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Fuma canapa contro il dolore. Arrestato, si suicida
24 Luglio, 2008 - 16:50 da Anonimo
Lei era sdraiata sul sedile destro reclinabile della vecchia Fiat 126, lui per terra poco lontano dalla vettura, probabilmente nel tardivo tentativo di scampare alla morte che aveva scelto per sè e la compagna. È morta avvelenata dai fumi di scarico dell'auto, convogliati nell'abitacolo con un tubo nel chiuso di un garage di un casolare ottocentesco, una coppia di conviventi agli arresti domiciliari per detenzione di marijuana.
Giuseppe Mercuri, di 59 anni, un possidente terriero di Sannicola, e la sua convivente, la cittadina francese Sophie Chaffurin, di 43, erano stati arrestati lo scorso 13 luglio. I carabinieri della Compagnia di Gallipoli avevano trovato nella loro tenuta, in località "La Guardia", la partita di marijuana: una metà nascosta nel camino, il resto sepolto in giardino.
A nulla la difesa dell'uomo: la droga, che fumava sin da giovane, serviva per uso personale, per alleviare i dolori di una malattia incurabile.
Inevitabile l'arresto e il carcere di Lecce dove la coppia è stata rinchiusa per tre giorni. La detenzione è stata successivamente tramutata dal Gip negli arresti nella propria abitazione, dove i due si sono suicidati.
Sono stati i carabinieri a trovare i cadaveri sabato sera nel corso del quotidiano giro di controllo dei detenuti ai domiciliari. Nessuna traccia di violenza, nulla che possa far pensare a qualcosa di diverso da un duplice suicidio consenziente. I primi esami del medico legale, a quanto si è appreso, farebbero risalire al pomeriggio di ieri la morte. Sarà comunque l'autopsia - disposta dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce Giovanni Gagliotta - a confermare il decesso per avvelenamento da monossido di carbonio, e a datare con precisione l'ora della morte.
FUORILUOGO
24 Luglio, 2008 - 16:41 da AnonimoCioni il più conosciuto, Serra il candidato preferito
24 Luglio, 2008 - 10:28 da Anonimohttp://firenze.repubblica.it/dettaglio/Cioni-il-piu-conosciuto-Serra-il-...
La Ipsos ha consultato mille fiorentini. I numeri rivelano l´importanza del fattore sicurezza. A Veltroni non dispiace ma il pd locale è perplesso. Una quota rilevante di elettori deciderà sulla base della personalità dei candidati
di Simona Poli
Il più conosciuto resta Cioni, ma il "preferito" è l´ex prefetto Serra. Tra i papabili aspiranti sindaci del centrosinistra i mille fiorentini intervistati due settimane fa dall´istituto di sondaggi Ipsos per conto della segreteria nazionale del Partito democratico hanno indicato in maggioranza Achille Serra come «il candidato più gradito per la corsa a Palazzo Vecchio»: ha il 36,7 per cento contro il 31,2 di Graziano Cioni.
Così il nome di Serra torna ancora una volta alla ribalta e l´idea di una sua discesa in campo appare sempre meno vaga, nonostante le resistenze e le perplessità che sulla scelta di un uomo che si colloca fuori dai partiti sarebbero state mosse da più parti a Walter Veltroni, al momento il più grande sponsor dell´ipotesi di Serra candidato a Firenze.
Alle elezioni amministrative mancano almeno nove mesi e i sondaggi in questa fase valgono più come segnali di umori che come indicazioni di voto vere e proprie. E se Serra attualmente risulta il più apprezzato all´interno di una rosa ristretta a sette proposte - oltre a lui e Cioni ci sono Matteo Renzi, Lapo Pistelli e Daniela Lastri per il Pd e per il Pdl Paolo Bonaiuti e Gabriele Toccafondi - è anche vero che il suo gradimento non svetta altissimo sopra quello di altri.
