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dipendenza da cocaina/crack

Buonasera, 

come ho accennato in qualche post precedente, circa un mese fa ho scoperto che l'uomo che frequento da  due anni e che aveva confessato di aver fatto in passato uso di cocaina, durante l'ultimo anno durante il quale ha ripetutamente manifestato a me disagi di tipo depressivo, sbalzi di umore, sparizioni immorivate, in realtà ha  ripreso complusivamete l'uso di cocaina, ma non inalata, bensì fumata.

La frequanza di questo uso, di tipo bulimico a suo dire, è stata i una volta ogni 10/15 gg ma con consumo intensivo per 24/48 ore ininterrotte, migliaia di euro bruciati, in cui  ha consumato con amiche, amici, a volte solo pusher, non dormendo nè mangiando per tutto il tempo, ponendo fine alla facenda con diverse bottiglie di vino per poter dormire.

Poi dopo questi momenti, saltava il lavoro,ricompariva completamente depresso, oppure mi raccontava di essere malato, di essersi addormentato, che aveva a febbre, io come una demente  mi offrivo anche i portargli a casa  medicine, cibo e tutto.

Poi due giorni dopo come nuovo me lo ritrovavo tutto sorridente e amoroso a casa e  sono arrivata più volte a scusarmi di averlo tratatto male o di aver rotto le palle.

Oltre alla mia stupidità e cecità, di cui sono purtroppo consapevole e non smetto di  vergognarmi per questo ( non infierite per favore perchè mi sento già abbastanza di merda), non ho neanche ora i mezzi per capire di cosa stiamo parlando.

Da quando quasi un mese fa ormai esplosa questa bomba, io non vivo più e continuo ad essere sconvolta per tutte le cose che sono venute fuori.

A momenti mi chiede aiuto e fa programmi per quando avremo superato tutto, altre volte mi tratta da estranea, poi si allontana e diventa arrogante ed egoista, mi dice che se mi ha presa in giro per un anno non può dimostrare le sue cose con le parole ma con i fatti, poi dice che vuole ripulirsi senza di me, poi mi cerca cento volte e poi sparisce, e io mi chiedo, ma almeno una volontà chiara e un percorso lineare ci potrebbe essere, anche da drogato marcio, o mi sbaglio?

Nonostante io debba essere furiosa e dovrei escluderlo dalla mia vita senza appello, perchè sono veramente ferita e sconvolta, sto cercando di ascoltare tutte le verità più orrende, di fare un passo inietro perchè voglio che lo faccia per lui e non perchè lo controllo, che tanto il modo di prendere per c..o si trova sempre e pure meglio, cercando di vedere se si responabilizza (martedì voleva venire da me e gli ho detto invece di andare alla riunione dei NA, se c'è una speranza di recupero per noi), ma... mi sembra che non collabori abbastanza.

Nel senso, io mi sto sbattendo a capire e a fare i passi giusti, sto cercano di fargli fare la strada da solo senza lasciarlo solo, ma lui è orribilmente egoista e lascia sola me.

Ha comunque uno psicoterapeuta da più di un anno ma non vuole che lo incontriamo insieme neanche una volta, non vuole che ci consultiamo insieme con quacuno di esterno per digerire questa cosa, so che va una volta a settimana alle riunioni dei Narcotici anonimi, so che ha ricontatatto il suo tutor, ed è anche anato al SerD ma gli hanno detto che con una dipendenza come la sua, trattandosi della seconda richiesta di aiuto, non lo seguiranno e non gli assegneranno un programma perchè tropo occasionale.

A me sembra tutto troppo poco, però.

Il problema è che io non riesco a capire come una dipendenza così "occasionale" (diamo per scontato che è davvero ogni 15gg) possa avere effetti così devastanti ed essere così forte portando un uomo a perdere affetti, dignità, denaro, e...Il cervello.

Ma cosa scatta nella testa di chi fa una scelta del genere, me lo può spiegare qualcuno che se la sente? Questo è un bell'uomo, ha un bel lavoro, è uno sportivo, sicuramente fragile e con dei bug, ma accidenti, è possibile che il fine ultimo sia l'autodistruzione?

Che effetti ha sul corpo e sul piano psicologico una dipendenza da crack con una cadenza simile? Cosa è che ti fa venire questa voglia micidiale, da quanto ho letto si scambiano pochi minuti di high con un inferno lunghissimo...E la distruzione di tutto il resto.

La presenza di una persona (io) che ti sta dimostrando di esserci serve a qualcosa, in che modo? 

