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Archivio delle Domande agli Operatori

Questo è l'archivio di tutte le domande degli utenti a cui gli operatori sociali di sostanze.info hanno risposto. Puoi modificare le opzioni per vedere solo domande e risposte dei tipi che ti interessano, oppure usare il riquadro in alto per fare una ricerca specifica o una nuova domanda.

Domanda: Salve, a seguito di un ritiro patente per alcol hodovuto sottopormi anche ad un test tossicologico eseguito sul capello. Da questo screening sono risultato positivo all'ecstasy anche se in realtà non ne ho MAI fatto uso.

consigli medici
problemi legali

A cosa può essere dovuta questa positività? Può essere qualche farmaco che interferisce?

Ho pensato se ho preso farmaci particolari ma oltre ad enantyum e ketodol non mi viene in mente nulla di particolare.

Se può essere utile, la soglia di cut off segnalata è di 0.50 ng/mg, il metodo di screening utilizzato è immunoenzimatico.

 

L'avvocato mi ha detto di fare un test sulle urine per conto mio per capire la quantità di sostanza rilevata.Il problema è che 2 settimane fa mi sono fumato  circa mezzo spinello (erba e tabacco) e ho paura che risulti positivo questo. Posso fare qualcosa?

Risposta 

fare le analisi delle urine non serve a niente, dato che al massimo vengono rilevati i consumi degli ultimi 30 giorni, mentre l'esame del capello si riferisce agli ultimi 3/4 mesi. Puoi chiedere che venga fatta una nuova analisi sul campione risultato positivo alla MDMA. Quei farmaci non interferiscono.

Domanda: Salve, a seguito di un ritiro patente per alcol hodovuto sottopormi anche ad un test tossicologico eseguito sul capello. Da questo screening sono risultato positivo all'ecstasy anche se in realtà non ne ho MAI fatto uso.

consigli medici
problemi legali

A cosa può essere dovuta questa positività? Può essere qualche farmaco che interferisce?

Ho pensato se ho preso farmaci particolari ma oltre ad enantyum e ketodol non mi viene in mente nulla di particolare.

Se può essere utile, la soglia di cut off segnalata è di 0.50 ng/mg, il metodo di screening utilizzato è immunoenzimatico.

 

L'avvocato mi ha detto di fare un test sulle urine per conto mio per capire la quantità di sostanza rilevata.Il problema è che 2 settimane fa mi sono fumato  circa mezzo spinello (erba e tabacco) e ho paura che risulti positivo questo. Posso fare qualcosa?

Risposta 

fare le analisi delle urine non serve a niente, dato che al massimo vengono rilevati i consumi degli ultimi 30 giorni, mentre l'esame del capello si riferisce agli ultimi 3/4 mesi. Puoi chiedere che venga fatta una nuova analisi sul campione risultato positivo alla MDMA. Quei farmaci non interferiscono.

Domanda: Salve, il 30 giugno ho il prericovero per degli esami per l'anestesia, solamente che il 27 molto probabilmente farò uso di MDMA o di Ketamina, vorrei sapere se negli esami potrebbe saltare fuori questa cosa. Sono un po in ansia

consigli medici
Risposta 

ti consgliamo di dirlo prima dell'intervento al medico anestesista per evitare spiacevoli conseguenze post-operatorie al risveglio (in senso sanitario, non legale). Oppure basta evitare l'assunzione della sostanza prima dell'intervento

Domanda: salve ho appena ritirato i risultati delle tossicologiche ed ho questi valori: ma è normale averceli sopra dello zero? mi indicavano che la macchina non legge sotto quei valori del risultato!?!? potreste farmi chiarezza? metodo EIA

informazioni e curiosità sulle sostanze
altro

TOSSICOLOGIA esami urina Metodo: EIA
Amfetamina/ Metamfet :                  80 ng/ml -       cutt off    500
Cannabinoidi :                                   9 ng/ml -       cutt off      50
Cocaina e Metaboliti :                       30 ng/ml -     cutt off      300
Ecstasy :                                           <0.1 ng/ml -  cutt off      500
Oppiacei e Metaboliti:                       10 ng/ml -     cutt off      300

Risposta 

non esiste lo zero assoluto in questa tipologia di accertamenti. Esiste sempre un "rumore" di fondo che innalza (anche se di poco) il valore ricercato

Domanda: salve ho appena ritirato i risultati delle tossicologiche ed ho questi valori: ma è normale averceli sopra dello zero? mi indicavano che la macchina non legge sotto quei valori del risultato!?!? potreste farmi chiarezza? metodo EIA

informazioni e curiosità sulle sostanze
altro

TOSSICOLOGIA esami urina Metodo: EIA
Amfetamina/ Metamfet :                  80 ng/ml -       cutt off    500
Cannabinoidi :                                   9 ng/ml -       cutt off      50
Cocaina e Metaboliti :                       30 ng/ml -     cutt off      300
Ecstasy :                                           <0.1 ng/ml -  cutt off      500
Oppiacei e Metaboliti:                       10 ng/ml -     cutt off      300

Risposta 

non esiste lo zero assoluto in questa tipologia di accertamenti. Esiste sempre un "rumore" di fondo che innalza (anche se di poco) il valore ricercato

Domanda: Non ce la faccio più...

consigli medici
effetti delle sostanze
problemi sul lavoro/a scuola

Il mio è un grido di aiuto e sfogo. Non ne posso più di una vita così. è assurda e insignificante.

Ho ormai 37 anni, mi reputo non vecchio, ma sorpassato.

Nella mia vita ho dovuto passare troppe rogne, non dipendenti da me. La mia storia è questa. Sono nato in una famiglia composta da veri imbecilli e ritardati. La mia è una famiglia modesta. Mio padre era operaio mentre mia madre casalinga. Non so perchè si sposarono ma forse lo fecero per stupidità, perchè sono degli imbecilli. I primi anni della mia vita sono stati normali, asilo, scuola elementare, etc. Tutto normale. Ero un bambino intelligente, a cui piaceva leggere e studiare. All' improvviso tutto cambiò. All' età di otto anni, mia madre vinse un concorso per lavorare nelle poste a Genova, e accettò il posto. Mio padre rimase nel mio paese, ed io continuai a vivere con lui. Ero sballottato a destra e manca,  da una nonna all' altra per il pranzo e la cena. Già questa è una storia strana. Avendo otto anni, mi reputavo ancora un ragazzino. All' età di otto anni, un bambino ha bisogno di entrambe le figure. Mia madre veniva a casa, ma con mio padre non andava più d' accordo. Veniva a casa non mi ricordo con che frequenza, forse una volta al mese, ma non rammento. Diciamo che fino alla fine delle medie non ebbi problemi. Studiavo, andavo bene a scuola. Fu in terza media che però le cose iniziarono a cambiare. Alle medie, forse qualche episodio di bullismo potei subirlo, in quanto ero bravo e il migliore della classe. Ad un certo punto, anche io cambiai registro. Mi taglai i capelli rasati sotto lunghi sopra, come andavano a quei tempi. Siamo alla fine degli anni 90. Successivamente, iniziai a non dedicarmi più allo studio, non so perchè. Bo. Andavo in biblioteca, ma purtroppo non so, non studiavo più con la volontà dei primi anni. Non iniziai a bere o a drogarmi. Non studiavo punto. Ero diventato una persona assurda, che oggi a ripensarci, mi vergono. Io che non studio. Che schifo. Passai l' esame di terza in maniera ottimale ed andai alle superiori, scegliendo il percorso fisica matematica materie che a me piaceveno  parecchio.Mi iscrissi al liceo scientifico migliore della mia città, ma qui inziiarono i miei problemi.

I primi tempi della prima superiore erano ottimi, studiavo poco ma avevo ottimi voti. Prendevo otto in latino, sette in fisica, otto in matematica etc...ero bravo e soddisfatto. Ad un certo punto, una volta la prof. di matematica mi interrogò senza aver studiato, e presi tre. Purtroppo cambiai anche lo stile di vita. A quell' età, 16 17 anni non pensavo più a studuare, ma come unica fissazone avevo la disconteca e le uscite con gli amici. Non aprivo più libro. Non so perchè non studiavo più. Andavo a scuola, tornavo a casa, dormivo e poi quando mi alzavo, me ne andavo fuori al bar, da qualche mia amica a fare i fatti miei oppure in città a girare per il centro. Non facevo più niente. In questo periodo abitavo ancora con mio padre. 

Una sera uscii con dei ragazzi più grandi di me,i quali facevano parte di una compagnia di sventurati del mio paese. Organizzavano una serata in un cesso di locale, chiamato Number One, il locale dell' impossibile, Più che locale, sembrava un raduno di sfigati. Gente che ballava alla musica dell' hardcore, droga, alcool, gente che secondo me voleva solo scordarsi della depressione che una settimana di lavoro in Lombardia poteva dare. Uno sfogo della vita. Ma purtroppo questi sfoghi avevano anche dei problemi legati alla droga di cui se ne faceva uso spropositato.

In quel periodo, non studiavo. Ero in seconda superiore. Non facevo niente di straordinario a quell' età. Avevo 16 anni. Tornavo a casa da scuola, uscivo qualche volta con qualcuno, dormivo oppure non facevo niente di interessante, ascoltavo musica e poco altro. 

In seguito alla serata al number one, conobbi una compagnia di disgraziati che frequentavano un quartiere un pò malfamato della città, capoluogo di provincia, da cui il mio paese dista 15 km.

Questa compagnia la conobbi perchè un povero cristo veniva a scuota con me, non nella stessa sezione. Questa compagnia era composta tutti da ragazzi di scuole tecniche, i quali consumavano droghe pesanti, ecstasy, cocaina, etc.

