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Tabacco è il termine con cui si fa riferimento ad un genere di piante a foglia corta appartenente alla famiglia delle Solanacee originarie del continente americano. Tuttavia il nome tabacco viene comunemente utilizzato riferendosi alle foglie raccolte ed essiccate di queste piante, con lo scopo di fumarle.

Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo approda sulla spiaggia di San Salvador. Gli indigeni gli offrono frutti, lance di legno e foglie di tabacco.

Nel 1518 Juan de Grijalva osserva l'usanza di fumare sigari da parte dei nativi dello Yucatan. Il primo testo che menziona il tabacco è la "Historia general y natural de las Indias," di Gonzalo Fernandez de Oviedo y Valdes. Nel 1556 Andre Thevet porta per la prima volta il tabacco in Francia dal Brasile. Nel 1559 viene coniato il termine "nicotina," per definire il tabacco stesso, in onore di Jean Nicot,...

I consumi di tabacco in Italia hanno conosciuto un inarrestabile incremento nel periodo che va dal 1900 al 1985 quando, per la prima volta, si è verificata una significativa riduzione delle vendite: il consumo pro capite annuale è passato da 1,82 Kg/persona nel 1985  a 1,62 nel 1990*.

I fumatori oggi sono il 26,2% della popolazione adulta, e si tratta del minimo storico da oltre mezzo secolo. In 5 anni, dal 2002 al 2006, i fumatori sono 2,5 milioni in meno. Di contro decresce l’età con cui si viene a contatto con questa sostanza e circa il 20% ha...

Novità tabacco

Depersonalizzazione

Salve ho 17 anni e fumo hashish o marijuana da quando ne ho 14 praticamente ogni giorno ma nonostante ciò sono sempre stato un ragazzo intelligente , pieno di curiosità , di voglia di cambiare il mondo che mi circonda in qualsiasi modo mi sia possibile ; amo anche scrivere poesie ed ascoltare della buona musica che magari sappia trasmettermi delle emozioni poichè da tempo immemore vivo la mia vita a tratti , spesso seguendo quasi una seconda personalità che solo ora accetto o impulsi sessuali che nemmeno percepisco . Sono veramente stufo di vivere come fossi un'automa , di riconoscere i miei errori senza poterli cambiare anche se ciò dipende da me . Proprio per questo ho grandi problemi anche con i miei genitori e i coetanei , mi sento in colpa per non essere abbastanza empatico o risultare addirittura cattivo dimostrando freddezza assoluta in situazioni delicate . Mi piacerebbe confrontarmi o ricevere consigli pee uscire da questa merda . Grazie

Considerazioni "astinenza" da marijuana e nicotina...

Buonasera a tutti lettori!
Vi vorrei raccontare la mia esperienza:
Ho 23 anni e fumo sigarette e "canne" (hashish e erba da strada di qualità medio-bassa) da circa 8 anni, con una cadenza di 2/3 canne al giorno, spesso in compagnia ... Durante la mia esistenza sono sempre stato un ragazzo normale che non pensava troppo alle conseguenze, dunque mi sono sempre abbandonato a vizi smodati... Propio 1 mese fa ho smesso di fumare sigarette, e 10 giorni fa ho fatto l'ultima canna... Ho deciso di smettere come prova di forza con me stesso, e punto numero due perché è un periodo particolare con l'università, dato che vorrei finire in tempo... Da quando ho smesso di fumare sto vivendo la realtà "diversamente", nel senso che alterno momenti in cui sono supersocial a momenti in cui mi viene da piangere senza un apparente motivo... Mi sento molto teso per gli esami che dovrò affrontare, per la scelta di una magistrale, per conciliare lavoro e studio, per una relazione "segreta", che non può essere svolta sotto gli occhi dei miei amici... Dunque in certi momenti mi sento davvero boh... Non sento l'esigenza di fumare, o per lo meno in modo psicotico... Per sento l'esigenza di fumare poiché riconosco che non fumando la mente viaggia, e mi fa stare giù in certi momenti... Che avrei potuto colmare fumando...
Volevo sapere dunque le vostre esperienze, come ne siete usciti, anche perché io non l'ho mai considerata come una droga... Però se il non fumare mi porta allo stremo, forse 1 canna ogni tanto non farebbe male.... Ah dimenticavo, praticamente ho smesso di colpo... Grazie a tutti per l'attenzione, proprio questo è uno di quei momenti un po' così...

