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Marijuana e attacchi di panico

Ciao a tutti, sono una ragazza di 21 anni che ha fumato costantemente in dosi più o meno consistenti (andando a scalare moolto sensibilmente negli ultimi anni causa impegni di lavoro ecc...) da all'incirca i 15 anni. Una sera, all'incirca verso fine novembre, ero tranquillamente sul mio balcone, fumando prima di andando a dormire e facendo un quiz stupidissimo sul telefono, quando di colpo sento il cuore battere in maniera notevolmente più forte del normale, sudorazione fredda e debolezza agli arti. Da lì mi stendo sul letto, e sento ad intervalli regolari di 5 minuti battiti in extrasistole (ovvero, per capirsi, anticipati rispetto al normale) con conseguente dolore alla cassa toracica più spasmi vari su entrambi gli arti. Il tutto si esaurisce nell'arco di 40 minuti.

Il giorno successivo ritento, 2 tiri, stessi sintomi, addirittura amplificati. Da lì capisco che non è più cosa e smetto di fumare per mesi. Ma solo da qui ha inizio il mio calvario.

Indipendentemente dall'aver smesso di fumare, nella fase diurna della giornata comincio a riavere gli stessi identici sintomi con conseguente bisogno di sdraiarmi a gambe sollevate in svariati contesti pubblici per evitare lo svenimento, prima più volte alla settimana, poi sempre più raramente ma comunque con delle ricadute occasionali di certo non piacevoli. Vado da un medico, e onde scagionare qualsiasi dubbio, mi prescrive visite cardiologiche più ogni esame esistente relativo alla tiroide: tutto negativo.

Gli attacchi di panico cominciano a sparire. Quando, in seguito ad un brutto momento, passo ad averli nella fase notturna della giornata, fino ad arrivare ad un picco per il quale rimango sveglia senza chiudere occhio per più di 48 ore (incredibile ma vero, è successo veramente). Provo nel frattempo qualsiasi metodo naturale: Seditivax, Melatonina, Tisane varie, Biancospino, Amminoacidi...niente. Periodicamente, come questa settimana d'altronde, smetto di dormire per notti intere anche svariati giorni di fila, nonostante faccia attività fisica, nonostante abbia impegni durante la giornata.

A questo punto il medico mi prescrive Tranquirit 5 gocce la notte all'occasione per contrastare quest'insonnia che mi portava ad essere uno zombie durante la giornata. Funziona, va bene, inizialmente un'ottima premessa, mi addormento e dormo 8 ore filate anche senza, quando tempo nemmeno 1 settimana / 2, i sintomi si ripresentano identici.

Riprendo Tranquirit. Non fa effetto. Mi viene raddoppiata la dose, altrettanto. Triplicata. Nemmeno. 

Premetto che non è stato uno degli anni più semplici della mia vita e ho subito diversi lutti. Ma tutto questo si è presentato molto più in là dell'evento traumatico stesso.

Adesso, la mia domanda non è se riuscirò mai più a fumare, perchè mi sembra chiaro che i sintomi siano fortemente legati al mio stato emotivo, e purtroppo, fin quando avrò queste escalation di notti senza sonno non potrò definirmi realmente a posto con me stessa. La domanda è, che cazzo mi sta succedendo? Io vorrei evitare di diventare dipendente da BDZ che inoltre si sono rivelate efficaci fino ad un certo punto nei miei confronti. Vorrei sapere se un consulto psicologico, psichiatrico o psicoterapetuico (non so quale sia il migliore fra questi) potrebbe esser d'aiuto.

 

Attualmente, è all'incirca dal 25 gennaio che si manifesta questo stato d'insonnia più o meno permanente durante la settimana. Non so se in questo tempo sia possibile aver già sviluppato una dipendenza da Diazepam, ma in ogni modo vorrei evitare di proseguire questo genere di terapia prettamente farmacologica che non mi sta portando da nessuna parte (se non quadruplicando dosi, ma mi sembra semplicemente assurdo in così pcoo tempo) e capire attraverso esperienze simili come è meglio muoversi.

 

 

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Commenti

secondo me una visita dal spichiatra tanto X escludere patologie .Poi lui ti indichera la strada migliore , visto che la cosa continua non mi farei seguire dal mio doc di condotta ma da un specialista della materia . X mia esperienza le crisi di panico svaniscono quando le accetti .

Ho smesso per lo stesso motivo 15 anni fa. Gli attacchi di panico ogni tanto tornano, ma ricordo vividamente quel periodo orrendo, ogni giorno, in qualsiasi momento, al cinema, sul lavoro, guidando. Purtoppo io mi rivolsi al csm e mi imbottirono di benzodiazepine. Il tranquirit è abbastanza blando. Ti consiglio sì visita psichiatrica ma prima di tutto un BRAVO psicologo. La dipendenza da benzo è abbastanza immediata e levarle è una scocciatura.. Però al bisogno io credo che in questo momento tu non possa farne a meno. Ma ripeto, prima lo psicologo, o entrambi contemporaneamente.

