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Più votate tabacco

Chi lo avrebbe mai immaginato che una delle maggiori aziende produttrici di sigarette al mondo, la Reynolds (Camel), potesse disincentivare il consumo di fumo? Invece è così. La multinazionale si appresta a vietare il consumo di tabacco nei locali delle sue sedi

sigarette e depressione

La correlazione tra tabacco e suicidi era già nota, ma si trattava di un coincidenza di cattive abitudini e drammi personali. Si pensava infatti che il maggior numero di fumatori tra suicidi e aspiranti tali non fosse altro che espressione della maggiore tendenza a fumare di chi tende a stati di depressione. Ora, però, il nesso di causalità viene capovolto da una ricerca condotta nella Washington University School of Medicine, la cui sintesi è stata recentemente pubblicata dalla rivista Nicotine & Tobacco.

Non si sa ancora se sarà davvero un’azienda di soli nove dipendenti con base a San Diego a salvare il mondo – ma soprattutto l’Africa occidentale – dal virus ebola. Eppure Kent Brantly, il medico americano trentatreenne che aveva contratto il virus letale mentre prestava servizio in Liberia e trasferito all’ospedale di Atlanta il 2 agosto scorso, è stato il primo paziente a essere sottoposto alle cure con il farmaco sperimentale ZMapp, e ha dato subito segni di miglioramento.

Dronet.org - I festival musicali possono favorire il consumo di stupefacenti. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista European Addiction Research curata da un gruppo di studiosi dell’Università di Aarhus in Danimarca. Il gruppo ha condotto un’indagine su un campione di oltre 1700 ragazzi intervenuti all’edizione 2009 del Roskilde Festival a Copenhagen, un appuntamento annuale della durata di una settimana che raduna circa 100mila persone.

(AGI) - Milano, 25 mag. - Aumenta il numero degli italiani che fumano. Dopo diversi anni di calo, dovuto soprattutto agli effetti benefici della legge Sirchia, quest'anno si registra un'inversione di tendenza che allarma gli esperti. Oggi in Italia fuma il 22.7% della popolazione sopra i 15 anni, circa 11.8 milioni di persone, piu' di mezzo milione in piu' rispetto al 2010. Di questi 6.5 milioni di uomini e 5.3 milioni di donne.

SIGARETTE nelle applicazioni per smartphone, ultima frontiera per il marketing delle "bionde", più o meno palese. La pubblicità al fumo, diretta o meno, può arrivare anche così, e raggiungere un pubblico di tutte le età. Se n'è accorta l'Università di Sydney, Australia, cercando negli "app store" delle varie piattaforme e scovando un centinaio di applicazioni che in qualche modo rimandano alle sigarette e al concetto di fumo. 

Io sono Firenze

Tutto era già organizzato. Io dovevo passare a prendere Roberto, Francesco sarebbe venuto da sè in Tramvia. Era Giovedì e domani solo io non lavoravo. Festeggiavamo la vita perchè tutto il resto era gà stato festeggiato. Forse credevamo che festeggiando le cose sarebbero andate da  sè. Se sei il festeggiato hai tutti i suoi diritti e così non hai bisogno di farti tanti prblemi su ciò che ti è concesso fare o no. Arrivammo al circolino vicino a via Benci. Il centro della movida fiorentina.

Una ricerca di un gruppo di ricercatori britannici, presentata dalla European Society of Cardiology, rivela che anche per gli ultrasettantenni il tabacco può far calare l'aspettativa di vita. I fumatori accaniti anche a quest'età vivono 4 anni in meno. Nuovo test del giornale Salvagente: "Arsenico e metalli pesanti nei liquidi delle e-cig" di VALERIA PINI

 

http://www.confcommercio.ct.it/foto/small/divieto-sigarette-minorenni.jpg

Nel gennaio 2005 l’Italia, con la Legge 3/2003 (Legge Sirchia) è stata il primo grande paese Europeo ad introdurre una normativa per regolamentare il fumo in tutti i locali chiusi pubblici e privati - compresi i luoghi di lavoro e le strutture del settore dell’ospitalità - che è stata considerata quale esempio di efficace intervento di salute pubblica in tutta l’Europa. (Cesda.net)

A cinque anni dall’introduzione della legge si compiono le prime valutazioni sulla sua efficacia.