Bella vita di merda

Salve a tutti, scommetto che avrete già letto una storia simile a questa, ma io vorrei chiedere consigli se li avete, se non li avete va bene lo stesso, scialli. Inizio col dire che a 16 anni ho iniziato a farmi di spinelli, e mi piaceva troppo, sono arrivato a fumarne 10 al giorno,tipo mi alzavo alle 2 di mattina per fumare . Lo facevo perché finalmente stavo in gruppo, avevo amici (si adesso voi penserete che fumavo per farmi vedere, anche questo è vero), ma sono stato bullizzato da sempre praticamente, mia madre mi pestava giorno e notte, e allora mi sono arreso alla droga. Poi mi sono fatto di md, ed è stata la mia disfatta, anche se devo dire che sono state le mie 5 ore più belle della mia vita. Avevo paranoie a non finire, ansia, paura delle altre persone, dormire era impossibile, voci, eccetera. Ma io non la smettevo di drogarmi an he se stavo male, tipo bere e fumarmi spinelli mi mettevano ancora più ansia, crisi mentale, tutto disconnesso. Ero entrato in un tunnel pazzesco, e per non finire mi sono fatto di cocaina, ma sono stato malissimo allora non mi sono fatto più di cocaina. Ma continuavo con i spinelli e a bere. Un giorno mi sono talmente disfatto che stavo per morire, non vi racconto cosa è successo perche fa veramente schifo.Ho anche iniziato a tagliarmi e mi piaceva un casino. Poi ho conosciuto una ragazza che mi ha fatto uscire dal giro, e devo ringraziare mio fratello perché era una sua amica, non riusciva a vedermi in quello stato. Allora ho conosciuto uno psichiatra che mi finalmente mi ha fatto uscire dal tunnel, dandomi olanzapina teva 10mg 2 al giorno, e ho iniziato a stare meglio, anzi di meglio. Poi ho trovato lavoro lontano da casa, e sono stato bene, ho lavorato per una stagione come cameriere, ho guadagnato bene e poi sono tornato a casa, e mi sentivo più o meno come una volta,senza pensieri, senza paranoie, voci. Ma la nostalgia mi ha fatto ritornare dal mio vecchio amico e mi sono rifatto di spinelli, un'altro errore. E adesso che ho 20 anni, sono con le paranoie, voci, paura di tutto. Ho smesso di incontrare gente drogata, non mi drogo da un anno ma sono senza emozioni, ogni pillola che mi danno non fanno effetto forse perche per 3 volte ho cercato di suicidarmi con le pillole. Vorrei andare in comunità ma i miei non hanno abbastanza soldi per mandarmi, vorrei andarci perché sono diventato agorofobico e ovviamente per stare meglio. Proprio adesso sono fuori di casa e penso che dormirò fuori perché non riesco a stare a casa. Cosa mi consigliate di fare?

Si non scrivo bene, sono sempre stata una frana in grammatica.