Iniziai anche io a frequentare questa gentaglia, i quali erano soliti trovarsi fuori dalla mia scuola all' uscita.

In questo periodo, come sempre, non studiavo. La seconda superiore la finii con due debiti, in materie che io amo, matematica e fisica. Il resto ebbi voti fra l' otto e il sette. Si trattava di materie letterali, che non richiedono impegno.

Durante l' estate, come al solito, pensavo ad uscire e a non studiare. Uscivo, andavo in piscina qualche volta. Considerando che non ebbi mai tanti amici con cui uscire, non so perchè, sono sempre stato tenuto abbastanza lontano dai miei coetanei. 

Il problema è che mia madre e mio padre dei voti pessimi che prendevo non mi dicevano niente, niente Mia madre era a Genova a lavorare, mio padre era a casa con me ma non mi diceva niente. Abitavamo in una casa tutta sporca, fatiscente, priva di igiene ed ordine. 

Arrivata la terza superiore, continuai con il mio solito andazzo. DIciamo che con questa compagnia di imbecilli, andai di nuovo in questo number one, questa volta in treno, dalla mia città a brescia. in questo contesto, fu la prima serata in cui assunsi anfetamina, per ballare fino a tardi. 

Non ricordo che problemi mi dette questa sostanza, ma ne assunsi poca, una sola pastiglia.

Successivamente, a scuola come al solito non studiavo, a casa nessuno mi diceva niente, Mia madre veniva a casa da Genova, stava con me due settimane, ma non mi diceva niente su come stavo affrontando la vita. Mio padre veniva a casa, si cambiava, usciva, mangiava di sera con me, lamentandosi che non aveva soldi, e poi andava fuori con qualche suo conoscente oppure al bar a giocare a carte e a bere.

Io ero abbandonato a me stesso. 

In quell' anno della terza superiore, molte volte facevo fuga da scuola e non ci andavo.

Tornai al number one circa quattro volte. Due in pullman e due in treno dalla mia città. Quelle volte purtroppo, assunsi sostanze stupefacenti, quali ectsasy principalmente, ma in quantità moderata. Non superavo mai le due pastiglie.

Queste furono le serate che feci in cui assunsi sostanze:

- Number one, evento ravestorm, una anfetamina

- Number one, serata classica, due pastiglie

- Number one, summer event, ne presi  due.

Adesso non ricordo bene il tutto, 

Le altre assunzioni che feci furono. 

- In macchina una volta che andai in riviera, due volte che non mi salirono neanche

- Una volta in un' altra discoteca, sempre in presenza di questa compagnia di stronzi

- Un' altra serata, ad un' altro evento, in quanto ne presi una.

- Altre due un sabato sera che non sapevo cosa fare.

- Al coccorico, ne presi una. 

Questa a grandi linee, la mia esperienza con le sostanze. Avevo 17 anni. Diciamo che fra un' assunzione e l' altra, nell' arco di sette / otto mesi. 

Le mie assunzioni si riducono qui. Non ho mai nè fumato, nè assunto cocaina. Diciamo che alla fine, io non studiavo nulla e nessuno dei miei genitori, mi dissero nulla su quando stavo facendo. Tornavo a casa tardi la mattina, mio padre non mi diceva nulla, mia madre non sapeva niente. In quel periodo mia padre conobbe un altro uomo, Lei alla fine se ne stava a genova a farsi bombare da questo, scusate il termine, ma a me non pensava mai, Veniva a casa da Genova, qualche volta, mi chiamava al telefono, ma non fece mai niente per aiutarmi in questa situazione, nel correggermi.

Ho avuto genitori inesistenti, da arresto. 

Poco prima della fine della terza superiore, me ne andai via da casa di mio padre, in quanto come detto era sempre tutta sporca e disordinata, e me ne andai ad abitare da mia nonna, la madre di mia madre.

Il problema qual' è.

Come dicevo, prima delle assunzioni di droga, io mi sentivo molto più sveglio. Traducevo le versioni di latino in pochi minuti, molto velocemente, ed anche esercizi di matematica e fisica.

Successivamente a queste esperienze, non so come, non facevo essenzialmente più nulla. Mi sono sempre sentito uno stupido e un frustrato, privo di fiducia in me stesso e verso gli altri. Sempre con la paura di quello che mi dicessero.

Una volta andato ad abitare da mia nonna, venni bocciato a scuola

In seguito al mio traferimento, mio padre non mi rivolse più la parola, e mia madre come al solito non mi diceva niente, di quello che facevo e non mi stimolava con nulla. Lei dice che lavorava per me, per potermi offrire qualcosa. Ma tant'è, che a livello educativo non mi insegnò nulla.

Da parte di mia nonna e mio nonno, non ci fu collaborazione minima. Non ebbero mai la preoccupazione di riprendere mia madre, di pensare a me, di vedere che voti prendevo. Nulla di tutto questo.

Una volta bocciato, cambiai sezione. Andai in una sezione assurda,con gente che si drogava, ma a livello pesante, con decine di pastiglie prese in una sera. Era gente con una situazione assurda. Mi vergono di aver conosciuto gente del genere.

Una volta cambiata classe, per fortuna smisi di frequentare una certa compagnia, ed anche di frequentare quei posti assurdi, Basta cocoriò, basta number one. Basta con tutto

Ahimè, mi dedicai alle discoteche quelle più leggere. Diciamo che alla fine mi è sempre piaciuto l' ambiente dei locali, solo per le donne che potevo trovare. è vero, solo per quello. 

Quindi mi dedicai solo alle serate al tavolo in compagnia, in locali con musica commerclale. Al massimo che prendevo erano delle sbronze. 

Ma anche in questo ambito non studiai. Non studiavo nulla, ogni tanto studiavo, ma poco, fatto sta che però mi diplomai.

Diciamo che in questo periodo, facevo la solita vita, ovvero, non studiavo. Tornavo a casa, mangiavo, dormivo e poi o andavo in palestra, oppure andavo la bar a cercare compagnia, oppure uscivo con le ragazze che conoscevo alle serate.

Non studiavo nulla, E i miei genitori non dicevano nulla.

I miei nonni, pure, ma quelli erano anziani. con me non c' entrravano nulla,

Riuscii a diplomarmi lo stesso con 75/100, senza neanche aprire un libro. A pensarci oggi, mi vergogno a morte della vita che ho condotto. Senza guida e senza niente.

Finito il liceo, andai all' università, cambiando città. Scelsi una facoltà di ingegneria, in quanto mi piaceva.

Finita la scuola e cambiando città, delle vecchie conoscenze, non me ne rimase neanche una. RImasi solo come un cane.

Solitudine allo stato puro. Mio padre non lo sentivo mai, come se fosse morto. Mia madre, lavorava sempre a Genova, dove poi si è rifatta una vita con un altro. Questa persona non mi ha mai, neanche lui, stimolato a far niente. Era presente, veniva con mia madre nella mia città a trovarmi qualche volta, ma niente. Non è mai stata una persona di riferimento. Ma lui nei miei confronti, non aveva nessun tipo di obbligo. 

Il primo anno di università fu assurdo, in quanto avevo lo stesso stile di vita delle superiori. Non studiavo, qualche esame scritto lo copiavo. Quelli orali mi arrabbattavo in qualche modo. Il primo anno feci il pendolare. Le conoscenze le potevo anche avere. Ma quello che mi mancava era la discoteca, con i tavoli etc. Solo perchè non potevo più rimorchiare nessuna.

Il pimo anno andò così. Dal secondo anno cambiai città, trasferendomi lì nella stessa città dove frequentavo l' università 

Si trattava di una facoltà di ingegneria. In quei tempi ho sempre sofferto di solitudine. Avevo iniziato anche a studiare, ma alla fine avevo sempre quel senso di solitudine che mi opprimeva.

Nell' estate del secondo anno, 2005,in quella sessione, non ero riuscito a dare neanche un esame, non so perchè.

Consideriamo che all' università non ho mai frequentato un corso nè preso appunti delle lezioni. Avevo questa strana apatia che mi faceva stare in ansia e ad essere irritabile.

Oltretutto, in quel periodo, iniziai a frequentare pure la chiesa, a praticare la religione cattolica, di cui mi vergono.

La chiesa cattolica fa schifo. Ho trovato molta gente lì dentro solo perchè protagonista di viti assurdi, senza guida, senza sollievo, solo per trovare rifugio. Eppure là dentro trovi dei vermi, che se ne approfittano degli sventurati, facendo adorare loro questa figura di profeta vissuto duemila anni fa, di cui a livello storico nessuno sa niente. 

Io per fortuna ero da solo, non ero parte di movimenti etc. Diciamo che questa frequentazione mi diede un pò di volontà e di forza. Iniziai anche ad allenarmi in palestra, ripresi a giocare a tennis e a calcio. Iniziai anche ad uscire da solo di sera per conoscere ragazze. Ero contento.

Diciamo che durante il terzo anno di università diedi parecchi esami, ma anche durante il secondo, ne feci parecchi, uno dietro l' altro.

Alcune materie le ho copiate, studiate male. Non essendo andato a lezione, alcuni esami scritti gli ho preparati con un docente privato. cosa di cui mi vergogno. Diciamo che alla fine della triennale, del corso canonico, ho finito con 5 esami mancanti e due laboratori. Ho dato 27 esami con una media del 25. La facoltà che io ho scelto mi è sempre piaciuta. Ingegneria. Ero contento.

Ho sempre avuto però una sorta di malinconia interna, non so perchè, per le compagnie perse dopo l' inizio dell' università.

