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Novità

Dopo l'affresco delle città italiane, continua la saga di Frangetta.

in questo video segnalato da numerosi award, e apprezzato

dalla comunità/community dei ravers, un interessante affresco della nostra generazione.

 

Buona Visione

 

http://it.youtube.com/watch?v=OQf88MXn8V8

vino-caffè

Al giorno d'oggi si cade facile nell'uso di eccitanti (caffeina in primis), di cui faccio un uso spropositato.
Questo mi porta, soprattutto quando arriva la sera, ad assumere tranquillanti erboristici per contrastare tutti questi caffè.

Le varie camomilla, melissa valeriana fanno però poco.
Ho provato ad alternare droghe più forti (diazepam ovvero EN e Tavor) ma mi hanno dato sonnolenza e addormentamenti durante il giorno.

aulin

L'allarme dei medici internisti italiani dopo il ritiro del farmaco in Irlanda

«Molti casi di danni al fegato da nimesulide»
Dibattito sul farmaco con il principio attivo dell'Aulin: «Non è un medicinale innocuo». Federfarma: «Usato male con ricette ripetibili»

Myanmar. Politiche antidroga sono strumento di controllo e repressione

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Pietro Yates Moretti

 

San Patrignano, da sempre un campione della politica repressiva sulle droghe, ha ieri elogiato la dittatura del Myanmar per i risultati ottenuti contro il traffico di droga.
A parte il cattivo gusto di elogiare le politiche di repressione sulla droga di un regime totalitario che proprio in questi giorni ha puntato le armi sui propri cittadini, e' forse il caso di ricordare quali sono i metodi e risultati della Junta birmana:
- arresto di giovani donne che hanno denunciato violenze sessuali dei soldati;
- sospetti narcotrafficanti torturati e uccisi senza processo dagli agenti antinarcotici;
- il Governo lascia che alcuni capi del narcotraffico continuino a produrre oppio in cambio di un loro aiuto a reprimere la resistenza;
- eradicazione selettiva, ovvero eradicazione esclusiva dei coltivatori nelle zone in cui operano organizzazioni antigovernative;
- campi di oppio espropriati a contadini ora coltivati da ex ufficiali dell'esercito;
- su 22 cittadine dichiarate "liberate da oppio" da Governo e Unodc (l'agenzia Onu sulle droghe), almeno 11 continuano a coltivarlo;
- se una citta' viene liberata dall'oppio, le altre vicine cominciano a produrre lontano dagli occhi dell'Unodc;
- esodo di massa di contadini dalle aree che rientrano nel progetto delle Nazioni Unite sulle colture alternative a causa dell'imposizione di tasse troppo alte (The Transnational Institute). Secondo l'Onu ed il Governo Usa, sarebbero un milioni i rifugiati nei Paesi limitrofi e all'interno del Paese;
- il Myanmar ha il piu' alto numero di bambini soldati al mondo (Rapporto Onu);
- I bambini soldato partono dall'eta' di 11 anni (Human Rights Watch);
- Il 20 percento dell'esercito e' composto di minori (Coalition to Stop the Use of Child Soldiers);
- Governo e' coinvolto nel traffico di esseri umani (Dipartimento di Stato Usa, 2006);
- oltre mille prigionieri politici;
- uso militare della violenza sessuale su donne e bambini come strumento di repressione;
- produzione di stato di metanfetamine;
- per tre anni consecutivi, la Casa Bianca giudica gli sforzi antidroga della dittatura di Burma "dimostrabilmente falliti", e definisce il Paese uno dei maggiori centri del narcotraffico al mondo;
- lo stesso programma dell'Unodc che oggi finanzia le colture alternative in Myanmar, ha finanziato per anni la dittatura talebana in Afghanistan (oggi il primo produttore di oppio al mondo);
- servizi segreti militari coinvolti nel narcotraffico;
Questi sono solo alcuni dei "successi" della giunta militare, che ogni hanno celebra con un grande falo' di sostanze sequestrate e parate militari il suo (falso) impegno contro il narcotraffico.
Noi temiamo che la politica antidroga birmana, finanziata dalle Nazioni Unite come gia' quella dell'Afghanistan, sia un altro prezioso strumento di controllo e repressione di un brutale regime ai danni dei suoi cittadini. Tutt'altro che da elogiare.