Mixangelocustode

Ciao,mi chiamo x e ho 17 anni.
Ultimamente sto avendo un percorso al sert per il motivo di aver abusato di sostanze stupefacenti diverse gli ultimi mesi.
Ho fatto uso di marijuana e fumo per circa un anno o poco più,e l'anno del 2018/19 è stato il disastro totale cambiando il corso di formazione da barman che non potevo più andare a meccanico ho ritrovato 4 ragazzi che fanno l'uso della cocaina e anche delle pastiche,in particolare uno che secondo lui non ha la dipendenza ma la realtà è diversa.
Ho provato con tanta ansia ma non paura la cocaina e mi sentivo diverso però sempre spento,ne volevo sempre di più e stavo andando fuori strada .
Sto in casa famiglia e le regole sono ben chiare e precise, ho rischiato di essere mandato in Trentino (montagna) perché l'ambiente dove sto e piuttosto pericolo per me .
Ho conosciuto i psicofarmaci (cipralex) in cui il massimo giornaliero che potresti fare e 20 mg (milligrammi).
Ho abusato per una settimana intera prima 10 poi molto velocemente 20 ad arrivare a 30 milligrammi al giorno .
Il mio mix è stato diciamo "pericolosissimo" per il motivo in cui potevo avere un attacco cardiaco.
Coca,erba+fumo,psicofarmaci,in più i antibiotici che facevo per motivi di salute .
Perciò con le difese umanitarie così base e con questo mix ho cominciato di avere le paranoie .
Circa 3/4 canne al giorno e 2 massimo 3 righe al giorno di cocaina .
Mi sono sentito il mondo addosso,e ho deciso di consultarmi con gli operatori della struttura ,mi hanno aiutato un sacco e ora sono 1 mese che sono chiuso in casa e 2 settimane per 1 volta a settimana al sert.
Soffro ogni giorno la sofferenza di stare chiuso in casa ma la protezione è l'unica carta che ho.
La salute è molto importante eppure non ci pensavo neanche .
Al sert la psichiatra mi raccontò che in 15 anni delle sua vita non ha mai sentito un mix del genere e che pensa di parlare con una persona che doveva essere morto.
Mi sto ripulendo del tutto grazie alle persone in torno a me e grazie alla mia forza di volontà .
Sto meglio però sempre triste perché pur avendomi offerte cose che fanno male sono pur sempre i miei amici .
Cercherò di farli smettere almeno quelle persone che ragionano e non sono in dipendenza totale ma sempre in tempo a farlo.
Ringrazio di nuovo il sert che mi ha ospitato e aiutato tantissimo e auguro a tutti di smettere perché la salute e la vita è una,ho capito che non devo essere il vizio di una droga oppure di una cosa che in realtà non ho bisogno
Buona giornata a tutti,e credetemi che è meglio essere lucidi,pregate tanto e usate tutte le vostre forze ❤️

Sì, le sigarette elettroniche aiutano a smettere di fumare

 

 Negli Usa 350 mila persone in più hanno rinunciato al tabacco da quando esiste il vaping

 Utili, inutili, dannose. Sulle sigarette elettroniche si è detto tutto e il contrario di tutto, e la comunità scientifica si è divisa tra sostenitori, scettici e contrari. L’ultimo verdetto spezza una lancia a favore del vaping: aiutano effettivamente a smettere di fumare. Lo studio pubblicato sul British Medical Journal più che una difesa delle e-cigarettes, sembra la celebrazione di un successo inaspettato.  

Pubblicato su Health Desk http://www.healthdesk.it/prevenzione/s-sigarette-elettroniche-aiutano-smettere-fumare

Un gruppo di ricercatori guidati da Shu-Hong Zhu della University of California ha analizzato l’impatto del vapore sulle abitudini della popolazione americana, cercando di capire quanti fumatori hanno rinunciato al tabacco da quando sono in circolazione le sigarette elettroniche. 

Gli scienziati hanno raccolto i dati di cinque indagini condotte tra il 2001 e il 2015. Dalla più recente hanno individuato il numero degli habitué del vaping e il numero degli ex fumatori, ossia di chi era rimasto senza sigarette per i 12 mesi precedenti. I risultati di quest’ultima indagine sono stati poi confrontati con quelli delle altre quattro. 

Su 161 mila partecipanti al sondaggio del 2014-2015, 22 mila risultavano fumatori e più di 2 mila dichiaravano di avere smesso. Di  questi il 38 per cento dei fumatori e il 49 per cento di chi aveva smesso di recente aveva provato la sigaretta elettronica. 