Mia madre anche in questo caso non mi disse niente. Non pensava al mio stato d' animo. Adesso che scrivo, capisco che sono sempre stato da solo. Ho avuto una crescita strana, troppo strana,

Mi ricordo di domeniche che ero a casa da solo, e andavo solo alla messa il pomeriggio. Invece la mia testa era al papete, al mare e alle ragazze che non conoscevo. A forlì non riuscii mai  a rifarmi una compagnia che andasse a fare tavoli, in discoteca, etc. Ora come ora avrei dovuto studiare e basta, con la mente fissa all' università. ma purtroppo avevo ancora la testa come alle superiori. Nessuno dei miei familiari mi disse mai niente. Nulla. Mia madre, mio padre non mi parlava più. i parenti lasciamo stare. Etc,

Alcuni esami che mi erano rimasti, li preparai con un docente privato. Cosa di cui mi pento, potevo fare da solo, ma a quell' epoca ragiovanvo così. Li studiavo bene, ma purtroppo avevo sempre questo sasso stupido sulla schiena, della mancanza di compagnia per andare fuori di sera. Conoscevo della gente, ma non erano come volevo io. E mi prendeva lo sconforto.

A pensarci adesso, mi vergogno. Successivamente, finii i primi sei mesi fuori corso con due esami da dare. Avevo finito la mia laurea triennale. Ero anche contento. Chiesi per la tesi ed iniziai a farla. Ci fu un esame che ahimè mi fece dilungare, il quale mi bloccò per sette mesi. Fecero cinque appelli, ed io non so perchè lo passai all' ultimo, con voto 25. Si trattava di un esame assurdo, molto stupido. Ma non so perchè non lo passai subito.

Comunque, feci questo esame, diedi l' ultimo e mi laureai,alla fine dei contri purtroppo avevo perso fra una cosa ed un' altra un anno e mezzo circa, di cui per l' esame in questione e l' ultimo che feci, il cui docente di riferimento era un imbecille di prima categoria.

Il problema della triennale fu purtroppo questa ansia che avevo sempre per la mancata presenza di una compagnia per andare fuori di sera e divertirmi. Ho sempre avuto questa cosa che mi ha dato un gran fastidio.

Purtroppo contiuavo anche la pratica religiosa. Io sconsiglio a tutti di praticare la religione, in quanto si tratta di ambienti talmente assurdi, da tenersi lontano anni luce. 

Una volta finita la laurea, mi laureai in ingegneria con un buon voto, restando anche abbastanza contento. 

Iniziata la specialistica. ho fatto i miei esami senza problemi, con voglia di fare, perchè proprio mi piacevano le materie etc. Il problema ce l' ebbi con il relatore, in quanto, avendo organizzato la mia tesi in azienda, secondo me, di suo proposito, mi rovinò l' attività. Si trattava di una tesi basata su un esame della triennale, che io avevo dato anni prima,orale, di cui ricordavo poco. Durante la preparazione della tesi questo soggetto non si preoccupò di informarsi su quale attiività andare a ad affrontare. Essendo nella mia situazione, il lavoro per me è ancora più importante di quello che è.

A causa di questo stronzo, persi la mia attività in azienda e la possibilità di avere una carriera in un ambito lavorativo di mio gradimento.

Per fare questa attività , cambiai città, andando a Milano. il tirocinio doveva svolgersi per sette mesi. Per colpa di questo imbecille, rimasi in azienda tre mesi e poi mi ritirai, stanco delle continue azioni ostili di questo professore stupido.

Dopo tre mesi tornai all' università, dove mi aspettava l' inferno. Avevo tutti contro, studenti, professori, etc. Mi mancavano ancora tre esami, dati tutti con la media del trenta. Cambiai relatore, ne presi uno che mi volle far passare per un imbecille. MI diede da fare una tesi talmente stupida, che la feci solo per terminare il tutto. 

Il problema qual'è. In quel periodo mi appassionai ad una tema ridicolo, la religione. Diciamo che iniziai a leggere libri in questo ambito, di filosofia, la trovavo interessante. A questo punto mi sorge una domanda. All' università purtroppo i software applicativi non vengono insegnati. Solo qualche esame su un paio di software e basta. Solo teoria, gran teoria. Molto bella, ma solo teoria. Il problema è che durante l' università, dovendo studiare gli esami, di sera prima di dormire leggevo questi libri, oppure uscivo,etc. Il problema che oltre agli esami, io dovevo studiare inglese, i software di cui ero appassionato, linguaggi di programmazione etc. Ogni tanto mi viene l' ansia in quanto invece che studare solo questi, per rilassarmi mi leggevo libri di filosofia. Io studiavo ore ore al giorno, mi rilassavo ogni tanto leggendo queste cose, piacevoli per all' epoca. Quante notti mi sono fatto a studiare software, linguaggi di programmazione, che erano anche le mie altre passioni.

La specialistica l' ho fatto molto bene, sono contento, sia come materie che atteggiamento. Sono riuscito a darmi una impostazione importante. Ma sempre ho questa rabbia dentro per avere avuto due genitori imbecilli come questi.

A livello lavorativo, le aziende poi non ti lasciano il tempo neanche di impare nulla. 

La mia ansia è anche legata a questa. Ovvero di aver perso tempo ad aver studiato troppe cose, senza conseguire una conoscenza piena di nessun software vero e proprio. Io ho la passione per il calcolo scientifico, ma dovrei andare oltre. 

Diciamo che i miei problemi di ansia sono

- aver perso capacità razionale a causa di quella droga che ho assunto

- di aver perso capacità razionale in quanto, poco prima dell' università, uno scemo mi vendette degli anabolizzanti per dimagrire, con flaconi senza etichetta. questi flaconi, non avevano l' etichetta. Ma essendo sigillati, aprendoli, avevano un foglio di chiusura su cui era sovrascritto Winstrol, ovvero l' anabolizzante che avevo acquistato. 

A causa di questo, penso di aver perso capacità razionale, e della capacità di sapermi distinguere nel mio lavoro.

Considerate che a livello lavorativo, alcune volte, essendo lavori su software mai visti, senza guida, senza figure senior che potessero essere un riferimento, preso dall' ansia me ne sono andato dall' azienda. Una volta uscito, detti sempre la colpa a mia madre di quello che avevo passato, accusandola di non essere stata presente e di avermi rovinato la vita, avendo io assunto quelle sostanze che mi hanno rovinato a livello cognitivo. Inoltre anche con l' alcool esageravo, quando ero in quelle serate. Solo alle superiori qualche volta sono tornato a casa ubriaco, e i genitori zitti, senza dirmi niente.

 

Mi scuso per il testo molto lungo, ma non ce la faccio più....di tutto..........

Secondo voi, mi sono rovinato la capacità razionale a causa di tutto quanto?

 

 

 

Risposta 

intanto grazie per la tua lunga e articolata testimonianza. Non crediamo che il tuo sia un problema di "capacità razionale" rovinata dall'assunzione di sostanze o dalla mancata presenza dei genitori al tuo fianco nei momenti "cruciali" della tua esistenza. Se 12 pasticche prese a 17 anni fossero in grado di arrestare lo sviluppo cognitivo delle persone, saremmo messi davvero male...

Pensiamo che buona parte dei tuoi problemi siano legati ad una totale mancanza di fiducia nele tue capacità, in un senso di frustrazione che ti accompagna da quando eri piccolo e che ti fa rinunciare - spesso molto presto - ad affrontare prove che poi col tempo ti rendi conto invece di riuscire a superare.

Pensiamo anche che, dato che sei riuscito ad articolare e dettagliare così bene alcuni aspetti cruciali della tua eisstenza, sarebbe molto utile per te provare ad intraprendere un percorso con uno psicologo, che ti aiuti a fare un pò di ordine nella tua esistenza e a cominciare ad avere più fiducia nelle tue capacità (che, da come scrivi, non ci sembano nè poche nè insufficenti).

Domanda: Non ce la faccio più...

consigli medici
effetti delle sostanze
problemi sul lavoro/a scuola

Il mio è un grido di aiuto e sfogo. Non ne posso più di una vita così. è assurda e insignificante.

Ho ormai 37 anni, mi reputo non vecchio, ma sorpassato.

Nella mia vita ho dovuto passare troppe rogne, non dipendenti da me. La mia storia è questa. Sono nato in una famiglia composta da veri imbecilli e ritardati. La mia è una famiglia modesta. Mio padre era operaio mentre mia madre casalinga. Non so perchè si sposarono ma forse lo fecero per stupidità, perchè sono degli imbecilli. I primi anni della mia vita sono stati normali, asilo, scuola elementare, etc. Tutto normale. Ero un bambino intelligente, a cui piaceva leggere e studiare. All' improvviso tutto cambiò. All' età di otto anni, mia madre vinse un concorso per lavorare nelle poste a Genova, e accettò il posto. Mio padre rimase nel mio paese, ed io continuai a vivere con lui. Ero sballottato a destra e manca,  da una nonna all' altra per il pranzo e la cena. Già questa è una storia strana. Avendo otto anni, mi reputavo ancora un ragazzino. All' età di otto anni, un bambino ha bisogno di entrambe le figure. Mia madre veniva a casa, ma con mio padre non andava più d' accordo. Veniva a casa non mi ricordo con che frequenza, forse una volta al mese, ma non rammento. Diciamo che fino alla fine delle medie non ebbi problemi. Studiavo, andavo bene a scuola. Fu in terza media che però le cose iniziarono a cambiare. Alle medie, forse qualche episodio di bullismo potei subirlo, in quanto ero bravo e il migliore della classe. Ad un certo punto, anche io cambiai registro. Mi taglai i capelli rasati sotto lunghi sopra, come andavano a quei tempi. Siamo alla fine degli anni 90. Successivamente, iniziai a non dedicarmi più allo studio, non so perchè. Bo. Andavo in biblioteca, ma purtroppo non so, non studiavo più con la volontà dei primi anni. Non iniziai a bere o a drogarmi. Non studiavo punto. Ero diventato una persona assurda, che oggi a ripensarci, mi vergono. Io che non studio. Che schifo. Passai l' esame di terza in maniera ottimale ed andai alle superiori, scegliendo il percorso fisica matematica materie che a me piaceveno  parecchio.Mi iscrissi al liceo scientifico migliore della mia città, ma qui inziiarono i miei problemi.

