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Novità psicofarmaci

la mia esperienza nel mondo delle droghe

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Il doping per i bambini


Dalla cura della discussa ADHD all'uso dei farmaci per sedare i poveri. I farmaci per la Sindrome da deficit di attenzione e iperattività diventano un terapia per il disagio sociale. Perché anche per la vita ci vuole l'aiutino...


Giornalettismo - La cronaca conferma i peggiori timori e le più spaventose previsioni.  Dal 2007 nel nostro paese sono stati autorizzati i farmaci per la cure dell’ADHD, una malattia relativamente nuova che secondo molti non è nemmeno una malattia. Dice Wikipedia che: “il Disturbo da deficit d’attenzione ed iperattività (ADHD) è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in taluni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini”.

UNA MALATTIA VERA ? - Nel corso dell’aspro dibattito che ha aperto la strada al riconoscimento e alla cura di questa malattia, i sostenitori della sua esistenza non hanno potuto dimostrarla che attraverso una descrizione che si riduce alla fotografia del comportamento nei bambini e negli adolescenti che devia dalla media e inclina all’iperattività fino alla rivolta e all’asocialità. I bambini iperattivi, quelli distratti e con difficoltà a concentrarsi come quelli eccessivamente scontrosi sono tutti sospetti malati. Gli scettici non possono fare a meno di notare che l’elenco dei sintomi che dovrebbero inquadrare la malattia, è la riproposizione di comportamenti tipici di bambini e adolescenti e chiedersi perché i medici abbiano sentito il bisogno di tracciare una riga sospesa nel vuoto, oltre la quale i pazienti riconosciuti sono messi a dieta di psicofarmaci, che peraltro presentano forti controindicazioni.


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Sisma Emilia: boom psicofarmaci, +30% in 4 mesi

(ANSA) - VILLASIMIUS (CAGLIARI), 4 OTT - Aumenta l'uso di psicofarmaci nelle zone dell'Emilia colpite dal terremoto dello scorso maggio, facendo registrare un picco del +20-30% negli ultimi 4 mesi. A sottolinearlo e' Nunzio Borelli, responsabile della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) per il distretto di mirandola, in occasione del congresso della Federazione in corso a Villasimius.

''In questi ultimi 4 mesi - spiega Borelli - abbiamo registrato un preoccupante aumento di circa il 30% per il consumo di psicofarmaci nella popolazione a causa del trauma subito''. Inoltre, prosegue l'esperto, ''abbiamo anche rilevato un aumento del 15% delle demenze tra gli anziani e, in generale, un aumento delle sindromi depressive''. Il problema, afferma il medico, e' che ''molta gente non ha piu' lavoro, e in una regione che fa il 20% del Pil italiano e' difficile oggi affrontare una situazione che vede oltre 17 mila persone in cassa integrazione''. (ANSA).

Una storia strana

Ciao a tutti, scrivo su questo forum perchè per mia sfortuna mi e' capitata una patologia che nemmeno nel miglior centro d'italia oltre a molti altri medici sono riusciti a estirpare; parto dal principio, ho fatto uso di svariate sostanze, di cui in modo significativo cocaina e eroina, di cui quest'ultima in maniera pesante per molti anni, un giorno decisi come spesso mi capitava di andarmene dalla citta' e fare la "settimana spaccante" all'ennesima volta ci riuscii, feci tutto in autonomia, perche' il toro va preso per le corna, anche se dei medici mi avevano consigliato il DIVIDOL molto in voga nel sert in cui andavo,pero' ribadisco che mi sono disintossicato da solo (forse e' stato questo l'errore) questo mi ha provocato un'assuefazione allucinante tanto da comportare il ricovero ospedaliero. poi una patologia alle gambe detta "sindrome della gamba senza riposo" con movimenti convulsi dolori da impazzire.

Dopo lo sforzo fatto per disintossicarmi, ho dovuto riprendere il Metadone (con somma disperazione vista la fatica), i dolori non mi permettevano di fare una vita normale. Sono gia' stato in centri iperspecializzati,per due volte sono andato disintossicarmi dal Metano in questi centri (pubblici) ma levandolo tornano i dolori, ed è frustrante insomma il mio caso rimane come quello di "benjamin button" ora ho sempre formicolii alla tessuto nervoso, dolori lievi, che purtroppo ho imparato ad accettare.

Vorrei sapere se a qualcuno e' capitata un'esperienza cosi o abbia delle esperienze dirette.