Per chi sa interpretare i dati statistici, ciò vuol dire che chi è passato al vaping ha provato a smettere molto più di chi non è stato tentato dalle sigarette elettroniche (65% contro 40%). Inoltre, i consumatori di e-cigarettes avevano più probabilità di dire addio al fumo per almeno 3 mesi rispetto agli altri (8,2% contro 4,8%).

Nella popolazione generale il tasso di abbandono del fumo nel periodo 2014-2015 è stato il più alto dei quattro anni in cui si sono svolte le indagini. Rispetto al 2010-2011 la percentuale di ex fumatori è salita di circa il 5 per cento, con 350 mila persone in più che hanno rinunciato al tabacco nel 2014-2015. 

«Certamente anche altri interventi realizzati in contemporanea, come le campagne nazionali con messaggi evocativi sulle gravi conseguenze del tabacco sulla salute - scrivono i ricercatori - hanno giocato un ruolo nell’aumentare il tasso di abbandono del fumo. Ma questa analisi fornisce provi evidenti che le sigarette elettroniche hanno contribuito in modo determinante». 

I ricercatori dubitano infatti che le altre due misure adottate per limitare il fumo abbiano potuto da sole ottenere questi risultati. Si riferiscono all’aumentata tassazione del tabacco in vigore dal 2009 e alle campagne mediatiche contro le sigarette.

Le date più antiche dell'uso umano delle varie droghe.

Le date più antiche dell'uso umano delle varie droghe.

Sigaretta elettronica. Pericolo dipendenza nicotina per gli adolescenti

 

La sigaretta elettronica, promettente nell'aiutare i fumatori a rinunciare al tabacco, rischia di creare la dipendenza alla nicotina da parte degli adolescenti. Lo sostengono dei responsabili sanitari.
“Le sigarette elettroniche sono molto promettenti come strumento per aiutare i fumatori che non riescono a smettere di fumare”, ha dichiarato Wilson Compton, vice-direttore dell'Istituto Nazionale americano di abuso sulle droghe.
“Queste sigarette riproducono alcuni gesti dei fumatori, e questo potrebbe essere utile per smettere di fumare del tabacco”, ha spiegato durante una presentazione con altri responsabili sanitari, essenzialmente britannici, alla conferenza dell'American Association for the Advancement of Science (AAAS), riunita' a San Josè in California questa settimana.
La ricerca piu' recente condotta d un organismo indipendente, la Cochrane Colaboration, i cui risultai sono stati pubblicati lo scorso dicembre, sostiene che le sigarette elettroniche svolgono un ruolo importante per aiutare i fumatori a ridurre il loro consumo di tabacco o a smettere di fumare. La Cochrane ha condotto due studi su 662 fumatori, il 9% di essi ha smesso di fumare grossomodo nel giro di un anno, ma solo il 4% aveva ricevuto delle sigarette elettroniche placebo senza nicotina.
Tra i fumatori che non hanno smesso di fumare, il 36% di quelli a cui sono state date delle sigarette elettroniche ha ridotto il proprio consumo di tabacco della meta', rispetto al 28% di tutto il gruppo.
“Ci sono probabilmente dei benefici di sanita' pubblica con le sigarette elettroniche se le stesse sono uno strumento grazie al quale i fumatori non consumano piu' del tabacco”, ha sottolineato Roy Harrison, professore di Sanita' ambientale all'Universita' di Birmingham.
“E ci sono indicazioni che questo sia il caso”, ha aggiunto, sottolineando che “ci sono pochi dubbi sul fatto che le sigarette elettroniche siano meno nocive per i fumatori”.
Ma, ha sottolineato Harrison, “se degli adolescenti che non hanno mai fumato del tabacco si mettono ad usare le sigarette elettroniche, questo e' profondamente preoccupante perche' essi si espongono deliberatamente alla nicotina, una sostanza che provoca una potente dipendenza”.
Questa preoccupazione e' condivisa da Wilson Compton che in una recente indagine annuale in Usa, fatta su piu' di 40.000 liceali, ha rilevato che l'8,7% dei 14enni aveva fumato sigarette elettroniche durante il mese precedente. La percentuale si attesta tra il 16,2 e i 17,1 rispettivamente per i 16eni e 18enni. Nel contempo il 4% dei 14enni, il 7% dei 16enni e l 145 dei 18enni, avevano fumato delle sigarette.
“E' inquietante perche' questo potrebbe essere il solo e nuovo metodo di gustare la nicotina, aprendo la strada alla dipendenza e al tabagismo”.
La scorsa estate, un rapporto del Centro americano di controllo e prevenzione delle malattie (CDC), ha indicato che l'uso di sigarette elettroniche da parte dei giovani non fumatori, e' triplicato tra il 2001 e il 2013.
“Non solo la nicotina crea molta dipendenza, ma presso gli adolescenti questa puo' compromettere lo sviluppo del cervello”.
L'Agenzia americana del farmaco (FDA) ha proposto ad aprile 2014 di regolamentare le sigarette elettroniche essenzialmente proibendo la loro vendita ai minorenni e imponendo ai fabbricanti un'autorizzazione per l'immissione sul mercato.
Si tratta di un primo inquadramento regolamentare per queste sigarette in Usa, un mercato di circa due miliardi di dollari.
Per Deborah Arnott, alla guida della Action on Smoking and Health (ASH), un'organizzazione anti-tabacco britannica, “la nicotina puo' effettivamente essere nefasta per il cervello degli adolescenti e per questo e' preferibile che essi evitino le sigarette elettroniche”.
Ma, “se gli adolescenti vogliono veramente smettere di fumare, e' meglio che utilizzino delle sigarette elettroniche, molto meno pericolose e che creano meno dipendenza rispetto al tabacco”.
“Fino ad oggi, in Regno Unito e in Usa il tasso di tabagismo diminuisce piu' velocemente che non l'uso di sigarette elettroniche, e quindi non sarebbe il caso che queste ultime rappresentino uno stimolo a fumare del tabacco”.