I primi tempi della prima superiore erano ottimi, studiavo poco ma avevo ottimi voti. Prendevo otto in latino, sette in fisica, otto in matematica etc...ero bravo e soddisfatto. Ad un certo punto, una volta la prof. di matematica mi interrogò senza aver studiato, e presi tre. Purtroppo cambiai anche lo stile di vita. A quell' età, 16 17 anni non pensavo più a studuare, ma come unica fissazone avevo la disconteca e le uscite con gli amici. Non aprivo più libro. Non so perchè non studiavo più. Andavo a scuola, tornavo a casa, dormivo e poi quando mi alzavo, me ne andavo fuori al bar, da qualche mia amica a fare i fatti miei oppure in città a girare per il centro. Non facevo più niente. In questo periodo abitavo ancora con mio padre. 

Una sera uscii con dei ragazzi più grandi di me,i quali facevano parte di una compagnia di sventurati del mio paese. Organizzavano una serata in un cesso di locale, chiamato Number One, il locale dell' impossibile, Più che locale, sembrava un raduno di sfigati. Gente che ballava alla musica dell' hardcore, droga, alcool, gente che secondo me voleva solo scordarsi della depressione che una settimana di lavoro in Lombardia poteva dare. Uno sfogo della vita. Ma purtroppo questi sfoghi avevano anche dei problemi legati alla droga di cui se ne faceva uso spropositato.

In quel periodo, non studiavo. Ero in seconda superiore. Non facevo niente di straordinario a quell' età. Avevo 16 anni. Tornavo a casa da scuola, uscivo qualche volta con qualcuno, dormivo oppure non facevo niente di interessante, ascoltavo musica e poco altro. 

In seguito alla serata al number one, conobbi una compagnia di disgraziati che frequentavano un quartiere un pò malfamato della città, capoluogo di provincia, da cui il mio paese dista 15 km.

Questa compagnia la conobbi perchè un povero cristo veniva a scuota con me, non nella stessa sezione. Questa compagnia era composta tutti da ragazzi di scuole tecniche, i quali consumavano droghe pesanti, ecstasy, cocaina, etc.

Iniziai anche io a frequentare questa gentaglia, i quali erano soliti trovarsi fuori dalla mia scuola all' uscita.

In questo periodo, come sempre, non studiavo. La seconda superiore la finii con due debiti, in materie che io amo, matematica e fisica. Il resto ebbi voti fra l' otto e il sette. Si trattava di materie letterali, che non richiedono impegno.

Durante l' estate, come al solito, pensavo ad uscire e a non studiare. Uscivo, andavo in piscina qualche volta. Considerando che non ebbi mai tanti amici con cui uscire, non so perchè, sono sempre stato tenuto abbastanza lontano dai miei coetanei. 

Il problema è che mia madre e mio padre dei voti pessimi che prendevo non mi dicevano niente, niente Mia madre era a Genova a lavorare, mio padre era a casa con me ma non mi diceva niente. Abitavamo in una casa tutta sporca, fatiscente, priva di igiene ed ordine. 

Arrivata la terza superiore, continuai con il mio solito andazzo. DIciamo che con questa compagnia di imbecilli, andai di nuovo in questo number one, questa volta in treno, dalla mia città a brescia. in questo contesto, fu la prima serata in cui assunsi anfetamina, per ballare fino a tardi. 

Non ricordo che problemi mi dette questa sostanza, ma ne assunsi poca, una sola pastiglia.

Successivamente, a scuola come al solito non studiavo, a casa nessuno mi diceva niente, Mia madre veniva a casa da Genova, stava con me due settimane, ma non mi diceva niente su come stavo affrontando la vita. Mio padre veniva a casa, si cambiava, usciva, mangiava di sera con me, lamentandosi che non aveva soldi, e poi andava fuori con qualche suo conoscente oppure al bar a giocare a carte e a bere.

Io ero abbandonato a me stesso. 

In quell' anno della terza superiore, molte volte facevo fuga da scuola e non ci andavo.

Tornai al number one circa quattro volte. Due in pullman e due in treno dalla mia città. Quelle volte purtroppo, assunsi sostanze stupefacenti, quali ectsasy principalmente, ma in quantità moderata. Non superavo mai le due pastiglie.

Queste furono le serate che feci in cui assunsi sostanze:

- Number one, evento ravestorm, una anfetamina

- Number one, serata classica, due pastiglie

- Number one, summer event, ne presi  due.

Adesso non ricordo bene il tutto, 

Le altre assunzioni che feci furono. 

- In macchina una volta che andai in riviera, due volte che non mi salirono neanche

- Una volta in un' altra discoteca, sempre in presenza di questa compagnia di stronzi

- Un' altra serata, ad un' altro evento, in quanto ne presi una.

- Altre due un sabato sera che non sapevo cosa fare.

- Al coccorico, ne presi una. 

Questa a grandi linee, la mia esperienza con le sostanze. Avevo 17 anni. Diciamo che fra un' assunzione e l' altra, nell' arco di sette / otto mesi. 

Le mie assunzioni si riducono qui. Non ho mai nè fumato, nè assunto cocaina. Diciamo che alla fine, io non studiavo nulla e nessuno dei miei genitori, mi dissero nulla su quando stavo facendo. Tornavo a casa tardi la mattina, mio padre non mi diceva nulla, mia madre non sapeva niente. In quel periodo mia padre conobbe un altro uomo, Lei alla fine se ne stava a genova a farsi bombare da questo, scusate il termine, ma a me non pensava mai, Veniva a casa da Genova, qualche volta, mi chiamava al telefono, ma non fece mai niente per aiutarmi in questa situazione, nel correggermi.

Ho avuto genitori inesistenti, da arresto. 

Poco prima della fine della terza superiore, me ne andai via da casa di mio padre, in quanto come detto era sempre tutta sporca e disordinata, e me ne andai ad abitare da mia nonna, la madre di mia madre.

Il problema qual' è.

Come dicevo, prima delle assunzioni di droga, io mi sentivo molto più sveglio. Traducevo le versioni di latino in pochi minuti, molto velocemente, ed anche esercizi di matematica e fisica.

Successivamente a queste esperienze, non so come, non facevo essenzialmente più nulla. Mi sono sempre sentito uno stupido e un frustrato, privo di fiducia in me stesso e verso gli altri. Sempre con la paura di quello che mi dicessero.

Una volta andato ad abitare da mia nonna, venni bocciato a scuola

In seguito al mio traferimento, mio padre non mi rivolse più la parola, e mia madre come al solito non mi diceva niente, di quello che facevo e non mi stimolava con nulla. Lei dice che lavorava per me, per potermi offrire qualcosa. Ma tant'è, che a livello educativo non mi insegnò nulla.

Da parte di mia nonna e mio nonno, non ci fu collaborazione minima. Non ebbero mai la preoccupazione di riprendere mia madre, di pensare a me, di vedere che voti prendevo. Nulla di tutto questo.

Una volta bocciato, cambiai sezione. Andai in una sezione assurda,con gente che si drogava, ma a livello pesante, con decine di pastiglie prese in una sera. Era gente con una situazione assurda. Mi vergono di aver conosciuto gente del genere.

Una volta cambiata classe, per fortuna smisi di frequentare una certa compagnia, ed anche di frequentare quei posti assurdi, Basta cocoriò, basta number one. Basta con tutto

Ahimè, mi dedicai alle discoteche quelle più leggere. Diciamo che alla fine mi è sempre piaciuto l' ambiente dei locali, solo per le donne che potevo trovare. è vero, solo per quello. 

Quindi mi dedicai solo alle serate al tavolo in compagnia, in locali con musica commerclale. Al massimo che prendevo erano delle sbronze. 

Ma anche in questo ambito non studiai. Non studiavo nulla, ogni tanto studiavo, ma poco, fatto sta che però mi diplomai.

Diciamo che in questo periodo, facevo la solita vita, ovvero, non studiavo. Tornavo a casa, mangiavo, dormivo e poi o andavo in palestra, oppure andavo la bar a cercare compagnia, oppure uscivo con le ragazze che conoscevo alle serate.

Non studiavo nulla, E i miei genitori non dicevano nulla.

I miei nonni, pure, ma quelli erano anziani. con me non c' entrravano nulla,

Riuscii a diplomarmi lo stesso con 75/100, senza neanche aprire un libro. A pensarci oggi, mi vergogno a morte della vita che ho condotto. Senza guida e senza niente.

Finito il liceo, andai all' università, cambiando città. Scelsi una facoltà di ingegneria, in quanto mi piaceva.

Finita la scuola e cambiando città, delle vecchie conoscenze, non me ne rimase neanche una. RImasi solo come un cane.

Solitudine allo stato puro. Mio padre non lo sentivo mai, come se fosse morto. Mia madre, lavorava sempre a Genova, dove poi si è rifatta una vita con un altro. Questa persona non mi ha mai, neanche lui, stimolato a far niente. Era presente, veniva con mia madre nella mia città a trovarmi qualche volta, ma niente. Non è mai stata una persona di riferimento. Ma lui nei miei confronti, non aveva nessun tipo di obbligo. 