Quando la domanda diventa più specifica e al campione viene chiesto quali tra questi nomi «preferirebbe come sindaco» il distacco si riduce: Serra ha il 15,4, Cioni il 10,8 seguito a ruota da Lastri col 10,2 e gli altri sono numeri a una sola cifra. Ma la percentuale decisamente più alta è quella dei "non so", ben il 33,1 per cento, senza contare che il 6,3 pronuncia un secco "nessuno di questi". Di sicuro, però, Serra è in cima sia alla classifica del gradimento che a quella delle "persone di cui ci si può fidare" col 18 per cento (ma Cioni lo insegue col 16,2) mentre l´assessore sceriffo trionfa con un 82,2 per cento nella gara della notorietà (Serra è al 67,3 Bonaiuti al 57, Pistelli al 48 e Renzi al 46,5) e vince col 34,1 anche nella domanda su "chi conosce meglio i problemi della città" dove Serra ottiene appena il 10,7 e i "non so" rappresentano il 27,4.
Al primo posto tra le questioni "gravi e urgenti" da risolvere i fiorentini intervistati mettono "traffico e viabilità" (tra questi il 46,9 sono elettori del Pd e il 36,9 del Pdl) e "criminalità e sicurezza" (tra questi il 16,7 vota Pd e il 29,3 il Pdl), mentre a livello nazionale in testa alle preoccupazioni ci sono occupazione e lavoro, potere d´acquisto, economia e sviluppo. Il sondaggio commissionato dal Pd romano indaga anche i gusti dell´elettorato in fatto di alleanze: agli elettori del Pd piace in maggioranza l´accordo «con forze moderate del centrosinistra ma senza Prc, Pdci e Verdi mentre a quelli del Pdl si dividono a metà tra l´attuale alleanza e quella che includeva anche l´Udc.
Pochi dubbi su chi vincerà a Firenze nella primavera del 2009: secondo il 54,5 del campione diventerà sindaco il candidato del centrosinistra e il 45,3 dichiara che lo voterà. Ma è alta anche la percentuale degli incerti (7,4) e di quelli che decideranno in base al nome del candidato, a prescindere dallo schieramento politico che rappresenta. La fetta da conquistare è il 13,7 per cento, un numero che potrebbe rivelarsi decisivo. Occhio dunque a non sbagliare la scommessa.
(23 luglio 2008)
Italia. Vietare i Rave Party? Una proposta di chi non e' mai stato giovane... alimentando il consumo pericoloso di droghe
23 Luglio, 2008 - 09:33 da AnonimoDopo la morte di una giovane ragazza per l'abuso di ecstasy e alcool durante un rave party a Venezia, sono diverse le voci che si sono sollevate chiedendo che questo tipo di raduni musicali siano vietati (1).
Per eccellenza, si distinguono quegli onorevoli che non sono mai stati giovani e, deputati fin dalla nascita con la casacca di chi sa il fatto proprio e quello di tutti gli altri, fanno di tutto per cercare di affermare i loro principi di morale, eticita', ubbidienza, sottomissione che –a loro avviso- forgerebbero la gioventu' in tempra, spirito, cultura e dovere. Oltre al sottosegretario Carlo Giovanardi, si distingue l'on. Luca Volonte': "Il Governo emani un decreto ...per evitare lo spaccio incontrollato di mix di droghe e la somministrazione senza ritegno di alcool durante le 'feste macabre' estive...".
Feste macabre? La liberta' di linguaggio e' fondamentale, soprattutto per coloro che non conoscono il significato delle parole: sembra quasi che il nostro onorevole non sia mai stato agli abituali riti che le diverse varianti del cattolicesimo celebrano in occasione della dipartita di un loro congiunto. Con un minimo di elasticita' cerebrale, valorizzerebbe "come da vocabolario della lingua italiana" il concetto e la pratica di macabro, scoprendo che ai rave party accade proprio il contrario... ma forse per comprenderlo bisognerebbe, per l'appunto, essere stati giovani e –magari- concepire lo sballo non necessariamente come qualcosa che ti ammazza, ma per divertirti.
Anche noi siamo preoccupati per la morte della ragazza a Venezia, cosi' siamo preoccupati per tutti coloro che muoiono durante la transumanza automobilistica estiva dalle citta' alle vacanze. Non ci viene pero' per niente l'idea di vietare quest'ultima, ma solo di cercare di regolamentarla con consigli, norme e maggiore vigilanza da parte delle autorita'. Nel caso delle droghe, invece, il consiglio, da parte delle autorita', e' sempre e solo uno: non consumatela e se lo fate, se "ti cucco" (o meglio "se voglio cuccarti") piu' o meno ti rovino la vita... dipende solo se in quel momento il Giovanardi o il Volonte' di turno ha bisogno di stimolare il consenso di pancia di chi l'ascolta distrattamente. E' evidente che se sulle droghe ci fosse quell'informazione che serenamente potrebbe essere data quando si ha a che fare con sostanze legali, il fenomeno abuso sarebbe piu' controllato e meno dannoso. Ma questa e' un'evidenza che per essere compresa abbisogna di serenita', razionalita', buon senso, cioe' tutto cio' che sembra assente in chi non e' mai stato giovane.
