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effetti delle sostanze

Domanda: effetti collaterali da fumo di cocaina

Risposta:

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La cocaina viene introdotta nell'organismo per varie vie. Ognuna ha le sue caratteristiche.
Forse la differenza principale è la velocità di assorbimento da parte dell’organismo, con conseguenze anche sull’effetto provocato dalla sostanza stessa.
Fumare cocaina costituisce quindi una via molto veloce, seconda solo, tra quelle comunemente usata, alla iniezione diretta attraverso una iniezione endovenosa.
Un prima risposta alla tua domanda è conseguente a questa premessa: gli effetti (sia primari che secondari) sono veloci ed intensi. Sono intensi quindi gli effetti cerebrali e quelli cardiovascolari.
La possibilità di danno conseguente all'intenso effetto cardiovascolare è più alta.
Ci riferiamo in particolare alle aritmie, gli infarti, le emorragie cerebrali, la necrosi di organi vitali causate dal mancato rifornimento di ossigeno. 
Anche le psicosi tossiche sono più probabili ed intense rispetto a quello provocate dall'assunzione, ad esempio, attraverso la via nasale.
Inoltre ci possono essere danni alle vie respiratorie  dovuti all'effetto infiammatorio dei fumi aspirati.

 

Domanda: A quale dosaggio è opportuno sospendere il Subutex (Buprenorfina) senza avvertire alcun sintomo di astinenza?

Salve, volevo porVi un quesito. Ho fatto uso per vari anni (7/8 non ricordo) di eroina sniffandola. Da circa quattro anni sono in cura in un SERT, dove mi somministrano il Subutex, e da quel momento, NON ho mai più utilizzato alcuno stupefacente. Sono quindi (forse) uno dei pochi che dal momento che ha iniziato a curarsi, ha seguito completamente il suo percorso di riabilitazione (cosa provata in quanto le analisi delle urine effettuate nel corso degli anni hanno dato sempre esito negativo). Devo dire che i quantitativi di Subutex che mi hanno somministrato nel corso degli anni, non sono mai stati elevati, ho iniziato con 4 mg, forse anche per il fatto che non avevo accumulato una tolleranza eccessiva con lo stupefacente (eroina). Su mia richiesta e insistenza, lo scalaggio nel corso dei 4 anni è stato molto lento, tanto che da circa quattro mesi, prendo solo un milligrammo di Subutex. Secondo i dottori che mi hanno in cura, potrei tranquillamente sospendere la cura (loro dicono che già a 2 mg si può scalare a zero), ma io ho paura della eventuale sindrome astinenziale... pertanto ho insistito per una ulteriore riduzione del dosaggio del farmaco : solo 0,5 mg. Mi hanno detto che è impossibile scalare oltre, pertanto quando voglio potrò sospendere la terapia... solo che io ho paura dei sintomi astinenziali. I dottori però mi assicurano che NON AVRO' ALCUNA ASTINENZA, in quanto prendere 0,5 mg di buprenorfina è come prenderne ZERO! Chi ha ragione? Grazie per la risposta. Guglielmo.

Risposta:

Normal 0 14 La soglia del dolore e quindi anche la possibilità di sopportare, più o meno facilmente, dei sintomi da astinenza è molto variabile da persona a persona e anche in base al momento ed alla motivazione. Normalmente passare da 1 mg di buprenorfina a 0 non crea particolari disturbi, ma la nostra esperienza ci ha insegnato che non è sempre così: per alcune persone non c’è alcun problema, altri invece accusano dei sintomi d’astinenza moderati. Possiamo darti dei suggerimenti: è possibile passare da 1 mg al giorno a 1 mg ogni due giorni per un certo tempo e poi passare a 0. Un’altra cosa utile è fare l’interruzione del farmaco in un momento favorevole: ad esempio all’inizio di una vacanza: in genere sintomi non intensi si superano più facilmente se si sta trascorrendo un periodo piacevole in cui le distrazioni sono più forti che in un periodo normale della vita. Il fatto che tu non abbia mai usato eroina da tanto tempo, poi, è un elemento molto positivo che dovrebbe far sì che i possibili sintomi siano veramente leggeri. Un’ altra possibilità è quella di accompagnare la sospensione della terapia con dei farmaci sintomatici per alcuni giorni.

 

Domanda: ho il morbo di gilbert..è vero ke non posso bere?l'alcol cosa provoca in questo caso?

