Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Parco pubblico

Ieri ero a passeggio in un girdino pubblico della mia città insieme al mio compagno. Una città di provincia, ma in realtà un paesone dove ci conosciamo tutti. Da uno studio recente è stata identificata come una delle capitali italiane per uso di eroina (credo per percentuale rispetto al numero di abitanti, altrimenti fatico a spiegarmi come). Insomma nel passeggiare, notiamo vicino ad una colonnina dell'enel 4-5 siringhe, delle quali un paio non chiuse, pochi metri più avanti la scatola di una soluzione iniettabile. Tutto questo vicinissimo ai giochi dei bambini, ad una scuola di tennis e all'ingresso del camposcuola comunale e dello stadio comunale. Siamo rimasti fermi per un po' a decidere che fare, abbiamo fotografato e pubbllicato nella pagina della città, ci hanno consigliato di chiamare i vigili e così abbiamo fatto. Detto questo per dovere di cronaca, vengo alla mia domanda da ignorante completa di dipendenza da sostanze ma più ferrata in materia di dipendenze di altro genere, ma esiste anche nella totale assenza di lucidità un minimo di capacità di vedere cosa abbiamo intorno? Non parlo di senso civico, parlo di bambini che ci potrebbero cadere sopra, o giocare, o anche vedere una scena abbastanza forte, li non è un posto isolato e ci sono lampioni oltre che le luci dello stadio. Lungi da me un giudizio morale, ci sono ben altre schifezze e molto più legali, la mia è proprio una domanda su cosa passa nella testa, è una domanda sul senso di umanità più che altro. E' da ieri che non me ne faccio una ragione, oltre al fatto che quella è una zona frequentata soprattutto da ragazzini, quindi mi viene pure il dubbio che fossero tutti molto giovani. La mia città ad oggi è ripiombata negli anni 90, sono solo cambiate le zone, questo mi rattrista e mi preoccupa, c'è un riemergere dall'oscurità di cose che SEMBRAVANO sconfitte e non lo erano. In un commento fatto al nostro post una signora ci racconta di due persone che si facevano nel parchetto DAVANTI al nostro sert a 10 metri da dei bambini ma sopratutto da un asilo nido che è tutto a vetrate. Ecco la mia riflessone in sostanza è questa, non è la salute fisica, non è nemmeno la vita che uno si trova a condurre, non sono gli espendienti che si devono escogitare che rovinano le vite, ma non è piùttosto la perdita di umanità, oltre che di di se stessi, la vera malattia emotiva della tossicodipendenza? Quando nemmeno gli occhi di un bambino  o il richio che potresti far lui correre, ti frenano più, non è li che si deve fermarsi e capire che si è superato un limite? Lo domando perchè, da ignorante, sento profondamente che questo potrebbe essere un nodo cruciale di riflessione che supera il concetto di tossicodipendenza per incentrarsi sul vuoto emotivo  ed umano da cui una tossicodipendenza o una dipendenza hanno origine. La sostanza può ad un certo punto deviare completamente un carattere? Oppure porta a galla quello che è nascosto? Se si lavorasse per ricostruire il lato umano, e non intendo solo l'analisi psicologica della dipendenza, parlo proprio della coscienza sociale e dell'interesse per l'altro forse non potremmo completare il lavoro di recupero? Perchè io dopo la rabbia mi sono fermata a pensare a quelle 5 persone che hanno lasciato la le siringhe, senza un minimo di interesse a quello che potevano generare, e mi sono immaginata li a dire loro ma cosa stai facendo? quanto stai male per fare questo? Dai insieme intanto raccogliamo e buttiamo via nel cestino e dopo magari riflettiamo...ecco io ho visto la solitudine e il malessere di chi non ce la fa, e sono restata triste tutta  la sera a pensare a come si deve soffrire.....

 

Scusate il lungo messaggio forse non del tutto adeguato...ma magari una qualche risposta emergerà...

Petra

Commenti

Non tutti i tossici sono uguali, come non tutte le persone normali lo sono.
La dipendenza di sicuro porta al venir meno di determinati valori, ma quali , quanti e se perderne sta sempre al singolo.
Di certo chi si va a fare in un parchetto per bambini e lascia li le siringhe, è una persona che vale molto poco, ma varrebbe poco lo stesso anche se non fosse TD.

I motivi per qui abbandonano le
Siringhe e tutto il resto dappertutto.
Sono decine. Ma posso assicurare
Che c e una grandissima parte di
Persone che si e sempre strafatta
Ed oltre buttare le siringhe negli apositi
Contenitori racoglievano e butavano
Anche quelle degli altri..bestemiando
Ma faccendolo..

