibile avversione morale ed etica di parte dell'opinione pubblica e degli esponenti politici ne frena purtoppo la diffusione.

p.s.
A chi obietterà che la creazione di narcosale provocherebbe la banalizzazione del consumo di eroina, segnalo questa breve lettura, in cui si dimostra come in Svizzera, da quando sono presenti le stanze del consumo, il numero di nuovi eroinomani si è ridotto dell'82%.

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Albert Hoffman sugli psichedelici

“I peculiari effetti psichici delle sostanze psichedeliche consistono in una radicale modificazione di coscienza, in cui il mondo esterno e lo sperimentatore subiscono una profonda trasformazione che può colmare di gioia ma anche di sgomento. (…) I pericoli connessi ad un impiego incontrollato e sconsiderato di queste sostanze consistono nel fatto che l’esperienza profondamente trasformata del mondo interiore ed esterno non può essere assimilata e integrata nel contesto della realtà ordinaria; ciò può causare uno shock psichico fino al crollo psicotico con perdita del senso di realtà, con i rischi connessi di incidenti, e nel peggiore dei casi un danno psichico permanente. Gli indiani hanno ben presto compreso questi pericoli, per cui hanno inserito l’uso di questo tipo di droghe entro un contesto religioso cerimoniale, in cui l’esperienza straordinaria è raccolta e utilizzata in modo sensato. Per costoro gli psichedelici sono droghe sacre.
Chiunque le prenda senza preparazione interna o esterna, senza devozione e digiuno, senza sorveglianza dello sciamano, del curandero, come viene chiamato il sacerdote-guaritore, sarà reso pazzo dalle stesse sostanze, o addirittura verrà ucciso; così pensano gli indiani. Il saggio impiego che gli indiani, basandosi su un’esperienza millenaria, fanno di queste sostanze per loro sacre, dovrebbe servirci da modello per l’uso delle droghe psichedeliche nella nostra società. Con queste non c’è permesso giocare; debbono essere prese sul serio.”

Albert Hoffman, Novembre 1991

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