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L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

Novità alcol

Omicidio stradale, le associazioni soddisfatte: "Forse è la volta buona". E chiedono l'ergastolo della patente

 Soddisfazione delle associazioni promotrici dell'iniziativa per l'avvio della procedura anticipato dal ministro Cancellieri che entro gennaio porterà  in Consiglio dei Ministri anche questa normadi MAURILIO RIGO. Repubblica.it

 "Entro gennaio introdurrò il reato di omicidio stradale"

L’anno nuovo inizia con un passo importante per la sicurezza stradale. L’iter per l’introduzione del reato di “Omicidio stradale”, dopo tanti tentennamenti, ha iniziato il suo il suo cammino nelle aule del Governo. Una notizia accolta con soddisfazione dagli enti promotori dell’iniziativa: Associazione amici polizia stradale, Associazione Lorenzo Guarnieri e Associazione Gabriele Borgogni, che hanno lanciato una raccolta di firme online già arrivata a 75.700 adesioni (con la prima del sindaco di Firenze, Matteo Renzi.
“Consideriamo l’impegno del ministro Cancellieri – ha dichiarato Giordano Biserni – presidente dell’Asaps – che entro gennaio porterà  in Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l’introduzione del reato di omicidio stradale, la prima buona notizia del 2014. L’impegno delle associazioni  promotrici trova finalmente la dovuta attenzione, dopo che per troppo tempo sia nel Governo che nel parlamento si evidenziavano posizioni contraddittorie che avevano sempre di fatto accantonato la proposta.
La recente tragedia della piccola Stella è stata l’ultima di un elenco lunghissimo di inaudite violenze stradali che da anni non hanno avuto quasi mai vera giustizia. Ci ha anche stupito l’arresto a scoppio ritardato dell’omicida, avvenuto

 

solo dopo una durissima presa di posizione dei genitori della piccola delle associazioni impegnate sul versante della sicurezza stradale. La vita di un innocente sulla strada non può essere stroncata da chi beve e si droga con l’applicazione di sanzioni penali che, nel concreto, sono paragonabili ad una condanna (quasi mai scontata) per borseggio”.
Dopo la soddisfazione iniziale per un avvio concreto del percorso per l’introduzione del reato di omicidio stradale nel nostro ordinamento giuridico restano però i timori di un possibile rallentamento dell’iter, notivo per cui i promotori non abbasseranno di certo la guardia.
“Ora Asaps con le associazioni promotrici – ha aggiunto Biserni – seguirà con attenzione affinché l’impegno del ministro Cancellieri che ora consideriamo irrevocabile (e irrinunciabile) e del Governo, proceda con celerità e non si spiaggi come nella scorsa legislatura in un Parlamento nel quale l’ex ministro di Giustizia si era dichiarato non favorevole all’adozione di questa nuova figura di omicidio.
Certo si tratterà di capire come la nuova figura dell’Omicidio stradale potrà poi conciliarsi e incasellarsi con la progettata riforma della giustizia e quindi del sistema di procedura penale di cui si parla in questo periodo.
In un Paese serio la sistematica configurazione del dolo eventuale per questo tipo di omicidi alla guida alcol-narco correlati,  sarebbe potuta bastare. Ma i fatti hanno dimostrato ampiamente che non è così”.
“Contiamo anche nel sostegno del Sottosegretario ai Trasporti Erasmo D’Angelis  - ha aggiunto Stefano Guarnieri, vicepresidente dell’Associazione Lorenzo Guarnieri – che ha firmato sin dall’inizio la nostra proposta e, da quando al Governo, ha sempre dimostrato il suo supporto in questa battaglia di civiltà.
Ci auguriamo che l’introduzione dell’omicidio stradale, nei casi di guida sotto effetto di alcol e/o droghe, contenga quanto richiesto dalla nostra proposta di legge: 1) l’aumento delle pene minime: quelle attualmente usate (2-3 anni) dai giudici secondo quanto previsto per l’omicidio colposo dal codice penale lasciano di fatto gli omicidi stradali totalmente impuniti; 2) l’arresto in flagranza di reato, come già previsto dal codice penale per reati minori rispetto all’omicidio, come i furti; 3) l“ergastolo della patente”.
Riguardo all’ultimo punto le associazioni promotrici lanciano un messaggio forte e chiaro: “Chi guidando elimina dalla vita per abuso di alcol e droga, deve essere eliminato dalla guida”.