Vincenzo Donvito (http://droghe.aduc.it)
incredibile
20 Luglio, 2008 - 20:40 da AnonimoOggi il "Corriere della Sera", in merito alla ragazza "uccisa dall'ecstasy" (evento di per sé impossibile da un punto di vista farmacologico, quindi probabilmente bisognerebbe dire "uccisa da una congestione scatenata dall'ecstasy" oppure "uccisa dalla sostanza di taglio") citava come "oltre 500" i morti da droghe sintetiche, quando invece sono i morti totali (causati al 90% da eroina e al 7-8% da cocaina).
Come al solito i giornali si buttano sulla storia delle "droghe sintetiche" per fare notizia, facendo vera e propria disinformazione: si agita uno spauracchio che non esiste distogliendo l'attenzione dalle droghe che stanno invadendo il mercato (e uccidono davvero): eroina e cocaina. Semplice idiozia o disegno preciso?
Studio: la cannabis rallenta lo sviluppo dei tumori
20 Luglio, 2008 - 13:37 da AnonimoNON VI SEMBRA UNA NOTIZIA RILEVANTE? SILENZIO NEI MAGGIORI GIORNALI...
Farsi una canna come terapia contro il cancro: a Londra i ricercatori medici della St.George University sono arrivati alla conclusione che la cannabis e' in grado di rallentare sviluppo e riproduzione delle cellule tumorali. A loro avviso il THC, principale ingrediente della cannabis, puo' avere un effetto benefico su tutte le tipologie di tumore, ma specialmente per quello al polmone e al cervello, oltre alla leucemia: indebolirebbe le cellule tumorali, rendendo cosi' piu' efficace la chemioterapia.
Studi precedenti avevano dimostrato come le proprieta' delle cannabis potevano essere base per medicinali utili ai malati di cancro: come antidolorifico ma anche stimolanti dell'appetito e per la riduzione della nausea. Tuttavia all'annuncio dei risultati ai quali sono arrivati i ricercatori della St.George University e' seguito un ammonimento a proposito del fumo della droga, in quanto per ora l'unica versione 'sicura' della cannabis a uso terapeutico cura e' stata generata in laboratorio.
'Non sto in nessun modo incoraggiando la gente ad assumere cannabis, ci potrebbero essere piu' danni che vantaggi. Tuttavia questo studio dimostra come la sostanza sia una valida arma nella battaglia contro il cancro: per autorizzarne la somministrazione siamo abbastanza vicini, ma abbiamo bisogno di ulteriori riscontri. Credo che in due o tre anni si potra' utilizzare regolarmente', ha detto ai giornalisti il dottor Wai Man Liu, che ha partecipato alla ricerca.
La dottoressa Joanna Owens, del Centro ricerca sul Cancro del Regno Unito, ha affermato che studi simili vanno incoraggiati: 'Rendere le cellule tumorali piu' vulnerabili a vantaggio della chemioterapia o la radioterapia e' un'ottima idea, ma siamo soltanto agli inizi'.
Tour de France, ancora doping: cos'è l'EPO?
17 Luglio, 2008 - 10:58 da AnonimoIl seguente testo è tratto dal sito http://www.ucycling.com/
Il metodo cosiddetto dell’emotrasfusione e l’ormone eritropoietina rappresentano due fondamentali mezzi di doping ematico nella pratica dello sport, soprattutto nelle specialità di resistenza, laddove – cioè – è di fondamentale importanza il possesso di efficienti meccanismi di trasporto dell’ossigeno ai diversi distretti organismici e di cessione dello stesso ai tessuti impegnati nel lavoro. L’Eritropoietina (Epo) è un ormone prodotto in un soggetto adulto per il 90% dal rene e solo in piccoli quantitativi anche dal fegato che, invece, rappresenta la fonte principale durante la vita fetale. Svolge il fondamentale compito di stimolare la produzione e la crescita dei globuli tossi (o eritrociti o emazie). Questa funzione di stimolazione dell’eritropoiesi viene esercitata dall’eritropoietina nel midollo osseo, sul gruppo cellulare cosiddetto dell’eritrone.