Il primo anno di università fu assurdo, in quanto avevo lo stesso stile di vita delle superiori. Non studiavo, qualche esame scritto lo copiavo. Quelli orali mi arrabbattavo in qualche modo. Il primo anno feci il pendolare. Le conoscenze le potevo anche avere. Ma quello che mi mancava era la discoteca, con i tavoli etc. Solo perchè non potevo più rimorchiare nessuna.

Il pimo anno andò così. Dal secondo anno cambiai città, trasferendomi lì nella stessa città dove frequentavo l' università 

Si trattava di una facoltà di ingegneria. In quei tempi ho sempre sofferto di solitudine. Avevo iniziato anche a studiare, ma alla fine avevo sempre quel senso di solitudine che mi opprimeva.

Nell' estate del secondo anno, 2005,in quella sessione, non ero riuscito a dare neanche un esame, non so perchè.

Consideriamo che all' università non ho mai frequentato un corso nè preso appunti delle lezioni. Avevo questa strana apatia che mi faceva stare in ansia e ad essere irritabile.

Oltretutto, in quel periodo, iniziai a frequentare pure la chiesa, a praticare la religione cattolica, di cui mi vergono.

La chiesa cattolica fa schifo. Ho trovato molta gente lì dentro solo perchè protagonista di viti assurdi, senza guida, senza sollievo, solo per trovare rifugio. Eppure là dentro trovi dei vermi, che se ne approfittano degli sventurati, facendo adorare loro questa figura di profeta vissuto duemila anni fa, di cui a livello storico nessuno sa niente. 

Io per fortuna ero da solo, non ero parte di movimenti etc. Diciamo che questa frequentazione mi diede un pò di volontà e di forza. Iniziai anche ad allenarmi in palestra, ripresi a giocare a tennis e a calcio. Iniziai anche ad uscire da solo di sera per conoscere ragazze. Ero contento.

Diciamo che durante il terzo anno di università diedi parecchi esami, ma anche durante il secondo, ne feci parecchi, uno dietro l' altro.

Alcune materie le ho copiate, studiate male. Non essendo andato a lezione, alcuni esami scritti gli ho preparati con un docente privato. cosa di cui mi vergogno. Diciamo che alla fine della triennale, del corso canonico, ho finito con 5 esami mancanti e due laboratori. Ho dato 27 esami con una media del 25. La facoltà che io ho scelto mi è sempre piaciuta. Ingegneria. Ero contento.

Ho sempre avuto però una sorta di malinconia interna, non so perchè, per le compagnie perse dopo l' inizio dell' università.

Mia madre anche in questo caso non mi disse niente. Non pensava al mio stato d' animo. Adesso che scrivo, capisco che sono sempre stato da solo. Ho avuto una crescita strana, troppo strana,

Mi ricordo di domeniche che ero a casa da solo, e andavo solo alla messa il pomeriggio. Invece la mia testa era al papete, al mare e alle ragazze che non conoscevo. A forlì non riuscii mai  a rifarmi una compagnia che andasse a fare tavoli, in discoteca, etc. Ora come ora avrei dovuto studiare e basta, con la mente fissa all' università. ma purtroppo avevo ancora la testa come alle superiori. Nessuno dei miei familiari mi disse mai niente. Nulla. Mia madre, mio padre non mi parlava più. i parenti lasciamo stare. Etc,

Alcuni esami che mi erano rimasti, li preparai con un docente privato. Cosa di cui mi pento, potevo fare da solo, ma a quell' epoca ragiovanvo così. Li studiavo bene, ma purtroppo avevo sempre questo sasso stupido sulla schiena, della mancanza di compagnia per andare fuori di sera. Conoscevo della gente, ma non erano come volevo io. E mi prendeva lo sconforto.

A pensarci adesso, mi vergogno. Successivamente, finii i primi sei mesi fuori corso con due esami da dare. Avevo finito la mia laurea triennale. Ero anche contento. Chiesi per la tesi ed iniziai a farla. Ci fu un esame che ahimè mi fece dilungare, il quale mi bloccò per sette mesi. Fecero cinque appelli, ed io non so perchè lo passai all' ultimo, con voto 25. Si trattava di un esame assurdo, molto stupido. Ma non so perchè non lo passai subito.

Comunque, feci questo esame, diedi l' ultimo e mi laureai,alla fine dei contri purtroppo avevo perso fra una cosa ed un' altra un anno e mezzo circa, di cui per l' esame in questione e l' ultimo che feci, il cui docente di riferimento era un imbecille di prima categoria.

Il problema della triennale fu purtroppo questa ansia che avevo sempre per la mancata presenza di una compagnia per andare fuori di sera e divertirmi. Ho sempre avuto questa cosa che mi ha dato un gran fastidio.

Purtroppo contiuavo anche la pratica religiosa. Io sconsiglio a tutti di praticare la religione, in quanto si tratta di ambienti talmente assurdi, da tenersi lontano anni luce. 

Una volta finita la laurea, mi laureai in ingegneria con un buon voto, restando anche abbastanza contento. 

Iniziata la specialistica. ho fatto i miei esami senza problemi, con voglia di fare, perchè proprio mi piacevano le materie etc. Il problema ce l' ebbi con il relatore, in quanto, avendo organizzato la mia tesi in azienda, secondo me, di suo proposito, mi rovinò l' attività. Si trattava di una tesi basata su un esame della triennale, che io avevo dato anni prima,orale, di cui ricordavo poco. Durante la preparazione della tesi questo soggetto non si preoccupò di informarsi su quale attiività andare a ad affrontare. Essendo nella mia situazione, il lavoro per me è ancora più importante di quello che è.

A causa di questo stronzo, persi la mia attività in azienda e la possibilità di avere una carriera in un ambito lavorativo di mio gradimento.

Per fare questa attività , cambiai città, andando a Milano. il tirocinio doveva svolgersi per sette mesi. Per colpa di questo imbecille, rimasi in azienda tre mesi e poi mi ritirai, stanco delle continue azioni ostili di questo professore stupido.

Dopo tre mesi tornai all' università, dove mi aspettava l' inferno. Avevo tutti contro, studenti, professori, etc. Mi mancavano ancora tre esami, dati tutti con la media del trenta. Cambiai relatore, ne presi uno che mi volle far passare per un imbecille. MI diede da fare una tesi talmente stupida, che la feci solo per terminare il tutto. 

Il problema qual'è. In quel periodo mi appassionai ad una tema ridicolo, la religione. Diciamo che iniziai a leggere libri in questo ambito, di filosofia, la trovavo interessante. A questo punto mi sorge una domanda. All' università purtroppo i software applicativi non vengono insegnati. Solo qualche esame su un paio di software e basta. Solo teoria, gran teoria. Molto bella, ma solo teoria. Il problema è che durante l' università, dovendo studiare gli esami, di sera prima di dormire leggevo questi libri, oppure uscivo,etc. Il problema che oltre agli esami, io dovevo studiare inglese, i software di cui ero appassionato, linguaggi di programmazione etc. Ogni tanto mi viene l' ansia in quanto invece che studare solo questi, per rilassarmi mi leggevo libri di filosofia. Io studiavo ore ore al giorno, mi rilassavo ogni tanto leggendo queste cose, piacevoli per all' epoca. Quante notti mi sono fatto a studiare software, linguaggi di programmazione, che erano anche le mie altre passioni.

La specialistica l' ho fatto molto bene, sono contento, sia come materie che atteggiamento. Sono riuscito a darmi una impostazione importante. Ma sempre ho questa rabbia dentro per avere avuto due genitori imbecilli come questi.

A livello lavorativo, le aziende poi non ti lasciano il tempo neanche di impare nulla. 

La mia ansia è anche legata a questa. Ovvero di aver perso tempo ad aver studiato troppe cose, senza conseguire una conoscenza piena di nessun software vero e proprio. Io ho la passione per il calcolo scientifico, ma dovrei andare oltre. 

Diciamo che i miei problemi di ansia sono

- aver perso capacità razionale a causa di quella droga che ho assunto

- di aver perso capacità razionale in quanto, poco prima dell' università, uno scemo mi vendette degli anabolizzanti per dimagrire, con flaconi senza etichetta. questi flaconi, non avevano l' etichetta. Ma essendo sigillati, aprendoli, avevano un foglio di chiusura su cui era sovrascritto Winstrol, ovvero l' anabolizzante che avevo acquistato. 

A causa di questo, penso di aver perso capacità razionale, e della capacità di sapermi distinguere nel mio lavoro.

Considerate che a livello lavorativo, alcune volte, essendo lavori su software mai visti, senza guida, senza figure senior che potessero essere un riferimento, preso dall' ansia me ne sono andato dall' azienda. Una volta uscito, detti sempre la colpa a mia madre di quello che avevo passato, accusandola di non essere stata presente e di avermi rovinato la vita, avendo io assunto quelle sostanze che mi hanno rovinato a livello cognitivo. Inoltre anche con l' alcool esageravo, quando ero in quelle serate. Solo alle superiori qualche volta sono tornato a casa ubriaco, e i genitori zitti, senza dirmi niente.

 

Mi scuso per il testo molto lungo, ma non ce la faccio più....di tutto..........

Secondo voi, mi sono rovinato la capacità razionale a causa di tutto quanto?

 

 

 

Risposta 

intanto grazie per la tua lunga e articolata testimonianza. Non crediamo che il tuo sia un problema di "capacità razionale" rovinata dall'assunzione di sostanze o dalla mancata presenza dei genitori al tuo fianco nei momenti "cruciali" della tua esistenza. Se 12 pasticche prese a 17 anni fossero in grado di arrestare lo sviluppo cognitivo delle persone, saremmo messi davvero male...

