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Mutu: ''La droga a Londra? Sono stato un pollo''

Stasera, su Sky Sport 1, alle ore 23.00, torna “I Signori del calcio“. Protagonista di questa puntata Adrian Mutu. Ecco un estratto dell’intervista.La tua prima esperienza in Italia nell’Inter. Cos’hai pensato quando ti hanno detto di fare le valigie per andare a Milano?«Non vedevo l’ora. Era una squadra con tanti campioni. Il primo giorno che sono arrivato nello spogliatoio ero seduto vicino a Vieri. Poi c’erano Baggio, Ronaldo, Zamorano, Blanc, Zanetti, Panucci. Pensavo che non avrei mai giocato. Non avevo pazienza, volevo mettermi subito alla prova. Una volta, in allenamento, Lippi mi prese per l’orecchio e mi disse: “Ragazzino, sei giovane, non bruciare le tappe perché avrai il tuo spazio!“. Mancavano 14 partite alla fine del campionato e ne giocai 6 da titolare, ma c’era tanta pressione. Ho fatto fatica perchè per me l’Inter, a quell’età, era un po’ troppo. Lippi preferiva giocatori con maggiore esperienza e capii che dovevo fare la gavetta prima di costruirmi un nome».Hai peccato di superbia?«Può essere, perchè ero giovane, ma quando dissi a Lippi che volevo andare a Verona per giocare con continuità, lui rispose che potevo restare e far parte dei 4 attaccanti della rosa per vedere come andava»Il passaggio al Chelsea. Sei stato il rumeno più costoso di tutti i tempi?«Era un’offerta che non si poteva rifiutare. Che rapporto avevi con Abramovich? Molto buono, ero il giocatore preferito del figlio».Sei stato trovato positivo alla cocaina. Pensi di essere caduto in una trappola?«Una trappola fatta di sbagli di gioventù, non certo qualcosa organizzato dal Chelsea per mandarmi via. Era facile sbagliare: ero molto famoso, a Londra andavo dappertutto e mi trattavano da re. Sono stato ingenuo, sono stato un pollo».

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