 

Paroxetina

Salve, sono nuovo di questo sito. L'ho trovato casualmente cercando su google:"quanto dura l'effetto della paroxetina?"Proprio così...Racconto la mia esperienza, spero di non spaventarvi quanto lo sono io al momento.Circa 2 mesi fà comincio ad avere problemi a livello di equilibrio... Primi sintomi:"Emicrania, vertigini e sbandamento"Visite dal neurologo tutte pulite, in pratica a livello celebrale ero sano.Mi consigliano il "VERTISER"Aspetto il rientro del mio medico in attesa di prescrizione...La sua lettura delle varie visite gli danno l idea di un problema ansioso...Mi prescrive il dropaxin.Lo assumo per circa un mese con nuove tipologie di problemi ogni giorno... vertigini e mal di testa scomparsi ma al loro posto mi ritrovo:Dispnea,Ansia,Paura(anche di restare solo per 10 minuti),Attacchi di panico frequenti,Agitazione interna,Insonnia ed in costante stato di "allerta",Bolo isterico.In pratica, mi ha distrutto la vita, se prima convivevo con 1 emicrania che spariva col paracetemolo mi sono ritrovato a non vivere più. 10 volte al pronto soccorso in un mese, il mio medico continuava a dire che ciò che sentivo era normale.Adesso è da circa 6 giorni che ho interrotto di botto la paroxetina sotto richiesta del mio medico perchè cominciava a causarmi "diplasia mandibolare".Il giorno dopo l'interruzione è stato un incubo... veri e propri momenti di agitazione, alle 14 del pomeriggio ho avuto 3 attacchi di panico uno seguito dall'altro, tanto da farmi cadere da seduto.Mi reco al pronto soccorso e durante l'attesa i problemi nn facevano che aumentare, in ordine:-Palpitazioni alternate ad attacchi di panico a livello respiratorio-Bruciore degli occhi-Bruciore della pelle-Vertigini(tanto da dovermi reggere a mia madre per fare 2 metri)-Nausea e gola secca-ALLUCINAZIONI VISIVE(vedevo le pareti allungarsi e le persone essere più alte)-ALLUCINAZIONI UDITIVE(voci più lente e profonde)All'arrivo del mio turno i medici mi dissero che erano sintomi da "sospensione"Adesso sono in cura con l alprazolam da quando ho smesso ed il mio morale è sotto terra... I sintomi combaciano con i sintomi di un drogato in astinenza.Domani avrò il mio primo incontro con uno psicologo non per l'ansia che mi ha dato il farmaco(prima di prenderlo pensavo che l ansia fosse solo "la gamba che trema da sola") ma per scordarmi di quel giorno al pronto soccorso.Questo non è un post di lamentela contro un farmaco... E' solo un avvertimento, prima di prendere determinati farmaci fate una valutazione da uno psicologo e poi andate da uno psichiatra, non affidatevi al vostro medico di base.

Farmaci: antidepressivi aumentano incidenti automobilistici

 

(AGI) - Londra, 14 set. - Antidepressivi, sonniferi e ansiolitici aumentano il rischio di provocare incidenti automobilistici. Lo sostiene uno studio del National Health Research Institute di Zhunan a Taiwan. La ricerca e' stata pubblicata sul British Journal of Clinical Pharmacology e spiega che i medici che prescrivono questi medicinali dovrebbero tenere in seria considerazione il rischio incidenti stradali. In ogni caso, avverte lo studio, i medici dovrebbero avvertire i pazienti di non mettersi al volante mai durante il periodo di somministrazione dei farmaci. Gli psicofarmaci, stando ai dati raccolti dall'indagine, influenzano profondamente le funzioni cerebrali e possono inibire la capacita' di una persona di controllare un veicolo. Sul banco degli "imputati", le "benzodiazepine", abitualmente utilizzate per il trattamento dell'ansia e dell'insonnia. Lo studio e' stata effettuato su oltre 35 mila persone esaminate per sesso, eta' e condizioni del veicolo coinvolto nell'incidente stradale.

lol 2

lol 2

I neonati drogati di farmaci

Le nascite con dipendenza sono un'emergenza americana

Giornalettismo - C’è qualcosa che non va nei reparti maternità degli Stati Uniti d’America: sempre più neonati nascono con una sindrome, vera e propria, da dipendenza da farmaci invasivi. Il che gli causa delle autentiche “crisi d’astinenza” molto preoccupanti.

