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L'MDMA (ecstasy) è un composto chimico che fa parte del gruppo delle metamfetamine. Solitamente si presenta in pasticche o in polvere, cristalli, conosciute col nome di ecstasy: il colore, il nome, la forma non danno alcuna certezza della loro composizione né del loro effetto.

Effetti e meccanismi d’azione:

Gli effetti possono variare da persona a persona  e risentono molto dell’ambiente in cui la sostanza viene assunta. In genere si ha un’alterazione dell’umore, rimozione delle barriere emotive e comunicative, facilità di parola, alterazione della percezione del tempo. Sotto l’effetto di mdma si può ballare per ore senza avvertire né fame né stanchezza.

 

L'assunzione di mdma può determinare:...

L’MDMA, meglio conosciuta come ecstasy, è una droga sintetica prodotta nei laboratori tedeschi della Merck nel 1912 e brevettata come farmaco anoressizzante due anni più tardi.  Per lungo tempo questa sostanza è stata studiata, utilizzata e somministrata per differenti motivi.

Durante gli anni '70 negli Stati Uniti viene introdotta in psicoterapia, in considerazione delle proprietà attribuite a questa molecola di abbattere le barriere fra medico e paziente e di favorire fiducia e confidenza. La sostanza...

L'MDMA viene assunta con scopi esplicitamente ricreativi, e assume significato in contesti ricreazionali particolari come la discoteca, le feste e i rave. Questa suo caratteristico essere una sostanza “da serata” la rende assai meno diffusa rispetto ad altre sostanze illegali e di quanto farebbe supporre il clamore mediatico che la accompagna ogni volta che esce dai luoghi “nascosti” che le sono propri.

Tra la popolazione italiana compresa tra i 15 e i 54 anni solo il 3% ha fatto uso di stimolanti*, mentre l’1% ne aveva fatto uso nell’ultimo mese...

Novità ecstasy

La questione (tabù) dei benefici di alcol e droghe

Un accademico pone la questione: si parla sempre in termini di dipendenze e tossicità, ma che dire dei molti effetti positivi che l'uso di sostanze apporta alle vite delle persone?

se l'mdma è meno dannosa dell'alcol, perché è illegale?

Dall'Australia inizia a sollevarsi una delle più grosse mistificazioni giornalistiche degli ultimi vent'anni – Fonte: The Age

 

USA - L'ecstasy per curare i disturbi mentali


Notiziario ADUC - La vita di Rachel Hope e' cambiata quando, a soli 4 anni, un amico a cui la madre l'aveva affidata mentre era in vacanza l'ha ripetutamente violentata. Da quel momento ha sofferto di disturbi post traumatici da stress (Dpts), e nessuna terapia sembrava riuscire ad alleviare le sue sofferenze. Sino a quando nel 2005 ha incontrato Michael Mithoefer, uno psichiatra e ricercatore di Charleston, in Sud Carolina, che le ha somministrato un farmaco chiamato MDMA (acronimo di 3,4-methylenedioxy-N-methylamphetamine), comunemente noto come ecstasy. Ingerire una pastiglia anche solo per una volta puo' portare a danni cerebrali irreversibili, e' sempre stato l'avvertimento degli esperti. Ma ora sembra emergere un effetto inatteso: la droga puo' diventare una medicina, e avere effetti terapeutici su persone che soffrono di Dpts, stimolando in loro un maggior senso di sicurezza nella rielaborazione dei ricordi dolorosi.
'Non riuscivo a chiudere con quell'esperienza', ha raccontato la ragazza, la cui agonia mentale senza sosta l'ha portata a quattro ricoveri in ospedale. Un nuovo peggioramento per Rachel si e' verificato nel 1991 quando e' morto il padre, e ancora nel 1998, anno in cui scopri' che il suo aggressore aveva molestato un'altra donna. Grazie alla cura di Mithoefer invece, il 90% dei suoi sintomi sono scomparsi, ha smesso di urlare, e di cadere nel tunnel dei flashback. Il trattamento terapeutico del ricercatore di Charleston va unito alla psicoterapia: dopo alcune sedute di preparazione dei soggetti che riportano sintomi da disordine post traumatico, tra cui diverse donne come Rachel passate attraverso il dramma dello stupro, seguono lunghi incontri durante i quali vengono somministrate dosi di ecstasy.
La sostanza, assunta sotto controllo medico, riuscirebbe a rendere meno doloroso il ricordo degli eventi traumatici, permettendo a chi li ha vissuti di parlarne in terapia e dunque di risolvere i problemi ad essi legati. L'MDMA, che nelle persone 'sane', da senso di eccitazione ed euforia, nei soggetti malati riduce il senso di ansia e la paura.
'La domanda e', 'ok, e' stato un fuoco di paglia? Le persone si sentono bene perche' stanno assumendo una droga?' - ha detto ai media statunitensi Mithoefer - Ma la risposta e' stata 'no', per la maggior parte dei pazienti'. Il dottore ha infatti testato la terapia su 19 individui, 14 dei quali hanno riscontrato significativi miglioramenti.
(di Valeria Robecco, Ansa-New York)

