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Più votate alcol

ritiro patente ingiustamente

Salve, sabato 6-11-10 mi è stata ritirata la patente per 3 mesi con un tasso alcolico di 0,52 oltre alla multa di 500 €.
non mi sembra di avere commesso un reato enorme superando di 0,02 il consentito, ma non c'è stato verso, dovevano per forza scrivere un verbale.
qual'è il modo per poter richiedere il ritiro possibile di 1mese anzichè 3 visto che il tasso non era alto oltre il limite????
non ho mai preso una multa, ho rispettato sempre i limiti, mai parcheggiato fuori zona, mai fatto nulla in 20 di patente.

http://infoenergydrink.it/ e' il sito informativo, frutto della collaborazione tra il ministero della Gioventu' e l'Associazione italiana dei produttori di bevande analcoliche (Assobibe), concepito con l'obiettivo di fornire un'informazione completa e attendibile sugli Energy Drink per favorire il consumo consapevole e responsabile. Ben l'87% degli italiani, secondo un'indagine Swg-Assobibe, si dichiara non sufficientemente informato su questi prodotti.

UNA DROGA SUBDOLA CHIAMATA COCKTAIL

Vittorio Zucconi D la Repubblica delle Donne

PIÙ SI ELEVA L’ETÀ DELLA PROIBIZIONE DELL’ALCOL E PIÙ SCENDE L’ETÀ

DELLA TRASGRESSIONE

Non prendevo sonno fino a quando il brontolio della porta del garage scuoteva la casa segnalando il ritorno dei figli. Così l’incubo svaniva, per quella notte. L’incubo aveva un nome e una forma precisi: la bottiglia di liquore. Da giornalista, scrivevo le obbligatorie corrispondenze sulle droghe.

Da padre, la paura delle paure era l’alcol, lo slittamento verso quello che gli americani chiamano “binge drinking”. Il bere per il bere, aggirando facilmente la severissima legge che proibirebbe a chiunque di toccare alcol fino a 21 anni.

E non impedisce a nessuno di bere.

Sapevo che le quattro parole più micidiali per i miei figli erano in quel grido di battaglia che eccheggia

ovunque ci siano ragazzi e ragazze, “let’s get drunk”, ubriachiamoci, prendiamo la ciucca.

E mentre gli adulti passano leggi draconiane, pur sapendo che non avranno avuto alcun effetto pratico, nelle bottiglierie si vendono agli studenti, muniti di documenti di identificazione falsi, i “keg”, i barilotti di birra con la spina, per evitare anche la seccatura di stappare bottiglie o aprire lattine, e per vendere più birra.

L’alcol, scrive il ministero della Salute americano è “la droga preferita dagli adolescenti”. Proprio così, la “droga”: non la cannabis, non la coca, non l’ero, non le anfetamine. L’alcol.

Più di cinquemila adolescenti, che legalmente non potrebbero bere neppure un prosecchino, muoiono ogni anno per l’alcol, 1.900 in incidenti d'auto, 1.600 per omicidi commessi sotto il suo effetto, 300 per suicidi, il resto per incidenti banali, in casa, sulle scale, trasformati dallo “stupor”, dall’istupidimento

alcolico, in eventi mortali.

Non ci sono controprove che dimostrino una relazione precisa fra la proibizione e l’incolumità. Quello che si vede però è che più si eleva l’età della proibizione, più scende l’età della trasgressione.

Nel 1965, dice l’Istituto Nazionale della Salute, l’età media alla quale si prendeva la prima scuffia era di 17 anni. Nel 2005, era scesa a 14 anni. Più i maschi delle femmine, anche

se ormai la differenza fra i sessi è minima. La sbronza che non è una nemica delle “pari opportunità”. Non discrimina. Tende però ad avere conseguenze diverse. Nei maschi stabilisce un comportamento

che porterà spesso (1/3 dei casi) all’alcolismo in età adulta. Nelle femmine porta a quel noto effetto

secondario da perdita di freni inibitori chiamato gravidanza. La metà degli aborti volontari sotto i diciott’anni sono prodotti dell’alcol. E quattordici anni, l’età alla quale si comincia a bere, è anche l’età

alla quale si hanno le prime esperienze di sesso. Non è una coincidenza.

Ma se le statistiche sono lancinanti, le spiegazioni sono nebbiose. Si citano la trasgressione, l’imitazione, la ricerca dello “sballo”, del “buzz”, il ronzio fra le orecchie, la sfida, la certezza dell’invulnerabilità, l’ereditarietà, l’esempio di genitori, la trappola della dipendenza, la maggiore resistenza dei giovani agli effetti tossici dell’alcol (rispetto agli stenza adulti e agli anziani) che li incoraggia a bere di più, e il machismo dei maschietti e la voglia di non mostrarsi da meno delle femmine.

Scegliete voi la spiegazione preferita. Ma sempre ricordando che le leggi non sono il toccasana.

Chiunque abbia avuto esperienza di nazioni musulmane ha visto la furia con la quale devoti passeggeri si fiondano su cocktail e bottigliette appena salgono su un aereo europeo.

Anch’io, che bevo pochissimo e raramente liquori, tranne la grappa che scrocco a mio cognato quando sono a Milano, dopo due mesi in Arabia Saudita scolai ingordamente vari whisky miniatura sull’aereo della Egyptair, travolto da un desiderio bruciante di bere.

Ora che non devo più aspettare insonne il clangore rassicurante della porta del garage nella notte. l’alcolismo mi sembra un problema astratto, una statistica per gli altri. Tornerà, con la crescita dei nipoti verso il primo incontro con la bottiglie, e posso soltanto sperare che anche loro, come i miei figli, scopriranno che bere si può, che non c’è nulla di mistico, di sovrannaturale, di eroico, di avventuroso in quel bicchiere. E la ciucca non rappresenta altro che un orribile mal di testa e un amplesso con la porcellana fredda di un water.

 

Bar, scolate 4mila bottiglie alla settimana

Quando chiedi ad un ragazzo tra 18 e 26 anni di età qual è il rito preferito, quasi certamente ti risponderà un bevuta tra amici. Il rito dell’ora felice, happy hour, contagia ogni anno quasi sei milioni di giovani, in maggioranza studenti, che dedicano all’aperitivo alcolico una parte considerevole dei risparmi. L’Italia si piazza al primo posto tra i consumi di alcolici dei giovanissimi, un triste primato che riporta attuale una questione aperta da sempre: vietare e limitare l’acquisto e il consumo di sostanze alcoliche ai minorenni.