La mia domanda è se in un arco di tempo così breve e non facendone uso quotidiano posso già aver sviluppato una sorta di dipendenza (di tolleranza mi sembra ovvio, visti i mancati effetti). Sta notte ad esempio dopo aver dormito pochissimo mi sono definitivamente risvegliata e mettendomi l'anima in pace che non avrei ripreso il Tranquirit per mia decisione personale sono riuscita a riaddormentarmi. Non so.

per diventare dipendente dalle benzo è sufficiente cominciare a prenderle... nel senso che davvero sviluppiamo dipendenza immediata. Per questo ti ho consigliato prima un bravo psicologo, perchè uno psichiatra ti riempirebbe subito di ansiolitici e induttori del sonno, tutte benzo

Questo non è assolutamente vero, è molto soggettiva la cosa.
Io ad esempio le uso da anni, non in maniera continuativa, e non ho alcuna dipendenza né fisica né psicologica.
Bisogna che siano usate con criterio questo si, e molto spesso i medici di base non lo fanno,ma restano medicinali estremamente utili.

Anche io le uso da anni " al bisogno " mai avuto problemi con queste . Le ho sempre nellarmadietto in caso di bisogno , X 1/4 notti che non riesco a dormire poi mi fermo o eventuale crisi d ansia o panic: ) di quelle ne rimasta la PAURA.....: )

idem come le uso io.
Quando proprio sono 2-3 gg che non dormo le uso, ma sempre con cautela

io le usavo al bisogno o regolarmente ogni giorno e sono in assoluto le sostanze che per primo lo psichiatra ti vieta per lungo periodo. Utilizzate per un periodo breve te le togli con qualche fastidio, ma sono pur sempre benzo, ossia i medicinali che danno più dipendenza ed immediata [ le utilizzo da diciannove anni e ti lascio immaginare cosa sia stato levarle, per me]

Chiaro che non vanno usate tutti i giorni, per lungo periodo.
Ma non sono le sostanze che danno più dipendenza, questa non avviene immediatamente, e sono molto utili in alcuni casi.

A livello farmacologico, sottolineo farmacologico/psicofarmaci sì, sono quelle che danno più dipendenza in breve tempo e molto alta. Usandole da un'intera vita purtroppo qualcosa ne so. Lo psichiatra comunque te le prescriverà, o quelle o un regolatore dell'umore. Se potessi tornare indietro, nemmeno le proverei. Io le chiamo " il salvavita in borsa", se ti piglia anche solo un po' di fastidio mentre sei fuori con amici o a far spesa etc, sono lì. Brutta dipendenza mentale.

apro una parentesi. Non te lo sto scrivendo per presunzione, mi è stato detto da psichiatri e psicologi. Poi l'ho provato su di me.

A livello psicofarmaci può essere, a livello farmacologico assolutamente no, ci sono medicinali che causano più dipendenza, quali gli oppiacei o le anfetamine, ad esempio.
Comunque nessuno nega che diano dipendenza, dico solo che se correttamente usate sono farmaci essenziali.

Ho specificato psicofarmaci, chiaro che non stiamo parlando di metadone o affini

Beh, come farmaco da "primo soccorso" è ottimo. Va a tamponare il problema

A me sembrava assurdo poter aver già sviluppato una sorta di dipendenza (e sottolineo dipendenza, non assuefazione) di uso non continuato per nemmeno 2 settimane a dosaggio minimo, ma ne leggo di ogni tipo e boh...

Infatti è molto soggettivo. Però non è la regola.

Ciao io ti sconsiglio assolutamente psicofarmaci x dormire xché anno dipendenza e se le smetti ti arriva di tutto stai peggio di prima, io non ne ho mai preso ma conosco gente che si è rovinata, ti consiglio invece delle belle tisane alle erbe un bel mix con tanto zucchero, vai in erboristeria e fattela preparare, a me mi sono venuti gli attacchindi panico quando è morto mio papà e poi anche 3 anni dopo la mia gatta, in più soffro di cervicale dolori schiena e se mi sforzo e lavoro troppo vado in panico e tremo, x te dato che cerchi un medico va bn un psicologo almeno ti sfoghi e parli a ruota libera, io lo frequentavo xché ho avuto problemi di eroina un po’ mi è stato di aiuto anche xché al Sert facevano corsi di recitazione L agopuntura e quindi piano piano ne sono uscita 10 anni fa’ anche xché ora da alcuni mesi ci sono ricaduta ma da domani smetto ho scritto la mia storia se vuoi vai leggere.
Ciao e stai tranquilla non ti fissare sull attacco di panico se no è peggio, hai delle paure dentro di te e quindi ti sfoga così, vai dallo psicologo vedrai che ne uscirai più sicura di prima.