Risposta:

In una persona affetta da sindrome di Gilbert la comparsa di episodi di ittero è dovuta a vari fattori. Tra questi fattori c'è anche l'assunzione di alcool. Per il resto l'assunzione di piccole quantità di alcool (l'OMS raccomanda di non superare 1-2 bicchieri al giorno in un uomo di età adulta) non crea particolari problemi. E' consigliabile comunque controllare lo stato del fegato con gli specifici esami ematici e strumentali.

Domanda: varie domande

dovrei fare a breve un esame tossicologico per scoprire se faccio uso di thc, a quale esame è più probabile che io venga sottoposta considerando che è una pura curiosità dei miei genitori? per quanto tempo ci saranno tracce di questa sostanza nel mio corpo, considerando che ne faccio uso quotidiano da tutto l'anno? in caso mi facessero l'esame delle urine è possibile farlo fare ad un'altra persona?

Risposta:

Gli esami per la rilevazione della presenza di THC nell'organismo, normalmente vengono effettuati o tramite un prelievo urinario o tramite analisi del capello.

Nelle urine si ricercano i "metaboliti" cioè le sostanze che vengono prodotte dal metabolismo delle sostanze. Ogni esame quindi può variare in base a diversi fattori: metabolismo, tolleranza, frequenza di utilizzo, quantità di sostanza assunta, percentuale di "purezza" della sostanza stessa nonchè il tempo di utilizzo. Normalmente la permanenza nell’organismo del thc è piuttosto lunga: circa un mese.
Con il test del capello si possono evidenziare tracce delle seguenti sostanze illegali ingerite fino a 90 giorni prima: marijuana, cocaina (incluso crack), oppiacei (inclusa eroina, morfina e codeina), anfetamine e MDMA.
Questo test consiste nell'analizzare una ciocca di capelli, polverizzata e sciolta in solventi, attraverso la Gas Cromatografia/Spettrometria di Massa. Con capelli o i peli lunghi 10 cm si può controllare il consumo di droga dei passati 20 mesi. Il test si può effettuare su un campione di capelli o di altri peli del corpo.
Non comprendiamo l’ultima tua richiesta. Se intendi l’utilizzo di urine che non siano le tue, ognuno è libero di comportarsi come crede.
Sottolineiamo soltanto che non è nostra abitudine offrire consigli su come aggirare controlli o sospensioni di qualsiasi tipo.

 

Domanda: psicofarmaci

dovrei fare un esame delle urine,vorrei sapere, facendo uso saltuario di antidepressivi (xanax ed en)per quanti giorni ne rimane tracce nelle urine ed in quale quantità. Grazie

Risposta:

I farmaci da te citati non sono degli antidepressivi ma degli ansiolitici del gruppo delle benzodiazepine.I loro metaboliti sono rilevabili (non sempre) nei campioni urinari per circa una settimana. Non sappiamo il motivo per cui devi fare l'esame delle urine. Ma se si tratta di un esame collegato alla patente di guida o all'accertamento di non tossicodipendenza per i lavoratori che assolvono mansioni a rischio, è molto probabile che venga fatta la ricerca di tali sostanze.

Domanda: buongiorno a tutti

buongiorno a tutti volevo avere informazioni riguardo gli esami delle urine sul posto di lavoro. io ho fumato hashish per 5,6 anni praticamente tutti i giorni e adesso ho smesso di fumare da20 giorni volevo sapere se potrei risultare positivo ai test e se solo toccando pezzetti di hashis senza fumarlo puo' risultare nelle urine. spero che qualcuno sappia darmi una risposta...

Risposta:

La permanenza nell’organismo del thc è piuttosto lunga: circa un mese.
Naturalmente la durata è più o meno lunga anche in relazione alla quantità di sostanza usata.
Se una persona ha fatto un uso continuativo per diverso tempo, anche più di un mese dopo è possibile che la sostanza sia ancora presente nel controllo tossicologico effettuato sull’urina.
Se si è trattato di un uso singolo invece il tempo di eliminazione è più breve.
Per quanto riguarda la “manipolazione” della sostanza a cui ti riferisci, ci sembra altamente improbabile che il “materiale” depositato sulle dita, possa influenzare il risultato del controllo urinario.

Domanda: Eroina e apparato riproduttore femminile

Salve, volevo sapere quanto l'eroina può influire sull'apparato riproduttore femminile. Perchè è spesso causa di amenorrea? Può causare cisti, danni alle ovaie o addirittura sterilità? E una tossicodipendente incinta apporterebbe danni al feto anche se smettesse da subito? grazie per la risposta.

Risposta:

L'eroina come tutti gli oppiacei naturali o sintetici influisce sul quel meccanismo delicatissimo che è il ciclo ormonale femminile rappresentato da un raffinato equlibrio di numerosi ormoni.

