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Novità psicofarmaci

Guerra a Scientology

Psicofarmaci fuori dalle aule, arriva la 'Scuola Protetta'

da www.diregiovani.it

BOLOGNA - Ascoltare i bambini e i loro disagi, prima di "medicalizzare" i loro problemi, magari ricorrendo all'uso di psicofarmaci. E ancora: ottenere informazioni sicure, redatte da esperti, su cosa sia la famosa Adhd, la sindrome da iperattività e deficit dell'attenzione (e quanti minori ne soffrono davvero), e su come ottenere l'attenzione dei bambini vivaci, in classe come in famiglia. Il tutto gratuitamente e on line, scaricando schede e documenti. Nasce con questi obiettivi il progetto "Scuola Protetta" (con un sito dedicato: www.scuolaprotetta.it ) presentato a Bologna da "Giù le mani dai bambini", la campagna di farmacovigilanza pediatrica che ha sollevato il 'caso Ritalin' nel capoluogo emiliano (sedicenti psicologi propagandavano il ricorso facile allo psicofarmaco per curare l'Adhd e segnalazioni di casi analoghi sono state fatte anche per altre città italiane).

Insieme a Giù le mani dai bambini, hanno lavorato al progetto Cgd (Coordinamento genitori democratici), Age (Associazione genitori) ed Agesc, i sindacati Cisl scuola e Cgil e il Movimento studenti cattolici. Attraverso il portale, nasce dunque un nuovo supporto tecnico e informativo per le scuole e i genitori che ne vogliano far uso. Perché "la scuola non deve essere l'anticamera dell'Asl", spiega Luca Poma, il portavoce di Giù le mani dai bambini, ma piuttosto bisogna "ritrovare il ruolo di educatrice e formatrice, insieme alla famiglia, dell'istituzione scolastica".

Dal sito internet www.scuolaprotetta.it , quindi, si possono scaricare i contenuti del "Kit Scuola Protetta", ovvero le dispense del percorso formativo proposto a genitori e insegnanti. Una sorta di corso in e-learning (c'è anche una linea telefonica dedicata) con esperti on line che rispondono alle domande di insegnanti e genitori sulle difficoltà e i disagi dei bambini. E le scuole protette saranno facilmente identificabili, grazie ai loghi disponibili per chi utilizza il portale.

Ricerca sugli antidepressivi

Segnalo questo studio inglese, da Repubblica.it, sull'inefficacia e la messa in commercio degli antidepressivi

Ritalin ai figli

E' di pochi giorni fa la pubblicazione di uno studio che sottolinea la crescita esponenziale dell'utilizzo di psicofarmaci tra adolescenti e anche bambini. Ieri ho letto che i  test utilizzati oggigiorno per la diagnosi di ADHD ( Disturbo da Deficit dell'Attenzione con Iperattitvità, quello per cui si dà il Ritalin ai bambini) si basano su domande a genitori e insegnanti tipo queste:

Disattenzione

    * spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro, o in altre attività;
    * spesso ha difficoltà a mantenere l'attenzione sui compiti e sulle attività di gioco;
    * spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente;
    * spesso perde gli oggetti necessari per i compiti scolastici o per le attività (per esempio i giochi, compiti di scuola, matite, libri e strumenti);
    * spesso è distratto da stimoli esterni;
    * spesso è sbadato nelle attività quotidiane

Iperattività

    * spesso muove con irrequietezza mani o piedi o di dimena sulla sedia;
    * spesso lascia il proprio posto a sedere in classe o in altre situazioni in cui ci si aspetta che resti seduto;
    * spesso corre e salta dovunque in modo eccessivo in situazioni in cui ciò è fuori luogo;
    * spesso "parla troppo"

Impulsività

    * spesso "spara" le risposte prima che le domande siano state completate;
    * spesso ha difficoltà ad attendere il proprio turno;
    * speso interrompe gli altri od é invadente nei loro confronti (per esempio si intromette nelle conversazioni o nei giochi)

Tutto è basato sull'idea che esista una base neuroglogica della disattenzione: ma  esistono potenti ragioni sociali per cui genitori ed educatori hanno bisogno di pensare che i sintomi ADHD vadano attribuiti a un sistema nervoso deficitario: per i genitori i sensi di colpa e l'evitamento delle responsabilità educative; per la scuola la difficoltà di attuare un sistema flessibile e adattivo; per la medicina il bisogno di difendere il proprio ruolo.