Se avessi frequentato zone tipo Scampia. ..
Per fortuna tua quelle cose non le vedrai mai.
Anche se adesso vivo nel "qui ed ora"
Certe scene sono immagazzinate e dolorose.
Bambini che giocano a pallone o qualsiasi altro gioco tra amianto, rifiuti e siringhe.
Un dolore grande... (((
Purtroppo chi usa non ha più coscienza in alcuni casi, ha i valori sommersi e lo spirito morto... Io ho compassione, perché è la malattia che comanda, nient altro...
Il peggio è realmente chi lucidamente invece... permette che tutto ciò avvenga... Li dove il sistema non esiste... Nella terra di nessuno i bambini possono giocare solo così..
Non hanno alternative.
Il peggio è colui che razionalmente consente questo... è sua la responsabilità...
Non è del malato che agisce per malattia della tossicodipendenza.

"Lungi da me un giudizio morale".

----------------------------------------------

Mi ha colpito questa tua frase, Petra. A proposito di un argomento così delicato, utilizzi la parola "morale", solo per curarti che sia tenuta fuori campo.
Me ne chiedo il motivo.
Io penso che il giudizio morale vada formulato.
Senz'altro pericoloso quando lo Stato assume valenza etica.
Ma che la coscienza individuale, personale, si ponga la "questione morale" e la esprima, mi sembra del tutto legittimo e auspicabile.
A me desta grande perplessità il fatto che la morale venga espulsa dalle coscienze, quasi fosse un ingombrante retaggio di cui vergognarsi, una questione "fuori moda".
Personalmente dico che, a suo tempo, le valutazioni di ordine morale hanno giocato un grosso ruolo (seppure non esclusivo), fra i miei vissuti, nell'indurmi a cambiare rotta.
Buona giornata
Placido

Buon pomeriggio Placido,
forse ho esitato un po', ma il concetto era non voler per forza pensare in modo giudicante rispetto alle persone. La morale così come l'etica, ci insegnano i più grandi filosofi, sono creazioni dell'uomo quindi fanno parte della peculiarutà dell'essere umano. La mia domanda stava li, si perde anche l'umanità, oppure no ed allora bisogna pensare che ci siano delle persone veramente orribili? A me, per natura, forse troppo poetica, spiace sempre ammettere che ci sia la verà cattiveria e cerco di trovare nella sofferenza una spiegazione.
Ma probabilmente mi devo arrendere??

Non è cattiveria
È tossicodipendenza.
Ti devi arrendere a cosa?
Qualche tossicodipendente mantiene il pudore di non lasciare le siringhe in giro,... Ma...
Altri non lo fanno.
Ma contro una malattia mentale cosa puoi fare?
Certo...
Ai benpensanti non è facile inculcare il pensiero di malattia...
È più facile pensare che i tossici siano persone orribili...
E che il sistema che li circonda è perfetto... non pone barriere e non innesca meccanismi depravati...senza porre rimedio.
Eppure tu sei una disfunzionale nel cibo... Il concetto di malattia ti dovrebbe essere molto chiaro...
La tua parte benpensante comunque non ti farà andare un po' più in là... non ti farà guarire del tutto... . dalla tua stessa disfunzionalita o malattia...
Dove il buddismo neanche arriva...
Io ho mollato i buddisti x questo... Benpensanti e proselitismo coatto... No.
Io sono per le cose vere, prego a casa, parlo poco ma bene, scavo sotto ai fatti e non do più peso alle apparenze...
Se nei parchi pubblici ci fossero contenitori per i rifiuti speciali? Forse le siringhe non starebbero a terra?
Se fossero attive le stanze del buco i tossici andrebbero nei parchi?
Etc etc etc.
Orribile è solo una cosa... L ignoranza!!!

Credo che catalogare i Buddisti come benpensanti sia esattamente lo stesso errore che mi stai imputando, dato che sono persone e come tali dotate di tutti e 10 i mondi...spingersi al giudizio di una cosa che si conosce poco è sempre un esercizio di presunzione. Come se giudicassi tutti i partecipanti dei NA attraverso quello che scrivi tu. Ora io ho tanti difetti, ma la presunzione no, e come vedi ho messo molti punti interrogativi nel messaggio inziale ed in quello di risposta a Placido, quelli esclamativi non fanno parte della mia personalità, e sinceramente credo che ne andrebbero usati ben pochi e rivolti a noi stessi, le uniche persone sulle quali abbiamo il diritto di affermare.
Del resto è abbastanza affermativo, pure, pensare di conoscere il mio livello di malattia o guarigione, non conosci il mio percorso, perchè certamente io non lo scrivo qui dove in verità si tratta della dipendenza e non del disturbo alimentare.
Per quanto riguarda la mia ignoranza, lo si è solo perchè non si è sperimentato direttamente? Potrei dirti che lavoro a stretto contatto con Neuropsichiatri, con storie di adolescenti e con servizi sociali, in equipe dove vengono sviscerate storie e analizzate cause ed effetti, magari qualcosa in qua e la apprendo....proprio per questo ho sollevato il giudizio e chiesto a chi invece ha sperimentato davvero.
Ma questo non conta giusto???
Forse prima di dare opinioni anzi direi giudizi, bisognerebbe soffermarsi a pensare che per un dito puntato verso l'esterno ce ne sono tre puntati verso noi stessi!!!!...e qui metto i punti escalmativi.