effetti collaterali
L’eritropoietina ricombinante umana (rHuEPO) non è in grado di selezionare, all’interno dell’eritrone, le cellule più adatte per diventare eritrociti: tale incapacità di discernimento (risultante edell’apoptosi) comporta che tutte le cellule dell’eritrone, anche quelle imperfette, passino attraverso i previsti livelli di maturazione e diventino eritrociti. Secondo le segnalazioni provenienti dalla letteratura scientifica, ciò comporterebbe il rischio di sviluppare nel tempo addirittura malattie tumorali oltre che altre gravi patologie (eritroleucemia, policitemia vera, aplasia della serie rossa da formazione di anticorpi anti-EPO, leucemia mieloide acuta da aumentata concentrazione di EPO nel sangue, ecc).
tendenza alla trombofilia, indipendente dal valore di ematocrito: infatti, l’EPO ha la capacità di inibire fattori della coagulazione del sangue, come la proteina "S", motivo per il quale – anche con valori di ematocrito assai bassi – può verificarsi la formazione di trombi intravascolari, nei diversi distretti ed organi corporei (fegato, reni, polmoni, ecc.);
tendenza alla trombofilia, dipendente dal valore dell’ematocrito: infatti, l’emoconcentrazione, dovuta all’incremento della massa dei globuli rossi circolanti, può comportare la formazione di grumi e di coaguli sanguigni, all’interno sia delle cavità cardiache atriali e ventricolari sia dei vasi sanguigni, venosi ed arteriosi, dei diversi distretti ed organi corporei (fegato, reni, polmoni, ecc.);
emoconcentrazione, ovvero neutralizzazione del fenomeno della emodiluizione (cosiddetta pseudo-anemia dell’atleta di resistenza), che è fenomeno decisamente positivo, soprattutto perché responsabile sia di un miglior rendimento meccanico del cuore, sia della costituzione di una elevata riserva di liquidi da impiegare per la sudorazione;
potenziale incremento delle resistenze vascolari nelle zone profonde del cervello, con possibile instaurarazione di un invecchiamento precoce delle strutture, di anticipazione delle modificazioni degenerative età-dipendenti, di alterazione del ruolo fisiologico delle sostanze deputate alla trasmissione degli impulsi nervosi, di aumento delle azioni negative esercitate dai radicali liberi, ecc.);
ipertensione, conseguente sclerosi vascolare (nei diversi distretti ed organi corporei, come fegato, reni e polmoni) ed accresciuto rischio di infarto;
convulsioni;
encefalopatia ipertensiva;
leucoencefalopatia (con modificazioni della sostanza bianca cerebrale.
produzione di anticorpi anti-epo (anche quella umana) con conseguente necessitá di trasfusioni di sangue a vita
Alcuni dei danni connessi all’utilizzazione dell’EPO ricombinante umana, a scopo di doping, sono tipici anche della pratica dell’emotrasfusione. L’emotrasfusione comporta, da parte sua, altri rischi assai gravi:
emolisi, con massiccia distruzione di globuli rossi, dovuta soprattutto a sangue non compatibile e manifestantesi con la comparsa nel plasma e nelle urine di emoglobina, arrossamento del volto, dolori addominali, ecc.;
emosiderosi, ovvero aumento dei depositi di ferro nel fegato, nel pancreas, nel cuore e nelle ghiandole, con rischio di sviluppare una emocromatosi;
ipertermia, ovvero pericoloso incremento della temperatura corporea, in seguito a stimolazione del centro termoregolatore da parte di sostanze pirogene (prodotte da inquinanti batterici del sangue conservato), con conseguente inefficace processo di smaltimento del calore corporeo;
ittero emolitico, per passaggio dei pigmenti biliari, dal circolo sanguigno ai tessuti;
nefrite, ovvero insieme di lesioni reattive sia dei glomeruli renali sia delle microscopiche anse capillari che ne fanno parte, ipertensione arteriosa, alterazioni dell’urina (nel ritmo, nella quantità, nelle modalità di escrezione, nelle stesse caratteristiche chimico-fisiche);
reazioni allergiche a conservanti, a farmaci e ad altri additivi del sangue, con possibilità di reazioni umorali (febbre, orticaria, dolori agli arti, ingrossamento delle ghiandole linfatiche), alterazioni anche gravi di cute e mucose (eruzioni, fotodermatosi, edema dei tessuti, congiuntiviti, riniti, nefriti), depressione della funzionalità del midollo osseo (con comparsa di anemia, trombocitopenia, agranulocitosi, ecc.), epatite allergica;
shock emolitico, con cefalea, artralgie, lombalgia, vertigine, sudorazione, brividi, febbre, collasso cardiocircolatorio, ipotensione, perdita della coscienza, ecc.).