Alcol. Negli ultimi 30 anni in Italia consumo in calo del 65%


E' quanto emerge dal progetto Amphora, finanziato dalla Commissione europea. Il calo è dovuto in gran parte alla diminuzione del consumo di vino. Lo studio ha anche evidenziato che le variabili socio economiche e demografiche svolgono un ruolo fondamentale nell’indirizzare i mutamenti del bere.


Quotidiano Sanità  - Sono le variabili socio-economiche, culturali e demografiche ad influire maggiormente sui mutamenti del consumo di alcol, ancor più delle politiche. E’ quanto emerge dal progetto Amphora, finanziato dalla Commissione europea dal 2008 al 2013, che ha studiato i modelli di comportamento e le politiche alcologiche attuate nei paesi dell’UE. Lo scopo: fornire nuove evidenze sul consumo di alcol e sui danni alcol-correlati, diffondere informazioni sui rischi per la salute e dare indicazioni utili a implementare politiche ed interventi efficaci. I dati mostrano però anche un riscontro assai positivo: in Italia negli ultimi 30 anni il consumo di alcolici è calato del 65%.


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Il progetto ha inoltre posto l’accento su alcuni altri elementi-chiave che devono essere implementati in Europa, tenendo in debita considerazione le diversità locali:
-Aumentare i costi delle bevande alcoliche attraverso una maggiore tassazione, fissando un prezzo minimo per grammo di alcol.
-Bandire la pubblicità promozionale sull’alcol dai media, fornendo invece ai cittadini informazioni chiare sui rischi del bere, ad esempio con delle etichette sulle bottiglie che avvertano i consumatori dei rischi di quelle bevande.

Farmaci e alcol eterni nemici? Ecco cos’ho scoperto in rete

Antidepressivi

Fino a qui dovremmo esserci tutti: l’alcol può peggiorare i sintomi della depressione e, rallentando il sistema nervoso centrale, ci fa meno attenti e meno svegli. Di conseguenza, saranno minori le nostre capacità di giudizio, coordinazione e reazione. Per alcune classi di antidepressivi è meglio bandire l’alcol del tutto.

Pillola anticoncezionale
L’alcol resta più a lungo in circolo nelle donne che assumono la pillola anticoncezionale: quindi l’effetto è potenziato e il rischio intossicazione dietro l’angolo.

Farmaci per la pressione e per il cuore
L’alcol diminuisce l’effetto dei betabloccanti, farmaci presi in genere da chi ha avuto un attacco di cuore o che ha problemi cardiaci. È quindi bene per loro bandire completamente l’uso di alcol.

Farmaci contro il colesterolo
Le statine sono tra i farmaci più usati e non vanno molto d’accordo con l’alcol. Un bicchiere a pasto sarebbe ok, ma esagerare porta a potenziare i possibili danni al fegato.

Farmaci per il diabete
Chi ha il diabete deve tenere presente che l’alcol abbassa il livello di zuccheri nel sangue non solo dopo averlo bevuto, ma fino a 24 ore dopo. Ecco perché in questo caso è bene bere alcolici solo durante i pasti (o al limite farsi uno snack). Alcuni dei farmaci usati per il diabete possono poi ulteriormente abbassare il glucosio, e in questi casi è meglio astenersi; altri possono portare effetti indesiderati come nausea, rossori, vertigini.

Ulcere e reflussi
Purtroppo bere molto alcol può peggiorare i sintomi dei reflussi acidi, perché rilassa i muscoli dello stomaco e dell’esofago ma anche perché la sua digestione aumenta la produzione di succhi gastrici. Nessuna interazione con i farmaci più comunemente usati per questi mali, ma se avete un’ulcera, l’alcol tenderà ad aggravarla.

Antidolorifici
Il paracetamolo (tachipirina) può essere preso con piccole quantità di alcol. Esagerare significa aumentare le possibilità di danni al fegato. Anche l’ibuprofene è ok con ridotte quantità di alcol. Se invece esageriamo rischiamo di irritare lo stomaco fino a causare sanguinamenti e ulcere.