Io adesso sto facendo più che posso per andare oltre ma tra poco mi vengono le stimmate, oltre alla gastrite, sto andando avanti a omeprazolo e xanax, e mi sembra comunque che a fronte ei miei sforzi non ci sia un riscontro positivo.

Lo so che la risposta  base è "vattene", e a quella ci arrivo anche io, e mi scuso in anticipo se ho occupato questo spazio con questo lungo sfogo uguale a tanti altri, purtroppo questo mondo l'ho scoperto solo ora e non ho mezzi per capire o affrontare la situazione, chiedo quindi a chi se la sentisse di aiutarmi a capire quacosa.

Grazie

 

 

Commenti

Re: dipendenza da cocaina/crack

Lady,
forse potremmo dire che la cocaina svolge nella sua mente la stessa azione che lui svolge nella tua.
A me sembra che le dipendenze siano patologie sistemiche, oltre che dell'individuo.
Secondo me, se tu non riesci a disinnescare gli stati d'animo che lui ti procura, è difficile che lui possa disinnescare quelli che la cocaina gli procura.
Per questo potrebbe essere importante che tu ti impegni a tenere sotto controllo i tuoi problemi, piuttosto che i suoi.
Ciao

Re: dipendenza da cocaina/crack

È la sensazione che ho in effetti, di perdere il controllo e la lucidità che mi contraddistinguono.
Mi rendo conto di essere alla mercé di uno che non ragiona, di un uomo che di uomo ha solo l'aspetto ma dentro è una gelatina informe, un bugiardo, è che anche senza la cocaina non sarebbe adeguato.
Ora forse ho solo.un capro espiatorio.
E a volte voglio credere a quello che riesco a tollerare e non a ciò che è.
La cosa mi fa molto vergognare di me per come sono e per come mi reputano le persone, ho sempte creduto di essere forte, invece mi riritobo a dipendere dai deliri di uno che non vale la metà di me.
In aggiunta, posso anche dirvi che da sempre ho percepito in lui enormi limiti dal punto di vista umano, droga o non droga, da tre anni seguo un percorso con una psicoterapeuta, ma oh, c'èqualcosa che mi fa fare una fatica boia a uscire da questo gorgo.
Forse anche perché negli anni precedenti ho avuto un' altra storia disastrosa , per cui ho visto im questa un'occasione, ed è dura dire che di nuovo ho fatto una cazzata.

Re: dipendenza da cocaina/crack

Infatti, allo stesso modo non basta smettere con le sostanze. Poi c'è il craving e la coazione a ripetere.
Ma se ricadi, Lady, come puoi pretendere che lui non ricada?
Sai una cosa? Anche io mi sono molto vergognato di me. E adesso non mi capacito delle persone e situazioni in cui si esercitava la mia dipendenza e codipendenza.

Re: dipendenza da cocaina/crack

La cosa ridicola è che lui ci ha messo anno a farmi fidare e, ha fatto il diavolo a quattro, un anno intero, perché io non mi fidavo...E avevo ragione.
Appena ho detto "Ok, ci sono, non farmene pentire" , da lì è partito un periodo assurdo in cui lui aveva tutto i problemi de mondo e io ho provato a dargli fiducia e spazio.
Sì, sono un'oca, mi sono sopravvalutata e sono stata troppo comprensiva, ma aveva tanti di quei problemi oggettivi che mi faceva venire l'istinto di dargli una mano a tirare fuori il meglio.
Io gli voglio bene.
INVECE.
Da non credere quanta comprensione ho avuto per lui.
E per me stessa, zero.
È la seconda volta che mi capita, accidenti, ma sono stata anche sfortunata in questo caso.

Re: dipendenza da cocaina/crack

Buongiorno, cari drogati e partners.
Oggi vado a fare birdwatching in una riserva naturale acquitrinosa.
Porto la mia fotocamera e un bel tele da 500 mm.
Nella zona prescelta nidifica il Cavaliere d'Italia ((Himantopus himantopus).
Vi transitano anche molte altre specie acquatiche e limicole.
Vado con alcuni cari amici e amiche. Ogni anno, di questi tempi, andiamo a ritrovare i nostri amici di ritorno dall'Africa.
Penso sia importante avere amicizie sane e attività alternative e piacevoli.
Non credo che l'alternativa sia soltanto “smettere”, quanto fare altre cose e avere altre relazioni “non tossiche”.
Vi invito a prendere in considerazione attività nell'ambito naturalistico, della fruizione di opere d'arte, oppure di tipo sportivo e quant'altro. Esistono infinite possibilità.
La vita è bella o è una merda a seconda delle nostre scelte e azioni.
Sì, riflettere è importante; ma vivere forse lo è ancor di più.
E invece di stare lì a pensare solo e soltanto a sostanze, farmaci, terapie e relazioni malate con se stessi ed altri, penso sia essenziale riscoprire, coltivare e progettare tante altre cose.
Smollare la zavorra, per così dire.
E adesso, dopo queste perle di saggezza, vi auguro buon week end e vi saluto.