Sperimentazioni idoser
16 Luglio, 2008 - 09:21 da AnonimoTORINO
La nuova droga sonora funziona, e fa paura. «L’ho provata insieme ai miei specializzandi e l'effetto è stato immediato: mal di testa, sonnolenza, stordimento, formicolii. Abbiamo dovuto interrompere l'esperimento. Senza dubbio funziona». Donato Munno, psichiatra e professore di Psicologia clinica alla facoltà di Medicina di Torino, nonché autore del saggio «Nuove droghe e nuovi tossicomani», ha scaricato «iDoser» da internet, le ha provate e ha scoperto che il suo testo merita un aggiornamento.
Che la musica entri nell’animo lo diceva già Platone più di duemila anni fa. Ma che le onde sonore spacciate on line riproducano gli effetti di cocaina, extasy, eroina, Lsd e marijuana è roba da maniaci del computer del terzo millennio. Trecento anni dopo le sonate di Mozart che sedavano le crisi epilettiche, i cybernauti si sono inventati le iDoser: bastano un pc, una connessione a internet e un paio di cuffie e la dose è pronta da consumare «sdraiati nel letto e possibilmente al buio», raccomanda il principale sito-pusher.
A preoccupare è la dipendenza psichica: «Le droghe che creano carenza fisica sono in calo - spiega Munno - Oggi la tendenza è assumere sostanze che permettano una vita normale, come la cocaina. E le iDoser vanno in questa direzione: si ha “voglia”, non “bisogno”» di consumarle. Mi vengono in mente i riti ancestrali dove la musica ripetuta a una precisa cadenza porta in stati di trance e ipnosi. Oppure si pensi alla musicoterapica, dove il suono che riattiva onde cerebrali ha risvegliato persone dal coma», come è successo a Torino, all’ospedale delle Molinette, nel 2002.
Il sistema funziona sulla base dei cosiddetti «battiti binaurali», sperimentati sul cervello negli anni Settanta dal medico newyorchese Gerald Oster. Spiega il professor Ferdinando Rossi, ordinario di Neurologia a Torino: «Vengono applicate alle orecchie frequenze diverse tra loro: la differenza crea una stimolazione nel cervello, tanto più forte quando più intense sono le onde. Le frequenze cerebrali vanno da 1 a 4 hertz per il livello Delta, quello del sonno profondo, ai 30 dello stato vigile, che corrisponde alla frequenza Beta». Le iDoser vengono sparate in un orecchio a 500 hertz, nell’altro a 510. Sono i dieci della differenza a provocare lo «sballo».
Sono centinaia le pagine web dedicate alla nuova fusione, ancora più numeose le proposte. «Una dose - si legge su un sito - costa appena 3 euro, mentre un mp3 con Peyotl, cocaina, marijuana e oppio costano tra i 16 e 13 euro. Stessi prezzi per Lsd, extasi e morfina». Listini che la Guardia di Finanza conferma: «Il rischio - spiega il maresciallo Antonio Landi - è a lungo termine. Una volta scaricate da Internet sono riutilizzabili infinite volte. Senza contare che ne verranno prodotte altre e questo alimenterà un mercato che promette già centinaia di migliaia di clienti».
Oltreoceano c'è già chi si è inventato tournée in giro per il mondo a base di onde a bassa frequenza, che più che concerti sembrano ipnosi collettive: «Lavoravo in un locale dove stavano suonando i Sunn O))) - spiega Mema Trapani, ventisette anni, torinese - una band di Los Angeles. Avevo i tappi ma non sono serviti a nulla: ho iniziato a sentire le formiche nelle vene, mi si è appannata la vista, non stavo in piedi, tutto era al rallentatore. È stato angosciante. L'effetto è passato solo quando sono uscita dal locale».