 

Secondo un’indagine realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), condotta in collaborazione con Doxa, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, dopo un’iniziale contrazione delle vendite e dei consumi, il 2009 ha fatto registrare un aumento consistente di fumatori. Un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, pari al 3,4% che riguarda entrambi i sessi e maggiormente le donne: i fumatori sono aumentati di 2 milioni rispetto al 2008. A questo aumento corrisponde una diminuzione degli ex fumatori, passati dal 18,4 del 2008 al 14,6% del 2009. Sono però diminuite le vendite del tabacco: rispetto al 2008, -0,9%.

“Il fatto che l’aumento dei fumatori e la stabilità dei consumi medi non corrispondano a quanto accade nel mercato dei tabacchi lavorati ci fa supporre che sia cambiata la strategia d’acquisto – spiega Zuccaro, direttore di OssFAD (Osservatorio dell’Iss), secondo il quale è ripreso il contrabbando ed il commercio su internet. Attualmente fuma il 25,4% delle persone, i non fumatori sono il 60% e gli ex fumatori il 14,6%. La fascia d’età in cui si registra la più alta prevalenza di fumatori è quella 25-44 anni, mentre per i giovani di 15-24 anni la percentuale di fumatori è della stessa entità di quella degli adulti di 45-64 anni. L’aumento dei fumatori è dovuto in parte a una diminuzione degli ex fumatori. Cinque anni dopo l’introduzione della Legge Sirchia, il bilancio parla di buone abitudini conquistate (8 su 10 fumatori sono favorevoli a rinunciare alle sigarette nei locali) ma di un problema ancora lontano dall’esser risolto.

 

Per approfondimenti: RAPPORTO SUL FUMO IN ITALIA 2009 Iss-Doxa-Istituto Mario Negri-Lilt

 

 

Diverse le valutazioni del Ministero della Salute:

 

A cinque anni dall’entrata in vigore della legge 3/2003, art. 51 "Tutela della salute dei non fumatori", il bilancio può essere considerato positivo, soprattutto in riferimento alla protezione dall’esposizione al fumo passivo. Nel 2009, infatti, secondo i dati ISTAT (che fanno riferimento a oltre 60 mila interviste a persone con età superiore ai 14 anni), la percentuale dei fumatori è salita al 23%, dopo 5 anni di valori stabili intorno al 22%. Nel 2003, prima della legge 3/2003, la prevalenza era del 23,8% L’aumento maggiore ha riguardato i giovani adulti di età compresa tra i 25 e i 34 anni, dove si è raggiunta la percentuale del 31,4%. In più leggero aumento è, invece, la prevalenza tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni che raggiunge il 21,7%. L’attività di monitoraggio dell’applicazione della legge, avviata fin dal 2005 e tuttora in corso, ha evidenziato, comunque, alcuni importanti risultati.

Dall’elaborazione dei dati dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), nel corso del 2009 le vendite di sigarette si sono ridotte del 2,2%, corrispondente a 140 milioni di pacchetti venduti in meno (oltre 1 pacchetto in meno al mese acquistato da ciascun fumatore). Per la prima volta dal 1997, le vendite sono scese sotto la soglia dei 90 milioni di kg. La diminuzione delle vendite di sigarette è pari a circa il 9% in meno rispetto al 2004.Per quanto riguarda il rispetto della legge, la popolazione si è dimostrata generalmente favorevole al provvedimento e consapevole della sua importanza per la salute pubblica. Ed i dati indicano un buon livello di osservanza in tutto il paese.

Su mandato del Ministro della Salute, i Carabinieri per la Sanità – NAS, nel 2009 hanno effettuato 2.551 ispezioni a campione su tutto il territorio nazionale presso diverse tipologie di locali (stazioni ferroviarie, ospedali, ambulatori, musei e biblioteche, aeroporti, uffici postali, e sale scommesse, discoteche, pub e pizzerie) in cui si applica il divieto di fumo, evidenziando il sostanziale rispetto della norma. Sono state contestate complessivamente 234 infrazioni (9,2%): 91 a persone che fumavano dove vietato (3.6%) e 143 per mancata o errata affissione del cartello di divieto o per presenza di locali per fumatori non a norma (5.6%).

I risultati dell’anno appena trascorso, quindi, se da un lato sono incoraggianti mostrano anche quanto ci sia ancora da fare e quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione delle istituzioni, dei mezzi di comunicazione e dei cittadini sull' "epidemia" di tabagismo, secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e sul monitoraggio della legge.

 

Per approfondimenti:

 

ATTIVITA’ PER LA PREVENZIONE DEL TABAGISMO

 

RAPPORTO 2009 - Ministero della Salute