 

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Vivere con una donna con dipendenza da ossicosone (oxicontyn)

Ciao a tutti scusatemi se mi sfogo qui ma purtroppo questa situazione mi sta portando all'esasperazione non posso parlarne liberamente a tutti......... 

Sono 6 anni che convivo con una donna di 40 anni io ne ho 32 cmq circa 2 anni fa questa persona inizia a prendere oxicontyn purtroppo anche senza prescrizone (infermiera) prendendolo per via orale non credo lo sciolga o altro (ma arrivati a questo punto posso aspettarmi di tutto) la prima volta senza rendersene nemmeno conto si ritrova dipendente e quindi si fa una bella crisi di astinenza quando lo interrompe sta per 4-5 giorni a letto con tremori vampate di calore e dolori ovunque..... Passata la crisi si sente meglio ed inizia una cura antidepressiva (depressione portata dal farmaco) cmq per non portarla alle lunghe un mese dopo si rinizia la solita storia trovo oxicontin in borsa mi arrabbio litighiamo e rismette ma questa volta senza crisi ecc ecc...... Poi settimana scorsa noto che trafficava nella borsa allora mi fiondo e indovinate cosa mi nascondeva???? penso abbiate indovinato tutti pillole di oxicontin in un porta trucco, la minaccio di andare via la solita scena piange ecc ecc e spergiura, come fanno tutti di non prenderne piu...... 2 giorni fa  dopo controlli accurati (praticamente la perquisisco) al rientro dal lavoro noto che dormiva troppo e sopratutto non riusciva a dormire di notte come ben sapete tra tutti gli effetti collaterali c'e anche quello della sonnolenza e dell'insonnia (cosa che non riesco a capire perche non dorme di notte ma di giorno ti fa venire sonno????) inizio la mia solita ricerca di pastiglie e trovo 3 palline di scotch che mi destano sospetto le prendo ne apro una e dentro ovviamente pastiglie di oxicontin sciolte (intere ma senza il blister) tutte ben bene infilate e compresse........preciso che erano da 10mg e da 40mg 

Voi mi direte perche non vai via lasci perdere????? non mi sento di esporre altre "persone" in questo racconto ma di solito quando due persone stanno insieme a forza c'e qualcosa che li tiene uniti........

Ora lei e seguita da uno psicologo che ho prontamente contattato ma ovviamente in questo periodo e in ferie, stavo pensando di rivolgermi ad un sert perche a questo punto credo che sia diventata una dipendenza a tutti gli effetti e io sono stanco di fare perquisizioni su di lei e in casa....... Adesso ovviamente avendo sequestrato tutto lei dorme e riesce a fare pochissimo e non puo procurarsene altro perche in ferie.......

Voi cosa mi consigliate di fare perchè io inizio ad essere confuso devo trovare un modo per aiutarla ma senza esporre troppo la mia famiglia e so che i sert hanno il segreto professionale.......

 

Alcol e funghi, il doping esisteva già nelle antiche olimpiadi

Che cos’hanno in comune Alex Schwazer, Oscar Pistorius, Ye Shiwen e Justin Gatlin? Sono tutti atleti accostati in modo diverso al problema del doping. Una discussione che esiste fin dalle Olimpiadi antiche, quando i giudici cercavano di capire se gli atleti avessero assunto funghi o alcol per aumentare il proprio standard. Ma ora una nuova, più subdola modalità giunge in favore del gioco scorretto: il doping genetico.


Che cos’hanno in comune un altotesino di ventotto anni, un sudafricano bianco amputato bilaterale, una sedicenne cinese di Hangzhou e un americano che corre i 100 metri in meno di dieci secondi? Nulla, se non che tutti e tre partecipano alle Olimpiadi di Londra e, in modi diversi, sono stati accostati al problema del doping. Loro sono Alex Schwazer, Oscar Pistorius, Ye Shiwen e Justin Gatlin, ma in questa lista potrebbero rientrare anche altri atleti. Sostanze assunte per aumentare il rendimento fisico e tecnologie impiegate per migliorare le prestazioni in gara: questo è il doping, una pratica illegale severamente controllata e punita dal Comitato olimpico internazionale, ma che può assumere declinazioni molto diverse e discutibili.



Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/doping-olimpiadi#ixzz232T0JNMt

una notte ancora da capire.

salve a tutti.sono un ragazzo di 22 anni che due settimane fa è sopravvissuto ad un brutto incidente stradale.

