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La mia traumatica esperienza.

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Ciao a tutti. Mi sono iscritta su questo forum perchè ero alla ricerca di esperienze 'particolari' dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti. Circa un mese fa, io e il mio ragazzo siamo andati alle Canarie. (Specifico che lui è stato fumatore dall'età di 16 anni fino ai 24 io invece no, solo rare volte e, a parte la ridarella e sparare cavolate a raffica, non mi ha mai fatto nulla di che). Comunque, decidiamo di prendere l'erba (ora non ricordo bene che tipo di erba fosse.. so solo che aveva un buono odore.. quasi di rosmarino) da un tizio fuori un pub (un po' come si fa a Barcellona). Tornati a casa ci rilassiamo sul divano e il mio ragazzo prepara la canna (il dosaggio ad occhio e croce credo sia stato più erba che tabacco). Iniziamo a fumare. Stranamente mi sembrava abbastanza leggera (facevo piccoli tiri perchè avevo paura che mi prendesse troppo) poi però, ho aspirato un po' più forte e, come di consueto, tossisco un po'. Il mio ragazzo si accorge che è abbastanza forte e quindi ne fumiamo metà. Come di routine, di punto in bianco inizio a ridere, felice e presa bene.. inizio a sentire la mente completamente libera... poi però.. avverto una strana sensazione mai provata prima.. un formicolio sotto la lingua (come se si fosse addormentata) e la tachicardia. Mi impanico leggermente (ero distesa sul divano sulle gambe del mio ragazzo) gli spiego la situazione e lui cerca di tranquillizzarmi dicendomi che è una cosa normale, che non mi devo allarmare e che dovevo concentrarmi su qualcosa.. dedico quindi di concentrarmi sulla fiamma di una candela che avevamo acceso. Sempre più impaurita, gli chiedo: 'e se adesso muoio?' ma lui, di nuovo, mi tranquillizza. quando la tachicardia passa (durata più o meno un paio di minuti) avverto il mio corpo leggerissimo come se stessi letteralmente fluttuando nell'aria... muovo braccia e gambe a rallentatore, e inizio a dire cose insensate come: 'mi sembra di essere in un film.. hai presente quando le persone si muovono a rallentatore? mi sento così'. Non riuscivo a voltarmi verso il mio ragazzo.. lui continuava a parlarmi e a tranquillizzarmi. Dopo un po', riesco a voltarmi verso di lui e lì.. inizio a toccargli il viso con un dito e a dirgli: 'ma sei vero? esisti davvero?' (specifico che avevo poca percezione del tatto) dopo questo breve momento d'un tratto mi riprendo subito, mi metto sul divano seduto composta e inizio a ridere. racconto al mio ragazzo l'esperienza e lui si mette a ridere. (strafatto anche lui). Vi direte.. beh fin qui tutto normale.. ma il peggio inizio proprio ora. Subito dopo essermi ripresa.. riavverto nuovamente quella sensazione sotto la lingua e il cuore che mi batte forte.. e boom! perdo completamente la percezione della realtà.. tocco il mio ragazzo e non sento il suo corpo, è come se non lo riconoscessi.. come se non fosse lui.. come se.. IO non fossi IO. mi riprendo... scoppio a piangere e da qui il mio ragazzo si allarma.. perchè, ovviamente, pensavo che lui non fosse mai esistito.. una volta riprensa inizio a toccarlo d'appertutto.. guardandolo negli occhi.. a toccargli il viso, il braccio dove abbiamo lo stesso tatuaggio.. tremo e non riesco a parlare nonostante lui continua a chiamarmi.. mi riprendo un'altra volta e gli racconto l'espezienza.. gli dico che ho avuto la sensazione di non essere lì.. di non riusce a toccarlo.. a percepirlo.. lo abbraccio forte e gli chiedo di non farmi provare più una sensazione del genere.. ma qui, le cose peggiorano ancora di più.. mentre piango e gli chiedo questo, avverto di nuovo la sensazione sotto la lingua e da lì, comincio ad urlare: 'ti prego, non farmelo succedere più..ti prego.. ti prego!' urlo forte, grido, mi tocco il viso e mi stringo i capelli.. mi prendo a schiaffi da sola. Il mio ragazzo è spaventatissimo.. mi chiama, mi sbatte per farmi riprendere.. ma niente.. ho un attacco di panico. dopo questo, mi spengo di botto... divento apatica, un ameba... e nella testa inizio a pensare cose assurde: 'sono pazza.. sono diventata pazza.. sono rinchiusa in questo corpo.. allora è questa la pazzia.. sono pazza adesso mi rinchiudono.' poi, d'un tratto.. sono convinta che il mio ragazzo mi abbia uccisa.. e dentro la mia testa penso questo.. come se mi stessi riferendo a lui: 'allora mi hai uccisa.. mi hai fatto fumare perchè volevi uccidermi.. allora mi hai tradito, mi hai tradito con X (non metto il nome per privacy.. comunque piccola parentesi io e il mio ragazzo abbiamo avuto una discussione in merito a questo ma, alla fine, non era successo nulla con questa ragazza ovvero una sua amica).. tornando a noi.. continuo a dire: 'allora dio esiste davvero.. aveva ragione il mio ex ragazzo.. sono io la persona cattiva.. e adesso sono all'inferno e sono costretta a vivere in questo loop per sempre..' (in loop perchè io ero sul divano e non riuscivo ad alzarmi perchè il mio ragazzo mi teneva ferma.. ed io sono convinta di passare l'eternità su quel divano.. senza mai riuscirmi ad alzare.) lo guardo, disgustata.. ma non riesco a dire nulla.. la mente continua a dire.. 'io sono morta.. lui allora era una persona cattiva.. si è approfittato della mia generosità e poi mi ha ucciso.. a pensare che dovevamo avere una casa, un figlio che avremmo chiamato Michele..' poi però, d'un tratto.. questa sensazione nei suoi confronti mi passa.. e sono super felice.. come se invece dell'inferno, fossi andata in paradiso.. credo di essere morta in un incidente (qualche giorno prima di partire ho fatto un brutto incidente con la mia macchina) ma, cosa strana, sono convinta che anche il mio ragazzo sia morto in un incidente.. però, in quel momento, lui non è il mio ragazzo.. non lo riconosco come il mio ragazzo.. lo guardo e dico.. 'allora.. allora non sono cattiva.. sei tu.. sei davvero tu.. ti stavo aspettando.. ho tante cose da raccontarti' e lui continua a chiamarmi.. a dirmi: 'amore ma che hai.. ti prego.. che hai.. riprendenti.. cosa c'è.. ti prego' ma io non lo ascolto.. poi però.. sono di nuovo convinta di essere all'inferno.. e penso che la mia dannazione è proprio questa.. essere convinta di aver trovato l'uomo ideale.. che provo a raccontargli delle cose, che provo a parlargli, ma lui dice sempre la stessa cosa.. come se non mi vedesse... poi sono convinta che, il giorno della mia nascita, ovverno il 25 maggio del 93 sono morta.. e quindi dico al mio ragazzo: 'io devo morire per poter rinascere..' mi volevo uccidere, in pratica... perchè sono convinta che tutto quello sarebbe sparito solo che mi fossi uccisa. d'un tratto il mio ragazzo mi prende di forza e dice: 'questa è la realtà.. siamo a lanzarote, alle canarie, il nostro desiderio.. è tutto vero non è un sogno'. Dopo tutto questo, mi riprendo di nuovo.. guardo il mio ragazzo e dico: 'ti prego, se mi succede un'altra volta, prendimi a schiaffi.. per favore.. prendimi a schiaffi'. In poche parole, è stato come se io, Valentina, fossi rinchiusa in un corpo non mio e, dentro la mente, continuavo a dire.. NO tu esisti.. ti chiamo Valentina e sei nata il giorno tot. poi, man mano che ho cominciato a riprenderti, ho iniziato a collegare fatti e persone esistenti nella mia vita reale e, dopo un po', non ho avuto più questi attacchi. (quando ero convinta di essere in un loop, continuavo a guardare l'orologio per vedere appunto se il tempo scorresse o meno). 