Alcuni recenti studi indicano che le alterazioni avvengono in particolare a livello dell'ipotalamo cioè della "centralina" presente nel cervello che presiede al controllo di questi ormoni. La causa dell' amenorrea è quindi spesso una scarsa o assente ovulazione.
Si tratta perlopiù di alterazioni reversibili nel senso che non apportano danni permanenti all'apparato, tanto che un recente studio ha visto che nelle terapie con metadone  in molti casi si ripristina il ciclo normale. A maggior ragione questo avviene quando si cessa l'assunzione agli oppiacei.
Quindi la sterilità, legata al fatto che può non esserci ovulazione, è provvisoria e reversibile.
Ci teniamo però a ricordare che l'uso di eroina o di altre droghe o di alcol talvolta si accompagna a comportamenti sessuali a rischio cioè non protetti. In quel caso allora i rischi per infezioni sessuali sono possibili e ci riferiamo sia all'HIV che ad alcuni  germi quali Chlamidia, Trichomonas, Papilloma che se non curati e quindi cronicizzati possono provocare danni organici all'apparato riproduttore (tube, ovaio, e cervice uterina) che possono essere irreversibili.
Per quanto riguarda la gravidanza, domanda importantissima, è da tenere bene a mente che la donna incinta non deve subire nessuna crisi astinenziale. I tentativi di detossicazione fai da te sono molto pericolosi in quanto possono provocare danni seri al feto, fino all'aborto spontaneo. E' dunque necessario che la donna quando scopre di essere incinta si rivolga subito al Sert per poter sospendere l'eroina tramite un trattamento sostitutivo che verrà valutatato dal medico del Sert per ottenere la migliore protezione del feto. 

 

Domanda: naso da coca

salve...io da qualche anno faccio uso di cocaina,quasi tutti i giorni...vorrei sapere se il mio naso è danneggiato irrimediabilmente...quali sono i sintomi principali di un naso "distrutto"...da circa un mese ho una piccola escoriazione appena all'inizio della narice,senza fuori uscita di sangue...se smetto di sniffare potrà tornare come prima?poi l'altra sera (premetto che quel giorno non ho fatto uso)ho avuto dei fortissimi dolori al petto!!!potrebbe essere stato una specie d'infarto???? aspetto una vostra risposta al più presto!!!grazie

Risposta:

I danni provocati dalla cocaina al naso sono conseguenti al suo forte potere di provocare vasocostrizione. La vasocostrizione provoca una riduzione dell’apporto di ossigeno ai tessuti organici. A lungo andare la mancanza di ossigeno provoca la necrosi (morte) dei tessuti interessati. Questo è il meccanismo che provoca danni agli organi vitali (cuore, cervello, reni, fegato….) nel caso dell’overdose da cocaina.

Gli organi vitali usufruiscono di un meccanismo di protezione rispetto a quelli non vitali. La mucosa nasale non usufruisce di meccanismi protettivi ed inoltre si trova a contatto (quando la cocaina viene introdotta attraverso la via nasale) con alte dosi della sostanza. Il danno tipico è la perforazione del setto nasale. Ma possono comparire anche danni come quelli che accusi tu. Non è possibile dire se si tratta di danni irreversibili o reversibili. I consigli (diremmo ovvii) che possiamo darti sono:

  • sospensione dell’uso di cocaina

  • una visita da parte di un medico otorinolaringoiatra.

Per quanto riguarda i dolori al petto non è ovviamente possibile in questo contesto fare una diagnosi.

Le cose che possiamo dirti sono queste:

  • i dolori al petto in ogni caso sono sospetti ed è meglio farsi visitare urgentemente da un medico che possa fare una diagnosi precisa anche con l’utilizzo di esami strumentali e di laboratorio

  • la cocaina ha effetti sul sistema cardiovascolare che rendono più probabile dei danni alla circolazione coronarica fino all’infarto nelle persone che ne fanno uso rispetto a quello che non ne fanno uso.

Anche per questa cosa i consigli non possono essere che quello di sospendere immediatamente l’uso della cocaina e di farti fare al più presto una visita da un cardiologo, anche se i dolori non dovessero ricomparire.

In questo caso ricorda che la cosa può essere anche molto grave (molto di più di un danno al naso).

 

Domanda: volevo sapere se nelle urine o nel sangue si trovano tracce di ecstasy e per qnt

Risposta:

Indicativamente possono rimanere tracce tra i 2 e i 4 giorni. Tieni presente che l'exstasy può contenere MDMA in diverse percentuali e associazioni. Per questo motivo il test a volte risulta poco affidabile.