Re: dipendenza da cocaina/crack

Uh il birdwatching, che bello.
Ho coltivato questa passione da giovanissimo per anni. Ricordo ancora il viaggio fino alla laguna di Venezia (in treno perché avevo 16 anni) per veder nidificare il Cavaliere d'Italia, con al collo la reflex di mio padre e nello zaino i manuali per riconoscere le specie.. Bei ricordi.
Complimenti.

Re: dipendenza da cocaina/crack

Buongiorno a tutti, stanotte sono stata fuori fino a tardi ma, una volta tornata a casa, l'ansia che durante l'uscita serale avevo in qualche modo governato mi ha assalita in pieno, ho dormito pochissimo e male, dal nervoso accumulato per via dell'ennesima sparizione totale in cui la persona di cui ho parlato si è resa nuovamente irreperibile, non prima di aver comunicato tutti i suoi presunti giri e spostamenti, aggredendomi poi via messaggi quando ho cercato di capire cosa stesse succedendo.
Anche se mi fa star male, ho accettato e visualizzato il fatto che flsse da qualche parte a strafarsi e che per questo non fosse in grado di rispondere.
Detto ciò, un problema ce l'ho anche io se mi sto facendo torturare in questo modo.
Ho preso visione di un gruppo di di dipendenti anonimi che si riunisce anche domenica sera nella mia città, se qualcuno ha esperienza, si può andare liberamente o devo fissare prima è avvisare?
Sono stravolta, con la psicoterapeuta da cui vado non riesco a sbloccarmi, vorrei provare a fare qualcosa perché mi sento molto, troppo stanca e mi sembra di non essere più padrona delle mie emozioni.
Grazie.

Re: dipendenza da cocaina/crack

Ci sono stata, l'impatto iniziale mi ha fatta pensare di essere finita in un posto assurdo, qualcuno era visibilmente "scoppiato", ma sono rimasta fino alla fine ma tornerò, almeno qualche altra volta.
La sensazione che non voglio più provare è di far dipendere i miei stato d'animo dai comportamenti e dai gesti di un'altra persona, perché è una cosa che sfinisce.
Non so se si possa parlare di di dipendenza in generale o se si sono realizzati incastri malati perché ho beccato un manipolatore con problemi mentali veri e in più tossicodipendente, fatto sta che la dinamica è questa e che al momento non ho il controllo sulle mie emozioni e sono al limite dello "scoppiare" anche io.
Non voglio contonuare a dormire con bicchierata di vino e xanax, non ne posso più di trovarmi a fronteggiare la follia più totale e atteggiamenti contrastanti a tratti di affetto e a tratti cattivi senza nessun nesso logico, sto facendo fatica a fare qualsiasi altra cosa, uscire, vedere amici, lavorare...mentre lui nella sua follia va avanti normalmente e si muove a casaccio secondo come gli dice la testa malata.
Quindi proverò ad andarecancge domani.
Ti ringrazio per il suggerimento Placido , è grazie a questo che mi sono decisa a fare questo tentativo.
Buona giornata

Re: dipendenza da cocaina/crack

Ciao,
la situazione del tuo compagno è tutt'altro che rosea, e non va sottovalutata solo perché avviene ogni 15 giorni.
Innanzitutto traspare come le dipendenze siano due: cocaina e xanax. E' una cosa tipica del cocainomane abusare di xanax, sia nei periodi di astinenza, che durante/dopo l'uso, oltre che di alcool.
Ad ogni modo senza una sua ferrea voglia di smettere, non andrà da nessuna parte.
Se questa voglia non gliela riscontri, o accetti di condividere la tua vita con lui cosi, o te ne vai. Non hai altre possibilità.
Un saluto

Re: dipendenza da cocaina/crack

Ah scusa ho frainteso.
Ad ogni modo cambia poco, il succo è quello.
Stare vicini ed insieme ad una persona che vuole smettere è una cosa, con una che non vuole smettere un'altra. Trai le tue conclusioni.
Ciao