Guarda... già che mi parli di assistenti sociali... stai mettendo in gioco la carta più sbagliata che hai a disposizione...
Stendiamo un velo pietoso.
Per quanto riguarda il buddismo poi lo pratico, in casa. Poi pratico Induismo, vado in Chiesa, ultimamente sono attenta alla tradizione Egizia, III, IV secolo avanti Cristo.
Cosa ne sai se non conosco l ambiente buddista? Praticato per due mesi, telefonate martellanti per partecipare alle riunioni, nessuna apertura mentale su idee diverse... Gerarchia...
La spiritualità per me è una questione di ampie vedute, che parte dal centro e va alla ricerca.
Così come accade nelle stanze dei Na in cui puoi realmente essere te stesso esprimere liberamente ciò che senti e nessuno ti stressa a partecipare.

Per intenderci : il disturbo alimentare è una dipendenza.
Tutti questi professionisti e non lo sai?
Una dipendenza basata sempre sul disturbo ossessivo_complulsivo.

Lascia perdere Freestyle, cosa sia il disturbo alimentare lo so benissimo, e di descrizioni superficiali ce ne sono a bizzeffe. Quella che hai dato tu è una delle possibili cause, io non ho nessuna compulsione nè ossessività non l'avevo nemmeno prima a dire la verità...ero solo molto triste e necessitavo di trovare un'area della mia vità su cui poter decidere, ed il potere che mi dava il dimagrimento è stata la mia droga per tanto tempo.
Hai troppi sempre, troppe certezze e troppe generalizzazioni, buddisti tutti uguali, assistenti sociali tutti uguali, tossici tutti uguali...troppe scatole e pochi elementi da mettere dentro.
Io pratico da 11 anni e conosco praticanti che sfiorano i 35 anni di pratica e nessuno è come hai descritto tu, forse sei stata poco fortunata o forse è solo l'ambiente che ti risponde....o forse sono solo 2 mesi che pratichi.
Ho aiutato tanti adulti e tanti bambini nel mio lavoro, ho incontrato professonisti in gamba altri meno, assistenti sociali con due palle quadrate altri meno, etc etc etc come del resto ho incontrato genitori modello ed altri che non ce la fanno, non per questo ho creto la categoria bravi/mediocri e spero di non farlo mai....

Personalmente sì: io penso che ci siano delle persone orribili e altre no. O comunque persone che, in un dato momento, si comportano in modo orribile. Ma non credo che il discrimine sia l'essere o meno tossici.
Ci sono tossici che lasciano siringhe usate a destra e a manca e altri no.
D'altro canto ci sono persone "non tossiche" che commettono varie nefandezze e altre persone che si comportano in modo virtuoso.
Io penso che giudicare non sia disdicevole.
Ma generalizzare i giudizi in base a presupposte categorie a priori lo trovo errato.
Direi che ciascuno andrebbe valutato come persona e in base al proprio comportamento, piuttosto che in relazione a etichette preconfezionate.

Concordo .

La disfunzionalita' o malattia ha la stessa base per tutti e poi si diffonde nel "settore" a cui ognuno è più "congeniale"...
C è chi la riversa nel sesso, nell alcol, nel cibo, nelle droghe,nell autolesionismo... a volte queste cose poi si intrecciano...
E a ognuno la malattia "attacca" con un aggressività diversa...
C è chi mantiene un minimo di pudore, c è chi non lo fa... c è chi si lascia morire di overdose e chi si lascia morire di anoressia, c è chi lascia le siringhe in giro, c è chi ha l accortezza di tappare e buttarle.
Io solo mi chiedo dopo quasi 50 anni in cui è stata immessa eroina nel mercato come mai nulla è stato fatto di concreto per evitare certe situazioni e ancora... dopo cosi tanti anni... il tossico viene ancora ghettizzato perché non viene considerato un malato mentale...