Il giorno dopo il mio ragazzo voleva lasciarmi, tornati in italia, perchè pensava che fossi posseduta e che volessi ammazzarlo.. e che non credeva al fatto che fosse stata la droga a farmi questo. non si fidava di quello che dicevo. pensava che avessi avuto uno sdoppiamento della personalità.. 

ora, a mente lucida, posso dirvi che quello che ho provato, infondo, sono le mie paure, le mie paranoie, i miei mostri interiori che, con la sensibilizzazione delle emozioni, sono usciti tutti fuori.. (sono una che parla poco e si tiene tutto dentro proprio per evitare discussioni o dare pensieri inutili alle persone a cui voglio bene) ma, dopo questa esperiza, credo che imparerò ad aprirmi e a parlare di più. 

 

PS scusate se ci sono errori di battitura. 

Commenti

Quello che hai provato è l

Quello che hai provato è l'effetto, per te molto intenso, della marijuana, Di solito esprienze così si provano mangiandola o bevendo un tè. Ma non è detto. La prima volta che fumai da solo un "purino" d'erba dopo pensavo di diventare un pero.... Si, un albero di pere. Sapevo che era assurdo, ma avendo quegli alberi in giardino per sicurezza andai a letto...

Di conseguenza stai tranquilla, niente di grave. La prox volta ricordati che devi essere in una ituazine tranquilla con persone di cui ti fidi, e saranno risate. Se invece ti dovesse prendere male,  smetti. Non c'è perciolo nè giudizio.

Il fumo buono in generale

Il fumo buono in generale quindi non solo la marj possono far provare questo tipo di sensazioni al contrario invece quando si limita a farti venire "la ridarella" ecco allora quello di solito e' fumo di serie B.

Dipende da dove sei con chi sei da come stai da che casini ti porti dentro e da tutta una serie di fattori e circostanze del momento.

L'ultima volta che ho fumato roba buona eravamo fuori di una chiesa di campagna e ad un certo punto mi ero fatto convinto di essere, seriamente, uno degli apostoli parlando con Gesu' di robe teologiche sul senso del cristianesimo e la profondita' del credere.

Tutto dentro la mia testa ovviamente, il tempo per come lo consideriamo di solito aveva smesso di esistere o comunque di avere una qualche importanza, lo stesso per quello che ci circondava.

Cioe' Gesu' era li davanti a me reale in carne ed ossa con capelli lunghi barba e tutto il resto come fossimo vecchi amici, con la stessa confidenza tra chi si conosce da tempo.

E mi spiegava cose fino ad allora per me mai considerate neanche di striscio, mi ungeva con lo spirito santo della conoscenza.

Non malaccio alla fine se non appunto per la paura di essere stato posseduto da chissa chi o chissa cosa perche' cose del genere di solito almeno non dovrebbero manifestarsi nelle persone normali.

Tutto cio' che e' diverso dalla normalita' spaventa, soprattutto se la testa va' per conto proprio verso cose mai provate prima. 

Salvo poi spaventarsi davanti a questa anormalita' che ci puo' trovare impreparati. 

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