(articolo di Jean-Louis Santini, pubblicato dall'Agenzia France Press – AFP del 14/02/2015)

Fumo, in arrivo la nuova stretta: verso divieto nei parchi e in spiaggia

Nelle intenzioni del ministero della Salute, sigarette proibite anche nei film o in serie tv nazionali e in auto se ci sono bambini. Lorenzin: "Troppi ragazzi cominciano a 11 anni, si è abbassata la guardia"

 ROMA - Niente sigarette nei parchi pubblici, negli stadi e nelle spiagge attrezzate, ma anche sulle macchine con bambini a bordo o nei film e serie tv nazionali, se vengono accese in un numero eccessivo di scene. Nei giorni del decennale della legge Sirchia, che ha rivoluzionato i costumi italiani vietando il fumo nei luoghi chiusi, si pensa a nuove restrizioni per ridurre il numero dei consumatori. "Si tratta di possibili iniziative, il cui successo in altri Paesi è documentato", sottolineano dal ministero alla Salute.

Beatrice Lorenzin conferma: "Sì, ci sarà una stretta ulteriore. Partiamo da film e auto con minori e poi studieremo eventuali nuove misure. È una materia da approfondire, su cui eventualmente aprire un confronto". Così in certi casi anche gli spazi all'aperto, come già avviene ad esempio negli Usa, potrebbero diventare off limits per chi vuole accendersi una sigaretta.

La lotta contro il fumo deve essere portata avanti costantemente, con campagne di sensibilizzazione ma anche con misure di legge da aggiornare. E dopo la norma di Girolamo Sirchia del 10 gennaio 2005, da tempo accettata e metabolizzata nel nostro Paese, ci sono state nuove restrizioni. Di recente, ad esempio, è stato posto il divieto di consumare le sigarette negli spazi esterni delle scuole e si è alzato fino a 18 anni il divieto di vendita di prodotti del tabacco.