Io non so fino a che punto un tossico venga ghettizzato, o se piuttosto non si “autoghettizzi”.
Forse entrambe le cose, in quote variabili.
Non so neanche se sarebbe corretto parlare di “malattia mentale”, che è già di per sé un concetto alquanto problematico.
Penso che la tossicodipendenza presupponga un disagio, spesso misconosciuto. Direi che la condizione TD è incompatibile con quella che l'OMS dà della Salute, come condizione di benessere fisico, psicologico e sociale.
Ad essere sinceri - ed anche considerando retrospettivamente la mia storia - direi che il concetto di “malattia mentale”, applicato alla tossicodipendenza, mi sembrerebbe un po' azzardato. Da un certo punto di vista potrebbe costituire un alibi e motivo di inopportuna ulteriore deresponsabilizzazione.
Poi, sai, direi anche che le definizioni e le etichette, oltre il gusto del confronto dialettico, non abbiano grande importanza, all'atto pratico.
"Malattia mentale" o no, il problema comunque rimane: cosa fare? E chi e come dovrebbe farlo?
Direi che in un mondo mosso prevalentemente dai soldi, eroina e tossici esistono e continueranno a esistere perché consentono di fare tanto denaro, senza scrupoli. Né da parte dei tossici nei confronti di se stessi, né da parte di chi ci specula.
Buona giornata
Placido

La Tossicodipendenza è attualmente riconosciuta dal Servizio sanitario Nazionale Italiano come malattia mentale.

Sarebbe interessante e opportuno segnalare i documenti ufficiali da quali si evince che per il SSN la TD è una malattia mentale.
Il dibattito nel merito è molto aperto.

Sono sei mesi che frequento i gruppi tutti i santi giorni...
La tossicodipendenza è una malattia mentale al 99 x 100.
Come l anoressia, l alcolismo, l autoflagellazione... Etc.
La base di tutte è la disistima e la perdita è la disgregazione del se'.
Io la chiamerei malattia spirituale... o dell anima.
Ma questo rompe troppo gli schemi.
Malattia mentale è la giusta connotazione.

Sono attiva anche in ospedali e cliniche psichiatriche con il mio servizio in Na...
Forse qualcosina può sfuggirmi...
... ma la malattia mentale è un must have; la base.
Curabile, in ogni caso
E per fortuna.

Uffhh. Du maron

Placido, a livello giuridico è un conto, a livello di Sanità, è riconosciuta come malattia mentale, e infatti come tale permette l'accesso gratuito alle cure statali. http://www.federserd.it/files/download/20090629_raccomandazione_civica_s...

Beh, bene... magari pian pianino ci si sta allineando al pensiero comune d' oltreoceano...
... c è una speranza anche per un paese come il nostro all emancipazione... ed all evoluzione...

Ciao Free,
si hai ragione su questo. Però credo che comunque la figura del tossico, cosi com'era negli anni 70-80-90, sia profondamente cambiata.
In quegli anni l'eroina era una filosofia di vita, era emancipazione, ribellione, anticonformismo. Chi si faceva di eroina era immediatamente riconoscibile, oltre che per lo stato di salute generale, anche per il modo di vestire. Oggi è molto più radicata all'interno della società, più nascosta. Per carità esistono ancora i punkabbestia, però sono una parte dei consumatori. Una grossa fetta è data da professionisti, persone in carriera, impiegati, gente che a prima vista non lo diresti mai. Non usano per strada, raramente per via iniettiva, hanno aspetto e salute curata, hanno una seconda vita che rimane all'ombra della loro prima vita. Usano eroina o altre droghe di qualità, non la merda di strada, non vanno a comprare dagli spacciatori ma acquistano online o da contatti fidati. Non vanno al SerT e non sono catalogati come TD, sono dei fantasmi per lo Stato Italiano.Tra questi rientro anche io.
Questa categoria di persone prende coscienza della propria dipendenza con più difficoltà, in quanto questa non causa un significativo peggioramento delle loro condizioni di vita e sociali, né costituisce un problema economico. Hanno bisogno di aiuto, ma in maniera diversa, ad esempio tramite la possibilità di seguire e prescrivere terapie per la TD da parte dei medici di base, o di specialisti a pagamento.
Bisogna tener conto di questa enorme evoluzione che ha avuto l'eroina, e la droga in generale, nel tessuto sociale.

Beh, così come ci sono i tossici da siringa mordi e fuggi nei parchi
Così c è il professionista che si sballa nel bagno dell ufficio
Cambia solo lo scenario e l interpretazione
La malattia è sempre la stessa...
Anche per la vecchietta che finge dolori dal medico per farsi prescrivere le sue droghe.
Siamo o sono tutti
Irrimediabilmente
Malati a gradi diversi.

I Td in giaca e cravatta sono sempre
Esistiti forse prima piu di adesso
E solo grazie a loro se ci sono finito
Dentro anch io (co l abito e la cravatta e tutto il
Bel resto ) e fattura miliardi.. non
Di certo per quei 4 luridi che abbandonano
Le siringhe a destra e a manca

Ma se sono esistiti o no i td in giacca e cravatta cosa interessa?