In rete, giovani adepti di tutto ilmondo si scambiano entusiasmi sulla nuova droga quasi a costo zero: «Questa roba è super!» sottolinea James. «A me ha fatto effetto dalla quarta volta - ribatte Liu 92 - Ora sono quasi dipendente. Mi faccio tutti i giorni». «Io ho provato la cocaQH - aggiunge Zioser - ho iniziato a ridere senza senso». «La marijuana sonora è stupefacente - scrive Giacomo -. Prima di provarla ero ultrascettico, ma ho cambiato idea, ha gli effetti di una vera canna».
http://www.lastampa.it
Alcolpops, quelle bibite gassate che piacciono tanto alle quindicenni
11 Luglio, 2008 - 11:23 da AnonimoROMA - Servono a reclutare le nuove leve di un esercito che già di suo è fin troppo numeroso. E non è un caso che siano state inventate una decina di anni fa in Australia, Paese dove si comincia presto e l' alcolismo è il problema numero uno. Alcolpops, bevande gassate che si presentano come una limonata o giù di lì. Vanno servite ghiacciate, nascondono il gusto di alcol e invece hanno una gradazione fra i 4 e i 7 gradi. Più di una birra e non è una sorpresa: insieme alla frutta e alle bollicine dentro quelle bottiglie così trendy ci sono rum e vodka. Niente di male? Certo, se non fosse che Bacardi breezer e Campari mixx, tanto per fare due nomi fra i più conosciuti, sono la bibita preferita dai giovanissimi. Dodicenni e tredicenni, che a quell' età semplicemente non dovrebbero bere perché il loro organismo non è in grado di metabolizzare l' alcol. «Gusto dolce, pubblicità giusta - dice Emanuele Scafato, direttore dell' Osservatorio nazionale alcol dell' Istituto superiore di sanità - sono state pensate appositamente per coltivare i consumatori più giovani». Per avvicinare all' alcol chi non beve ancora. E magari, una volta fatta la bocca, con gli anni comincerà a salire di gradazione. Secondo una ricerca del National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism, istituto inglese, il pericolo della dipendenza è inversamente proporzionale all' età: chi inizia a bere sotto i 15 anni è quattro volte più a rischio di chi lo fa dopo i 21 anni. Dal punto di vista commerciale è stato un successone: il mercato cresce del 15/20 per cento l' anno, in tv uno spot tira l' altro, le sponsorizzazioni di concerti si moltiplicano, da Vasco Rossi in giù. Ma gli effetti sui piccoli bevitori? Le avvertenze ci sono. Campari mixx, addirittura, lo scrive anche nella sua home page: «Entra subito nel sito internet solo se hai compiuto l' età legale per il consumo di bevande alcoliche». Ma i ready to drink, altro nome per gli addetti ai lavori, vanno forte proprio tra i più piccoli. Considerando solo la classe d' età fra i 14 e i 16 anni i dati dell' Osservatorio nazionale alcol ci dicono che i consumi di birra e vino sono sostanzialmente stabili. Nel 2003, rispetto al 1998, i consumi di superalcolici sono cresciuti del 24,4 per cento, quelli di alcolpops addirittura del 46,1 per cento. In una serata in discoteca rappresentano la metà di quello che c' è nei bicchieri degli under 15. Qualcosa in più per le ragazzine, quasi fossero l' evoluzione di quelli che un tempo si chiamavano vini da signora. Nell' ultimo anno scolastico il dipartimento dipendenze del Friuli Venezia Giulia ha distribuito un questionario sulle bevande alcoliche tra gli studenti delle scuole medie e superiori: Bacardi breezer e Campari Mixx erano quelle preferite dalle ragazzine, tre volte in più rispetto ai loro compagni. Oltre all' effetto reclutamento c' è un altro pericolo: «Intorno ai 14-15 anni - dice ancora il direttore dell' Osservatorio alcol - sono lo strumento preferito per il binge drinking, il bere al solo scopo di ubriacarsi». Quel gusto fresco inganna, come un vino bianco fresco per gli adulti: ci si ubriaca quasi senza accorgersene. Cinque o sei bottiglie di fila nel giro di un' ora e il gioco è fatto (insieme al danno). La sbornia consapevole è più diffusa nel Nord Est. Non è forse un caso se tra le regioni dove gli alcolpops si vendono meglio sono Veneto e Friuli Venezia
Giulia.