L'Oms ha inoltre indicato una strategia che potrebbe essere adottata anche in Italia: quella di far scattare automaticamente un costante aumento dei prezzi delle sigarette. Infine deve essere recepita una direttiva europea approvata nell'aprile scorso in base alla quale, tra l'altro, sul 65% della superficie dei pacchetti dovranno essere introdotte immagini dissuasive.

"Il fumo uccide, dobbiamo essere tutti consapevoli di questo  -  spiega Lorenzin  -  Sono convinta che sia fondamentale agire sui giovani in via prioritaria per evitare che entrino nella spirale di questo vizio. L'Oms ha rilevato come si determini una oscillazione a favore dell'abitudine al fumo quando vengono meno le campagne di sensibilizzazione ". Il ministero avvierà una serie di iniziative di comunicazione rivolte ai giovani non solo contro il fumo ma anche contro alcol, droga e malattie sessualmente trasmissibili. "Le statistiche dicono che c'è stato un incremento importante tra i fumatori giovanissimi, in età 11-12 anni, e questo vuol dire che si è abbassato il livello di guardia e di consapevolezza ma anche di una stigmatizzazione del fumo ", ha spiegato il ministro.

In dieci anni di legge Sirchia, ritenuta utile dal 95% degli italiani e rispettata dal 90%, la prevalenza dei fumatori nel nostro Paese è diminuita, passando dal 23,8% al 19,5%. I dati sono dell'Istat. La vendita dei prodotti del tabacco, del resto, è scesa di circa il 25%. Solo nel 2% delle 35.800 ispezioni fatte dai carabinieri del Nas in vari tipi di locale in questi anni, sono state trovate persone che fumavano. Non che i numeri siano tutti buoni, anzi. L'Italia tra il 2007 e il 2013 è scesa dall'ottavo al quindicesimo posto nella classifica dei Paesi europei più impegnati nella lotta al tabagismo. Non certo un successo.

www.repubblica.it/salute/prevenzione/2015/01/11/news/fumo_in_arrivo_la_nuova_stretta_divieto_nei_parchi_e_in_spiaggia-104706795/

Sigarette porporate

 La clamorosa notizia delle "sigarette cardinalizie", apparsa su Repubblica del 9 ottobre (p.24), fa riflettere sulle contraddizioni di chi si accanisce contro i consumatori di droghe illecite, e in particolare di cannabis - comprese le demonizzazioni vaticane, notevolmente amplificate dalla popolarità di Bergoglio, il quale ripetutamente torna su questo argomento. Per chi non avesse visto il succitato articolo: tra i vari benefici di cui fruiscono cittadini sia vaticani, sia italiani dipendenti della Santa Sede (benzina scontata, &c) - benefici che tra l'altro servono come integrazione, a spese di quelli di noi che pagano le tasse, dei salari vaticani spesso piuttosto bassotti - spiccano i 500 (diconsi cinquecento) pacchetti di sigarette al mese cui hanno diritto i porporati: in parte a prezzo "normale", cioè già fortemente scontato date le esenzioni fiscali concordatarie mussoliniane e poi craxiane, in parte a prezzo ulteriormente ridotto. L'articolo avanza dubbi sulla destinazione di tali imponenti quantità di droga: quanta parte se ne va in regalini a parenti, amici, clientes? quanto invece passa a un elettronico "mercato grigio"? Ma questo dilemma, in verità, poco ci interessa; ci interessa piuttoso lo stridente contrasto - cautamente ignorato dai vari schieramenti sociali e politici, forse anche per evitare una impopolare critica a Bergoglio - tra il proibizionismo duro e puro nei riguardi delle droghe illecite e questa elargizione urbi et orbidi una droga al top della patogenicità. Tra l'altro, pur dopo alcune misure limitative introdotte a seguito di passati scandali, sono proseguite in diverse forme le manipolazioni operate dalle multinazionali del tabacco al fine di accrescere il già forte potenziale della nicotina di indurre dipendenza; un potenziale, secondo gli esperti, addirittura superiore a quelli dell'eroina, degli psicostimolanti e del crack. Insomma, stretta la foglia della cannabis, ma larga la manica per Nicotiana tabacum... 