Quando l'ho letto non ci potevo credere: se davvero i test sono questi è una cosa veramente CRIMINALE!

Psyco boom

Aumentano i consumi di medicine per combattere ansia e depressione, attacchi di panico e disturbi alimentari. Al ritmo dell'8 per cento l'anno. E si abbassa l'età di chi cerca nelle pillole il rimedio contro le difficoltà della vita. Con molti rischi.

Agli italiani piacciono sempre di più. E aumentano i consumi: nel 2006, l'aumento delle prescrizioni di antidepressivi ha superato dell'8 per cento i già alti livelli del 2005, per un totale di 650 milioni di euro.

 

Eppure, almeno in Italia, il marketing stravince sulla cautela. Ed è riuscito, negli ultimi anni, a catturare pazienti sempre più giovani: il depresso-tipo, insomma, non è più l'anziano o la donna in menopausa o la persona di mezza età, comunque qualcuno che fa i conti con le pene del tramonto della vita. No, proprio il contrario: oggi a impasticcarsi è sempre più spesso il giovane che sta impostando la sua attività lavorativa, che è sul punto di realizzare progetti, di sposarsi o fare figli……….

vere info

leggete qua

ritalin

Ritalin: per saperne di più sull’anfetamina per bambini

 

 

Dall’8 marzo è legale in Italia il Ritalin, ovvero metilfenidato (MPH): un analogo delle amfetamine, ed è commercializzato per il trattamento del disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività (Adhd) in bambini e in adulti. Il metilfenidato, come tutte le altre anfetamine, è uno stimolante del sistema nervoso centrale. E’ stato brevettato nel 1954 dalla Ciba Pharmaceutical Company (poi Novartis) come farmaco per il trattamento di depressione, sindrome da affaticamento cronico e narcolessia. A partire dagli anni ‘60, viene impiegato per il trattamento dei bambini affetti da Adhd.

Oggi il metilfenidato è il farmaco più prescritto al mondo per il trattamento dell'Adhd. Stime indicano che più del 75% del metilfenidato utilizzato viene prescritto a bambini sotto i 12 anni. L'incidenza di Adhd nella popolazione è stimata intorno al 4%, la prescrizione di Ritalin negli Stati Uniti intorno al 1.5%. Effettuando però una distinzione per fasce d'età si evidenzia che, in alcune zone degli Stati Uniti, il 10-12% dei bambini tra i 6 e i 12 anni è in terapia con Ritalin. Il che significa un business di centinaia di milioni di confezioni l’anno.

Una considerevole parte della comunità scientifica critica l'uso del metilfenidato nei bambini, considerando del tutto inopportuno il trattamento dei bambini troppo vivaci con simili sostanze (le anfetamine danno infatti dipendenza e tolleranza, e quando usate con continuità hanno effetti dannosi sul sistema nervoso centrale e su quello circolatorio). Dipendenza Le anfetamine, e quindi anche il Ritalin, danno dipendenza. Sottoponendo a tale terapia un bambino, lo si rende di fatto un tossicodipendente. Alcuni ipotizzano che la prescrizione di amfetamine predisponga i bambini anche all’ abuso e all’uso cronico di altre sostanze nell'adolescenza. L’esposizione alle sostanze, tipica dell’adolescenza, ma nella maggior parte dei casi occasionale e legata a contesti di socialità, avrebbe una possibilità molto più alta di trasformarsi in dipendenza in chi da piccolo ha subito trattamenti prolungati col Ritalin.

