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Più votate psichedelici

Stevenson precursore psichedelico

Il classico Dr. Jekyll e Mr. Hyde scritto sotto influsso di una droga simile all’LSD.

Secondo le più recenti ricerche, Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson sarebbe stato creato sotto l’influsso di una droga allucinogena simile all’LSD.
Due esperti sono convinti che l’autore scozzese abbia scritto la più classica delle sue novelle fantastiche a seguito dell’assunzione di derivati dell’ergot, un fungo della segale e del frumento, allucinogeno e potenzialmente letale.

Parigi. Da mercoledì 11 aprile il disordine regnerà sovrano a Parigi. Caos e ordine, i due principi opposti che dall'origine del mondo si combattono sulla scena dell'universo, si affronteranno nelle sale del Quai Branly, il più celebre museo etnografico del pianeta, a due passi dalla Tour Eiffel. La sfida durerà tre mesi e si concluderà il 29 giugno. Giusto il tempo della mostra intitolata Les maîtres du desordre.Oggetti, immagini, video, cinema, voci, suoni, odori, rumori, performances, opere antiche, arti primitive, installazioni contemporanee.

Dopo 35 anni di silenzio accademico causato dal proibizionismo, sta per vedere la luce un nuovo studio sulle molte possibilità cliniche degli psichedelici, e in particolare dell'LSD.

(Ciampino - Attualità) - La "Giornata della Memoria" è stata istituita, nel giorno dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, allo scopo di "ricordare lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte" (così recita la legge istitutiva, la numero 211 del 2000). Questa data e quel luogo sono il paradigma dello sterminio di un popolo che ha segnato per sempre la storia dell'umanità. A partire dal 27 gennaio del 1945, quando furono aperti i cancelli dei campi dalle truppe russe, nessuno poté più dire di non sapere o di non aver compreso il significato del disegno perseguito dalla follia omicida del nazismo. Fare memoria significa oggi "considerare che questo è stato", secondo le parole di Primo Levi, e significa anche non stancarsi di denunciare il sentimento antisemita tuttora presente in una parte consistente della società italiana.L'intervento del professor Francesco Spataro  ha messo in evidenza la necessità di far crescere nelle giovani generazioni la memoria della Shoah, ciò risulta essere un dovere morale per far sì che mai, su un muro o in un libro, si possa gridare: "A morte gli ebrei", perché siamo tutti ebrei. Questo è stato il punto nodale sul quale si è discusso ieri, martedì 26 gennaio, nella Sala Convegni del Comune di Ciampino,  dove il Presidente del Consiglio comunale Vitaliano Giglio, ha aperto la celebrazione dell'Amministrazione comunale, per ricordare la Shoah tramite uno dei più grandi valori trasmessi dalla civiltà ebraica, la memoria. La memoria è una garanzia di libertà; non a caso le dittature cercano di cancellare la memoria storica, di alterarla o distruggerla del tutto.La memoria ebraica può parlare a nome di tutte le vittime del mondo e della storia, la memoria guarda avanti; si porta con sé il passato, ma per salvarlo, come si raccolgono i feriti e i caduti rimasti indietro, per portarlo in quella patria, in quella casa natale che ognuno, dice Bloch, il filosofo dell'utopia e della speranza che nutrì il suo pensiero sociale e rivoluzionario con lo spirito dei Profeti biblici, crede nella sua nostalgia di vedere nell'infanzia e che si trova invece in un futuro liberato, alla fine del viaggio. Successivamente agli interventi degli amministratori Melania Giglio e Antonino Musicò sono stati  i protagonisti che si sono cimentati in letture e interpretazioni di "Se questo è un uomo" di Primo Levi e  di Necropoli di Boris Pahor.Perché il giorno della memoria insegni a tutti il valore della pace e della convivenza pacifica tra i popoli, anche quest'anno il Comune di Ciampino ha celebrato il giorno con letture e la proiezione del film "Dall'altra parte del mare" di Jean Sarto: è un film che cerca di penetrare nel fondo dei sedimenti della memoria non per rimestare antichi dolori mai del tutto sopiti, ma per non rimuovere e dimenticare ciò che è accaduto. "Sono un essere umano, un essere umano, sono un essere umano che vuole vivere…un essere umano". È questo il grido disperato di Ka-Tzetnik 135633 nel suo libro dal titolo "Shiviti". È la storia di un sopravvissuto ad Auschwitz (Yehil De-Nur) con il numero marchiato nella carne del braccio sinistro, arrivato all'estremo limite di degradazione umana che dopo 30 anni ha accettato di rivivere l'esperienza del campo di concentramento con una terapia a base di Lsd, sottoponendosi a cinque sedute chiamate "Cancelli della Memoria".