Pillole per dormire
Meglio evitare l’alcol, che aumenta l’effetto sedativo, può causare capogiri e aumentare il pericolo di cadute, ferite e incidenti a meno che non sia assunto almeno 6 ore prima di prendere le pillole per la notte. Bere molto alcol in associazione ai più comuni sedativi o ipnotici può ridurre la pressione sanguigna fino a rendere difficoltosa la respirazione. Parlando di alcol e sonno, chi non assume pillole ma usa l’alcol per favorire un buon riposo dovrebbe tener presente che se anche favorisce l’addormentamento, l’alcol impedisce un sonno profondo, favorendo anche i risvegli notturni.

www.wired.it/scienza/medicina/2013/12/10/farmaci-e-alcol-eterni-nemici-ecco-cosho-scoperto-rete/

Consumi eccessivi di alcol e fumo insieme accelerano il declino cognitivo

 

L’effetto combinato di tabacco e alcolici sull’invecchiamento del cervello è maggiore della somma dei loro singoli effetti


CorrieredellaSera - Il fumo, si sa, nuoce gravemente alla salute: favorisce per esempio l’insorgenza dei tumori a polmone, gola, bocca e collo dell’utero e ha effetti nocivi sul sistema cardiocircolatorio. Così come è risaputo che il consumo eccessivo di alcolici sia uno dei maggiori fattori di rischio per la salute e la sicurezza individuale e collettiva. Nell’Unione europea, per esempio, l’alcol è ritenuto responsabile di 120mila morti premature all’anno. E l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che solo in Italia i costi annuali relativi all’impatto sociale e sanitario dell’alcol ammontino a 50 miliardi. Se poi i due vizi si accompagnano gli effetti sono ancora peggiori. Uno studio pubblicato sulla rivista British Journal of Psychiatry evidenzia infatti che il fumo combinato all’alcol accelera l’invecchiamento del cervello.


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Droga, alcool e sesso, il sindaco di Toronto che nessuno riesce a rimuovere

 Droga, alcool e molestie sessuali. Non si è fatto mancare nulla Rob Ford, sindaco di Toronto coinvolto in uno scandalo che sta prendendo i contorni del grottesco.

"Beccato" - e immortalato da un video prontamente pubblicato online - a fumare crack, si rifiuta di dimettersi e, nonostante gli siano stati tolti alcuni poteri, resta primo cittadino della città, seppur solo nominalmente.

Rob Ford non è nuovo agli scandali: da tre anni sindaco di una delle città più grandi del Canada, è noto per essere stato trovato spesso ubriaco, anche alla guida dell'auto, per aver sfacciatamente proposto del sesso orale a un'impiegata, per aver comprato illegalmente marijuna e più in generale per il suo carattere litigioso. Ieri finalmente, alla fine di una seduta tumultuosa, il consiglio comunale di Toronto ha deciso di togliergli i poteri: il suo budget è stato ridotto del 60%, il suo personale è stato dimezzato, non ha più potere legislativo e non potrà nemmeno presiedere il comitato esecutivo. Nelle sue funzioni sarà sostituito dal vicesindaco Norm Kelly.

Lui però non l'ha presa bene, anzi. Durante il dibattito che lo metteva sotto accusa ha iniziato a correre in mezzo all'aula, travolgendo una consigliera. Poi ha accusato i consiglieri di "colpo di Stato". Promettendo di perdere peso e rinunciare all’alcool e alla droga, Ford continua a rifiutarsi di dimettersi. "State dicendo a tutti coloro che mi hanno eletto che il loro voto non conta". E il paradosso è che, non avendo subito nessuna condanna penale, nessuno può togliergli la poltrona.

