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Abbandonarsi alla solitudine

Oggi vi pongo una questione forse inconsueta....o meglio non ne sento parlare e vabbè,fanculo ai preamboli...
In passato o in un presente più o meno remoto, è venuto in mente a qualcuno di voi di autoescludervi volontariamente da relazioni di conoscenza/amicizia o altro?Voglio dire....io ho poche conoscenze,pochi amici o quello che sono,e se mi viene chiesto di uscire di casa per andare da qualsiasi parte,io sarei portato a declinare la proposta,in quanto so che uscire con persone "sane", cioè non tossicodipendenti,mi fa stare male,mi fa provare invidia,e comunque vorrei spezzare tutte le relazioni che ho per soffrire da solo,tanto nessuno mi può aiutare, nemmeno il parente più stretto.Spero che qualcuno abbia capito il senso di ciò che ho scritto.Mi piacerebbe sapere se qualcun'altro ha provato qualcosa di simile.Ciao

Commenti

Re: Abbandonarsi alla solitudine

No, non é troppo personale . Quando sto troppo male faccio anch'io così .. vorrei eliminare tutti . Ma poi so che non mi aiuta e come questa sera mi sono un po' sforzata , il che implicava uno sforzo alzarsi dal divano e prepararsi X uscire .... poi sono stata bene , mangiato in compagnia e chiacchierato .questo sforzo lo faccio min 2 volte alla sett di sera . Altre 2/3 volte lo faccio al pomeriggio durante sett e vado a camminare con delle persone . questo mi fa meglio xche l'aria aperta il sole il camminare stimola le endorfine e io ne ho decisamente bisogno . A fare queste cose mi impongo . Ma io credo nella guarigione e la sento , lo voglio . Stare male chiede sempre di più lo stare male . É il serpente che si morde la coda fa quel che conosce .

Re: Abbandonarsi alla solitudine

come dice Mon, non c e altra via che sforzarsi, il tema sta tutto li, ma pian piano lentamente le cose andranno sempre meglio le salite saranno sempre meno ripide anche se ci saranno...
prova a fare qualsiasi cosa che ti da un minimo di appagamento distraendoti quanto piu possibile...di certo stare da soli e pensare non aiuta quasi mai.
ora che il tempo si fa bello ed e' un vantaggio sicuramente..esci guarda il cielo prova a stancarti facendo.sport.o camminare all inizio..se puoi fatti un giro in una citta diversa o vai al ristorante...evita alcol.
ma tutto questo non solo un giorno o due.deve essere una missione costante...devi volerlo profondamente soprattutto primi mesi poi lo sforzo sara sempre minore ma devi sempre fare attenzione a non abbassare mai la guardia ...c e chi sia ammala di malattie fisiche pesanti chi nasce gia con gravi problemi ...qui anche si tratta di una malattia, la dipendenza, che pero quanto meno ti lascia la possibilita di provarci con le tue forze a risolvere...
anche io faccio fatica...
A milano come ti giri trovi tutto dappertutto una parte di me cerca di stare alla larga...non usco la sera con la mia macchina, evitando di bere e portandomi dietro pochi soldi
saluti da uno che che ci sta provando

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Qualcosa di simile lo provano o l'hanno provato tutti , anche chi non si è drogato mai . Ma noi su questo credo che siamo ai primi posti . Le sostanze specialmente gli oppioidi hanno questa prerogativa di voler stare sole , con noi .

Re: Abbandonarsi alla solitudine

E poi caro distrutto di personale si ,ci sono cose che non si possono condividere xche non ha senso , non porta risultati , o permettimi ci vuole capacità nell accogliere ma sopratutto professionalità nel tradurle .Ma non questa cosa che ê un meccanismo conseguente a ciò che noi abbiamo creato con l uso e modalità . E magari abbiamo iniziato propio X evitare questo sforzo che è la vita ma alla fine o tutta la morte o tutta la vita .vie di mezzo non c'è né sono . La via di mezzo é un limbo in cui non si sta mai bene .