Non capisco perché guardare gli altri...
Oppure dare la responsabilità ad altri della propria tossicodipendenza.
Una delle prime cose da fare è guardare le proprie responsabilità, prendersele ed abbracciarle.
Una cosa difficile per un tossico...
Prendersi le responsabilità delle proprie scelte e delle proprie azioni.
Il recupero inizia così...

No non sto dando la colpa a
Nussuno. E che dopo aver conosciuto
E frequentato
Delle persone CHE Usavano eroina..in giaca e cravatta..
Con un uno o due bei lavori una bellissima
Famiglia.ben inseriti nella società come
Come dice TPM...
Ho pensato sbagliatamente (in base ai discorsiche
Si facevano ) che poi questa sostanza non
Era cosi ingestibile

Si sa che l eroina non è gestibile.
Lo sanno anche i bambini.

Ora lo sanno anche i bambini
Nonostante tutto tanti ragazzi
Continuano a finirci dentro
Ma io parlo di 30 anni fa
Non dico che non si sapeva
Niente anzi guarda era un gruppo
Di 9 persone dai 20 anni come me ai 40
55 al 61 tutti belli come si diceva prima
E a sentirli i piu grandi dopo 20 anni
Di t d avevano smesso senza grandi
Sacrifici... Balle si facevano tutti nascondendosi
Tutti l uno dall altro.. e lo sapevano fare
Bene davero

Una volta, quelli in giacca e cravatta usavano cocaina.
E' negli ultimi 20 anni che è arrivata l'eroina anche in quegli ambienti.

D'accordo al 100%.
Più in generale, tutte le dipendenze (non solo le tossicodipendenze) hanno radici psicologiche. La stessa cosa, infatti, si può dire della dipendenza da cibo, della dipendenza dal gioco d'azzardo, ecc., che pur non comprendendo sostanze che danno dipendenza per componenti chimici, sono estremamente difficili da sbarazzarsene.
Su quale sia la base per la dipendenza, non credo che ce ne sia una generale (disistima o perdita del sè), la questione cambia da soggetto a soggetto.
Però sono d'accordo su tutto il resto: a chi non crede che ci sia una componente psicologica fortissima nelle dipendenze, basti vedere quanto è facile, per una persona che si è fisicamente disintossicata, avere delle ricadute: se fosse solo una questione di sostanze chimiche, il rischio ricaduta sarebbe a zero, una volta che la sostanza ha del tutto lasciato l'organismo.

Tutte le dipendenze scaturiscono da traumi infantili non superati.
Tutte, senza esclusione di colpi.
Anche quelle che sembrano più banali.
Nell infanzia subiamo il trauma della perdita del se dall io se chi ci guida ha lo stesso identico problema.
È non è "new age..."
È una coscenziosa analisi fatta su di me e su tutti i tossicodipendenti che incontro ogni giorno nel recupero.

Deumanizzazione,nulla di nuovo.

Deumanizzazione è troppo politically correct. Io da tossicodipendente dico trattasi di merde di uomini. la droga non è una scusa

.

Dare la colpa al tossico è molto semplice...
anche molto banale.
Che il tossico sia colpevole dei mali del mondo è una credenza popolare che va avanti dagli anni 70...
Dell iceberg si vede sempre e solo la punta...
E non tutto quello che c è sotto...
Diceva Freud... (((

Sono dei luridi bastardi
Alla pari di quegl altri luridi
Incivili che non usano siringhe
Ma non fanno la diferenziata
E abbsndonano l immondizia
Dapertutto

Concordo

Ragazzi,
io penso che bisogna essere realisti. La Società ha i suoi modi e le sue regole e, come ho sempre sostenuto su questo forum, non li modificherà per benevolenza nei confronti dei tossici e dei loro alfieri (veri o presunti, disinteressati o meno).
--------------------------------------------
TPM, il documento cui ti riferisci, nel quale peraltro non si parla di “malattia mentale”, nel gioco degli equilibri complessivi che determinano l'atteggiamento generale della Società sul versante TD, ha lo stesso peso del due di coppe quando la briscola è denari. Si tratta di una semplice raccomandazione di una Onlus (ente di diritto privato) in collaborazione con associazioni di categoria. Tutto molto rispettabile, ma nulla che impegni in alcun modo, neanche lontanamente, le Istituzioni. Né sanitarie, né giudiziarie o di altro tipo.
----------------------------------------------
Free, trovo molto pertinenti alcune cose che scrivi, ma io adesso non sto discutendo dell'eziologia della TD, bensì delle convenzioni sociali che la riguardano e del contesto in cui si inserisce.
-----------------------------------------------
La Legge non è il Bene Assoluto, ma rappresenta il punto di equilibrio in un mondo imperfetto; il frutto di compromesso fra i tanti interessi parziali ed egoismi individuali e di gruppo che si intrecciano nella società.
Non credo proprio che la TD potrà mai essere considerata alla stregua di una malattia mentale, le questioni in ballo sono molte, a partire da quella relativa alla capacità di intendere e di volere. Ma anche tante altre questioni socio-economiche, antropologiche, psicologiche, etc. Non mi sento cinico, ma realista, adottando questa prospettiva.
Oltretutto, a titolo personale e per onestà intellettuale, devo dire che per la mia guarigione e di molti altri non ha avuto alcuna importanza che tale fosse considerata.
Che peso volete che abbiano gli interessi dei tossici e di chi li cura con tutti i problemi che ci sono nel mondo?
E poi, avete letto di Greta Thunberg e di come, in certi ambiti, sia stata pubblicamente apostrofata e considerata per la sua condizione di “malata mentale”? Non è detto che il riconoscimento di tale condizione sia effettivamente utile, sempre e comunque. A mio avviso spesso non lo è.

