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Novità

LEGGETE

Ciao a tutti, volevo raccontare questa mia situazine e confrontarmi..
Da poco ho scoperto che mio padre usa eroina da quando sono nata, io ho 19 anni e per me questa notizia mi ha cambiato drasticamente la vita
Tanti segnali facevano trasparire una sua dipendenza ma mai a pensare che tuo padre potessere essere un tossicodipendente.
Mio padre l’assume da 20 anni credo quasi senza interruzioni e prende anche il metadone. Ora ha anche subito l’operazione della vavola animale al cuore... ragazzi io non so come fare non riesco a vederlo cosi
Purtroppo sono sola in questa lotta i suoi genitori sono vecchi e stanchi di lottare e emia madre l’ha lasciati proprio per questo 20 anni fa e nemmeno lei sa come comportarsi
Sono cosi amareggiata così triste per questo suo problema, vorrei tanto aiutarlo ma so benissimo che se non parte da lui la volontà di farsi aiutare non c’è niente da fare
Per un mesetto sembrava essersi ripreso ma adesso mostra di nuovo i segnali di una tossicodipendenza
non cerco soluzioni cerco solo un confronto magari da chi vive o ha vissuto queste esperienze di un familiare tossicodipendente e vorrei anche un confronto con degli assuntori per capire se davvero la sostanza viene avanti a tutto anche davanti alla propria figlia.. grazie

Cambiamenti caratteriali

Salve, è da un pò di tempo che noto un cambiamento drastico nella mia vita che non riesco a gestire. Prenetto che fumo da circa un’anno, ma da quasi tre mesi che sto abbondando, infatti prima non la prendevo mai a male anzi stavo bene ora invece quando fumo con i miei amici la prendo malissimo svengo, ho paranoie, sudo freddo e non parlo con nessuno sono impassibile. Ma tutto questo diciamo va via in poche ore, il fatto è che sto cambiando io come persona non so se sia a causa della cannabis o sia qualcosa di mio personale. Prima ero molto aperta con tutti ridevo sempre con i miei amici facevo la “scema” sapendo di non essere giudicata o altro, ora anche se non fumo sono sempre molto chiusa, sulle mie anche con i miei parenti é come se molte volte odiassi tutto quanto, e mi spaventa perchè prima di cominciare a fumare molto non ero cosí, ero me stessa. Ho fatto molte ricerche e ho scoperto che questi sono sintomi che avvengono dopo diverse assunzioni di cocaina, si iniza ad odiare tutti si vede tutto brutto, ma io non ho mai assunto cocaina ne altri tipi di droghe al di fuori della cannabis. Questa cosa del mio cambiamento la stanno notando sempre più persone, all’inizio credevo fosse solo con persone con cui avevo poca confidenza, ma ora me lo ripetono tutti ormai, i miei genitori, i miei amici più stretti e quelli che non vedo da tempo... dicendomi “ti vedo spenta oggi” oppure “sei sempre giù impassbile” o battutine del tipo “ridi un pò”, non ho problemi sociali anzi mai avuti, ultimamente non ho problemi a scuola solo un pò in famiglia ma ormai sono abituata già da anni... non riesco a capire cosa mi stia succedendo, vorrei tornare la vecchia me, forse sto cambiando sto maturando dato che ho solo 16 anni, ma se è questo che sarò in futuro ho davvero paura. Se qualcuno può darmi una mano magari dandomi consigli ne sarei felice.

Potevo fare di più per salvarlo dalla cocaina?