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Dico la mia esperienza personale, che potrà essere utile o meno. E tenete presente che è personale, quindi non è detto che si applichi a tutti.
Riguardo questo argomento, io sono contro lo "sforzarsi" di uscire lo stesso: io per anni mi sono sforzato di uscire anche quando non ne avevo voglia, e questo ha avuto degli effetti tremendi, perché mi stavo forzando a fare qualcosa che non volevo. Effetti che consistono nel non trovare più piacere in quelle attività che si fanno quando si esce con gli amici (perché purtroppo il cervello ha cominciato ad associare quelle attività, normalmente piacevoli, a un concetto di "dovere", e non di "piacere").
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La soluzione è quindi chiudersi in casa e recidere i legami? No, nemmeno quello. Alla lunga, l'isolamento può provocare una forte depressione, che non fa altro che peggiorare la situazione.
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Io al momento sono in psicoterapia, e secondo me, è una strada che può aiutare molto: analizzare questo problema, per cercare di "scardinarlo", e per fare in modo che il cervello elimini le associazioni sbagliate che ha creato. Oltretutto, può aiutare nel creare nuovi punti di vista e nuovi modi di vedere le cose: solo per fare un esempio, hai detto che stare con persone sane ti fa stare male e ti fa provare invidia, perché tu sei un td e loro no. Un diverso punto di vista potrebbe essere quello di osservare come si comportano, vedere che riescono a godersi la vita anche senza sostanze, e che anche tu puoi fare lo stesso, perché non sei da meno rispetto a loro. In altre parole, usare l'invidia per la loro salute come spinta a stare meglio. Ovviamente, questo che ho appena fatto è un esempio molto semplificato, che magari ti han già fatto, ma era solo per fare un esempio, niente più.
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Parlo per esperienza personale perché, a causa di un disturbo d'ansia che provocava dei sintomi somatici terribili, negli ultimi 4 anni ho ridotto a zero le uscite coi miei amici: da un lato non ho voglia di uscire (anche per paura di star male), ma dall'altro voglio bene ai miei amici, e so che questo non volerli vedere non è qualcosa di sano, bensì qualcosa che mi sta facendo stare male. E' come se ci fosse una guerra in corso dentro di me, e quando c'è una guerra si sta sempre male.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Non tutti siamo persone estroverse o socievoli, questo a prescindere dalle sostanze.
.
Ci sono sostanze da fare preferibilmente in buona compagnia, da socializzazione ed altre invece che sembrano fatte apposta per stare in buona solitudine, in isolamento.
Una volta conosciute quelle da solitudine potresti scoprire che non hai bisogno di nessuno con cui condividere tranne che della sostanza stessa e quindi tendi a pensare "Che figata, da solo basto ed avanzo senza tante seccature!"
Spesso la cosa oltre che con il consumo va di pari passo anche con l' eta', quando degli altri tutto sommato pensi di poter anche fare a meno perché noiosi, perché ti hanno deluso, sono impegnativi, pretendono delle cose, o semplicemente perché ad un certo punto crescendo le esigenze di accompagnarsi sono diverse e anche stare da soli tutto sommato potrebbe avere i suoi bei perché.
Sicuramente e' piu' semplice.
Se poi parliamo di web abbiamo la quadratura del cerchio, anche i piu' soli si possono sentire in compagnia e per giunta senza mostrarsi, in mutande e pantofole poi quando ti stanchi ti disconnetti fino alla prossima ed e' fatta.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