"La tossicodipendenza è stata definita una malattia cronica recidivante. Questa significa che ha una lunga durata e che alterna periodi di apparente guarigione ad altri di ricaduta. Tuttavia è senza dubbio possibile uscirne, anche se il percorso da fare è lungo e difficile." dal sito dell'ASL Toscana Sud Est: http://www.uslsudest.toscana.it/index.php/guida-ai-servizi/dipendenze/am...

E' abbastanza istituzionale per te? Chiaramente quando viene definita malattia si sottintende mentale, dato che la questione fisica è facilmente risolvibile.

Se gli stessi psicologi non ci identificano come soggetti ossessivo_compulsivi... il d. o. c. secondo alcuni è solo una questione motoria...
Scusate...
Ma se io ho ossessivamente bisogno della mia dose è per riuscire a trovarla perdo la capacità di intendere e di volere... e metto in atto folli strategie...
Non sono forse malata?
Se fosse invece considerata come una malattia così com è... si abbatterebbero tante strutture mentali inutili e pesanti come macigni... passi in avanti io direi ; una consapevolezza generale.

E poi non sono solo gli interessi dei tossici.
Stiamo parlando di tutte le dipendenze...
Alcol, gioco d azzardo, anoressia, tutto...
Prendi tutte queste categorie proiettate nella popolazione...
Solo il 30 per cento non ha compulsioni sulla totalità.

DSM.... disturbo da uso di sostanze....poi ciò che pensa la società è un altro conto.La società ha bisogno di avere i suoi bersagli da demonizzare,se si ritiene il tossico una persona cattiva e orribile allora forse l'uomo medio si sentirà distante da esso.Tutte cazzate.

(da "Il Sole 24 Ore Sanità" del 5-11 ottobre 1999)

È stato pubblicato sul Supplemento ordinario n. 174/L alla "Gazzetta Ufficiale" n° 226 del 25 settembre '99 il decreto ministeriale 28 maggio '99, n. 329 su "Regolamento recante norme di individuazione delle malattie croniche e invalidanti ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124". Si tratta delle nuove esenzioni per patologia, che aprono la strada a 13 nuove malattie esenti e rivedono i criteri per le altre 42. Pubblichiamo di seguito il testo degli allegati al Dm, che contengono tutti i riferimenti necessari per la nuova normativa sulle esenzioni per quanto attiene alle patologie di pertinenza neuropsichiatrica.

[....]

3) DIPENDENZA DA SOSTANZE STUPEFACENTI, PSICOTROPE E DA ALCOOL

In trattamento di disassuefazione o in comunità di recupero:

Prestazioni per le quali non è dovuto il pagamento della quota fissa:

le prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio della patologia, delle sie complicanze e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti.

Tratto da: http://www.psychiatryonline.it/node/951

TPM, chi vuole intendere intenda. E' tutto un castello in aria. Non ci sono certezze. Sarà sempre tutto in alto mare, esposto alle buriane umorali dell'opinione pubblica e alle strumentalizzazioni politiche. Nel 1999 si rendono esenti da pagamento attività cliniche relative a “trattamento di disassuefazione o in comunità di recupero”. E dal 1999 a oggi cosa è successo? E domani cosa succederà?
La definizione dell'OMS riportata dai sertaroli fiorentini che hai indicato dice tutto e niente.
La tossicodipendenza è una malattia cronica e recidivante che si può guarire. E che cavolo significa?
Qualcuno può smettere e altri no? E chi lo stabilisce? E come si stabilisce? E quando? E perché alcuni sì e altri no?
Non è un caso che la Legge eluda tutto ciò. E alla fine ciò che “istituzionalmente” conta sono le decisioni del Parlamento e poi i provvedimenti dei Giudici nei casi concreti. E sono quelle le domande e le questioni che, esplicitamente o implicitamente si pongono in Parlamento e per le quali non è possibile fornire risposte univoche e definitive. Tutto il resto, ribadisco, è due di coppe con briscola a denari.
E il fatto che si parli di malattia, ma si ometta “mentale”, non comporta “sottintesi”. Non esistono “sottintesi” per la Legge. La tossicodipendenza è stata ed è deliberatamente e scientemente tenuta in un altro capitolo, rispetto a quello della “malattia mentale”. Da ogni punto di vista: culturale, logistico, organizzativo, amministrativo...
Questa è la realtà. Se poi pensiamo di poterla forzare a nostro piacimento, è un altro discorso.
Riporto il link a uno scritto di un eminente psichiatra, memoria storica del dibattito scientifico e giuridico in tema di tossicodipendenze.
http://www.priory.com/ital/riviste/quaderni/andretossico2.htm
Ciao