Pensiamo che buona parte dei tuoi problemi siano legati ad una totale mancanza di fiducia nele tue capacità, in un senso di frustrazione che ti accompagna da quando eri piccolo e che ti fa rinunciare - spesso molto presto - ad affrontare prove che poi col tempo ti rendi conto invece di riuscire a superare.

Pensiamo anche che, dato che sei riuscito ad articolare e dettagliare così bene alcuni aspetti cruciali della tua eisstenza, sarebbe molto utile per te provare ad intraprendere un percorso con uno psicologo, che ti aiuti a fare un pò di ordine nella tua esistenza e a cominciare ad avere più fiducia nelle tue capacità (che, da come scrivi, non ci sembano nè poche nè insufficenti).

Domanda: Non ce la faccio più...

consigli medici
effetti delle sostanze
problemi sul lavoro/a scuola

Il mio è un grido di aiuto e sfogo. Non ne posso più di una vita così. è assurda e insignificante.

Ho ormai 37 anni, mi reputo non vecchio, ma sorpassato.

Nella mia vita ho dovuto passare troppe rogne, non dipendenti da me. La mia storia è questa. Sono nato in una famiglia composta da veri imbecilli e ritardati. La mia è una famiglia modesta. Mio padre era operaio mentre mia madre casalinga. Non so perchè si sposarono ma forse lo fecero per stupidità, perchè sono degli imbecilli. I primi anni della mia vita sono stati normali, asilo, scuola elementare, etc. Tutto normale. Ero un bambino intelligente, a cui piaceva leggere e studiare. All' improvviso tutto cambiò. All' età di otto anni, mia madre vinse un concorso per lavorare nelle poste a Genova, e accettò il posto. Mio padre rimase nel mio paese, ed io continuai a vivere con lui. Ero sballottato a destra e manca,  da una nonna all' altra per il pranzo e la cena. Già questa è una storia strana. Avendo otto anni, mi reputavo ancora un ragazzino. All' età di otto anni, un bambino ha bisogno di entrambe le figure. Mia madre veniva a casa, ma con mio padre non andava più d' accordo. Veniva a casa non mi ricordo con che frequenza, forse una volta al mese, ma non rammento. Diciamo che fino alla fine delle medie non ebbi problemi. Studiavo, andavo bene a scuola. Fu in terza media che però le cose iniziarono a cambiare. Alle medie, forse qualche episodio di bullismo potei subirlo, in quanto ero bravo e il migliore della classe. Ad un certo punto, anche io cambiai registro. Mi taglai i capelli rasati sotto lunghi sopra, come andavano a quei tempi. Siamo alla fine degli anni 90. Successivamente, iniziai a non dedicarmi più allo studio, non so perchè. Bo. Andavo in biblioteca, ma purtroppo non so, non studiavo più con la volontà dei primi anni. Non iniziai a bere o a drogarmi. Non studiavo punto. Ero diventato una persona assurda, che oggi a ripensarci, mi vergono. Io che non studio. Che schifo. Passai l' esame di terza in maniera ottimale ed andai alle superiori, scegliendo il percorso fisica matematica materie che a me piaceveno  parecchio.Mi iscrissi al liceo scientifico migliore della mia città, ma qui inziiarono i miei problemi.

I primi tempi della prima superiore erano ottimi, studiavo poco ma avevo ottimi voti. Prendevo otto in latino, sette in fisica, otto in matematica etc...ero bravo e soddisfatto. Ad un certo punto, una volta la prof. di matematica mi interrogò senza aver studiato, e presi tre. Purtroppo cambiai anche lo stile di vita. A quell' età, 16 17 anni non pensavo più a studuare, ma come unica fissazone avevo la disconteca e le uscite con gli amici. Non aprivo più libro. Non so perchè non studiavo più. Andavo a scuola, tornavo a casa, dormivo e poi quando mi alzavo, me ne andavo fuori al bar, da qualche mia amica a fare i fatti miei oppure in città a girare per il centro. Non facevo più niente. In questo periodo abitavo ancora con mio padre. 

Una sera uscii con dei ragazzi più grandi di me,i quali facevano parte di una compagnia di sventurati del mio paese. Organizzavano una serata in un cesso di locale, chiamato Number One, il locale dell' impossibile, Più che locale, sembrava un raduno di sfigati. Gente che ballava alla musica dell' hardcore, droga, alcool, gente che secondo me voleva solo scordarsi della depressione che una settimana di lavoro in Lombardia poteva dare. Uno sfogo della vita. Ma purtroppo questi sfoghi avevano anche dei problemi legati alla droga di cui se ne faceva uso spropositato.

In quel periodo, non studiavo. Ero in seconda superiore. Non facevo niente di straordinario a quell' età. Avevo 16 anni. Tornavo a casa da scuola, uscivo qualche volta con qualcuno, dormivo oppure non facevo niente di interessante, ascoltavo musica e poco altro. 

In seguito alla serata al number one, conobbi una compagnia di disgraziati che frequentavano un quartiere un pò malfamato della città, capoluogo di provincia, da cui il mio paese dista 15 km.

Questa compagnia la conobbi perchè un povero cristo veniva a scuota con me, non nella stessa sezione. Questa compagnia era composta tutti da ragazzi di scuole tecniche, i quali consumavano droghe pesanti, ecstasy, cocaina, etc.

Iniziai anche io a frequentare questa gentaglia, i quali erano soliti trovarsi fuori dalla mia scuola all' uscita.

In questo periodo, come sempre, non studiavo. La seconda superiore la finii con due debiti, in materie che io amo, matematica e fisica. Il resto ebbi voti fra l' otto e il sette. Si trattava di materie letterali, che non richiedono impegno.

Durante l' estate, come al solito, pensavo ad uscire e a non studiare. Uscivo, andavo in piscina qualche volta. Considerando che non ebbi mai tanti amici con cui uscire, non so perchè, sono sempre stato tenuto abbastanza lontano dai miei coetanei. 

Il problema è che mia madre e mio padre dei voti pessimi che prendevo non mi dicevano niente, niente Mia madre era a Genova a lavorare, mio padre era a casa con me ma non mi diceva niente. Abitavamo in una casa tutta sporca, fatiscente, priva di igiene ed ordine. 

Arrivata la terza superiore, continuai con il mio solito andazzo. DIciamo che con questa compagnia di imbecilli, andai di nuovo in questo number one, questa volta in treno, dalla mia città a brescia. in questo contesto, fu la prima serata in cui assunsi anfetamina, per ballare fino a tardi. 

Non ricordo che problemi mi dette questa sostanza, ma ne assunsi poca, una sola pastiglia.

Successivamente, a scuola come al solito non studiavo, a casa nessuno mi diceva niente, Mia madre veniva a casa da Genova, stava con me due settimane, ma non mi diceva niente su come stavo affrontando la vita. Mio padre veniva a casa, si cambiava, usciva, mangiava di sera con me, lamentandosi che non aveva soldi, e poi andava fuori con qualche suo conoscente oppure al bar a giocare a carte e a bere.

Io ero abbandonato a me stesso. 

In quell' anno della terza superiore, molte volte facevo fuga da scuola e non ci andavo.

Tornai al number one circa quattro volte. Due in pullman e due in treno dalla mia città. Quelle volte purtroppo, assunsi sostanze stupefacenti, quali ectsasy principalmente, ma in quantità moderata. Non superavo mai le due pastiglie.

Queste furono le serate che feci in cui assunsi sostanze:

- Number one, evento ravestorm, una anfetamina

- Number one, serata classica, due pastiglie

- Number one, summer event, ne presi  due.

Adesso non ricordo bene il tutto, 

Le altre assunzioni che feci furono. 

- In macchina una volta che andai in riviera, due volte che non mi salirono neanche

- Una volta in un' altra discoteca, sempre in presenza di questa compagnia di stronzi

- Un' altra serata, ad un' altro evento, in quanto ne presi una.

- Altre due un sabato sera che non sapevo cosa fare.

- Al coccorico, ne presi una. 

Questa a grandi linee, la mia esperienza con le sostanze. Avevo 17 anni. Diciamo che fra un' assunzione e l' altra, nell' arco di sette / otto mesi. 

Le mie assunzioni si riducono qui. Non ho mai nè fumato, nè assunto cocaina. Diciamo che alla fine, io non studiavo nulla e nessuno dei miei genitori, mi dissero nulla su quando stavo facendo. Tornavo a casa tardi la mattina, mio padre non mi diceva nulla, mia madre non sapeva niente. In quel periodo mia padre conobbe un altro uomo, Lei alla fine se ne stava a genova a farsi bombare da questo, scusate il termine, ma a me non pensava mai, Veniva a casa da Genova, qualche volta, mi chiamava al telefono, ma non fece mai niente per aiutarmi in questa situazione, nel correggermi.

Ho avuto genitori inesistenti, da arresto. 

Poco prima della fine della terza superiore, me ne andai via da casa di mio padre, in quanto come detto era sempre tutta sporca e disordinata, e me ne andai ad abitare da mia nonna, la madre di mia madre.

Il problema qual' è.

Come dicevo, prima delle assunzioni di droga, io mi sentivo molto più sveglio. Traducevo le versioni di latino in pochi minuti, molto velocemente, ed anche esercizi di matematica e fisica.

Successivamente a queste esperienze, non so come, non facevo essenzialmente più nulla. Mi sono sempre sentito uno stupido e un frustrato, privo di fiducia in me stesso e verso gli altri. Sempre con la paura di quello che mi dicessero.