"Che figata, da solo basto e avanzo" è un discorso che facevo anch'io all'inizio... ma poi col passare del tempo, non è così. Tutto dipende da chi sono le persone che definisci "amici". Se sono noiosi, impegnativi e pretendono cose, allora dov'è il bello di uscire con gli amici? Se succedono tutte queste cose, non li definirei proprio amici, quando piuttosto "conoscenti di lunga data". Uscire con gli amici dovrebbe essere un piacere, non un peso... se diventa un peso, c'è qualcosa che non va, o nel nostro atteggiamento mentale, o negli amici in senso stretto.
Sì, il web ti può dare l'impressione di sentirti in compagnia, ma alla lunga non è un sostitutivo del vero contatto umano. Anche se online hai una vita attiva, su vari forum, su facebook, ecc., se manca il contatto umano alla fine ti rimane solo una sensazione di vuoto. Questo dopo un po', all'inizio sembra una meraviglia.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Mi rendo conto che stare da soli non è il massimo,il fatto è che quelli che conosco non hanno problemi a giudicare le persone,magari danno del "tossico di m..."a uno solo perche ha due piercing, pensate un po' cosa potrebbero dire di uno che tossico lo è davvero.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Però magari, se sono tuoi amici, non ti giudicherebbero. Capita spesso che, nel giudicare le persone, si usano metri diversi per se stessi, per i propri amici, e per gli sconosciuti.
Questo non significa che giudicare sia giusto, eh.
Ma comunque, non c'è bisogno di dirgli che sei un td... è una cosa molto personale, di cui uno magari evita di parlare perché teme di non essere capito e giudicato.
Dico tutto questo, ovviamente, perché tu hai detto che sono tuoi amici, quindi persone che ti vogliono bene e a cui vuoi bene. Persone a cui tieni, non semplici riempi-tempo.
Se uno della mia cerchia di amici mi confidasse di essere un td, non cambierei certo il mio atteggiamento nei suoi confronti.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

> Distrutto97
A costo di sembrare noioso ma attenzione nel sottovalutare la vita perché e' strana e puo' essere anche vendicativa quando si dovesse sentire in qualche modo messa da parte.
Potrebbe anche essere che una volta passati i brutti momenti la voglia di vivere torni prepotentemente ma che nel frattempo ci siamo giocati delle cose fondamentali che abbiamo trascurato come la salute e gli affetti per esempio.
Lo stesso potrebbe valere per certi rapporti umani, se troppo trascurati dopo potrebbe diventare difficile riagganciarli in maniera serena.
P.S. Se si esce in compagnia e' perché si pensa di starci bene e non per forza altrimenti preferirei di gran lunga uscire col mio cane almeno quello non mi annoia e a modo suo mi e' pure riconoscente.
P.P.S. Francamente mi sfugge come sia possibile nascondere a degli amici o a dei conoscenti abituali una cosa come una dipendenza o come facciano loro a non accorgersene, ma allora di cosa parlate, di che tempo fa', di gnocca, di moto, di pallone, di cosa che vada al di la' di queste 4 cazzate.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Di sicuro non si parla di cose troppo serie,ma comunque se ancora non se ne sono accorti è proprio perché dal momento in cui sono caduto in questo baratro,ho cercato di uscire il meno possibile.... Probabilmente qualcuno se ne sarà pure accorto,uno sa di quando mi sono fatto la prima volta, perché l'eroina doveva essere solo il mezzo per il suicidio....non penso questo mio amico sia così ingenuo da credere sia finita lì,non finisce mai lì....

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Nella solitudine ci finiamo tutti con l eroina.
La solitudine quella inconscia.
Quella solitudine che ti fa sentire solo anche in mezzo ad un marasma di gente, la compagnia è irrilevante.
L' eroina porta alla solitudine e la miseria dell anima.
Cosa speravi portasse gioia ed amore?
Molti restano veramente soli anche nella realtà, io sono sempre stata circondata da un molta gente ma mi sono sempre sentita sola comunque.
Gli amici tossici come te ti puoi ritrovare, quelli con cui puoi dividere la stagnoletta e la droga ;allora si,avrai degli amici.
Per iniziare ad avere relazioni sane ti dovresti spingere oltre, cercare chi ce l ha fatta, chi ha passato quello che hai passato tu.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Guarda che non sei unico e raro nel non voler cercare amici.
Nell eroina siamo tutti soli, la solitudine è amica indiscussa dell eroina.
Se hai l eroina a cosa ti serve un amico? A niente... Se non a dividere la storia...
Hai la dama indiscussa, basta ed avanza.
Se vuoi un vero amico cerca dove c è chi è passato prima di te ed ha risolto.
Un amico, una guida, un punto di riferimento.
Ucciderti? Varrebbe la pena?
Forse lottare è mejo...