Buongiorno a tutti, scrivo per raccontare la mia tragica esperienza con il mondo della cocaina, mondo conosciuto “grazie” al mio ormai ex compagno...
Dopo aver scoperto più di un anno fa la dipendenza seria da cocaina (uso giornaliero) del mio compagno, avere cercato di aiutarlo portandolo al Ser.T. e dallo psicologo in un centro trattamento cocaina privato senza risultati (ha abbandonato dopo nemmeno un mese) aver creduto a mille promesse (ho smesso, smetto da solo quando voglio...) aver subito violenza psicologica (gelosia ossessiva completamente infondata...sia per un uomo immaginario che le amiche ed il lavoro) e fisica (spintoni, attacchi d’ira, urla ed umiliazioni davanti alle bimbe...)che non mi permetteva di fare una vita serena e tranquilla e in ultimo avermi lasciata senza un soldo (addirittura sono stata avvertita un mese fa dalla banca che stava per scadere la settima rata di mutuo insoluta a mia insaputa ovviamente) ho FINALMENTE trovato il coraggio di lasciarlo per sempre e mandarlo fuori di casa, infine confessare tutto ai miei genitori che per senso mio di vergogna non erano stati informati della mia terribile situazione. Abbiamo entrambi 40 anni ed una bimba di 3 che è il mio pensiero più grande...lui continua a chiedere di vederla ma nessuno si fida a lasciargliela nemmeno un minuto...c’e anche da dire che dieci giorni fa è sparito per 3 giorni e 3 notti dal mondo (lo cercavano tutti, io, gli amici il datore di lavoro...) ed è ricomparso dal nulla in condizioni pietose pretendendo che tutto fosse come prima anzi quasi stupito della nostra preoccupazione! Ora io mi chiedo come comportarmi soprattutto per salvaguardare nostra figlia che, naturalmente, sente la mancanza del padre ma il solo pensiero di affidargliela e di vederlo mi crea ansia....la mia famiglia per fortuna ci protegge ed è molto comprensiva con me anche perché lui cerca di manipolarmi facendomi sentire in colpa cercando di ribaltare la situazione e minimizzare tutti i problemi il che mi crea forte disagio ed ansia...come devo muovermi ora? Non voglio mai più essere manipolata da lui e sento il dovere morale di proteggere la mia piccola, che comunque soffre tanto per la sua mancanza e per questo mi sento in colpa. Quello che mi lascia allibita è che nemmeno la nascita della nostra bambina abbia influito positivamente sulla sua dipendenza, come è possibile? Eppure lui dice di amare sua figlia più di se stesso! E lei continua a chiedere del suo papà io non so più cosa risponderle e mi sento tremendamente sola in questa battaglia.
Grazie in anticipo a chi mi potrà dare un piccolo conforto, sono molto scoraggiata mi sento persa...

Ansia

Depersonalizzazione

Salve ho 17 anni e fumo hashish o marijuana da quando ne ho 14 praticamente ogni giorno ma nonostante ciò sono sempre stato un ragazzo intelligente , pieno di curiosità , di voglia di cambiare il mondo che mi circonda in qualsiasi modo mi sia possibile ; amo anche scrivere poesie ed ascoltare della buona musica che magari sappia trasmettermi delle emozioni poichè da tempo immemore vivo la mia vita a tratti , spesso seguendo quasi una seconda personalità che solo ora accetto o impulsi sessuali che nemmeno percepisco . Sono veramente stufo di vivere come fossi un'automa , di riconoscere i miei errori senza poterli cambiare anche se ciò dipende da me . Proprio per questo ho grandi problemi anche con i miei genitori e i coetanei , mi sento in colpa per non essere abbastanza empatico o risultare addirittura cattivo dimostrando freddezza assoluta in situazioni delicate . Mi piacerebbe confrontarmi o ricevere consigli pee uscire da questa merda . Grazie

Ansia

Mi sento confuso

Buongiorno a tutti,

come ho scritto nel titolo, mi sento confuso, smarrito.

È cominciato (o per meglio dire, è ricominciato) tutto da ieri pomeriggio.

Ieri pomeriggio, mi sono recato all'ambulatorio di un ospedale nella regione in cui attualmente risiedo per essere sottoposto ad una visita anestesiologica in vista di un delicato intervento chirurgico al quale dovrò essere sottoposto.

Ovviamente e giustamente, il medico anestesista, ha voluto sapere il nome ed i dosaggi di ogni farmaco da me assunti.

Sono stato parzialmente onesto, nel senso che gli ho detto del fatto che assumo ossicodone ed a quali dosaggi, per dolori veri e radiologicamente documentati.

Ciò che mi ha "fatto barcollare", psicologicamente parlando, è che non appena ha saputo del dosaggio di ossicodone da me assunto giornalmente, ovvero 160/240 mg al dì, mi ha letteralmente accusato di essere un tossicodipendente, dicendomi senza mezzi termini... "lei lo sa di essere un tossicodipendente, vero"?