 

quella sera mi chiedevo se fermarmi, andare a dormire stremato com'ero o cantare.ero arrabbiato, tanto...per tante cose..e ho deciso che avevo bisogno di andar via, promettendomi che mi sarebbero bastati cinque minuti d'aria e la mia passione per farmi passare quell'ennesima giornata frenetica.i cinque minuti sono di gran lunga passati tra un aiuto al mio "maestro"-amico ritoravotosi solo, la bella compagnia e la musica.la stanchezza però non ne ha tenuto conto...non importava che mi fossi parzialmente ricaricato moralmente.c'è un punto il cui il tuo fisico ti dice basta.e me l'ha detto, senza nemmeno avvertirmi.tutto ciò che ricordo è di essermi messo in macchina. rifiutando l'invito di andare a ballare,ero davvero troppo stanco,rifiutando anche il solito caffè veloce:non vedevo l'ora di stendermi nel letto e dormire.mi sono messo in macchina.davanti a me c'era l'auto del cameriere che avevoconosciuto quella sera.lui doveva svoltare a destra, in realtà avrei dovuto anche io ma ho preferitocontinuare a dritto perchè quella strada non la conoscevo.ricordo di averlo raggiunto, di aver decellerato in terza perchènon mi sentivo sicuro di sorpassarlo nonostante la strada fosse vuota..a ripensarci quanti segnali...eppure chi poteva saperlo..lui, non so perchè, ha tardato a svoltare, costringendomi a decellerare e ridurre in seconda.ricordo di aver pensato :"e sto coglione, che sta combinando?".poi ho ripreso la mia marcia..o meglio:ricordo in maniera molto vaga di averripreso a "camminare" e sforzandomi posso forse ricordarmi di una piccola curva.non ricordo nemmeno che canzone stesse suonando lo stereo, di quel cd che avevo appena sfornato con le ultime hit..non ricordo nemmeno cosa stessi pensando...Disteso.Non campivo nemmeno dove.che fosse gia iniziata una nuova giornata? eppure era buio."stai fermo!" mi urlava.ma chi?tentavo di alzarmi ma continuava a ripetermelo e a spingermi a terra con la mano."ti prego, stai fermo".Singhiozzava.ma perchè?ero stranamente riposato, come se avessi fatto il miglior sonno di sempre.sicuramente migliore di ognuno delle notti dell'ultimo anno.cercai di divincolarmi mentre osservavo delle ombre muoversi sulla mia testa.notai una maglietta bianca, un ragazzo, mentre quella voce era di una ragazza.era vestita di nero.o almeno così la ricordo.se non sbaglio i capelli erano raccolti sulla testa, come uno chignon.chiedendomi chi fossero, cosa stesse succedendo, riuscìì a mettermi seduto, a voltarmi sul lato destro e a notare una strana cosa bianca.mi ricostrinsero a terra e non obiettai, dandomi il tempo di meditare quell'immagine.capìì:era l'air-bag della macchina.milioni di domande mi si affolarono in mente mentre quelle persone continuavano a parlarmi,mentre lei continuava a singhiozzare." ti prego ", diceva..."cosa è successo?", la interruppi. "non lo sappiamo" qualcuno non mi rispose.e poi "abbiamo chiamato l'ambulanza, sta arrivando".ambulanza?! airbag?! degli astranei che mi soccorrono?!non aveva un senso.mi ricordai di quando presi il tombino con la macchina di mia sorella, rompendo il braccetto:se qualcosa del genere era accaduto, avrei dovuto ricordare qualcosa. io che ricordo sempre tutto, anche quello che non vorrei, anche dopo una sbornia.già...mia sorella.l'ambulanza arrivò, non la sentìì nemmeno.mi ritrovai solo altre persone attorno che mi toccavano.nel frattempo quella ragazza mi chiese se volessi avvertire qualcuno.dissi di no.cosa avrei potuto dire? non sapevo nemmeno dove mi trovavo!cambiai subito idea:"si, mia sorella.".mi chiesero il numero di telefono, risposi di darmi il cellulare.potevo farlo da solo.avevo bisogno di sentirla.lei avrebbe saputo dirmi cosa stesse succendendo.mentre il telefono squillava lo capìì anche io."hey" mi rispose assonnata.chissà che ora erano.le spiegai che avevo fatto un incidente, che ero in un'ambulanza ma di non preoccuparsi.stavo bene....iniziai ad avere qualche dubbio.le gambe non si muovevano.i dottori intorno mi tastavano."sto venendo" mi disse pronta, quasi tranquilla."no!" accorsi ad