Attenzione all'alcol

Ho 47 anni e da circa 4 anni ho smesso completamente di bere alcolici. La motivazione principale è stata perchè utilizzavo l'alcol come un "antistress", ovvero le 2 birrette della sera, si sommavano ad altre due guardando la televisione e sovente, mi addormentavo di fronte alla televisione. Sono particolarmente sensibile al problema delle dipendenze perchè la mia storia mi ha sempre portato ad essere un "border line" nell 'uso delle sostanze. Non propriamnte un alcolista, ma comunque bevevo al pasto serale, SEMPRE, non mi sono mai bucato in vita mia, ma ho tirato roba fino ad esserne comunque dipendente, insomma non ho mai "svaccato completamente" ma di fatto ho sempre avuto una stampella. Purtroppo dove abito (e non sto a napoli nei quartieri spagnoli) ma a Torino in zona centrale, sotto casa mia, agli angoli, quando scende il buio della sera compaiono agli angoli delle strade dei neri che vendono prevalentemente cocaina (che non si sa bene cosa sia in realtà), che tengono in bocca nascosta in "palline". Ora sono anni che non ho più esperienza diretta con loro, ma sono sempre lì e quando accompagno mio figlio a prendere un gelato la sera, vederli girare circospetti alla ricerca di possibili clienti, non mi rassicura granchè. Ad ogni modo, pur in queste circostanze sfavorevoli ha dalla mia una carta vincente, che non bevo. Perchè quello che ho capito dal passato che tutti i problemi che ho avuto con le sostanze ed eventualmente le ricadute, avvenute sempre in circostanze evitabili, sono state imputabili all'alcol, che agisce da facilitatore ed incentivatore. "Ma si che te ne frega, vatti a comprare una pallina e fatti un paio di righe!", questo messaggio subliminale della tua memoria di droga passa in maniera più fluida se ti sei bevuto un paio di ceres prima, se non in maniera del tutto automatica. Ed oggi capisco perchè, ricostruendo con la psicologa del ser.t il perchè nei giorni precedenti mi fosse capitato di fare il seguente percorso: cena-con bottiglia di vino bianco a tavola, naturalmente poi bevuta quasi tutta da me (ma si tratta di bere ai pasti...), poi TV e li magari scendevo a buttare l'immondizia e mi prendevo una ceres (magari due se non addirittura tre da portare su a casa e poi alla fine mandavo tutto in vacca andando a comprarmi la coca dal nero di sotto. E lei mi diceva "ma non riesce a fissare un punto, un momento in cui non riesce a pensare ad un alternativa, a fare qualche cosa di diverso?". Oggi la risposta la so, no! Perchè se c'è il facilitatore alcol di mezzo si fa tutto più difficile se non impossibile. La consapevolezza del senso di colpa che comunque proverai dopo per avere fatto una cazzata ed avere sprecato forze e tempo per toglierti certe abitudini, viene completamente superato dall'effetto disinibente dell'alcol, la droga legale della nostra società. Certo per chi riesce a gestirla e non ha un passato da "tossico" il problema è relativo, ma queste riflessioni mi vengono in mente proprio in occasione di alcuni episodi durante i quali mi sono appunto trovato circondato da spacciatori, magari con la disponibilità della serata libera a casa e vecchie memorie che ritornavano a galla e la consapevolezza che l'unica cosa che oggi mi impedisce di dirmi "ma sì, per una volta, che cazzo te ne frega!" è il fatto che la prospettiva di farmi una serie di righe di coca bevendo una tisana o una aranciata è piuttosto ridicola e per di più ho ben chiara la sensazione che avrei il giorno successivo dopo una notte insonne. Leggendo i vari post su questo sito mi sono fatto l'dea che sia frequentato da tanti giovani che addirittura si chiedono se provare o meno droghe che io reputo pesanti pericolose ed a volte anche mortali. Il mio messaggio vuole essere questo: se dovete fare delle valutazioni considerate sempre anche la variabile alcol: perchè è subdola anche perchè la nostra società la fa passare quasi come un obbligo sociale: provate ad uscire con gli amici e non bere, ma che fai vai in birreria e che ordini? vai a cena fuori e sei l'unico a non bere il vino? ma he hai? hai qualcosa che non va? sei strano? Qundi se state cercando di togliervi delle dipendenze o delle abitudini provate a verificare se queste non siano in qualche modo legate anche all'assunzione, anche moderata di alcol. Provate ad immaginarvi un periodo indefinito senza la birretta od il vino a cena. Nessun problema? Meglio così.

Test anti alcol e droga per i pedoni La Spagna riforma il codice stradale

Ecco la stretta: prova del palloncino anche se non si causano incidenti Un test anti-alcol e droga per i pedoni. È la proposta choc inclusa nella nuova Ley de Trafico y Seguridad Vial, il nuovo Codice della Strada attualmente in tramite parlamentario. Ma c’è di più: la prova del palloncino è possibile anche se il viandante non ha causato incidenti.  

“È la criminalizzazione del passante quando è proprio chi di solito è la vittima”, tuona Pablo Barco, leader di un’associazione che fomenta la mobilità pedonale. 

La nuova legge mira a diminuire i viandanti uccisi nelle strade spagnole, che sono un esercito. Stando ai dati della assicuratrice Mapfre, tra il 2005 ed il 2010 sono morti sia in città che fuori 3.327 passanti, di cui quasi il 70% nella zone urbane. Ed il 30% dei pedoni uccisi aveva consumato alcol.   