La “malattia” che si cura con l’extasy?

 

Si tratta della sindrome da disordine post traumatico


Giornalettismo - La sindrome da disordine post traumatico potrebbe aver trovato un temibile avversario. Diverse esperienze su veterano confermano le conclusioni di una ricerca pubblicata oggi sul Journal of Psychopharmacology, da Michael e Ann Mithoefer, una squadra composta da marito psicologo e moglie infermiera,che ha sperimentato l’uso di MADM nella terapia con i veterani e con i portatori di altre patologie innescate da esperienze traumatiche come gli stupri.

LA TERAPIA - Il trattamento terapeutico consiste di alcune sedute di preparazione che conducono a sedute di otto-dieci ore di terapia durante le quali ai pazienti è somministrato MDMA. I risultati largamente positivi, finora su un numero limitato di soggetti, e la loro resistenza a distanza di anni hanno spinto anche i militari a ricredersi e s’avvicina forse il momento nel quale l’esercito finanzierà ricerche sull’uso terapeutico di MDMA e marijuana, che pure si è dimostrata utile in diversi contesti traumatici.


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La Redazione

la mia esperienza nel mondo delle droghe

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ITALIA - Droga e alcool. Un milione di minorenni a rischio dipendenza


Aduc Droghe - L'adolescenza e' l'eta' difficile per antonomasia. E i numeri riferiti dagli esperti italiani riuniti a Milano per il congresso della Societa' Italiana di Psichiatria lo confermano: si stima che circa un milione di ragazzi e ragazze fra i 14 e i 18 anni faccia uso di alcol e droghe, rischiando di scivolare nell'abuso e nella dipendenza.
I dati indicano che circa il 20 % dei giovani dai 15 ai 34 anni ha fatto o fa uso di ecstasy, il 23% ha provato la cannabis, il 2% la cocaina; otto ragazzi su dieci bevono alcol, che e' considerato il principale fattore di rischio di invalidita' e mortalita' prematura per i giovani dato che secondo il World Health Report l'eccesso di alcol e' la causa di un decesso su quattro nella fascia di eta' fra i 15 e i 29 anni.
Il consumo di alcol in giovane eta' si associa inoltre a un maggior rischio di abuso di sostanze, droghe e disturbi depressivi nella vita adulta e secondo l'ISTAT proprio nella fascia di eta' fra i 14 e i 16 anni si stanno registrando i maggiori incrementi nel consumo di bevande alcoliche. Ma il dato piu' allarmante e' dato dalla drammatica cifra di 30mila giovanissimi* che ogni anno, in preda al disagio di vivere, tentano di togliersi la vita, mentre si ipotizza che siano addirittura dieci volte di piu' i ragazzi e le ragazze che almeno una volta hanno pensato al suicidio; circa 120, purtroppo, riescono ogni anno nel loro intento.
Mancano pero' strutture in grado di seguire e curare questi adolescenti con forte malessere psichico: scuola e famiglia sono chiamate ad accorgersi dei segnali di sofferenza per intervenire prima che sia troppo tardi. "Non abbiamo dati italiani precisi sui comportamenti a rischio in adolescenza - spiega Massimo Clerici, docente di psichiatria all'universita' di Milano-Bicocca - ma e' verosimile che le stime effettuate sulla base di ricerche europee e statunitensi non si discostino molto dalla realta' del nostro Paese. Vediamo ad esempio che il consumo di alcol anche nel nostro Paese sta aumentando nella fascia d'eta' giovanile e che il primo incontro con un alcolico e' sempre piu' precoce; crescono inoltre i tentativi di suicidio e comportamenti parasuicidari ad alto rischio a cui purtroppo si da' ancora poca importanza, come la "moda" di procurarsi volontariamente ferite e tagli. In tutti questi casi ci sono disturbi dell'autocontrollo e impulsivita' che possono essere acuiti dall'abuso di sostanze e da patologie mentali sottostanti". Alcol e sostanze spesso vanno a sommarsi a disagi psicologici degli adolescenti: gli esperti stimano infatti che uno su tre soffra di ansia, quasi il 15 % di disturbi dell'umore che nella maggioranza dei casi compaiono intorno ai 13 anni. Si stima che dal 5 al 15% degli adolescenti pensi al suicidio, mentre ogni anno tenta di togliersi la vita circa l'1 % dei ragazzi; il 10% riprova nel giro di sei mesi dal primo tentativo, il 40% entro meno di due anni. I decessi per suicidio in Italia sono circa 120 ogni anno, con i ragazzi che si tolgono la vita sei volte piu' spesso rispetto alle ragazze; si tratta della terza causa di morte nella fascia d'eta' adolescenziale ed e' percio' un problema su cui e' necessario porre l'attenzione.

