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Il narcotraffico in Birmania

 

Il Myanmar, situato al centro del "Triangolo d’Oro", è il secondo produttore di oppio dopo l’Afghanistan coprendo, nel 2006, l’11% della produzione mondiale di papavero (1).

Il Triangolo d’Oro, zona montuosa che comprende il Myanmar, la Thailandia e il Laos, produce il 60-70% di oppio e di eroina immessi nel mercato mondiale e copre quasi totalmente il fabbisogno di eroina in Cina. Le coltivazioni del papavero si estendono per oltre 240.000 ettari, e sono concentrate principalmente lungo i confini con la Cina e il Laos.

Negli ultimi anni la produzione di oppio nel Myanmar è diminuita leggermente (2), in compenso si è sviluppata notevolmente la produzione e il traffico di metamfetamine (sia in forma cristallizzata, detta "ice", sia in compresse, le yaba) specialmente nello stato Shan (nelle regioni Kokang e Wa, al confine con la provincia cinese dello Yunnan). Solo in Thailandia entrano ogni anno, secondo le autorità di Bangkok, tra i 700 e gli 800 milioni di pasticche fabbricate in Myanmar.

Il trasporto interno della droga avviene attraverso il fiume Salween, essa viene concentrata in enormi depositi situati lungo le frontiere comuni con la Thailandia, la Cina e il Laos.

Dal Myanmar i carichi di droga vengono trasferiti in Cina e in Thailandia, sia direttamente (il 26% nel 2005) sia tramite il Laos e la Cambogia. Le due rotte principali sono: una via terra, verso nord, che parte da Mandalay e, passando il permeabile confine tra Myanmar, Laos e Thailandia, arriva a Kunming (in Cina). Da qui, le organizzazioni criminali cinesi, trasferiscono l’eroina verso Europa, Giappone, Australia e America settentrionale usufruendo dei porti di Shanghai, Hong Kong, Macao e Vietnam. L’altra rotta parte dal porto commerciale di Yangon (l’ex Rangoon) e si dirige a sud verso Thailandia, Malesia, Singapore e Indonesia.

Il regime militare del Myanmar, anche se sostiene di combattere il commercio di droghe, fa di tutto per mantenere il dominio sul narcotraffico, controllando, ai confini con la Thailandia, vaste regioni dello stato Kayin (a maggioranza etnica Karen) e dello stato Shan, anche al prezzo di genocidi e deportazioni di massa. Questo perché questi stati etnici (3), con popolazioni animate da forti aneliti indipendentisti, sono anche ricchissimi di piantagioni d’oppio.

Particolarmente complicata è la situazione nello stato Shan (4), in quanto l’etnia prevalente (quella degli Shan, appunto) è assolutamente contraria alla droga: l'uso e il commercio sono, infatti, puniti con estrema severità. Ciò crea un altro forte contrasto nella decennale lotta contro il potere dei generali.

Per la parte orientale della regione, a prevalenza etnica Wa (5), il discorso è diverso: autoproclamatasi stato indipendente è controllato dall’UWSP (United Wa State Party) e dal suo braccio armato l’UWSA (United Wa State Army). Quest’ultimo, con i suoi 20.000 uomini, appoggia l’esercito birmano nella lotta contro i tentativi insurrezionali dello Shan State Army-South (SSA-S) oltre ad essere la più importante organizzazione di narcotrafficanti del sud-est asiatico, ovviamente protetta dal riconoscente esercito birmano. L’USWA coltiva papavero in vaste aree, possiede numerose raffinerie di eroina e ne gestisce la distribuzione in collaborazione con le Triadi di Hong Kong, Macau e Taiwan e con organizzazioni criminali thailandesi. Un'altra organizzazione criminale, il "White Chinese Criminal Gangs", opera nello Stato Shan. Tale organizzazione è legata alla Triade 14K (6) ed è prevalentemente dedita all’esportazione di eroina negli Stati Uniti.

Riepilogando la situazione del "Triangolo d’oro" si può affermare che la produzione e il traffico di stupefacenti sono

(.....per leggere tutto l'articolo 4burma.org/contStd.asp)

 

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