Ma il test sta provocando anche molte critiche per il diritto alla privacy, protetta dal Trubunale Costituzionale dal ’99. Ed anche per la equiparazione del pericolo potenziale di un pedone con un automobilista. E a quanto ammonta la multa se il viandante ha alzato il gomito? Ancora non si sa. Gli automobilisti ubriachi rischiano la galera e 1.000 euro di ammenda. 

lastampa.it

www.lastampa.it/2013/11/04/esteri/test-anti-alcol-e-droga-per-i-pedoni-la-spagna-rivede-il-codice-stradale-ccwOjkZUbmRSFgrvwkHzhI/pagina.html

IO E L’ALCOLISMO

ReteCedro - Cosa si nasconde dietro l’alcolismo. Uno studio prova a spiegarlo.
Uomo, di classe medio-bassa e con una forte predisposizione genetica. Questo l’identikit dell’alcolista medio tracciato da Roberta Agabio, responsabile del Centro di Studio dell’Abuso Alcolico dell’Università di Cagliari, e Clara Cicalò, managing editor della rivista «Medicina delle Dipendenze», nel volume “Io e l’alcolismo” recentemente uscito per i tipi dell’Editoriale Documenta, su commissione della Biblioteca di Sardegna nell’ambito del progetto “Dottore Amico” diretto dalle dottoresse Donatella Bacciu e Franca Campesi.

«L’alcolismo -spiegano le autrici – è ma una malattia cronica, influenzata da fattori genetici, psicosociali e ambientali.
In generale l’assunzione di alcol è più diffusa tra gli uomini che tra le donne. In Italia è stato valutato che il consumo a rischio è più frequente per gli uomini nelle classi medio-basse, mentre per le donne nelle classi medio-alte».
Una patologia che è anche una piaga sociale che coinvolge sopratutto i più giovani. «In genere, la prima bevanda alcolica viene assunta tra i 12 e i 14 anni e il primo episodio di intossicazione da alcol si verifica tra i 14 e i 18. I primi problemi correlati al bere si manifestano tra i 18 e i 25 anni, l’alcolismo si instaura tra i 23 e i 33 anni.
Verso i 40 anni si ricerca un trattamento presso una struttura sanitaria».
Ed infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’alcol il killer numero uno per i giovani: «in Europa -aggiungono le autrici- il 25% delle morti di giovani di sesso maschile, sotto i 30 anni di età, è dovuto all’alcol. A causa dell’inesperienza nella guida, gli incidenti stradali legati al consumo di questa sostanza costituiscono la principale causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 20 anni».
Incidenti stradali ma non solo. «Qualsiasi quantità di alcol, assunta sia in un tempo breve (in acuto) che ripetutamente nel tempo (cronicamente) comporta dei rischi per la salute, direttamente correlati all’entità della dose. In acuto, l’alcol riduce l’attenzione, la vigilanza, il senso di giudizio e la capacità di prendere una decisione, con una gravità correlata alla quantità assunta. Le principali conseguenze del consumo di alcol in acuto sono rappresentate dall’aumentato rischio di incidenti sia stradali sia in ambito lavorativo, o di situazioni pericolose quali, ad esempio, rapporti sessuali non protetti, risse, aggressioni, utilizzo di sostanze psicoattive illegali o crimini. In particolare, è stato calcolato che oltre la metà di tutti gli omicidi viene effettuata sotto l’effetto dell’alcol (assunto dagli assassini o dalle vittime), come pure il 60% delle violenze sessuali e circa il 40% delle aggressioni».
Tanti però sono i rimedi a disposizione. Concludono le autrici: «I migliori risultati si ottengono sfruttando tutti gli strumenti disponibili, ovvero la terapia farmacologica, le terapie di supporto psicosociale e i gruppi di auto-aiuto. Globalmente, i risultati dei trattamenti dell’alcolismo sono incoraggianti.
È stato calcolato che, nei dodici mesi successivi a un trattamento, un quarto dei pazienti si astiene completamente e gli altri comunque riducono il proprio consumo di alcol».

L'alcol rallenta la guarigione delle fratture ossee

(AGI) - Washington, 9 ott. - Oltre a contribuire al rischio di fratture ossee, l'alcol danneggia anche il processo di guarigione, secondo un nuovo studio condotto da Roman Natoli del Loyola University Medical Center presentato al meeting annuale dell'American Society for Bone and Mineral Research.
  "Molte fratture sono correlate all'alcol, a causa di cadute, incidenti stradali, sparatorie - ha spiegato Natoli - adesso abbiamo dimostrato che l'abuso di alcol non si limita ad aumentare il pericolo fratture ma riduce le normali capacita' di rigenerazione delle ossa".