L'iconoclasta.

Usa, il gigante del tabacco Reynolds vieta ai dipendenti di fumare in azienda

Chi lo avrebbe mai immaginato che una delle maggiori aziende produttrici di sigarette al mondo, la Reynolds (Camel), potesse disincentivare il consumo di fumo? Invece è così. La multinazionale si appresta a vietare il consumo di tabacco nei locali delle sue sedi

 NEW YORK - Vietato fumare. A partire dal primo gennaio 2015 una delle compagnie più grandi al mondo per la produzione e lavorazione del tabacco, la Reynolds American Inc. (proprietaria del marchio Camel), vieterà ai propri dipendenti di fumare all'interno dei locali dell'azienda. Non è detto che la decisione aiuterà i lavoratori tabagisti a finirla col brutto vizio, di sicuro non potranno dedicarci tempo nell'orario di lavoro: il divieto infatti riguarda gli uffici, le sale conferenza, ai corridoi e negli ascensori di tutti gli edifici dell'azienda e anche in tutte le fabbriche e nei locali mensa, ristoro e fitness.

Per adesso il gigante del tabacco chiuderà un occhio limitatamente ai corridoi e agli uffici privati, ma solamente fin quando non saranno messe a disposizione del personale stanze ad hoc in cui respirare il grigio fumo (le smoking-room, quegli anfratti attrezzati di aspiratori che si trovano in quasi tutti gli aeroporti del mondo). L'azienda prevede di disporre la consegna delle stanze del fumo entro fine 2015. Il divieto stranamente si limità ai prodotti con tabacco: i dipendenti potranno fare abuso di sigarette elettroniche, tabacco da sniffo e Eclipse - la sigaretta dal filtro in carbonio, prodotta dalla Reynolds, che rilascia sapore di tabacco una volta scaldato, ideata negli anni novanta e mai ampiamente commercializzata.

Portavoce Reynolds: "Una scela al passo coi tempi". "Crediamo che sia la cosa giusta da fare e nel momento adatto, perché rivedere la nostra politica del fumo andrà incontro alle esigenze dei non-fumatori, ma anche dei fumatori che lavorano o visitano i nostri locali - ha detto il portavoce David Howard, al giornale Usa-Today - ci stiamo semplicemente allineando alla realtà della nostra società". 

Una scelta (forse) dettata dal mercato. Ma dietro questa decisione in apparenza lodevole, può esserci un motivo meno nobile: c'è infatti chi collega la direttiva al rilancio di Eclipse e all'annuncio di fusione con la Lorillard - il marchio che produce sigarette elettroniche Blu, numero tre del settore al mondo -  fatto lo scorso luglio. Una volta finalizzata, l'operazione porterà il gruppo alla vetta del mercato del tabacco e del fumo americano, ma non a dominarlo. La Reynolds detiene attulamente il 25 percento dell'intero settore che, sommato al 15 della Lorillard, porta l'azienda a controllare il 35 percento del mercato. Nonostante l'enorme operazione, il controllo rimane nelle mani della Holding Altria, proprietaria del marchio Malboro, che ne detiene la metà esatta. Per aumentare la propria concorrenza, la Reynolds punta ad aumentare le attività nel settore, subentrando nella produzione di sigarette elettroniche e di sigari. 

Il tabagismo negli Usa interessa il 18% della popolazione. Dai dati forniti dallo stesso dirigente, il 20 percento dei 5.200 dipendenti dell'azienda è fumatore  - dato in linea con il tasso medio degli Stati Uniti, pari a circa il 18 percento. Anche la  Philip Morris Usa non consente il fumo nelle fabbriche e nei luoghi comuni come ascensori o corridoi. I dipendenti con uffici separati sono invece autorizzati a fumare, l'azienda da tempo ha attrezzato le sue sedi con smoking area.

SIGARETTE: QUANTO MI COSTATE IN €URO E IN SALUTE PERSA?

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La Redazione

 

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