Ovviamente, non sono stato lì a dire i casi miei, ovvero che sono stato sottoposto a mantenimento metadonico per anni, che ho scalato da solo, riuscendo a liberarmi dalla morsa del metadone nonché di quello specifico SerT, che sembrava la trasposizione reale di uno dei gironi infernali della Divina commedia.

Però,quella frase, apparentemente buttata lì, così, detta con quel tono che scrivendo non rende l'idea, dentro me, ha scavato e scavato ancora.

Ci ho pensato tutta la notte.

Se da una parte è vero che assumo ossicodone come antidolorifico, dall'altra, non passa giorno in cui non pensi di usare quella maledetta pillola verde da 80 mg in altro modo.

Forse, pensavo tra me e me, non ho mai smesso di avere la mentalità del tossicodipendente.

Soprattutto quando, sebbene occasionalmente, inietto morfina.

Se solo dovessi, per una ed una sola volta, frantumare quella pastiglia di ossicodone, ingerendola, so che starebbe una strada senza ritorno.

L'anestesista mi ha proposto di propria iniziativa di trattare i miei dolori con una terapia a base di metadone, ma:

primo, non sono sicuro del fatto che il metadone venga utilizzato nei centri di terapia antalgica ,

secondo, ho avuto l'impressione che volesse propormi il metadone a scopo disuassuefacente.

Ero lì per una "semplice" visita anestesiologica e sono uscito da quell'ambulatorio con la stessa sensazione di vuoto, di inadeguatezza e di colpa che mi assaliva ogni volta che andavo al SerT per l'affido del metadone.

Davvero pochissime volte ho "esagerato" con l'ossicodone, ho sempre cercato di mantenere la posologia entro i limiti, anche perché non è davvero pensabile che io vada dal mio medico di base ad elemosinare due confezioni di ossicodone da 80 mg ciascuna ogni settimana.

Tutto questo mi ha fatto venire un senso di angoscia e malessere.

Anche perché non è che la mia sia una vita serena, anzi.

Come dicevo all'inizio, è da ieri che rimugino.

So sin troppo bene che, se avessi scorte illimitate di ossicodone e/o morfina o qualsiasi altro oppiaceo /oppioide, non mi porrei certo il problema di rispettare la posologia.

Come ho scritto all'inizio, mi sento confuso, ma dentro, provo anche una sorta di senso di colpa... di pena... che non so come gestire.

Grazie per avermi letto.

Buona giornata a tutti.

J

Contenuto Redazionale INDiCI: Intervento per Nuove generazioni Digitali Consapevoli e Informate

 
É on line INDiCI: Intervento per Nuove generazioni Digitali Consapevoli e Informate un progetto rivolto a giovanissimi che si propone di fornire informazioni utili per un uso non rischioso del web e dei social network soprattutto riguardo al panorama dei nuovi stili di consumo di sostanze psicoattive.  Nel sito troverai, un questionario realizzato a cura del CNR che esplora i comportamenti comuni e i rischi nell’utilizzo del web e dei social net incluse le parti meno conosciute come il Deep Web e il Dark net. Il questionario che ti invitiamo a compilare garantisce l’anonimato in modo completo e sicuro.

Troverai a seguire una sezione dedicata ai programmi di self management, più utili per realizzare un automonitoraggio dei consumi e ottenere aiuto attraverso strumenti speciali. Alcuni di questi programmi frutto di un’accurata selezione, non sono in italiano, riteniamo però che costituiscano strumenti utilizzabili dalla maggioranza degli utenti interessati.  Una piccola presentazione ti guiderà al loro uso.

La sezione NEWS ospiterà una selezione di notizie interessanti su questi temi a cura della redazione, mentre invece una parte specifica sulle informazioni relative ai rischi specifici di sostanze di nuova e vecchia generazione, integrerà gli strumenti che ti offriamo per la consultazione. Nella parte dedicata al contatto diretto con lo staff di operatori che il progetto mette a disposizione sarà possibile portare le tue esperienze specifiche, e anche pubblicarle se vuoi ma soprattutto potrai inviare una domanda via mail e/o fissare una chat per parlare direttamente con una persona competente.  Il progetto è attivo in stretta collaborazione con SOSTANZE.INFO


 

 

cambiero mai....

sono stato fuori dal sito, nn avevo soldi x pagare internet.... ma nulla e cambiato

 

Contenuto Redazionale Lo stigma del drogato uccide ancora

 

Claudio Cippitelli scrive sulla tragedia del giovane suicida di Colle Fiorito di Guidonia per la rubrica di Fuoriluogo per il manifesto del 13 marzo 2019.