Re: dipendenza da cocaina/crack

Certo che si tratta di posti assurdi, Lady.
Cosa ti aspettavi, di trovarti al circolo ufficiali o a una conferenza sul manierismo del Vasari?
Secondo me i luoghi di terapia sono allo stesso tempo luoghi di malattia, inevitabilmente. Sono “coaguli sintomatici”, per così dire. Come anche i SerD, ad esempio. L'unica differenza è che in certi contesti si procede verso il baratro, in altri si cerca serenità.
Il primo impatto poi è sempre problematico. Qualcuno direbbe che si attivano “resistenze”.
E' una dialettica difficile, ma a mio modo di vedere molto interessante.
A mio avviso, per trarne giovamento bisogna aderire, calarsi nel contesto, esserne partecipi. Condividere finalità ed emozioni. Ma allo stesso tempo mantenere e ricercare una propria dimensione autonoma, personale, non dico critica ma con “beneficio d'inventario”.
Comunque sono esperienze che, se condotte in un certo modo, richiedono un po' di tempo, anche lasciarsi andare un po', che non significa soggiacere passivamente.
Sospendere il giudizio può essere utile, secondo me.
In ogni caso non è il gruppo che ti “guarisce” o meno. Sei sempre tu, se lo desideri, in quel contesto e/o in altri. In primo luogo alzando e cementando barriere nei confronti di ciò che comporta la perdita di controllo.
Ma da soli difficilmente funziona, o forse mai.
Buona giornata
Placido

Re: dipendenza da cocaina/crack

Infatti ho deciso di tornarci qualche volta prima di decidere se intraprendere questa strada o no. Mi è stato consigliato anche un altro gruppo di familiari di alcolisti e dipendenti da sostanze, ma io non sono una familiare, mi sento anche stupida a presenziare ad una cosa del genere, è stata una relazione talmente assurda che non saprei come definirla...Ho evitato accuratamente di convivere, dall'inizio ho sempre mantenuto e curato i miei amici al di fuori di questa relazione, forse perchè sapevo già che qualcosa no funzionava...Eppure mi sono ritrovata malconcia, e parecchio.
Magari provo a fare un altro tentativo anche là.
L'unico impatto duro è che ho trovato gente molto diversa da me, fino all'ultimo secondo sono restata appostata fuori a vedere chi entrava, pronta a tagliare la corda...Poi all'ultimo secondo sono entrata, ed ho anche capito che, come hai scritto tu, è ovvio che lì si "scoppia" perchè delle persone non viene fuori altro che questo problema, non ci si racconta certo dei successi lavorativi o delle scarpe nuove che ti sei regalata.
Io ci provo, ma è tanto dura, ho beccato tanti problemi in una persona sola e mi sono sopravvalutata sia come capacità di resistenza che che di gestione.
Cioè, in fila:
1-Problemi gravi di salute;
2-Problemi psichici gravi non curati;
3-Tossicodipendenza;
Non so cosa pensavo di fare o dove pensavo di arrivare.
Mi aspetta un periodo duro, sono molto stanca...
E ripartire è difficile, mi sembra di avere già espiato abbastanza, e mi fa male vedere che quell'altro, nella sua follia, riesce comunque a fare i suoi programmi, si permette di fare l'arrogante, è questo guardare a lui che dovrei interrompere tanto per cominciare.
Ma allora perchè una parte di me si illude che qualcosa di buono possa ancora succedere, come se potesse guarire, forse perchè ho bisogno di dare un senso ai miei sbattimenti fino a oggi?
Mi sono risposta da sola...?

Re: dipendenza da cocaina/crack

No, tu non sei un familiare (soprattutto se tale non ti consideri) e da questo punto di vista dovresti riflettere attentamente, secondo me. Nel senso che, da quanto ho capito finora, correggimi se sbaglio, tu sei una codipendente a livello puramente emotivo. Da quanto scrivi non sembra tu abbia vincoli “pratici”: né di convivenza, né legali, né patrimoniali o altro. Magari però non è così, non so.
Ma se fosse questo il caso, ripeto, a mio avviso dovresti riflettere bene, prima di considerare le situazioni altrui più “pesanti” della tua.
Non so se mi spiego.
Comunque niente di grave: basta chiudere, dedicarsi ad altro, e fare chiarezza in se stessi, con l'aiuto di CoDA o in altri contesti adeguati.
La risposta che ti sei “data da sola” mi riporta alla mente una teoria di cui ho letto tempo fa su una rivista scientifica. Avere investito energie in comportamenti errati, improduttivi o controproducenti, rende difficile la consapevolezza di averle sperperate e cambiare rotta. Dal che deriva una certa tendenza alla persistenza nell'errore. Mi sembra di ricordare che i fautori di tale teoria fossero etologi.
Ciao Lady.