Assumere droga in diretta tv? In Inghilterra fa scalpore Drugs Live

Lo hanno presentato come il primo studio scientifico “dal vivo” sugli effetti dell’ecstasy, la pillola da sballo nelle discoteche di mezzo mondo. Ma la prima puntata è stata bollata come una “pubblicità per la droga”, una maniera ben poco scientifica di reclamizzare l’ecstasy come se si trattasse di un prodotto innocuo, l’ideale per entrare nei paradisi artificiali senza rischio di conseguenze negative. Così Drugs Live, il programma lanciato giovedì da Channel Four, una delle principali reti britanniche private, ha scatenato subito vibranti polemiche e ha messo sotto accusa gli ideatori della trasmissione.
Certo è che un “reality show” del genere, perché di questo in sostanza si tratta, non si era mai visto. La tv verità sbocciata sulla scia del Grande Fratello e delle sue imitazioni ci ha fatto vedere sesso, botte, litigate, parolacce, exploit di tutti i tipi, ma non era arrivata a mostrare volontari che fanno uso di stupefacenti per vedere l’effetto che fa. Venticinque partecipanti, tra cui un vicario anglicano e lo scrittore Lionel Shriver, hanno ingerito una pillola da 83 milligrammi di Mdma, ecstasy allo stato puro, o un placebo, per verificare le loro differenti reazioni. I “concorrenti”, diciamo così, anche se non c’erano vincitori e nessuno (fortunatamente) è stato “eliminato” nel senso più ampio del termine, erano monitorati da un team medico, che li ha sottoposti a una serie di test, tra cui uno scan del cervello, per controllare subito cambiamenti dell’umore, delle emozioni e della memoria.

Solo uno, un ex-soldato delle Sas, le truppe d’elite delle forze armate britanniche, è apparso avere un responso negativo, mentre la maggioranza ha descritto sensazioni di benessere, euforia e calore. In compenso non si sono fatte attendere le reazioni negative. Una telespettatrice ha scritto su Twitter: “Gli adolescenti devono avere pensato che era una bella pubblicità per l’ecstasy”. Un altro ha aggiunto: “Questo fine settimana ci sarà la coda per acquistare ecstasy”. Un terzo ha fatto un commento positivo, ma che ha involontariamente ribadito la controversia: “Dopo aver visto la prima puntata mi è venuta voglia di drogarmi per la prima volta in vita mia”.
A rafforzare le polemiche c’è il fatto che il programma è stato concepito dal professor David Nutt, un docente dell’Imperial College di Londra, licenziato dal governo nel 2009 dal suo incarico di “zar della lotta alla droga”, per avere dichiarato che l’ecstasy è “meno pericoloso che andare a cavallo”. Jon Snow, noto giornalista di Channel Four e conduttore della trasmissione, difende l’iniziativa, sostenendo che “ricerche in questo campo sono di vitale importanza perché incredibilmente nessuno sa come funziona l’ecstasy e che danni faccia”. Ma i critici di Drugs Live replicano che su 65 minuti di programma solo 3 sono stati dedicati a un esperto che metteva in guardia contro i rischi di questo tipo di droghe. E i giornali commentano che, come sempre con i reality, l’unico vero scopo sembra quello di suscitare curiosità morbosa e fare audience.