urlarle."non c'è bisogno!" se le avessi detto così si sarebbe tranquillizzata.naturalmente mi disse che sarebbe venuta, mi chiese dove mi trovavo, le risposi che non lo sapevo.era vero. non avevo idea neanche di cosa pensare.le dissi di venire ma mi raccomandai di non preoccuparsi."sine" fu la sua risposta.mi suonò così rassicurante come solo la sua voce sa essere.chiusi il telefono. non so nemmeno se lo prese qualcuno o dove lo lasciai. cominciai a chiedere al dottore cosa fosse successo, lui doveva saperlo.nessuno mi dava retta.poi qualcuno mi ritenne troppo insistente e mi disse che non lo sapevano.furono attimi:se era potuto accadere tutto quello, perchè mai non sarei potuto rimaneresu una sedia a rotelle, perdere quelle gambe che non sembravano rispondermi.o magari riaddormentarmi senza svegliarmi.glielo chiesi.non mi risposero.gli urlai contro pietoso, elemosinando una risposta.mi rimandarono un "no"non troppo convinto."quando mia madre ha avuto il tumore non gliel'hanno detto subito.voi a me lo dovete dire, dottò!" sbottai trattenendo le lacrime per rassicurarli.se avessero visto cosa stavo provando, la devastazione dell'incomprensione e dell'assurdità, non mi avrebbero detto proprio nulla."non lo sappiamo.dobbiamo controllare".non lo escluse, lo capìì.ma non lo sapeva, era sincero.da lì a poco arrivai in ospedale.come nei film.mi trasportarono sull'altra barella, al tre. ricordo di aver alzato lo sguardo e di aver visto mia sorella.cambiai la mia espressione in un qualcosa simile ad un sorriso.fu tutto confuso.erano apprensivi.continuavo a non capire.mi trasportarono un po' ovunque.poi a fare qualcosa.i raggi credo.mi avevano messo il catetere, come al nonno."fa male?".in effetti non ne fece poi tanto.ci scherzai sù assieme al dottore.poi non capendo dove mi stessero portando continuai quellastrana sceneggiata "dottò, mi raccomando:se mi dovete operare fatemi tutto, basta che non mifate diventare femmina!" . ci riuscìì.sorrisero tutti.soprattutto mia sorella.scherzammo ancora sul catetere.dissi di dover fare pìpì.mi dissero che anche se non me ne rendevo conto la stavo facendo.probabilmente funziona così, pensai.ricordo di una battuta a proposito su cui annaspai a rispondere.qualcosa del tipo:"simò, non è che t'è piaciuto, no?!" mi seguì il dottore.forse mi capiva.non fui pronto.risposi qualcosa "anche se fosse, davanti non mi piacerebbe comunque".cercai di dire.mi chiesi se avessero capito cosa intendevo o se avevo fatto quei miei soliti giri di parole che poi devo sempre spiegare.lasciai perdere.si, mi portarono a fare la tac.un grosso cilindro.mi chiesero di trattenere il respiro.ce la feci con fatica ma non era il caso di lamentarmi.durò troppo. tre, quattro "immersioni".mi chiesi se ci fosse qualcosa che non andava ma all'uscita non lo chiesi.fuori trovai mio fratello accanto a mia sorella.gli chiesi se gli avessi delusi.stavo cedendo.ma mi ripresi.mi scorazzarono per altre parti.non ricordo. ma com'era successo per mio fratello, ricordo di aver trovato poi mia madre e mio padre."no!" esclamai nel vederla.non lei. lei non doveva esserci.avrebbe saputo tutto a faccendaconclusa.si sarebbe preoccupata troppo.piansi.lei mi abbracciò.le dissi di andarsene, come avevo fatto a più riprese anche con mia sorella, ripensandoci."vai, pensa alla piccola mia", le avevo detto.chiesi a mia madre se gli avessi delusi, se fossi diventato il peggiore dei suoi figli.mi rassicurò stringendomi e piangendo anche lei nel suo lungo "nooo!".mi chiedevo perchè, perchè tutto quello se non avevo fatto nulla per meritarmelo. in effetti,stando alla mia memoria, non avevo fatto proprio niente.nemmeno essere andato fuori strada.fuori strada...ma ero andato fuori strada? e quei ragazzi che fine avevano fatto?e lei? tanto premurosa, dov'era finita.ricordo di aver chiesto di loro spesso ma non sapevanodirmi niente.comparvero dei poliziotti.mi chiesero se dovevo dichiare qualcosa.gli risposi che non sapevo nulla.era la maledetta verità.cos'altro avrei potuto dirgli?ripensai al mio arrivo.la