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Siamo come trasportati in un'altra dimensione....che intendi per antidoto?i sostitutivi?o altro?Non riesco manco a scrivere una frase che mi stanco,ho la forza di un novantenne.Scusate per le robe che scrivo,dovrei avere la decenza di soffrire in silenzio.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Psicoterapia... penso che sia una strada che dovrò percorrere. Perché non sto bene. Ho solamente il lavoro. E meno male. Già la mattina come apro gli occhi mi devo sforzare a scendere dal letto e scattano le prime due righe. Subito dopo scatta l'odio per quello che ho fatto... e poi via al lavoro. li riesco a distrarmi, intramezzando la giornata con qualche riga. poi la sera cena e a dormire. e si ricomincia. provo un odio verso me stesso e non stando bene con me non posso stare bene con gli altri. non amandomi, non posso amare gli altri. sto provando varie strade. domani ho appuntamento al serd... venerdì da un amico di famiglia psicologo(?) o psichiatra(?). l'unica cosa certa è che ho uno o più problemi che voglio risolvere. voglio stare bene, senza l'utilizzo di nessuna sostanza.
Piccolo sfogo per dire che può succedere di isolarsi e probabilmente fa anche bene;purche non si esageri. di certo qualunque forma di estremismo è sempre dannosa, la verità è nella sottile via di mezzo!

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Aggiungo che ora, in questo istante, ho appena finito TUTTO. Sono al lavoro ed ho terminato roba e soldi. Meno male male che ho del meta che, tutto sommato, non mi fa collassare per terra. Adesso bisogna resistere.non ci fosse il lavoro di mezzo, sarebbe credo più facile. anche se effettivamente il lavoro tiene la mente occupata. Minchia che sonnolenza... Quando penso ai soldi che ho buttato da inizio anno mi darei tanti di quei ceffoni, ma tanti...
e vi racconto una storia vera. qui al mio paese un ragazzo ha vinto €100.000 in qualche gratta e vinci o simili... beh, la metà se li è spesi in un mese in coca. poi la famiglia se ne è accorta e l'hanno "bloccato".

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Il lavoro va' bene se sei in salute ma non quando per lavorare devi andarci fatto perché e' l' unica maniera per andarci.
Questo modo di pensare, che il lavoro possa essere quasi un appiglio, che ci tenga ancorati a qualcosa mi ha quasi rovinato la vita.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Infatti non capisco la filosofia del mantenimento del lavoro a ogni costo, come se questo fosse una priorità anzichè un modo per realizzarsi.
Per cosa poi? Per portare tutti i soldi guadagnati ai pusher.... questo è assurdo. Schiavi su due fronti...

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Ciao Placido,
La mia teoria come sempre è complottista ; inversamente parlando.
Tenere legate le persone a dei fili sottilissimi con la questione del lavoro è un meccanismo talmente semplice e banale ; molte volte è proprio lo stress del lavoro che aggiunto ad altri, porta ad usare.
La fine giornata di lavoro stressante deve ottenere il premio nella mente di un dipendente ed ecco che il gioco è servito. Sperimentato su di me in passato.,oltretutto.
Nella mente di un dipendente questo gioco poi scresce florido : lavoro, soldi, droga, appagamento, posizione sociale uguale maschera perfetta.
Il cane che si morde la coda.
Uscire da questo ingranaggio per portare il culo in salvo richiede una grandissima quantità di umiltà e coraggio.
Molto meglio vivere nella matrix da tossici socialmente evoluti piuttosto che pensare prima a guarire e poi magari rientrarci.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