www.kataweb.it/tvzap/2012/09/29/nuovo-reality-shock-ecstasy-ai-concorrenti-765568/

lol 2

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Sicurezza stradale: Autovie Venete, nuovi rilevatori droga

ANSA - PALMANOVA (UDINE), 8 AGO - Rilevano fino a 5 classi di droghe (anfetamine, cocaina, oppiacei, metanfetamine, Thc), attraverso l'analisi della saliva e sono anche dotati di un sistema di salvataggio dei dati su un pc. Sono i Drug Detection System (Droga-Test), in dotazione alla Polizia Stradale che opera sulla rete autostradale di Autovie Venete. La Concessionaria autostradale ne ha consegnati 6 oggi che sostituiscono quelli in dotazione da due anni, il cui modello e' superato. Rispetto al modello precedente, i nuovi Drug Detection System (investimento 33 mila euro) hanno aumentata sensibilita', risultano molto piu' veloci nei tempi di rilevazione e analisi (in soli 5 minuti riesce a rilevare la presenza di un massimo di 5 droghe; in 90 secondi ne rileva 2, con la possibilita' di conservare in forma integra parte del campione testato che potra' cosi' essere utilizzato per future analisi di conferma o contradditorio) e tutta l'operazione viene svolta in due sole fasi rispetto alle tre precedenti. Nei due anni di utilizzo (2010-2012), in Fvg sono stati effettuati 415 servizi che in 131 casi hanno dato esito positivo. La consegna e' stata l'occasione per confrontare i risultati raggiunti dalla sempre piu' stretta collaborazione fra Autovie Venete e Polstrada nell'ambito della sicurezza: dai controlli sui mezzi pesanti in transito sulla rete, all'intervento delle pattuglie in occasione di sinistri o eventi critici, fino alle attivita' didattiche rivolte alle scuole.Sono molteplici gli strumenti a disposizione degli agenti per controllare il comportamento dei guidatori in autostrada.

''Sulla rete autostradale gestita da Autovie Venete - ha ricordato il direttore generale Enrico Razzini - sono attive 20 postazioni di tutor, 5 autovelox (3 nel tratto Quarto D'Altino- San Dona' di Piave e due sul raccordo Villesse-Gorizia, entrambi interessati da lavori di adeguamento)''. Efficace anche il software che analizza il cronotachigrafo digitale dei mezzi pesanti, applicativo che verifica il rispetto delle ore di guida e di riposo e monitora le attivita' del mezzo su strada nei 28 giorni antecedenti. L'introduzione del tutor (16 postazioni su A4, due sulla A 28 e due sulla A23), installati da febbraio 2011 sulla rete autostradale Autovie Venete, ha contribuito alla riduzione degli incidenti, passati dai 734 del 2010 ai 668 del 2011 (da 403 a 368 i feriti, 9 i deceduti). Alla consegna dei droga test, hanno partecipato i vertici della Polstrada del Fvg Luciano D'Agata e del Veneto Massimo Pianpiani, il comandante della sezione di Palmanova Andrea Nutta, la comandante della sezione di Venezia Maria Faloppa e l'ispettore capo della sottosezione di San Dona' di Piave Paolo Grigoli, il direttore generale di Autovie Venete Enrico Razzini, il direttore d'esercizio Davide Sartelli, affiancato dai collaboratori Fulvio Moras e Giovanni Cante. (ANSA).

 

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