messico

Messico. Legalizzare le droghe per motivi di sanita' pubblica

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Guillermo Jaramillo Torres
 
Ultimamente e' stato trattato a piu' riprese il tema della legalizzazione delle droghe, che a sua volta ha innescato delle reazioni in vari settori della societa'. Da un lato, ci sono i conservatori che considerano la legalizzazione delle droghe un atto immorale e irresponsabile, giacche', sostengono, esistono altri tipi d'alternativa per ridurre il consumo di droghe. Dall'altro, ci sono coloro che vorrebbero sradicare il problema situandolo in un contesto diverso dalla proibizione, per favorire il loro acquisto legale; in questo modo le sostanze stupefacenti avrebbero una minore attrazione sui consumatori, e in piu', vendita e prezzo dei prodotti sarebbero regolati per legge. Anche le reazioni nella comunita' giuridica sono variegate; alcuni ritengono che sarebbe un buon mezzo per controllare il consumo, mentre altri vanno al di la' della semplice legislazione, immaginando i possibili effetti ad ampio raggio. E' il caso di James Graham, che intravede la possibilita' del narcoturismo. "Direi che (le droghe) dovrebbero essere legali. Tuttavia, esiste un problema geografico. Se diventano legali solo in Messico, c'e' il rischio del narcoturismo. Quindi bisognerebbe pensare a un meccanismo che riesca a conciliare la legalizzazione delle droghe nel paese senza cadere nella trappola del problema menzionato", spiega il presidente del Club de Arbitraje de Monterrey. I precedenti insegnano che se in Messico si dovessero legalizzare consumo e vendita di certe sostanze, i paesi vicini, ma anche paesi di altri continenti, potrebbero avere interesse a sfruttare i benefici derivanti dalla legalizzazione. L'altro quesito e' se la legalizzazione porti a una riduzione dei consumi e della delinquenza. Ancora prima, ritiene Graham Weydert, la priorita' del governo messicano dovrebbe essere la sanita' pubblica, giacche' le nuove sostanze, come le droghe sintetiche, colpiscono piu' in fretta il sistema di contrasto, in quanto produrle costa poco.
"La diminuzione del consumo e della delinquenza non dovrebbe essere la priorita', bensi' la sanita' pubblica. Mi spiego. Il Messico, come molti altri paesi oggi non ha problemi con le droghe tradizionali quali cocaina o marjiuana. Oggi quello che si vende sono le droghe sintetiche, per esempio i cristalli. La differenza dal punto di vista della Sanita' pubblica e' che queste nuove droghe sono molto piu' nocive di quelle tradizionali. Una volta compreso questo, bisogna sottolineare che le droghe sintetiche costano molto meno e sono piu' facili da produrre, cio' che incrementa sia la delinquenza sia il consumo". Inoltre, la legalizzazione dovrebbe essere accompagnata da un reale programma di prevenzione, poiche', spiega il professore, essa non e' una soluzione se non viene accompagnata da metodi alternativi per indirizzare tutti sulla buona via. "Solo la legalizzazione con un vero programma di prevenzione potrebbe permettere di limitare il rischio sanitario. Agli scettici, bastera' ricordare che in dieci anni gli americani hanno moltiplicato di 400% il loro bilancio per la repressione ma, nello stesso tempo, la dipendenza e' aumentata del 500%", informa Graham. Si sa che in alcuni paesi europei certe droghe sono permesse; alla domanda se si possa parlare di legalizzazione, Graham risponde che ci sono due termini per indicare questo fatto, depenalizzazione e legalizzazione, e che la prima e' piu' attraente per fini politici. "C'e' dibattito su depenalizzazione e legalizzazione. Per me e' lo stesso. La differenza e' semantica. Oggi sembra che la depenalizzazione si venda meglio politicamente della legalizzazione". Riguardo al fatto se nei paesi "legalizzatori" ci sia un tasso di delinquenza piu' basso, Graham spiega che le cifre non devono essere il criterio dell'efficacia del metodo, ma se le droghe sono tollerabili in certe quantita', cio' che non impedisce che continui ad imporsi il problema principale: la delinquenza. "Non ci sono cifre che servono, poiche' in nessun paese le droghe sono tutte legali. Esiste tolleranza per esempio verso la marjiuana, che normalmente non da' luogo alla criminalita'. Rispetto a cocaina ed eroina, e' legale solo l'uso personale, come in Messico. Pertanto, la delinquenza principale resta, narcotraffico, vendita, eccetera..."
Circa il tipo di persone competenti a legiferare in materia, come potrebbero essere medici, psicologi, avvocati, Graham concorda che questi tre rami della scienza formerebbero un buon gruppo di lavoro, poiche' si tratta di un problema di sanita' pubblica e di prevenzione. Ancora sono da conoscere le opinioni dei "nostri legislatori" al riguardo; essi dovrebbero ascoltare le opinioni sia della comunita' giuridica, sia della comunita' medica e scientifica.

Tratto da un articolo apparso sul quotidiano El Porverir del 20 settembre 2006; trad. di Rosa a Marca