Una volta andato ad abitare da mia nonna, venni bocciato a scuola

In seguito al mio traferimento, mio padre non mi rivolse più la parola, e mia madre come al solito non mi diceva niente, di quello che facevo e non mi stimolava con nulla. Lei dice che lavorava per me, per potermi offrire qualcosa. Ma tant'è, che a livello educativo non mi insegnò nulla.

Da parte di mia nonna e mio nonno, non ci fu collaborazione minima. Non ebbero mai la preoccupazione di riprendere mia madre, di pensare a me, di vedere che voti prendevo. Nulla di tutto questo.

Una volta bocciato, cambiai sezione. Andai in una sezione assurda,con gente che si drogava, ma a livello pesante, con decine di pastiglie prese in una sera. Era gente con una situazione assurda. Mi vergono di aver conosciuto gente del genere.

Una volta cambiata classe, per fortuna smisi di frequentare una certa compagnia, ed anche di frequentare quei posti assurdi, Basta cocoriò, basta number one. Basta con tutto

Ahimè, mi dedicai alle discoteche quelle più leggere. Diciamo che alla fine mi è sempre piaciuto l' ambiente dei locali, solo per le donne che potevo trovare. è vero, solo per quello. 

Quindi mi dedicai solo alle serate al tavolo in compagnia, in locali con musica commerclale. Al massimo che prendevo erano delle sbronze. 

Ma anche in questo ambito non studiai. Non studiavo nulla, ogni tanto studiavo, ma poco, fatto sta che però mi diplomai.

Diciamo che in questo periodo, facevo la solita vita, ovvero, non studiavo. Tornavo a casa, mangiavo, dormivo e poi o andavo in palestra, oppure andavo la bar a cercare compagnia, oppure uscivo con le ragazze che conoscevo alle serate.

Non studiavo nulla, E i miei genitori non dicevano nulla.

I miei nonni, pure, ma quelli erano anziani. con me non c' entrravano nulla,

Riuscii a diplomarmi lo stesso con 75/100, senza neanche aprire un libro. A pensarci oggi, mi vergogno a morte della vita che ho condotto. Senza guida e senza niente.

Finito il liceo, andai all' università, cambiando città. Scelsi una facoltà di ingegneria, in quanto mi piaceva.

Finita la scuola e cambiando città, delle vecchie conoscenze, non me ne rimase neanche una. RImasi solo come un cane.

Solitudine allo stato puro. Mio padre non lo sentivo mai, come se fosse morto. Mia madre, lavorava sempre a Genova, dove poi si è rifatta una vita con un altro. Questa persona non mi ha mai, neanche lui, stimolato a far niente. Era presente, veniva con mia madre nella mia città a trovarmi qualche volta, ma niente. Non è mai stata una persona di riferimento. Ma lui nei miei confronti, non aveva nessun tipo di obbligo. 

Il primo anno di università fu assurdo, in quanto avevo lo stesso stile di vita delle superiori. Non studiavo, qualche esame scritto lo copiavo. Quelli orali mi arrabbattavo in qualche modo. Il primo anno feci il pendolare. Le conoscenze le potevo anche avere. Ma quello che mi mancava era la discoteca, con i tavoli etc. Solo perchè non potevo più rimorchiare nessuna.

Il pimo anno andò così. Dal secondo anno cambiai città, trasferendomi lì nella stessa città dove frequentavo l' università 

Si trattava di una facoltà di ingegneria. In quei tempi ho sempre sofferto di solitudine. Avevo iniziato anche a studiare, ma alla fine avevo sempre quel senso di solitudine che mi opprimeva.

Nell' estate del secondo anno, 2005,in quella sessione, non ero riuscito a dare neanche un esame, non so perchè.

Consideriamo che all' università non ho mai frequentato un corso nè preso appunti delle lezioni. Avevo questa strana apatia che mi faceva stare in ansia e ad essere irritabile.

Oltretutto, in quel periodo, iniziai a frequentare pure la chiesa, a praticare la religione cattolica, di cui mi vergono.

La chiesa cattolica fa schifo. Ho trovato molta gente lì dentro solo perchè protagonista di viti assurdi, senza guida, senza sollievo, solo per trovare rifugio. Eppure là dentro trovi dei vermi, che se ne approfittano degli sventurati, facendo adorare loro questa figura di profeta vissuto duemila anni fa, di cui a livello storico nessuno sa niente. 

Io per fortuna ero da solo, non ero parte di movimenti etc. Diciamo che questa frequentazione mi diede un pò di volontà e di forza. Iniziai anche ad allenarmi in palestra, ripresi a giocare a tennis e a calcio. Iniziai anche ad uscire da solo di sera per conoscere ragazze. Ero contento.

Diciamo che durante il terzo anno di università diedi parecchi esami, ma anche durante il secondo, ne feci parecchi, uno dietro l' altro.

Alcune materie le ho copiate, studiate male. Non essendo andato a lezione, alcuni esami scritti gli ho preparati con un docente privato. cosa di cui mi vergogno. Diciamo che alla fine della triennale, del corso canonico, ho finito con 5 esami mancanti e due laboratori. Ho dato 27 esami con una media del 25. La facoltà che io ho scelto mi è sempre piaciuta. Ingegneria. Ero contento.

Ho sempre avuto però una sorta di malinconia interna, non so perchè, per le compagnie perse dopo l' inizio dell' università.

Mia madre anche in questo caso non mi disse niente. Non pensava al mio stato d' animo. Adesso che scrivo, capisco che sono sempre stato da solo. Ho avuto una crescita strana, troppo strana,

Mi ricordo di domeniche che ero a casa da solo, e andavo solo alla messa il pomeriggio. Invece la mia testa era al papete, al mare e alle ragazze che non conoscevo. A forlì non riuscii mai  a rifarmi una compagnia che andasse a fare tavoli, in discoteca, etc. Ora come ora avrei dovuto studiare e basta, con la mente fissa all' università. ma purtroppo avevo ancora la testa come alle superiori. Nessuno dei miei familiari mi disse mai niente. Nulla. Mia madre, mio padre non mi parlava più. i parenti lasciamo stare. Etc,

Alcuni esami che mi erano rimasti, li preparai con un docente privato. Cosa di cui mi pento, potevo fare da solo, ma a quell' epoca ragiovanvo così. Li studiavo bene, ma purtroppo avevo sempre questo sasso stupido sulla schiena, della mancanza di compagnia per andare fuori di sera. Conoscevo della gente, ma non erano come volevo io. E mi prendeva lo sconforto.

A pensarci adesso, mi vergogno. Successivamente, finii i primi sei mesi fuori corso con due esami da dare. Avevo finito la mia laurea triennale. Ero anche contento. Chiesi per la tesi ed iniziai a farla. Ci fu un esame che ahimè mi fece dilungare, il quale mi bloccò per sette mesi. Fecero cinque appelli, ed io non so perchè lo passai all' ultimo, con voto 25. Si trattava di un esame assurdo, molto stupido. Ma non so perchè non lo passai subito.

Comunque, feci questo esame, diedi l' ultimo e mi laureai,alla fine dei contri purtroppo avevo perso fra una cosa ed un' altra un anno e mezzo circa, di cui per l' esame in questione e l' ultimo che feci, il cui docente di riferimento era un imbecille di prima categoria.

Il problema della triennale fu purtroppo questa ansia che avevo sempre per la mancata presenza di una compagnia per andare fuori di sera e divertirmi. Ho sempre avuto questa cosa che mi ha dato un gran fastidio.

Purtroppo contiuavo anche la pratica religiosa. Io sconsiglio a tutti di praticare la religione, in quanto si tratta di ambienti talmente assurdi, da tenersi lontano anni luce. 

Una volta finita la laurea, mi laureai in ingegneria con un buon voto, restando anche abbastanza contento. 

Iniziata la specialistica. ho fatto i miei esami senza problemi, con voglia di fare, perchè proprio mi piacevano le materie etc. Il problema ce l' ebbi con il relatore, in quanto, avendo organizzato la mia tesi in azienda, secondo me, di suo proposito, mi rovinò l' attività. Si trattava di una tesi basata su un esame della triennale, che io avevo dato anni prima,orale, di cui ricordavo poco. Durante la preparazione della tesi questo soggetto non si preoccupò di informarsi su quale attiività andare a ad affrontare. Essendo nella mia situazione, il lavoro per me è ancora più importante di quello che è.

A causa di questo stronzo, persi la mia attività in azienda e la possibilità di avere una carriera in un ambito lavorativo di mio gradimento.

Per fare questa attività , cambiai città, andando a Milano. il tirocinio doveva svolgersi per sette mesi. Per colpa di questo imbecille, rimasi in azienda tre mesi e poi mi ritirai, stanco delle continue azioni ostili di questo professore stupido.

Dopo tre mesi tornai all' università, dove mi aspettava l' inferno. Avevo tutti contro, studenti, professori, etc. Mi mancavano ancora tre esami, dati tutti con la media del trenta. Cambiai relatore, ne presi uno che mi volle far passare per un imbecille. MI diede da fare una tesi talmente stupida, che la feci solo per terminare il tutto. 

Il problema qual'è. In quel periodo mi appassionai ad una tema ridicolo, la religione. Diciamo che iniziai a leggere libri in questo ambito, di filosofia, la trovavo interessante. A questo punto mi sorge una domanda. All' università purtroppo i software applicativi non vengono insegnati. Solo qualche esame su un paio di software e basta. Solo teoria, gran teoria. Molto bella, ma solo teoria. Il problema è che durante l' università, dovendo studiare gli esami, di sera prima di dormire leggevo questi libri, oppure uscivo,etc. Il problema che oltre agli esami, io dovevo studiare inglese, i software di cui ero appassionato, linguaggi di programmazione etc. Ogni tanto mi viene l' ansia in quanto invece che studare solo questi, per rilassarmi mi leggevo libri di filosofia. Io studiavo ore ore al giorno, mi rilassavo ogni tanto leggendo queste cose, piacevoli per all' epoca. Quante notti mi sono fatto a studiare software, linguaggi di programmazione, che erano anche le mie altre passioni.