Domanda: Che effetti ha il San Pedro peruviano? e che bisogna fare affinche usufrusca dei suoi effetti?

Risposta:

Nel mondo vegetale esistono centinaia di tipi di droghe naturali studiate dall’etnobotanica, contenute in fiori, radici, muffe, polline, funghi, alberi, ecc.., che l’uomo usa da migliaia di anni.
Nelle culture tradizionali  di tutto il mondo, le droghe naturali si utilizzano per scopi specifici (Spirituale-religioso, Terapeutico, Esorcistico, Magico divinatorio, Bellico, Iniziatico, ecc..), ogni sostanza viene assunta per e in circostanze particolari: l’uso di droghe è sottoposto a regole rigide e precise.

Tutto ciò è stato favorito da una conoscenza millenaria delle sostanze.
Il concetto di droga è infatti fortemente condizionato dalla cultura d’appartenenza di una società, dal luogo e dai suoi abitanti.
Queste sostanze suscitano fascino,  interesse e curiosità. Bisogna capire bene che tipo di aspettative abbiamo rispetto all’esperienza ricercata in quanto l’approccio “occidentale” all’uso di queste droghe è generalmente molto diverso dal quello del mondo “tradizionale”.
Il cactus del San Pedro (Trichocereus pachanoi) è un cactus colonnare alto alcuni metri, dalle potenti proprietà allucinogene ed è da tempo utilizzato dalle popolazioni che vivono sulle Ande. Il principio attivo più importante è la mescalina.
Il San Pedro è una tra le più antiche droghe sacramentali:  “Ciò che agisce sulla mente è sacro”. In generale, le forme di follia nel mondo tradizionale sono sempre state considerate come possessione divina, in particolare se si manifestano dopo l’assunzione di droghe sacre.
Le droghe sacramentali sono cibo degli dei in quanto essi si nutrono delle stesse sostanze nell’aldilà. Tramite lo stato modificato di coscienza lo sciamano, l’iniziato, sperimenta un’esperienza di carattere religioso.
Dal sito: http://www.samorini.it/archeo/archeo.html
La documentazione archeologica ha dimostrato che il rapporto di questo cactus con l'uomo è antico di almeno 3000 anni.
Il reperto più antico riguarda un bassorilievo del Vecchio Tempio dell'antica città di Chavín de Huantar, sede della omonima Cultura di Chavín che prosperò nelle Ande peruviane fra il 1400 d.C. e il 400 d.C. Nel bassorilievo è rappresentato un essere mitologico antropomorfo con caratteristiche aquiline, feline e serpentine, che tiene in mano un cactus di San Pedro formato da quattro coste. Presso i curandero che usano attualmente il San Pedro v'è la credenza che il cactus con quattro coste, molto raro in natura, sia il più potente e visionario (Polia, 1988).
Fra i Moche è stato identificato un culto religioso rivolto a una chiocciola che vive sul San Pedro e la cui carne diventa psicoattiva per l'uomo.
In questi ultimi decenni nel nord del Perù si sono verificati casi di esperienze psichedeliche accidentali causate dal consumo come prodotto culinario di chiocciole del genere Scutalus. Questi molluschi di terra prediligono come dimora e fonte di cibo il cactus allucinogeno del San Pedro (Trichocereus pachanoi), e vi si ammassano a migliaia. Cibandosi del San Pedro la loro carne diventa psicoattiva per l'accumulo di mescalina.
I peruviani della zona sono soliti raccogliere questi piccoli molluschi e, previo spurgo che elimina l'alcaloide dalla carne, li consumano. Nei casi in cui non si proceda a spurgo del mollusco o di abbondanti "scorpacciate", possono presentarsi gli effetti allucinogeni tipici della mescalina.
Questo dato ha permesso di chiarire un enigma dell'iconografia dell'arte Moche (popolazione pre-incaica della costa del Perù, 100 a.C. - 700 d.C.) che riguarda la presenza di chiocciole in scene di carattere religioso e in cui è rappresentato anche il San Pedro.
I Moche avevano scoperto le proprietà allucinogene delle chiocciole del San Pedro, facendo rientrare questi molluschi nelle pratiche rituali e nelle simbologie religiose, fino al punto di divinizzarli. Il Dio-Scutalus è rappresentato in diverse pitture vascolari moche, ma la sua importanza rituale sembra originare da periodi precedenti.
Nell'arte rupestre di Samanga, regione montuosa della provincia di Ayabaca (Piura, Perù settentrionale), fra le immagini di arte rupestre preistoriche vi sono figure interpretate come immagini del San Pedro.

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