 

di Claudio Cippitelli, Fuoriluogo - Colle Fiorito di Guidonia, Città metropolitana di Roma Capitale, 7 marzo: un 17enne, sgridato dai genitori per il possesso di un bilancino e un tritaerba , si suicida gettandosi dal quarto piano. La gran parte delle testate, online e stampate, aprono le cronache utilizzando termini da giornalino di Gian Burrasca: sgridare, ramanzina. La Repubblica: ”Sgridato per il fumo si uccide a 17 anni. Morire per una ramanzina. Morire d’adolescenza, giù dalla finestra dopo una sgridata inevitabile”. Davanti a tale tragedia, vale ripetere quanto scriveva Christian Raimo in merito ad un episodio analogo, avvenuto in provincia di Genova due anni fa: Non c’è mai nulla di intelligente da dire su una tragedia famigliare come quella di Lavagna”,  occorre allargare lo sguardo “a tutto ciò che sta fuori dalla famiglia (…) la società, la politica”. E quella di Guidonia  non è solo una tragedia familiare, ma anche una tragedia sociale e politica. Qualche giorno prima, il 4 marzo, un blitz dei Carabinieri nelle case popolari a due passi dall’abitazione del giovane suicida, aveva portato in carcere 15 persone per spaccio e identificato 105 assuntori segnalati al Prefetto. Il sito romatoday.it titola: “Colle Fiorito come Scampia, smantellata banda di pusher, 15 arresti”.  Evidentemente il vissuto del 17enne non era determinato solo da una ramanzina, ma anche dall’abitare in un quartiere definito come Scampia. Ecco la descrizione del luogo dal sito montecelio.net: Colle Fiorito che, come spesso accade per altre cittadine, diventa agli occhi delle istituzioni, e degli abitanti, un vero e proprio Paese Dormitorio, senza storia e passato e quindi senza alcuna speranza di miglioramento presente e futuro. Uno sguardo a Google Maps disvela questo eden a una trentina di km da Roma: Il Mc Donald’s c’è. Dove giocare d’azzardo pure, e poi poco altro. Una giovane amica che lo abita, descrive Colle fiorito come un quartiere che ai ragazzi appare triste, sentimento condiviso dalla  maggioranza dei giovani della sconfinata periferia romana a cavallo del Grande Raccordo Anulare. E allora, forse, abbiamo una chiave per comprendere come la “riduzione della domanda di droghe” non può esaurirsi nelle solite, esauste politiche repressive, oggi rilanciate ventilando pene tanto sproporzionate quanto del tutto inutili; se l’obiettivo è l’integrità fisica e psichica dei giovani, la politica di cui abbiamo urgenza non è la sicurezza urbana, ma le politiche urbane.

Una recente ricerca (Parsec/SerD ROMA 2) ha raggiunto 2.671 studenti della ASL ROMA 2 (territorio in gran parte periferico) e un campione di controllo selezionato tra gli iscritti nei licei del centro di Roma: i risultati evidenziano come il consumo di cannabis coinvolga in uguale misura ragazzi del centro e ragazzi periferici. Ma ci sono differenze significative:  il 21% degli studenti delle scuole della ASL ROMA 2 dichiara di avere amici che consumano cannabis “tutti i giorni o più volte al giorno”, a fronte del 13,1% di quelli delle scuole del Centro;  alla domanda “Tra i tuoi amici quanti consumano cannabis subito prima della scuola?” il 4.5% dei giovani periferici risponde “quasi tutti”, contro lo 0,7% dei liceali del centro. A quartieri tristi,corrispondono consumi eccessivi, problematici. Chi può diversificare l’accesso al piacere, per collocazione economica e culturale, inserisce il consumo di cannabis in una gamma di opzioni possibili: chi abita a Colle fiorito, può giungere alla convinzione che per ricercare uno stato di benessere in quel panorama c’è solo uno spino, una birra, una slot, insomma quello che offre il mercato.

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