Salvia Lorenzo
(3 luglio 2008) - Corriere della Sera
Cassazione assolve il megaspinello rasta
11 Luglio, 2008 - 08:48 da AnonimoROMA — I seguaci della religione rasta utilizzano «la marijuana non solo come erba medicinale, ma anche come erba medicativa. E, come tale, possibile apportatrice dello stato psicofisico teso alla contemplazione nella preghiera». È il passaggio principale della motivazione della sentenza con cui la sesta sezione penale della Cassazione ha annullato la condanna a un anno e quattro mesi di carcere per illecita detenzione a fini di spaccio inflitta a Giuseppe Guaglione nel dicembre del 2004.
L'uomo, sorpreso dai carabinieri con poco meno di un etto di marijuana (da cui si potevano ricavare 70 spinelli) mentre dormiva in macchina su una piazzola di sosta, si era rivolto alla Suprema Corte sostenendo che i giudici di secondo grado non avevano tenuto conto del fatto che lui, un adepto rasta, fuma l'erba in base ai precetti della sua religione di origine ebraica, che ne consentono l'uso quotidiano anche di 10 grammi al giorno. E gli Ermellini gli hanno dato ragione: una decisione aspramente criticata dal centrodestra e dal Viminale. Nel provvedimento con cui la Corte d'Appello di Firenze è stata incaricata di riesaminare la vicenda, gli Ermellini hanno sottolineato come sia necessario essere comprensivi con i rasta trovati in possesso di quantitativi abbondanti di droga. Essi utilizzano la marijuana — hanno sostenuto al Palazzaccio — «nel ricordo e nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato "il re saggio", e da esso ne tragga la forza».
Ed è scattata la censura alla Corte d'Appello di Perugia: «Non sembra che i giudici abbiano operato una logica ricostruzione del fatto in relazione al comportamento dell'imputato (fu proprio Guaglione a consegnare spontaneamente ai carabinieri una busta contenente la marijuana non preconfezionata in dosi ma sfusa), precisando subito che il possesso dell'erba era da lui destinato ad uso esclusivamente personale, secondo la pratica suggerita dalla religione rasta di cui si era detto adepto». Secondo la Suprema Corte, dunque, non si doveva decidere solo sulla base del «semplicistico richiamo al dato ponderale della sostanza, trascurando di valutare le circostanze di tempo, luogo e modalità comportamentali dell'imputato». Alla fine di aprile c'era stata la sterzata della Cassazione dopo la linea morbida di altri verdetti: le sezioni unite avevano stabilito che coltivare in casa marijuana è reato. Ora questa nuova sentenza: Isabella Bertolini (Pdl) parla di «strabismo giuridico» degli Ermellini mentre il Dipartimento per le politiche antidroga del ministero dell'Interno osserva che la decisione «stravolge la normativa vigente, che vieta e sanziona penalmente qualsiasi cessione, a qualsiasi titolo, di qualsiasi quantitativo di qualsiasi sostanza stupefacente a terze persone».
Duro anche il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, per il quale «la sentenza è fuori del tempo. Qualcuno fermi i giudici che vivono fuori dalla realtà». E se per il presidente dei deputati della Lega Roberto Cota «la sentenza produce effetti aberranti», Francesco Piobbichi (responsabile Politiche sociali del Prc) sostiene che essa apre «scenari interessanti» e «fa piazza pulita della demagogia di una destra autoritaria». Provocatoriamente il deputato dell'Udc Luca Volontè dice che adesso i rasta potrebbero «essere utilizzati per spacciare» mentre don Andrea Gallo (fondatore della comunità di San Benedetto a Genova) approva la sentenza: «Non si può continuare a demonizzare una sostanza. C'è da rispettare un principio di autodeterminazione e ora la Suprema Corte ha capito che demonizzare una sostanza in quanto tale non è la strada giusta. Si deve colpire l'abuso, non l'uso».
Flavio Haver, http://www.corriere.it