Re: dipendenza da cocaina/crack

"Da quanto scrivi non sembra tu abbia vincoli “pratici”: né di convivenza, né legali, né patrimoniali o altro".
E' così, infatti, è una cosa che ha avuto e sta avendo forti ripercussioni emotive, non ci sono vincoli pratici da rompere.
Si è appoggiato molto a me anche economicamente, soprattutto cene a casa e fuori, ha preso regali, mi chiedeva sempre dei favori, di comprargli anche piccole cose senza mai restituire niente, e una volta a fine mese, pur avendo un buon lavoro e guadagnando più di me in questo momento, mi chiese anche soldi...ma questo è il meno, per quanto poi ci sia rimasta di stucco quando ho capito a cosa gli servivano.
In ogni caso non vorrei mancare di rispetto a chi è lì per un figlio o un marito o un convivente con cui ha formato una famiglia, da cui ha avuto magari danni economici seri, non perchè io non stia soffrendo molto.
Tuttora non so che fine abbia fatto, sono terribilmente agitata, è da sabato mattina che di è reso irreperibile,e immagino che oggi non sia andato neanche al lavoro con qualche scusa, probabilmente starà smaltendo chiuso da qualche parte, potrebbe essere ovunque e con chiunque, e ormai si sarà reso conto di essere stato sgamato, perchè dopo che un mese fa è venuto tutto fuori non aveva più fatto una cosa del genere, non ci sono cazzate da inventare.
Sono qui che sto male perchè so di essere arrivata alla fine, e che devo trovare il coraggio di eliminare il contatto e bloccarlo, ho già pronta anche una mail di chiusura, ma qualcosa ancora mi ferma, odio quando non posso parlare, sfogarmi almeno.
Chissà cosa direbbero gli etologi, Placido.

Re: dipendenza da cocaina/crack

Mah...,
forse gli etologi direbbero che è inutile sprecare altre energie, illudendosi vanamente che quelle già spese possano così essere recuperate o rivalorizzate.
Io non so cosa sia che ti fermi.
Potrebbe essere il timore di prendere una posizione che poi non saresti capace di reggere, cedendo ai suoi piagnistei, ai suoi propositi di redenzione, alle sue preghiere o esponendoti a reazioni poco gradevoli. Così addivenendo alle sue “auto prese per il culo” e condividendole e/o peggiorando la condizione di sudditanza.
In tal caso è meglio prepararsi per bene e consolidarsi preventivamente in una situazione di aiuto condiviso. Fare argine da soli è molto difficile, condividere una diga lo è meno, purché con le persone e nelle relazioni di sostegno si crei una situazione solida, ben ponderata e di fiducia.
Perché peggio delle relazioni tossiche c'è solo il “tira e molla” nelle relazioni tossiche. Se queste sono devastanti, con la complicazione del tira e molla possono diventare assolutamente catastrofiche.
Ciao

Re: dipendenza da cocaina/crack

Chissà perché le Codipendenti devono guardare sempre la follia dell altro, invece di guardare la propria.
Vittimismo incondizionato.
Chissà perché le codipendenti non pensano di avere un problema visto che si sono infilate in una storia del genere... ma una domanda.
Sono più folle io a stare con un folle?
O è più folle lui che nella sua follia ha trovato una folle da manipolare?
Lui è un caso psichiatrico... Io invece sono sana, certo.
Lui è un bambino io invece una donna, come no.
Cara Lady... crescere non è un gioco.
La bambina ferita che hai dentro ha fame e piange e tu non la nutri, le dai solo briciole di scarti...
Un bel percorso Coda forse...
Potrebbe aiutarti a crescere e a guardare la tua parte, quella che conta, tralasciando modi immaturi di vittimismo ed autocommiserazione.
È così che fa una donna risolta...
E non una bambina ferita.
Siamo così piccoli... e ci illudiamo di essere chissà cosa...