dottoressa mi chiese subito se avessi assunto qualcosa, intimandomidi rispondere sinceramente perchè avrebbero dovuto farmi le analisi.ne fui quasi infastidito ma capìì che dovevano chiedermelo.non so se questo rese il mio "assolutamente no" più o meno acido.seguirono momenti piuttosto  brutti.tra i vari controlli, quella strana tavola che scoprì chiamarsi "spinale".chiesi più volte di toglierla, avevo bisogno di muovermi.mi dissero di non potere.a quanto pare serviva a tener ferma la colonna vertebrale.andarono pian piano via tutti.restai con mamma e papà.mi portarono dall'ortopedico. era ormai giorno.c'era altra gente.pensai di dover aspettare chi c'era prima di me.mi sentìì morire al pensiero di dover passare altro tempo così.iniziai a sentire caldo. da appena sceso dall'ambulanza mi avevano spogliato e ricoperto con una strana carta dorata dopo che io avevo chiesto tremante "perchè ho così freddo?".mi risposero che era perchè ero nudo  e faceva freddo. pensai che era estate e faceva un caldotorrido.avevano voluto rassicurarmi.apprezzai e pensai di scacciare via quelle scene di film,quelle in cui la gente messa male trema dal freddo indipendentemente dalla temperatura.non avrebbe aiutato.dovevo solo aspettare.su, in quell'angolino in cui mi avevano abbandonato con mia madre in attesa che l'ortopedicodecidesse di iniziare il suo turno, faceva particolarmente caldo. la mamma mi tolse quella carta dorata.mi coprì con il pantaloncino del pigiama di papà che aveva portato.guardandola pensai "la solita", sorridendo.avrei sopportato volentieri il caldo anzicchè quello che seguì.dovevo vomitare.non è mai stato il mio hobby, ma non mi è mai dispiaciuto rimettere.l'ho sempre visto come una forma di liberazione.non era così in quel momento. non potevo fermarmi, ma era assurdo il dolore che provavo ad ogni urto incompiuto.ci riuscìì.due volte.sperai che fossero le ultime.altri attimi mi sembrarono interminabili su quel lettino scomodo.riuscìì a farmi togliere la spinale ma il lettino non funzionava: la spalliera non si alzava, i freni non andavano.mi addormentai.al risveglio non trovai nessuno.chiamai urlando mia madre.non sembrava sentirmi nessuno.andai nel panico.sentivo che da li a poco avrei vomitato.ero con le gambe penzonloni su quel lettino cercando di alzarmi.arrivò mia madre.chiamammo l'infemiera.tornò poicon un lettino nuovo e una flebo per il vomito e del calmante."ti sei svegliato?" mi chiese, con quell'aria tipica di chi ti sfotte.su quel lettino ci rimasi poco altro tempo.o almeno rispetto a quanto ne era passato.togliere il catetere fece più male che metterlo.alcune raccomandazioni.poi fui dimesso.neppure un osso rotto.dei punti di sutura sul fianco sinistro.distorsioni su tutto il corpo e varie escoriazioni,specie sulla testa dove mi hanno tagliato i capelli.a quanto pare c'era piantato un vetro.tutto ciò che mi rimaneva erano mille pensieri, mille considerazioni da fare,milioni di perchè e un'incetta di confusione.il resto è un'altra storia.o forse no.ma non da scrivere ora cmq.ora bisogna fermarsi.non so cosa ho imparato.so che tutto accade per un motivo, le casualità non mi hanno mai convinto.eppure stento ancora a capire..quella sera ho bevuto tre birre.non ero affatto ubriaco..anche eprchè quella sera, alla fine, ho anche lavorato...e lo possono confermare tutti coloro che erano lì con me.eppure il mio tasso alcolemico era di 1.6.dato il poco tempo passato, per ora non so che fine ha fatto la mia patente nè cosa aspettarmi in termini di contravvenzione o pene di vario genere.sono incensurato e mi hanno detto che questo può significare qualcosa per il giudice. cosa mi aspetta ora? sapreste dirmelo.mi scuso se mi sono dilungato ma ho pensato di riportarvi esattamente le impressioni che avevo annotato pochi giorni dopo l'incidente.magari qualcuno può leggerle e pensare.stando alla dinamica del mio incidente si suppone un colpo di sonno. va da sè che l'alcool abbia contribuito alla gia presente enorme stanchezza.

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