In questi ultimi anni da fatto non ho perso nemmeno un giorno di lavoro, come una stupida medaglia appuntata al petto, febbre alta, gamba ingessata, ho rimandato una operazione importante per una cosa che mi creava forti dolori fino a quando l' addetta all' accettazione mi disse che forse allora non stavo proprio cosi' male e di lasciare libero il posto in lista d'attesa a chi stava male sul serio.
Come darle torto.
Immagino che lavorare a quel modo mi aiutasse a non pensare alla mia situazione nel suo insieme ed in qualche maniera camuffava giustificandolo il mio farmi.
Sono stato come una perfetta macchina da guerra, quasi mai una sbavatura e orgoglioso di esserlo.
Non e' che lavorare fosse in cima alle mie priorita' ma avevo paura di quel che poteva succedere non lavorando, allora li certi nodi sarebbero potuti venire al pettine.
Il resto... e' storia recente.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Il bello è che i nodi vengono sempre al pettine
Prima o poi non ha importanza.
Certo quando hai l eroina a lavoro sei una perfetta macchina da guerra. Infallibile.indistruttibile.
È il potere dell Ego ; l egocentrismo ai massimi livelli più la sostanza fa di te un essere imbattibile.
Il bello viene quando la togli,perché ti sei spinto al limite.
Perché i nodi vuol dire che al pettine sono arrivati, ecco forse a quel punto arriva la vera resa incondizionata., con il pettine e pieno di nodi.
La resa incondizionata ti fa capire che la salute viene prima del lavoro ; la salute mentale e fisica.
Non siamo imbattibili come pensavamo, siamo solo degli esseri umani in carne ed ossa e pieni di problematiche mentali da risolvere.
Come esseri umani ci siamo sempre calpestati; la resa probabilmente un evento traumatico ci può fermare.
Fermare da tutto ; lavoro, droga, relazioni e quanto altro.
E prendere tempo.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Tante verità... troppe. soprattutto il sentirsi una macchina sul lavoro e la roba copre le nostre carenze, come se essere carente sia un problema. Beh, io non rendo quanto vorreste, quindi?
Oggi il medico del serd mi ha detto, in breve, che sono difettoso. che dovrò a vita prendere qualcosa perché il mio sistema oppioide è completamente fuso. possibile? mi sembra quasi una condanna..

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Te l'ha detto sulla base di esami specifici cui ti ha sottoposto?
Oppure in relazione a particolari acquisizioni scientifiche di cui ti ha reso partecipe in relazione ai tuoi diritti inerenti il consenso informato?
Non credo che te lo metterebbe per iscritto e probabilmente non sarà possibile ne opportuno registrarlo.
Io penso che, questione deontologica a parte, stante l'esordio e i prevedibili sviluppi, ci potrebbero essere gli estremi per interessanti sbocchi giudiziari.
Oppure le Iene potrebbero interessarsi a situazioni del genere.
Buona fortuna, ne hai bisogno.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

E vrissimo c e un gran numero
Di medici nei serd. Che son convinti
Che un ragazzo con 10 / 15 anni
Di TD da eroina.. non ne verrano piu
Fuori...E molti te lo dicono.spudoratamente
In faccia.. come per iniziare ha metere
Le cose in chiaro (i sostituti da me li chiamavano
Una stampella per la vita )

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Tutto ciò è vergognoso.
D'altronde umanamente ricorre il fatto che ci si accomodi sulle debolezze altrui.
Da parte di medici lascia un retrogusto un po' più amaro.
Ma purtroppo chi è in stato di necessità non può ribellarsi.
A meno di non superare la condizione di sudditanza.
Ma a molti sta bene la sudditanza.
La libertà è faticosa.
Buonanotte.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Diagnosi ; difettoso a vita senza possibilità di recupero
Un altro utente saldo al Sert vita natural durante.
Il sistema oppioide con il tempo si rimette a posto anche nei casi più disperati.
Come si fa a sostenere l istituzione Sert.
Impossibile.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Si infatti.. però se te lo dice un medico il dubbio me lo fa venire. e può sembrare quasi un'attenuante. Mi fermano i carabinieri, mi trovano una dose ed io posso dirgli "eh, so difettoso! c'ho l'impianto oppioide sballato! non è colpa mia!". mi pare una cazzata immane. ma quanti ragazzi, magari meno sgamati, potrebbero crogiolarsi su questa notizia? ripeto, detta da un medico non dal fruttivendolo sottocasa. Aggiungo che, ad onor di cronaca, ha detto che solo una piccolissima percentuale di td ce la fa perché predisposta geneticamente bene. se predisposto male e ti avvicini alla roba sei fottuto. preparati a portarti una croce addosso a vita.
cmq, con 5ml di meta sto bene. tra qualche giorno scalo.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Ti ha fatto degli esami o accertamenti di qualche tipo per verificare se sei “predisposto geneticamente” bene o male?
Sono esami che vengono fatti di routine?
Sarebbe bene saperlo, in modo che la gente sappia come regolarsi.
(Siamo al ridicolo)