Bhe, certo che se vogliamo metterla cosi, si sono d'accordo con te.
Però a livello puramente burocratico, in Italia la TD è considerata dalle istituzioni sanitarie una malattia neuropsichiatrica, e ne ha i vantaggi fiscali dovuti anche ad altre patologie neuropsichiatriche, quali la demenza, la sclerosi multipla, il parkinson e l'alzheimer.
A livello giuridico la cosa si complica, perché subentra la capacità di intendere e volere, e un malato mentale, per essere giudicato incapace di intendere e volere, deve esserlo sempre, mentre nella TD lo è solo in determinati momenti. Ciò non vuol dire che lo Stato non riconosca la TD come malattia mentale, ma solo che non le attribuisce la riduzione di pena per incapacità di intendere e volere,in caso di reato.
Neppure ad un malato di epilessia verrebbe concessa, eppure nessuno direbbe mai che l'epilessia non sia una malattia neuropsichiatrica.

Hahahaha da come scrivete sicuramente parlate di Perugia !!!!

Ci vivo io a Perugia,che disagio

io sto a 40 km ma la conosco benissimo dai tempi dell'università mi ci sono divertito parecchio ma mi ci sono scavato " la fossa " come TD

:(

Andate insieme a un gruppo?
Siete così carini, magari vi fate forza a vicenda!

Prima di morire ci andrò una volta ai NA,almeno mi confronto con gente con la mia problematica....Al csm non ci voglio più andare,mi sembra un luogo troppo sano per me,e ho detto tutto credo.

Prima di morire...
.... Heheh...
Mi fai sempre sorridere..
Il CSM non so precisamente cosa sia, ma mi sembra di aver capito che ci lavorano dei seri professionisti...
Non è vero che è troppo sano per te
Tu sei estremamente lucido e chiaro nei pensieri
Nonostante tutto.

Si hai detto tutto.
Pero prima di morire ( come dici tu)
Dattela guesta possibilita
Vaci in queste stanze magiche
Magari e la tua salveza..

Riscrivo qui di seguito perchè mi sono un po' persa nelle sottorisposte, beh io non entro in merito alla malattia mentale, lavoro in una salute mentale da più di 10 anni e fatico ancora a capire dove stia il limite tra una categoria del DSM V e l'altra, forse non lo hanno ben chiaro nemmeno quelli che lo hanno prodotto il DSM.
Come ho scritto più su a Freestyle, il mio non era assolutamente un voler inserire le persone nella categoria orribili, non orribili. La domanda che ho posto era diversa, era si perde anche l'umanità e la personalità ma esiste solo la ricerca di alleviare un malessere sia fisico che mentale? La risposte che mi sono state date sono ben chiare ed esaustive, e appuro che le persone che hanno lasciato quelle siringhe a terra per giunta aperte, probabilmente non sono tra le migliori del genere umano e magari un domani che nei parchi ci sarà la raccolta di siringhe le lasceranno comunque in terra aperte...e dico magari senza punti esclamativi.

Si ma che siano tossici o meno non è rilevante.
Hanno una morale comunque azzerata, a prescindere dalla tossicodipendenza
Inoltre sono malati mentali.

Ecco brava essere tossici
E agiungo malati mentale e irrilevante
Sono solo dei luridi B..
Dammi retta che ne ho
Conosciuto migliaia da nord
A sud...
E sta volta non sto scherzando

Stamattina pensavo che forse...
quelli che tra noi non hanno fatto schifezze simili hanno una possibilità maggiore di guarigione.
Perché la questione morale per quanto mi riguarda
nonostante la tossicodipendenza su alcuni punti è rimasta salda ed integra...
Tipo non rubare, non prostituirsi,non spacciare... non scendere a compromessi troppo "costosi"...
E sulla base di questa parte di morale che sono riuscita a mantenere integra ho ricostruito le fondamenta del mio recupero.
Altri perdono tutto, ogni briciolo di buonsenso.
Ma sono da compatire, non giudicare.
Sono mossi da un instabilità molto profonda, un dolore molto profondo e forse Inconsciamente vorrebbero trasportarlo al mondo lasciando le siringhe aperte...
Ma è l uomo razionale che in questi casi è tenuto ad intervenire, colui che ha invece la coscienza integra.

