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Alcolismo - sobrietà - postalcolismo

Voto 

Ciao a tutt*,

ammetto essere difficile scrivere queste righe, per vergogna probabilmente.

Sin dall'adolescenza ho avuto una propensione verso l'alcol (e una breve parentesi con l'hashish, mai provato altre sostanze). Frequenti ubriacature ma nulla di più. 
A 21 anni circa ho dovuto "fare fronte" ad una cocente delusione amorosa che mi ha mandato in pezzi. In quel momento l'alcol ha preso il sopravvento, arrivando a rappresentare la mia unica reazione ad una depressione profonda. Sino ad arrivare ad un consumo medio giornalieri di circa 5 litri di birra, un paio di vino e almeno uno di superalcolici (con picchia anche di otto libri di vini e due di superalcolici). Con, ovviamente, un ricco corredo di disagi collaterali: diradarsi di relazioni sociali positive, violenza, coliche e reflussi/espulsione di sangue.

Dopo circa tre anni, essendomi stato dato un aut-aut (o smetti o perdi il lavoro), ho smesso di bere, autonomamente. Nessun farmaco, nessun supporto psicologico. Solo la mia determinazione e forza di volontà. Per tre anni non ho bevuto nemmeno una goccia di alcol, mia grande soddisfazione personale.

"Scampato il pericolo", ricomincio dopo un po' (circa 8 anni) ad assumere alcol, ad ubriacarmi anche saltuariamente, ma nulla di fuori controllo. Nel mentre stringo una nuova relazione, sviluppatasi in una convivenza. La relazione è forte ma soffre di alcune criticità, dal punto di vista dell'affiatamento nel trovare esperienze quotidiane comuni. Passo quindi da bere mezzo litro di birra al giorno a circa tre litri al giorno (feci il voto di non toccare più vino, nè superalcolici, e l'ho sempre onorato).

Ad oggi, non arrivo mai alla fase sbornia ma, sovente, la mattina porta con se i suoi down: stanchezza mentale e fisica, tremore alle mani, pensieri ricorrenti alla mia vita passata e alla necessità di rialzare il tasso alcolico almeno ad ora di pranzo.

Quasi quarantenne, sono conscio di necessitare di un supporto ma le mie esperienze non sono ancora metabolizzate e quindi difficili, da parte mia, da condividere. Grazie per lo spazio

Commenti

Ciao,

Ciao,

ti capisco perfettamente, tanto che mi ritrovo molto nel tuo scritto, anche se per me la sostanza d'elezione non è l'alcool.

La capacità di stare sobri nei momenti "buoni", ma l'incapacità di superare le difficoltà senza "la stampella"..

Che dire, la cosa migliore da fare è lavorare su stessi, e cercare di superare questo bisogno di "aiuti", che poi in realtà aiuti non sono, ma anzi peggiorano di molto la situazione.

Le fasi intermedie, in cui si ricomincia ad usare ma diciamo moderatamente, sono destinate a degenerare, quindi vanno affrontate subito e non prese sottogamba. Bisogna accettare il fatto che si ha avuto una dipendenza da qualcosa, che sia alcool, eroina o cocaina, non bisogna più toccarla, nemmeno una sola volta. Al contrario di chi non ne ha mai abusato infatti, basta un solo assaggio per riaccendere quel desiderio, che porta inevitabilmente all'abuso.

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