Re: Abbandonarsi alla solitudine

L' unica cosa alla quale mi piace pensare alcuni siano geneticamente predisposti e' l' ignoranza o al massimo la cattiveria,
Anzi, qualche volta non hanno neanche la scusa di essere geneticamente predisposti.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Mi ha detto, tra le altre cose, che il sistema oppioide è uno dei più vecchi nell'uomo e per questo meno plastico: se si rompe difficilmente si ripara.
Posso anche farmi venire il dubbio che sono io a non aver capito il medico, però di domande gliene ho fatte per volevo capire!
Io proverò lo stesso... mi ha detto anche che essendo rotto, se non ho un sostituto oppioide nel cervello, al primo problema o mancanza di piacere mi verrà l'input irrefrenabile a prendere eroina.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Ma ragazzi non scherziamo.
Nelle stanze ci sono ex tossici che sono praticamente resuscitati dalla bara, erano casi non disperati ma molto peggio!
Io certe stronzate non le posso leggere...
Nessuno è rotto nessuno è irrecuperabile...
Il sistema oppioide si ripara con la volontà e crescita personale in TUTTI...

Questo medico è un altro che dovrebbe fare un favore all umanità e andare a lavorare per la nettezza urbana...
Tutta gente che ha preso posti di lavoro nei sert perché non è riuscita ad infilarsi in altri contesti con la laurea...

Comunque non sono tutti uguali i Sert.
Questo è da dire.
E per fortuna... Qualcuno funziona.
Il mio per fortuna funziona,mentalità aperta ed è contro il mantenimento a vita.
Talmente aperto che ha valutato anche tramite me una collaborazione con i N. A. e già collabora con gli A. A.
Ma ecco purtroppo alcuni dovrebbero chiudere oppure cambiare personale quanto prima.

Re: Abbandonarsi alla solitudine

Penso che sia ignoranza mista a presunzione, più che cattiveria.
Quello del medico descritto da Poveroidiota è un approccio parziale, tendenzioso e scorretto.
In realtà che esistano co-fattori genetici concorrenti alla vulnerabilità degli individui alla dipendenza è plausibile e alcune indicazioni empiriche lo confermano, soprattutto per ciò che concerne l'alcolismo (che è la tossicodipendenza da più tempo studiata). Ma questo non significa che esista un “gene del drogato” (o dell'ubriacone) che determina in modo vincolante il destino degli individui nei confronti delle sostanze. Non significa che si è condannati al reiterarsi del richiamo irrefrenabile alla droga o all'alcool.
Il “determinismo genetico” è una solenne cazzata.
I geni esprimono o meno il proprio potenziale in relazione a esperienze critiche, quindi all'ambiente. Inoltre il rapporto fra patrimonio genetico e le sue manifestazioni, sempre in relazione all'ambiente, è qualcosa di una complessità straordinaria. Estrapolarne banalità come quelle proferite dal medico di Poveroidiota, ha un solo nome: idiozia. E' da idioti pretendere di ridurre l'estrema complessità a nessi semplicistici.
Inoltre è da sciagurati dire che il sistema oppioide endogeno non può ristabilirsi, quando non esiste alcuna dimostrazione scientifica, neanche alla lontana, di tale affermazione.
In realtà il discorso è un altro: se si trova il contesto adeguato, se si costruiscono relazioni valide e si utilizzano positivamente e consapevolmente le proprie risorse mentali e spirituali, il richiamo verso le sostanze cessa, nel tempo, e si imparano modalità utili ad affrontare altrimenti anche momenti di grave difficoltà, senza bisogno di tornare alle sostanze. Nessun ostacolo genetico o strutturale pregiudica questo.
Per quanto ne sappiamo, particolari circostanze ambientali potrebbero anche attivare geni dagli effetti “protettivi” (e io penso che sia proprio così).
Ma mi sembra verosimile che un contesto che spinge nella direzione del medico descritto da Poveroidiota non vada in questa direzione, bensì in quella opposta.
Buona serata a tutti
Placido

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