Ciao,
mi pare di capire che ormai è più di un mese che hai smesso di fumare cannabis, quindi è chiaro come il tuo disturbo non sia causato dalla sua cessazione.
Dovresti innanzitutto fare una visita psichiatrica, e poi stabilire una cura efficace.
Il diazepam è il classico rimedio salvatutto dei medici di base, ma serve a poco, esistono farmaci molto più efficaci.

Sì, decisamente una consulenza con uno psicologo aiuterebbe.
Io punterei più a uno psicologo che a uno psichiatra: io stesso ho sofferto di attacchi di panico, e con la psicoterapia hanno smesso di manifestarsi del tutto.
Come hai giustamente detto, l'attacco di panico non è tanto causato dalla sostanza che fumavi, quanto da un problema emotivo che va risolto.
Prima di buttarti sui farmaci, però, io tenterei appunto con la psicoterapia (cioè solamente il dialogo psicoterapeutico): gli psicofarmaci aiutano a sopprimere i sintomi sul momento, ma poi sono duri da togliere, e quando li togli, se non hai lavorato sulla causa degli attacchi, questi ritornano. Ovvio però che se questi attacchi sono ancora molto forti e rischiano di metterti in pericolo (tipo quando stai guidando), potrebbe essere necessario fare un'accoppiata farmaci + psicoterapia.

Ciao, volevo chiederti, ne ho lette di ogni tipo in merito a psicologi più o meno specializzati...chi consiglia uno specializzato nell'ipnosi, chi uno in trattamenti cognitivo-comportamentali...devo cercare uno specialista, c'è una categoria di psicologi precisa al quale rivolgermi o cosa?

L'ipnosi non è consigliabile in un caso del genere: dà solo una soluzione temporanea, ma poi è necessario fare altre sedute d'ipnosi, perché dopo un po' l'effetto di una seduta perde di efficacia.
Quelli che ti consiglio di provare sono la cognitivo comportamentale e la psicanalisi. La scelta tra i due dipende dalla tua predisposizione personale: ad esempio, se sei una persona portata all'introspezione e al lavoro analitico, allora per te è consigliabile la psicanalisi. L'unica è tentare con entrambe, e vedere quale delle due si adatta meglio a te.

Il modo migliore per decidere quale tipo di terapia intraprendere, comunque, è iniziare ad andare da uno psicologo e parlargli di questo tuo dubbio: dopo qualche seduta, sarà in grado di dirti qual'è il tipo di lavoro psicoterapeutico che con te può ottenere i migliori risultati, in base alla tua personalità e alle tue predisposizioni.

Comincia con uno , un psicologo che tratta con gli adulti psicoterapia cognitivo comportamentale. non pensare di trovare le soluzioni al primo che incontri . La psicoterapia è un percorso lento e lungo , ti serve X tirar fuori i tuoi pensieri e iniziare a metterli in ordine , cercare di fare chiarezza sulle tue paure . Ogni paura è un blocco , una non chiarezza . Bisogna iniziare a chiamare le cose con il suo nome giusto e dare l'importanza esatta alle parole . Le parole hanno potere, hanno energia . Inizia da qualsiasi parte dove puoi esprimerti . Ho iniziato poco più giovane di te a seguire questa via e non è mai finita , oppure finisce quando decidi te . Ma ci si innamora . Problemi come le crisi di panico o ansie non sono difficili a guarire. Vai dal tuo medico e fatti consigliare o se hai qualcuno che ti può dare qualche nome X esperienza . X me il primo era stato un buco nell'acqua, con il secondo che scelsi , inizio un vero percorso era un medico specializzato in medicina ayurvedica e psicoanalisi . Questo mi curava con psicoanalisi , dieta mirata , e medicine naturali ,Libri . Devi farti un po' di esperienza in questo settore , è molto vasto .nel corso della vita ne ho incontrati diversi , uno di questi un spichiatra " proff che usava anche l ipnosi , questo era di Milano , non so tu di dove sei ..la differenza la fa l'individuo . Questi individui sono il mezzo X farti incontrare con te stessa , con i vari passaggi della tua vita , con le molteplici te .

Non serve uno psichiatra . Il 90% di loro se ne infischia sulla fine che farà il paziente. Poi la psichiatria non è una scienza lo ammettono i professionisti stessi del settore. Rivolgiti a uno psicologo o ai dottori.