Perché non siamo abituati a guardarci seriamente?
Adesso non lo capisco più, come si fa a non auto_osservarsi e stare sempre a guardare gli altri... pensare che il dolore degli altri è il nostro...
Pensare di essere perfetti ed avere la distruzione dentro, e poi incolpare, vittimizzarsi e manipolare...
Questo mondo è davvero strano... è un posto composto da tanti bambini e bambine irrisolti che lavorano e si muovono nel mondo, con droghe o senza droghe, di risolto hanno poco e nulla dentro di sé.
Pensare di risolvere con un paio di scarpe nuove ciò che dentro brucia e arde poi è il peggio del peggio, è ciò che crea ancora più vuoto...
Va bene, ho detto tutto.
Tanto mi capiranno in pochi...
Ai bambini resteranno i loro giochi ma anche (e mi dispiace) il loro dolore...
Buone H24 a tutti!!!

Re: dipendenza da cocaina/crack

Ciao Freestyle,
purtroppo non è che chi ha disturbi vada in giro con un cartello e una targhetta di riconoscimento.
A volte ci si mettono mesi a scoprire un problema: se la persona a cui vuoi bene ti dice che ha un grave problema di salute, che fai? Lo molli perchè è faticoso?
Poi dopo altri mesi uno ti dice che è in depressione e che ha gravi problemi, va da un terapeuta e ti chiede di restare, se tu pensi che sia per via ella sua malattia che fai, lo molli?
Se poi si apre con te e ti confessa altri traumi subiti,e tu ti senti abbastanza equilibrata da poter reggere a racconti dolorosi, che fai, molli?
Se alla fine poi salta fuori una dipendenza pesante da droga e un mondo di bugie e inganni, sì, stare male è il minimo, perché la fiducia è stata tradita, e perché sei stata colpita nella parte più fragile di te.
Che io possa essere una persona codipendente, intortabile, o "molle" o manipolabile o semplicemente stupida, il dolore non cambia.
A volte chi si innamora perde un po' il lume della ragione.
E il dolore ha i suoi tempi.
Altrimenti non starebbe male nessuno, per tradimenti, cattiverie, voltafaccia, quando razionalmente non e vale la pena non credi?
Ci sono etichette per tutto, lo star male resta, è la ferita di un tradimento e di una grane delusione, dello spreco di tempo amore ed energie.
La tua interpretazione è vittimismo, per me è trauma e sofferenza, poi ognuno vive le cose a modo suo.
Sicuramente non è sano restare a farsi devastare, ma a volte si è troppo dentro per essere lucidi, e ci vuole un po' per cavarsene fuori.
Io ho fatto un esame di coscienza ed ho capito che non sono così forte come pensavo, infatti ho una terapia in corso e in aggiunta sono già stata la prima volta in un gruppo CoDa e ci tornerò oggi.
Probabilmente qui i miei discorsi non sono molto pertinenti, trattandosi di un sito dedicato alla tossicodipendenza, ci sono arrivata per diperazione perchè neanche un mese fa mi si è spalancato un mondo che non conoscevo e ho cercato qui delle risposte ed un confronto ( che ho anche trovato).
Buona giornata a te.

Re: dipendenza da cocaina/crack

Fai benissimo a frequentare Coda, è la strada giusta.
Diciamo la strada breve rispetto a quella della psicoterapia
...
Se la seguirai potrai essere libera.
E scegliere liberamente chi amare
Primaditutto
Amando te stessa.

Re: dipendenza da cocaina/crack

Dici breve?
Io lo spero, perchè sinceramente è un bel po' che sto male, la psicoterapia che seguo da tre anni è iniziata prima di tutto questo, avevo iniziato per una fragilità precedente, l'ultimo anno è stato durissimo e poi l'ultimo mese è stato solo l'argine che si è rotto, il tracollo.
Sento che le energie rimate sono veramente poche, ho l'ansia perenne, fino a un mese fa riuscivo a staccare con le uscite, gli amici, altri interessi, da un mese a questa parte sono sprofondata nell'ansia e nella cupezza.
Ho smesso di ridere, non ho più il senso del'umorismo che non mi ha mai abbandonata, lavoro male, non mi concentro,non trovo pace da nessuna parte e con nessuno, sono molto chiusa in me stessa, non mi riconosco.
Oggi ho la psicoterapeuta alle 19 e il gruppo alle 21, faccio la doppietta, se sopravvivo.

Re: dipendenza da cocaina/crack

Certo il doppio sostegno è molto meglio.
Ma per conoscerti le condivisioni sono essenziali.
Oggi non mi riesco ad accodarmi (heheh) sto andando a fare servizio in una comunità, in più ho lavorato... Dopo gruppo...

Con i gruppi la strada è molto più breve, poi dipende anche da te.
Ti risaluto, buone 24, sei bravissima!!!

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