Concordo pienamente con te su questo!
Più si è perso di "umano" e più è difficile rientrare nella "normalità".

Pensa se quella umanità
Non l hanno mai avuta

È dolore... è solo dolore.

C è qualcuno che apprezzo molto che dice...
"Dove c è più oscurità ci può essere anche più Luce"

Bisogna imparare a lasciare andare.
Perdonarsi e...
Perdonare.

La luce si i. Ma sin che non la
Trovano.. sempre se riescono..
Iniziano. E continuano a lasciare
Le siringhe dapertutto...parchi giochi
Di bimbi compresi...
Cosi giusto per rimanere in tema
Della grade domanfa...

Più di dieci anni fa avevo un esercizio commerciale
Un conoscente mi chiese di andare in bagno.
Lasciò volontariamente la pompa usata tra i tovagliolini, per nasconderla e far pungere qualcuno... forse me... visto che ero io che gli avevo permesso di entrare e usare il bagno?
La mia cliente prese i tovagliolini e le venne un colpo trovando la pompa usata in mezzo.
Nessuno si punse ma fu una cosa allucinante da ossessione per settimane, l intento era sottinteso.
Perciò ho scritto che Inconsciamente si vuole dare il proprio male al mondo o anche consciamente a volte.
Se hai un dolore grave e grande non potresti avere altro da restituire al Mondo.

Un maiale è sempre un maiale anche se si fa le pere .

Chiedi alle tue collaboratrici assistenti sociali se mettono dei contenitori dei rifiuti speciali nel tuo parchetto..
Visto che le assistenti sociali sono una categoria così attenta al benessere dei bambini...

Non credo rientri non loro profilo professionale, piuttosto del sindaco

Si.ma se gli e lo chiede
L assistente sociale il sindaco
Scatta..

Giusto...

Ma, non credo proprio, da questa vicenda ho imparato che si tratta di materia di vigili e igiene pubblica.

Non è vero?
L assistente sociale che ha l incarico di mia figlia è addirittura riuscita a far diventare il Sindaco del paese il tutore legale della ragazza...
Cioè adesso il Sindaco è suo padre... Hahahag
Gli assistenti sociali in Italia smuovono Giudici e Sindaci...
Del resto che avrei da dire su questo argomento... stendo un
velo... PIETOSSISSIMO, non pietoso.

Io credo che la tossicodipendenza, ad alti livelli, copromatta seriamente anche le capacità cognitive. Vicino casa mia anni fa un td ha scippato una signora dietro l’angolo di casa sua e poi è scappato dentro casa. La signora più che traumatizzata è rimasta sconvolta da tanta stupidità, c’era persino il nome sul citofono

Può essere. Comunque per essere idioti non c'é bisogno di farsi le pere.
Ciao

Quello succede di solito quando si è sotto benzodiazepine ed alcool.
Ho sentito storie di tossici che hanno derubato persone e dopo pochi metri si sono seduti per terra, come se nulla fosse, a fumare una cicca.
L'eroina da sola di per sé non compromette le funzioni cognitive, seppur le rallenti. Certo credo però sia quasi impossibile trovare un tossico di strada che non usi benzodiazepine insieme all'eroina.

Hahahahahah, ecco.
Essere idioti o essere senza morale prescinde dalla tossicodipendenza.
Lo sei o non lo sei a prescindere.
Furbo il tipo eh... Hehehe xd.

Un ubriaco che dovesse fare la pipi' in piazza non necessariamente identifica un problema come l' alcolismo ne' tantomeno identifica gli alcolisti.
Piuttosto potrebbe al massimo identificare quello che in realta' e' e cioe' un poveraccio inadeguato che abusa di una situazione contingente.
Il senso civico di ciascuno e' un po' come la cultura o ce l' hai o non ce l' hai non e' un vestito da mettere o dismettere secondo le occasioni.
E chi ne e' provvisto agisce in quanto tale, condizionato o meno dal suo esserlo o non esserlo.
Chi semina amianto o brucia monnezza avvelenando falde acquifere ed atmosfera. non ha bisogno di farsi o ritrovarsi in una determinata patologia per seminare angoscia.

Vero Willy.
"Chi semina amianto o brucia monnezza avvelenando falde acquifere ed atmosfera. non ha bisogno di farsi o ritrovarsi in una determinata patologia per seminare angoscia."
Bravissimo, in genere chi lo fa ha una sola dipendenza... quella dal denaro e dal potere.
Ma lucida, molto lucida e consapevole.