La specialistica l' ho fatto molto bene, sono contento, sia come materie che atteggiamento. Sono riuscito a darmi una impostazione importante. Ma sempre ho questa rabbia dentro per avere avuto due genitori imbecilli come questi.

A livello lavorativo, le aziende poi non ti lasciano il tempo neanche di impare nulla. 

La mia ansia è anche legata a questa. Ovvero di aver perso tempo ad aver studiato troppe cose, senza conseguire una conoscenza piena di nessun software vero e proprio. Io ho la passione per il calcolo scientifico, ma dovrei andare oltre. 

Diciamo che i miei problemi di ansia sono

- aver perso capacità razionale a causa di quella droga che ho assunto

- di aver perso capacità razionale in quanto, poco prima dell' università, uno scemo mi vendette degli anabolizzanti per dimagrire, con flaconi senza etichetta. questi flaconi, non avevano l' etichetta. Ma essendo sigillati, aprendoli, avevano un foglio di chiusura su cui era sovrascritto Winstrol, ovvero l' anabolizzante che avevo acquistato. 

A causa di questo, penso di aver perso capacità razionale, e della capacità di sapermi distinguere nel mio lavoro.

Considerate che a livello lavorativo, alcune volte, essendo lavori su software mai visti, senza guida, senza figure senior che potessero essere un riferimento, preso dall' ansia me ne sono andato dall' azienda. Una volta uscito, detti sempre la colpa a mia madre di quello che avevo passato, accusandola di non essere stata presente e di avermi rovinato la vita, avendo io assunto quelle sostanze che mi hanno rovinato a livello cognitivo. Inoltre anche con l' alcool esageravo, quando ero in quelle serate. Solo alle superiori qualche volta sono tornato a casa ubriaco, e i genitori zitti, senza dirmi niente.

 

Mi scuso per il testo molto lungo, ma non ce la faccio più....di tutto..........

Secondo voi, mi sono rovinato la capacità razionale a causa di tutto quanto?

 

 

 

Risposta 

intanto grazie per la tua lunga e articolata testimonianza. Non crediamo che il tuo sia un problema di "capacità razionale" rovinata dall'assunzione di sostanze o dalla mancata presenza dei genitori al tuo fianco nei momenti "cruciali" della tua esistenza. Se 12 pasticche prese a 17 anni fossero in grado di arrestare lo sviluppo cognitivo delle persone, saremmo messi davvero male...

Pensiamo che buona parte dei tuoi problemi siano legati ad una totale mancanza di fiducia nele tue capacità, in un senso di frustrazione che ti accompagna da quando eri piccolo e che ti fa rinunciare - spesso molto presto - ad affrontare prove che poi col tempo ti rendi conto invece di riuscire a superare.

Pensiamo anche che, dato che sei riuscito ad articolare e dettagliare così bene alcuni aspetti cruciali della tua eisstenza, sarebbe molto utile per te provare ad intraprendere un percorso con uno psicologo, che ti aiuti a fare un pò di ordine nella tua esistenza e a cominciare ad avere più fiducia nelle tue capacità (che, da come scrivi, non ci sembano nè poche nè insufficenti).

Domanda: in seguito ad assunzioni di mdma, il quoziente intellettivo di quanti punti si riduce.

effetti delle sostanze
Risposta 

nessuno ha mai misurato la correlazione fra assunzione di MDMA e Q.I. 

Domanda: effetti collaterali di MDMA

effetti delle sostanze
informazioni e curiosità sulle sostanze

Ciao, innanzitutto grazie del servizio. Sono una ragazza di 18 anni. Meno di 4 mesi fa ho assunto per la prima volta una droga pesante, ovvero Mdma per via orale a secco (ovvero non sciolta in acqua, oltretutto tenuta sotto la lingua e da quasi sciolta ingerita) e sotto forma di cristallo. Nonostante non ne avessi fatto uso precedentemente, mi è parsa buona poiché mi ha donato un'esperienza estremamente piacevole e che rifarei cento volte (cosa ancora non successa, perché vorrei evitare di creare una forte dipendenza, nonostante il desiderio e il pensiero ci sia) e soprattutto non mi ha creato il down i giorni seguenti. Non so quanta ne abbia assunta, sarà stato un cristallo di circa 4/5mm se può servire. Gli effetti sono stati quasi immediati con forti tremori a tutto il corpo ma ancora ero lucida, dopo una 30ina di minuti è salita gradualmente e mi ha dato fluusso di pensieri ininterrotti, leggerezza, colori e luci molti intensi, forte consapevolezza delle sensazioni e dei pensieri e apprezzamento generale della vita. La mia domanda riguarda gli effetti collaterali, perché purtroppo ne ho avvertiti alcuni e il mio grande dubbio è sul fatto se siano veri o meno. In generale e specialmente i giorni successivi sono stati di intensa sensibilità emotiva, specialmente per quanto riguarda la rabbia e anche nelle settimane successive. Tutt'ora in realtà mi basta poco per arrabbiarmi davvero tanto ed è come se non controllassi i pensieri cattivi che recepisco al momento. Altri effetti collaterali che mi sembra di aver percepito e che si protraggono tutt'ora sono una grande fatica nell'esprimermi a parole a voce, quindi a collegare il pensiero di quel che voglio dire alla parola, e questo mi è particolarmente problematico anche se è leggermente migliorato.Sono molto più introversa e parlo pochissimo.

Mi sembra anche che la mia depressione sia peggiorata molto, anzi prima di questo episodio non potevo definirmi pienamente depressa, non prendo ancora antidepressivi perché ci sono abbastanza contraria. 

Ho queste sensazioni, ma ho paura che siano in realtà irreali e frutto della mia paranoia. 

Risposta 

ciao, hai descritto nel dettaglio proprio alcuni degli effetti collaterali che possono presentarsi (e a volte permanere) in una persona che assume queste sostanze. Spariranno? Si ripresenteranno? Molto difficile darti una risposta o ipotizzare una evoluzione in un senso o nell'altro. Sta di fatto che introspezione e depressione mal si accordano con l'assunzione di una sostanza che può alterare la percezione e le sensazioni provate sotto i suoi effetti. Effetti - negativi - che possono ripresentarsi all'indomani di una nuova assunzione.

Domanda: effetti collaterali di MDMA

effetti delle sostanze
informazioni e curiosità sulle sostanze

Ciao, innanzitutto grazie del servizio. Sono una ragazza di 18 anni. Meno di 4 mesi fa ho assunto per la prima volta una droga pesante, ovvero Mdma per via orale a secco (ovvero non sciolta in acqua, oltretutto tenuta sotto la lingua e da quasi sciolta ingerita) e sotto forma di cristallo. Nonostante non ne avessi fatto uso precedentemente, mi è parsa buona poiché mi ha donato un'esperienza estremamente piacevole e che rifarei cento volte (cosa ancora non successa, perché vorrei evitare di creare una forte dipendenza, nonostante il desiderio e il pensiero ci sia) e soprattutto non mi ha creato il down i giorni seguenti. Non so quanta ne abbia assunta, sarà stato un cristallo di circa 4/5mm se può servire. Gli effetti sono stati quasi immediati con forti tremori a tutto il corpo ma ancora ero lucida, dopo una 30ina di minuti è salita gradualmente e mi ha dato fluusso di pensieri ininterrotti, leggerezza, colori e luci molti intensi, forte consapevolezza delle sensazioni e dei pensieri e apprezzamento generale della vita. La mia domanda riguarda gli effetti collaterali, perché purtroppo ne ho avvertiti alcuni e il mio grande dubbio è sul fatto se siano veri o meno. In generale e specialmente i giorni successivi sono stati di intensa sensibilità emotiva, specialmente per quanto riguarda la rabbia e anche nelle settimane successive. Tutt'ora in realtà mi basta poco per arrabbiarmi davvero tanto ed è come se non controllassi i pensieri cattivi che recepisco al momento. Altri effetti collaterali che mi sembra di aver percepito e che si protraggono tutt'ora sono una grande fatica nell'esprimermi a parole a voce, quindi a collegare il pensiero di quel che voglio dire alla parola, e questo mi è particolarmente problematico anche se è leggermente migliorato.Sono molto più introversa e parlo pochissimo.

Mi sembra anche che la mia depressione sia peggiorata molto, anzi prima di questo episodio non potevo definirmi pienamente depressa, non prendo ancora antidepressivi perché ci sono abbastanza contraria. 

Ho queste sensazioni, ma ho paura che siano in realtà irreali e frutto della mia paranoia. 

Risposta 

ciao, hai descritto nel dettaglio proprio alcuni degli effetti collaterali che possono presentarsi (e a volte permanere) in una persona che assume queste sostanze. Spariranno? Si ripresenteranno? Molto difficile darti una risposta o ipotizzare una evoluzione in un senso o nell'altro. Sta di fatto che introspezione e depressione mal si accordano con l'assunzione di una sostanza che può alterare la percezione e le sensazioni provate sotto i suoi effetti. Effetti - negativi - che possono ripresentarsi all'indomani di una nuova assunzione.

Domanda: salve l'analogo (3mmc) che non è presente in tabella è legale +o- ?

informazioni e curiosità sulle sostanze
problemi legali
Risposta 

se c'è è illegale, se non c'è non lo è (J. de Lapalisse, 1470 ca./1525)