Secondo uno studio del Brookhaven Laboratory di New York, il Ritalin ha effetti sul cervello addirittura più potenti di quelli della cocaina. Usando il brain imaging (tecnica usata per registrare immagini che si ipotizza rappresentino fedelmente le variazioni dell’attività neurale regionale), gli scienziati hanno scoperto che in forma di pillole, il Ritalin - preso da quattro milioni di bambini negli Stati Uniti - satura e stressa i neurotrasmettitori che sono responsabili dell’“euforia” più della cocaina inalata o iniettata. E’ evidente che questo espone i bambini, ancora più indifesi degli adulti, a rischi psichici simili a quelli che corre un tossicodipendente abituale. Effetti a lungo temine Poiché l'uso prolungato del metilfenidato era raro prima degli anni '90, gli effetti neurologici a lungo termine non sono stati ancora indagati approfonditamente.

Studi effettuati sull’uso cronico di anfetamine suggeriscono però che possa esistere un rischio effettivo a carico del sistema dopaminergico. Alcuni studi hanno inoltre messo in mostra un rallentamento della crescita in bambini trattati con metilfenidato. Sono stati segnalati circa 160 casi di morte improvvisa da attribuirsi all'assunzione di metilfenidato. In Italia A seguito di queste polemiche, in Italia si è attivato un consorzio nazionale di farmacovigilanza dal nome “Giù le Mani dai Bambini”che protesta contro la somministrazione indiscriminata di psicofarmaci – il metilfenidato in particolare - a bambini ed adolescenti.

Questo comitato raggruppa circa cento realtà del terzo settore - incluse associazioni professionali, nonché singoli pediatri, psicologi, psichiatri, pedagogisti - ed ha espresso le proprie tesi scientifiche con un documento di consenso di respiro nazionale ("Consensus") lanciato a Torino dall'Ospedale San Giovanni Battista Molinette nel maggio 2005, documento che riassume le tesi scientifiche del comitato - contrarie alla somministrazione del farmaco - e che ha ottenuto circa 200.000 sottoscrizioni di “addetti ai lavori”, tra individuali e collettive.

Secondo “Giù le mani dai Bambini,” al di là dei rischi farmacologici (la FdA, l'organismo sanitario di vigilanza USA, ha registrato negli ultimi dieci anni 2.993 differenti reazioni avverse a questo farmaco, moltiplicate per centinaia di migliaia di casi), il problema è anche educativo: dal momento che il trattamento di questa “sindrome” consiste principalmente nella somministrazione di uno specifico psicofarmaco, sotto il profilo educativo il bambino viene “avviato” a risolvere i problemi della sua vita con una pastiglia. L’ Osservatorio italiano per la salute mentale mette in dubbio l’esistenza stessa dell’Adhd, che è troppo vaga per poter essere definita “malattia,” e avverte sui rischi, sottolineando come vi siano “126 casi documentati di reazioni cardiovascolari avverse che hanno portato alla morte del bambino trattato”.

Uso illecito Negli Stati Uniti, le autorità hanno espresso inoltre preoccupazione per la facilità con cui le confezioni di metilfenidato regolarmente acquistato possano essere dirottate sul mercato illecito, dal momento che costituiscono un sostituto delle anfetamine, facilmente reperibile. Secondo la Dea, “l'aumento dell'impiego terapeutico di questa sostanza ha creato un aumento parallelo del suo abuso tra adolescenti e giovani, mediante assunzione per via nasale. I ragazzi hanno poche o nessuna difficoltà ad ottenere il metilfenidato dagli amici e compagni di classe cui è regolarmente prescritto”. Alcuni studenti abusano di Ritalin con la convinzione – infondata - di aumentare le proprie prestazioni scolastiche, prima di esami e lavori particolari. Alcuni utilizzano il metilfenidato per combattere i sintomi negativi del consumo di alcool: le anfetamine permettono infatti di godere degli effetti euforizzanti dell’alcool senza “sentirsi ubriachi.” Le conseguenze di questa assunzione concomitante di uno stimolante (ritalin) e di un depressore (alcool) sono molto rischiose. Sono documentati anche casi di uso di Ritalin come anoressizante.

 

Allarme Ritalin. Il contestatissimo farmaco è legale in Italia, disponibile sotto prescrizione medica, dall’ 8 marzo. I “bambini vivaci” sono i potenziali destinatari di questo farmaco, commercializzato sotto il nome di Ritalin, ma anche come Ritalina, Concerta (capsule a rilascio prolungato), Metadate, Methylin e Rubifen.

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