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SPETT. REDAZIONE, HO 32 ANNI ED

 

9 Giugno, 2021 - 16:24 da Anonimo

utilizzo morfina in fiale da ormai parecchi anni.

Ieri sera infilo tranquillamente l'ago in vena basilica/braccio destro ed inietto 100 mg di sostanza, ovvero 5 ml di soluzione, inserendo ago da insulina preventivamente preparato.

A metà siringa diciamo - avverto un dolore alla testa tutto sommato moderato - pensavo finisse lì, e quindi, continuo.

Arrivato ad aver inoculato tutti i 5 ml, il dolore alla testa - mai successo - diventa improvvvisamente talmente insopportabile da farmi urlare.

Esasperato dal folle dolore alla testa, retraggo l'ago, esce parecchio sangue - tra l'altro  sto utilizzando antitrombotici causa problemi pregressi di TEV - prendo cotone e disifettante e premo.

Nonostante tutto, il segno lasciato dall'ago è praticamente invisibile.

Chiamo il 118, e mi portano nell'ospedale ove svolgo la mia attività.

Ovviamente non faccio cenno del perchè della cefalea, e l'infermiera non si acccorge che la vena era già stata da me bucata solo mezz'ora prima circa.

Mi inseriscono, a loro volta  in vena - manovra eseguita in modo scorretto dall'infermiera - un ago cannula, con flebo contenente antalgico.

Col passare delle ore - cira sette -  il mal di testa si attenua e vengo dimesso.

Anche la manovra di estrazione dell'ago cannula è stata eseguita scorrettamente, per cui mi mettono un pezzettino di cotone tenuto in situ con del cerotto carta, quindi ho dovuto tenere premuto io diversi minuti prima che il sangue smettesse di uscire.

Questa mattina, non pago, riprovo.

Inserisco l'ago in vena, premo sullo stantuffo della siringa ma il liquido (assolutamente sterile) non scende.

Tolgo l'ago ed esce invece parecchio sangue, al che mi chiedo come mai il liquido non scendesse dal momento che - presumo - la vena l'avevo centrata...

Buco altre tre volte, e spingo con più forza sullo stantuffo.

A fatica, riesco a far defluire la morfina, benche non vedessi sangue di ritorno già a livello dell'ago - nel frattempo sostituito con ago da insulina - inserito sulla siringa.

Il problema è che in questo momento la vena è molto gonfia, turgida ma non dolente, inoltre c'è sempre quella specie di "bozzo" di uno max due mm di spessore,  a valle della vena, con leggero formicolio di anulare e mignolo, formicolio che mentre scrivo, sta passando.

In ogni caso, dopo la disinfezione, ho trattato la parte con gentamicina pomata.

Per "ovvii" motivi non posso rischiare di tornare in PS, si capirebbe che, con la vena in tali condizioni, inietto la morfina anzichè utilizzarla sottocute - e certamente non a quella dose.

Terrei a precisare che la morfina NON è sottratta - ci mancherebbe altro -  ma mi è stata regolarmente prescritta da medico anestesista-algologo, anch'egli facente uso di sostanze.

Ho effettuato tutta la procedura usando le più rigide norme di asepsi pur essendo a casa e - ovviamente - non in ospedale.

Mentre scrivo, se tasto la vena, sento che è ancora piutttosto turgida, meno rossa, non dolente.

il "ponfo" mi sembra sia ancora lì, pur apparendo ,a mio opinabile avviso, sempre meno visibile.

E' un problema con il quale ho già avuto a che fare in passato, anche perchè è vent'anni che si utilizza sempre e comunque la stessa vena per flebo, iniezioni, prelievi di sangue e quant'altro.

Le volte precedenti si risolveva tutto in circa 12 ore, al limite si formavano piccole raccolte di soluzione intorno alla vena, per capirci, tipo morso di zanzara, come grandezza, che scomparivano dopo una mezz'ora circa.

Avrei cortesemente bisogno di un Vostro parere.

In effetti in questo preciso momento il "ponfo" si è ridotto, ma di molto poco, posso avvvertirlo tastando con le dita appena sottocute.

La vena non  è più così turgida né in rilievo e non dolente.

Eventualmente, dal momento che, oso pensare, la situazione non sia propriamente tragica, posso utilizzare una pomata a base di eparina unitamemte ad un AB tipo cefixima?

Per adesso ho trattato la parte con Gentamicina pomata, per quanto riguarda il ponfo.

Per dover di cronaca non ho a che fare con pazienti, il mio lavoro non lo richiede.

Scelgo inoltre i turni di riposo, in modo che, tornando a lavoro, non ci sia più alcuna traccia comportamentale dovuta all'abuso di oppiacei.

Concludendo, il liquido era assolutamente sterile, così come la vena interessata, la cute adiacente, mani ed unghie - utilizzo guanti chirurgici previo lavaggio delle medesime.

Unica cosa, non ho proceduto al cambio dell'ago ogni volta che, non riuscendo a far defluire il liquido dalla siringa in vena, provavo a bucarmi ancora in prossimità del primo buco.

Strano, potrei farlo ad occhi chiusi...

Avrei gentilmente bisogno di un vostro cortese parere in merito a cosa sarebbe meglio fare.

Spererei in un completo riassorbimento entro questa sera, anche perchè il liquido eventualmente fuorivena - morfina solfato - non aveva patogeni né era contaminato da altre sostanze.

Nonostante ciò, a vostro giudizio, sarebbe opportuno che io procedessi ugualmente con assunzione di antibiotico OS/eparina in pomata o simile?

Ringraziando per la vostra risposta nonchè per il lavoro da voi svolto porgo cordiali saluti.

Commenti

Ciao,

Ciao,

non sono un medico, la tua domanda avrebbe trovato sicuramente migliore risposta se l'avessi fatta agli operatori, comunque un po di esperienza con la morfina ce l'ho.

A quanto intuisco lavori in ambito sanitario, quindi dovresti sapere che anche usando soluzioni sterili, se si fanno troppe iniezioni, c'è un grave rischio di contrarre una flebite.

Cosa ti sia successo e perchè la soluzione non scendesse non lo so, ma ti consiglio alcune cose per il futuro:

- Dovresti pensare seriamente al fatto di smettere, chiedendo aiuto privato, o andando al SerD. Sia perché anche usando sostanze sterili, la salute ne risente pesantemente, sia perché anche se non la rubi, non è comunque una prescrizione "legale", e prima o poi qualcuno lo scoprirà, visto che la morfina fiale richiede necessariamente una ricetta ministeriale a ricalco, e non può essere prescritta con ricetta bianca. E allora potresti anche rischiare il posto di lavoro.

- Se il punto prima non hai intenzione di ascoltarlo,Fossi in te, viste le tue capacità in materia, mi inserirei un ago cannula e la userei per iniettare, cosi da non bucare continuamente. O ancora meglio passerei alla via sottocutanea/inframuscolo.

- La morfina iniettabile non è in forma di solfato, ma di cloridrato.

Un saluto

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