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Nuovo farmaco in commercio per ridurre la dipendenza dall'alcol


Agisce sui recettori degli oppioidi, riducendo gli effetti di rinforzo dell’alcol e quindi il consumo


Corriere della Sera - Dal primo ottobre 2013 sarà venduto in Italia il primo farmaco autorizzato per la riduzione del consumo di alcol in soggetti con alcoldipendenza provata: il Nalmefene. Il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) ha approvato il farmaco per la disassuefazione della dipendenza da alcool.

I DATI SULL'ALCOLISMO - Si calcola siano circa un milione gli italiani con problemi di alcoldipendenza, condizione che comporta importanti conseguenze negative non solo per il diretto interessato, ma anche per il nucleo familiare e per l’intera società. «L’alcoldipendenza è un problema che esplode nelle famiglia e nella società – sottolinea Emanuele Scafato, presidente della Società Italiana di Alcologia -. Esplode nella famiglia devastandola, minando alla base le relazioni, emarginando non solo l’alcoldipendente, ma anche chi con lui o lei vive quotidianamente il dramma di una situazione di estrema difficoltà gestionale.


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VERSO UNA POLITICA PUBBLICA PER GLI ALCOLICI BASATA SU PROVE


Retecedro - Gli europei sono i più forti bevitori al mondo. Il consumo pro capite per ogni cittadino dell’UE di almeno 15 anni di età è equivalente a circa 12 litri di alcol puro all’anno, o appena inferiore a tre drink standard al giorno nella maggior parte dei paesi europei.
Queste cifre sono state raccolte dal progetto AMPHORA (“Alcohol Public Health Research Alliance”), finanziato dall’UE, che ha lavorato per fornire ai responsabili delle politiche una comprensione più completa e su base scientifica dei fattori economici, sociali e culturali che influenzano questo grande consumo di alcolici, e per ridurre il conseguente danno sociale e alla salute. Secondo le stime dei ricercatori del progetto, ogni anno circa 138 000 persone di età compresa tra 15 e 64 anni muoiono prematuramente a causa dell’alcol, per lo più a causa di cirrosi epatica, lesioni legate all’alcol e cancro.
Essi hanno studiato anche gli effetti delle misure sanitarie pubbliche relative all’alcol, concentrandosi su aree che finora non erano state esaminate in modo completo. La loro ricerca ha incluso l’analisi dell’influenza di vari fattori: luoghi in cui si beve, prezzi di vendita, marketing, disponibilità dei trattamenti, surrogati dell’alcol, sistemi di monitoraggio, legislazione e politiche nazionali ed europee.
Hanno scoperto che i paesi con politiche sugli alcolici più severe e complete generalmente hanno livelli di consumo inferiori. Le politiche che regolano i prezzi e la disponibilità sono particolarmente efficaci nel ridurre i danni causati dall’alcol. Il progetto ha scoperto che queste norme tendono a diventare più rigide in tutta l’UE, in particolare nei Paesi membri dell’est.
È stato rilevato che il coinvolgimento dei produttori di alcolici nella creazione delle politiche tende a essere associata a un indebolimento delle politiche sull’alcol. Invece, il coinvolgimento del mondo accademico – dice il professor Peter Anderson, coordinatore internazionale del progetto – tende a essere associato a politiche più forti.


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Rimedi dopo sbornia, come combattere gli effetti dell’alcol


Dottorsport.info - Capita a tutti, di tanto in tanto, di eccedere, anche senza volerlo, nel consumo di alcool in determinate situazioni, per lo più piacevoli, come matrimoni, feste comandate, addii al celibato, rimpatriate tra amici ed altri eventi caratterizzati dal piacere di stare insieme e dalla voglia di divertirsi.

A volte basta anche una sola birra o bicchierino in più per oltrepassare la nostra soglia di tolleranza dell’acool, e una volta passata la piacevole serata ci si ritrova a combattere contro i fastidiosissimi postumi della sbornia: mal di testa e disordine gastrico.

Qui di seguito troverete un elenco di consigli ed informazioni che vi aiuteranno a limitare al massimo questi disturbi:

- E’importante che le bevande alcoliche siano consumate a stomaco pieno, in quanto ciò ritarderà e diluirà l’assorbimento dell’alcool nel nostro organismo.


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